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RASSEGNA STAMPA

Lazio, è Patric il jolly di Sarri: duttilità a disposizione dell’emergenza

Lo scorso anno ha finito la stagione in anticipo, ora lo spagnolo è tornato a disposizione.

Qualche minuto in campo lunedì, a Marassi, adesso Patric è tornato regolarmente a disposizione di Sarri. Un aiuto importante, soprattutto grazie alla sua duttilità, in questo momento in cui la Lazio è alle prese con una doppia emergenza: quella legata ai centrocampisti e quella dei terzini.

Come sottolinea infatti il Corriere dello Sport, Patric, oltre ad essere una risorsa in più per Sarri, è un jolly prezioso in un momento
di emergenza: può ricoprire più ruoli e adattarsi anche
a centrocampo. Contro il Torino, si legge, partirà in panchina,
pronto a entrare.


A parte due fugaci ingressi a tempo scaduto nello scorso marzo, conclude il quotidiano, la sua ultima partita da titolare risaliva addirittura al 16 dicembre 2024, nella disfatta casalinga per 6-0 contro l’Inter. Da quel giorno è iniziata una lunga odissea segnata
da dolori, ricadute e l’inevitabile decisione di sottoporsi all’operazione del 25 marzo scorso per risolvere i problemi di
instabilità dei tendini peronei e la lesione longitudinale del
peroneo breve. Un intervento delicato, seguito da mesi di riabilitazione e di paziente attesa. Ora finalmente lo spagnolo si è lasciato alle spalle il calvario ed è regolarmente a disposizione.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri si affida al blocco azzurro: la classifica degli italiani impiegati nell’ultimo turno di campionato

Ben 6 italiani in campo lunedì a Genova: una garanzia per Sarri.

Tra infortunati e squalificati, Sarri a Marassi ha messo in campo dal 1′ ben 6 italiani: nessuna big ha fatto come la Lazio, evidenzia il Corriere dello Sport.

Sarri cerca di sviluppare l’identità della propria squadra e intanto ha trovato una base di italianità superiore a quasi l’intero campionato. Sono stati 6 su 11 i calciatori nati in Italia schierati titolari contro il Genoa dal Comandante: in ordine di ruolo Provedel, Romagnoli, Pellegrini, Cataldi, Cancellieri e Zaccagni.

Più di metà formazione della stessa nazionalità, un caso raro che nell’ultimo turno di Serie A appartiene, si legge, soltanto a Lazio (6), Cagliari (7) e Cremonese (8), in testa alla speciale classifica del weekend appena trascorso. Si va dal massimo dei grigiorossi di Nicola allo 0 assoluto del Como di Fabregas. La Fiorentina è quella più vicina ai biancocelesti, quarta con 5 italiani nel blocco dei titolari (Ranieri, Fazzini, Nicolussi Caviglia, Mandragora e Kean). Le altre big, conclude il quotidiano, da questo punto di vista, hanno un dato decisamente peggiore: 4 italiani il Napoli (Meret, Di Lorenzo, Marianucci e Politano), 3 la Juventus (Di Gregorio, Gatti e Cambiaso), la Roma (Mancini, Cristante e Pellegrini) e l’Atalanta (Carnesecchi, Bellanova e Zappacosta). A 2 ci sono l’Inter (Bastoni e Barella) e il Bologna (Orsolini e Fabbian). Addirittura soltanto 1 per il Milan di Allegri (Gabbia).

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Maspero: “Baroni con poca qualità, Sarri ha svoltato a Marassi. La Lazio ha bisogno della sua guida”

RICCARDO MASPERO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Probabilmente Baroni si aspettava di trovare una squadra con maggiore qualità. C’è qualche problema, al Torino manca in qualcosa per avere qualche punto in più e per dare continuità. E’ spesso in affanno e ha difficoltà a mettere in campo le indicazioni del prorpio tecnico. Segna poco, questo non è da Baroni, credo che il problema principale vada rintracciata nella qualità della squadra.

L’inizio di Lazio e Torino non è stato positivo, ma penso che la vittoria molto bella a Genova credo possa dare una spinta in più alla squadra di Sarri. Ne trarrà giovamento, anche perchè la Lazio ha giocatori forti. Potrà dire la propria, magari non fino ad arrivare nelle prime zone della classifica, ma può far bene.

Sarri è un tecnico con tanta esperienza, sa gestire gruppi di livello, riesce a trascinare con se un gruppo di ragazzi con talento ma che necessitano di una guida. E’ il tecnico giusto. Lui ha le sue idee, ma non è ottuso. Se capisce che con un modulo diverso può avere una resa migliore si comporterà di conseguenza.

I miei ricordi della Lazio scudettata sono di una super corazzata. Non ti dava scampo, aveva dei campioni veri. Un tecnico riesce a dare il suo contributo importante, ma senza la qualità dei giocatori non si fa la differenza. All’epoca aveva qualità in tutte le zone del campo. Era come il Milan dei tempi di Baresi e Maldini”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “La Lazio ha bisogno di Taty-Dia, Cancellieri eccellente. Rispetto ad Isaksen…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Senza i tre punti di Genova sarebbe stata una situazione molto critica. Ho visto una prestazione eccellente di Cancellieri. Mi è sembrato un ragazzo maturo. Sta capendo quanto per lui questa sia una grande opportunità di carriera. Mi sembra che il ragazzo sta facendo di tutto per coglierla. Ha corso molto, ha dato ampiezza, ha attaccato bene il campo ed è stato anche bravo nel gioco aereo. Nell’interpretare il gioco in fascia, anche a livello tattico, probabilmente si fa preferire Isaksen. Magari Cancellieri forse ha maggiori velocità nell’attacco pulito del campo.

La prestazione non mi è piaciuta nel complesso. Non va bene tenere così poco il pallone. Va bene adesso, ma servirà una crescita quando affronterai squadre superiori. Il riscontro è arrivato anche dalle parate di Provedel. La Lazio è una squadra che deve attaccare lo spazio ed ha bisogno della connessione Castellanos-Dia per essere più pericolosa e riempire con più uomini l’area avversaria. Sono bravi a muoversi, l’argentino ama cucire il gioco, venire incontro. Se non c’è, però, un’altra presenza dentro l’area è tutto vanificato. L’ironia della sorte è che quello che ha portato questi concetti tattici, sabato all’Olimpico si giocherà la panchina. Ora contro il Torino serve la stessa umiltà e la stessa concretezza”.

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AVVERSARIO

Torino, destino crudele per Baroni: si gioca la panchina proprio contro la Lazio?

Cinque partite, 4 punti, 2 sole reti segnate, 10 subite e un 15° posto in classifica: il Toro di Baroni è tutto qui, riassunto in una manciata di numeri impietosi che rischiano di rendere il match contro la Lazio il primo crocevia della stagione. Soprattutto per il tecnico granata. Dopo la sconfitta contro il Parma, le prime voci su un possibile suo esonero hanno cominciato a rincorrersi e, nonostante dalla società non trapeli alcun tipo di indizio in merito, resta fuori discussione che un’ennesima sconfitta contro i biancocelesti ne farebbe traballare non poco la posizione. O, quanto meno, costringerebbe la società a fare ragionamenti e valutazioni fin ora non prese in considerazione.

Qualche alibi, per la verità, il tecnico granata potrebbe anche vantarlo. In più di un’occasione è stato lo stesso Baroni ad ammettere che, nonostante la società lo abbia almeno in parte accontentato, la squadra è stata completata solo a ridosso dell’inizio del campionato. E il calendario non ha di certo sorriso al Toro in questo avvio di stagione.

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STATISTICHE

Lazio, con il Toro c’è ancora il rischio della peggiore partenza in epoca tre punti. E due vittorie di fila mancano da…

Verso Lazio-Torino, dati Opta

La Lazio ha raccolto soltanto sei punti in questo inizio di campionato, frutto di due vittorie; in caso di sconfitta contro il Torino, sarebbe la peggior partenza per i biancocelesti nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95) dopo le prime sei gare giocate di un torneo di Serie A.

Dopo quattro sconfitte nelle precedenti cinque gare (1V), la Lazio ha vinto nell’ultimo turno di campionato contro il Genoa (3-0); i biancocelesti potrebbero collezionare due successi consecutivi in Serie A per la prima volta dallo scorso febbraio, e con annesso ‘clean sheet’ per la prima volta da novembre 2024: in entrambi i casi con Marco Baroni come allenatore.

La Lazio ha perso due delle ultime tre gare (1V) casalinghe in Serie A – tante quante nelle precedenti 23 sfide interne nel torneo (11V, 10N) – compresa la più recente contro la Roma; i biancocelesti potrebbero subire almeno due ko casalinghi di fila nella competizione per la prima volta da febbraio-marzo 2024: tre in quel caso, con Maurizio Sarri in panchina.

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Lazio, l’emergenza a centrocampo continua: Sarri recupera solo Belahyane. Slitta il rientro di Vecino: i tempi di recupero

L’uruguaiano resta out anche per la sfida contro il Torino, in programma sabato pomeriggio all’Olimpico.

A Genova Sarri aveva solo Cataldi a disposizione per il centrocampo e nei giorni che hanno preceduto al sfida di Marassi ha deciso di reintegrare Basic, che era stato escluso inizialmente dalla lista.

Per la sfida di sabato all’Olimpico contro il Torino, la situazione non cambia molto. Le prove in vista del match contro i granata inizieranno domani pomeriggio dopo il riposo di oggi. Sarri a centrocampo recupererà solo Belahya-ne dalla squalifica. Stando a quanto riporta Il Messaggero, il rientro di Vecino slitta a dopo la sosta, mentre Rovella ne avrà per almeno un mese. Guendouzi dovrà scontare un altro turno.

Intanto l’allarme si è esteso anche ai terzini con Marusic e Pellegrini usciti con dei problemi fisici dalla gara di Marassi: Marusic, si legge, sabato non ci sarà; oggi svolgerà gli esami al flessore e la speranza è che non si tratti di un lungo stop. Farà accertamenti anche Pellegri-ni, non al meglio col ginocchio sinistro. Lazzari invece potrebbe ritrovare la convocazione.

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Lazio, la conferma della nuova-vecchia formula nell’emergenza: Sarri studia le mosse anti-Torino

L’allenatore laziale va verso la possibile conferma del modulo adottato a Genova.

Castellanos, Dia, Zaccagni e Cancellieri hanno convinto Maurizio Sarri lunedì sera, nella vittoria per 3-0 in casa del Genoa. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, il tecnico è intrigato dal 4-4-2 di Genova può riproporlo col Torino di Baroni, nel match in programma sabato pomeriggio all’Olimpico.

Cancellieri ha segnato, colpito un palo e sfiorato il quarto gol. Zaccagni ha firmato il tris. Taty l’assist per Cancellieri e il raddoppio. Dia ha corso, ha preso falli, ha determinato 3 gialli. Sarri li ha elogiati: «Quando giochi con questa applicazione, questa determinazione, quando i quattro giocatori offensivi fanno questo tipo di prestazione, giocare col vertice basso o col vertice alto non penso faccia la differenza».

La Lazio, evidenzia il quotidiano, funziona in questa versione mixata, perfezionata a Genova nel 4-4-2: accelerazioni e verticalizzazioni, anche alcuni momenti di palleggio. E’ un modulo che permette di colpire e difendere meglio. Un modulo che il toscano potrebbe dunque mettere nuovamente in campo sabato.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Marcolin: “Spirito e modulo, dall’emergenza la migliore Lazio. Con il doppio centravanti ed i principi di Sarri inizia il campionato…” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘NMM’

“Nessuno si aspettava, vista l’emergenza, una prestazione come quella di ieri della Lazio a Genova. L’emergenza ha fatto ricompattare la squadra ed ha riconsegnato il modulo della scorsa stagione. Tanti giocatori si sono ritrovati in quell’assetto.

Ieri Sarri ha ottenuto il massimo, anche a livello di risposte tattiche. Oggi la Lazio ha trovato una soluzione di gioco alternativa. Con il 4-4-2 mi è sembrata più corta ed aggressiva, con maggiori soluzioni in avanti con la coppia Dia-Castellanos. Lo spazio che ha avuto ieri l’argentino nelle altre parte non l’ha avuto.

Non so se alla lunga questo diventerà il piano principale, ma è piaciuto a tutti anche perchè c’è stato l’atteggiamento giusto fin da subito. In questo mi ha sorpreso. La Lazio di Marassi è stata la migliore delle prime cinque partite, un motivo è stato anche la presunzione del Genoa di pensare di poter aggredire subito la squadra di Sarri. C’era lo spirito giusto, quello che volevamo un po’ tutti.

Pur cambiando il modulo, i principi erano i soliti di Sarri. Il vero cambio è l’attaccante in più a sostegno di Castellanos. I pricipi, poi, non cambiano.

La Lazio da questa situazione può venire fuori. Il primo passo è stato fatto ieri. Se la Lazio sarà questa si potrà prendere delle soddisfazioni. Il campionato dei biancocelesti è iniziato ieri.

Basic ha giocato semplice, ordinato, senza strafare e con intelligenza dal punto di vista tattico. Non era scontato visto la lunga assenza, non ha fatto sentire la mancanza di nessuno. Ha risposto bene, questo è un valore importante quando ti senti un po’ emarginato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, evitato il baratro ora va dato un senso alla stagione. Con il 4-4-2 maggiori certezze e meno dubbi…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Speriamo che con la vittoria di ieri della Lazio inizi un nuovo percorso con maggiore continuità. Ieri a Genova ha attaccato da Baroni e difeso da Sarri, penso che questo 4-4-2 sia la soluzione migliore per questa squadra. Ieri ha vinto con pieno merito, punti fondamentali per non scivolare nel baratro e per dare senso a questa stagione.

Le scorie del derby avevano lasciato una certa traccia. Sarri, in piena emrgenza, ha capito che era necessario variare il sistema di gioco per dare maggiore peso all’attacco e solidità alla squadra. A centrocampo ci sono due titolari certi come Guendouzi e Rovella. Il terzo centrocampista è sempre un’incognita e con questo atteggiamento tattico puoi anche aiutare Castellanos con l’aggiunta di Dia. Con il 4-4-2 ci sono meno dubbi e più certezze rispetto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.

Ieri, nel post-partita, c’è stata la frecciatina di Sarri quando ha detto che non avrebbe potuto tradire i tifosi dopo aver saputo del blocco di mercato. Di solito le squadre si fanno e poi si cercano i giocatori. In questo caso il processo è inverso, i giocatori sono quelli della scorsa stagione e la scelta del modulo viene dopo. Situazione atipica.

La classifica va guardata per capire il rischio grosso che ha corso la Lazio. Senza i tre punti di ieri sarebbe stato un disastro nella paura. Bisogna ancora lavorare molto, a partire da Lazio-Torino. Bisogna vincere per dare un senso diverso alla stagione”.