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RASSEGNA STAMPA

Nuova stagione, vecchie abitudini: la Lazio riparte dai punti fermi di Sarri. I nuovi cercano la sintonia

Prima uscita estiva e prime indicazioni: il marchio di Sarri si rivede subito.

Ieri la prima amichevole estiva: la Lazio a Formello ha sfidato e battuto la Primavera. Una partita che non rivela molto su quelle che saranno le scelte del tecnico in vista della nuova stagione, ma che comunque ha dato delle indicazioni chiare.

Sarri ha rivisto in campo per la partita tanti giocatori che non conosceva e ha avuto modo di testare i “nuovi”. Spazio a Provstgaard, Tavares, Dele-Bashiru e Noslin dal 1′, poi nella ripresa si sono visti anche Gigot e Belahyane. Diversi cambi quindi in campo, ma non nel gioco.

Come riporta il Corriere dello Sport infatti, il Sarri bis parte con i vecchi dettami: squadra corta, scambi veloci, al massimo due tocchi, pressing, inserimenti e linea difensiva alta. I muscoli però imballati dopo la prima settimana di preparazione hanno condizionato i sincronismi e la misura delle giocate, per questo ci sarà tempo e il tutto migliorerà già in vista dei prossimi test amichevoli.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Provstgaard può fare bene, Belahyane non è la mezzala per Sarri. E sulla prossima stagione…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“È presto ancora per dare giudizi, è tutto prematuro. Si parte da chi conosce il tecnico, poi in questo periodo Sarri studia anche chi invece non conosce. Provstgaard si vede che è un ragazzo attento, applicato, ha delle qualità; è serio, lo dimostra il fatto che fa il capitano in Nazionale Under 21; lui, come già dicevo durante gli Europei, può fare molto bene. Il resto è tutto da vedere.

Insigne? Non credo che sia quella la soluzione.

Serve trovare qualità lì davanti o, almeno le occasioni; occorre cambiare l’idea di fare calcio, serve essere più propositivi, il compitino non basta, ci vuole il coraggio.

Belahyane è un è play, per quello che chiede Sarri, non può fare la mezzala. Può fare la mezzala cercando palla tra le linee, abbassandosi col play, ma se gli chiedi di invadere l’area o crossare a 50 metri non ce l’ha.

Una parte di me va dietro alla corrente che pensa che l’allenatore bravo debba farmi migliorare la squadra, e questo di base penso debba essere; l’altra parte ha difficoltà a pensare che si possa fare meglio dello scorso anno dal punto di vista offensivo, delle occasioni da gol. Dietro Sarri è un maestro, davanti diventa complicato fare bene. Ho dei seri dubbi quindi, ma voglio essere smentito”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Le premesse per la nuova stagione? Non sono buone ma il campo mi ha insegnato che…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Come ogni estate non si inizia con le premesse migliori, c’è sempre qualche polemica; quest’anno un po’ di più, è un momento delicato. Poi per esperienza so che in campo tutto piò cambiare, ma le premesse danno poco entusiasmo alla piazza.

La prima col Como? Non vorrei che il parlare bene di alcune squadre possa portarci a sminuire la nostra che comunque ha ottimi giocatori. Troppa delusione ci porta ogni giorno a credere che la Lazio possa perdere un posto in classifica, ma ripeto: abbiamo ottimi giocatori.

Io sono convinto che ci sarà il 50% delle persone che dice che Sarri è laziale e l’altro 50% che invece sostiene che sia tornato perché non aveva alternativa: questo va chiarito con lui, ma ha già detto più volte del suo legame col popolo laziale”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Salvo la prima parte di stagione, bene Baroni con questa rosa. Conferma del tecnico? Solo se…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Baroni con questa squadra, e il materiale umano a disposizione, ha fatto un’annata strapositiva. Ha tirato fuori il 300% e la società da qui deve ripartire.

Arrivare all’ultima giornata e avere chances per la Champions dopo aver disputato anche una buona Europa League, è importante.

Ora va migliorata questa ‘non qualità’ prendendo giocatori che hanno vissuto certe situazioni, che hanno esperienza.

Dell’annata salvo la prima parte di stagione, quando la Lazio ha giocato il miglior calcio insieme all’Atalanta.

Conferma di Baroni? Sì, se la società gli prende dei giocatori per lottare per il quarto posto. Con questi calciatori, ripetere la stagione, è complicato.

Zaccagni? La fascia all’inizio dicevo che gli pesava e non era più lui, poi è migliorato insieme a tutta la squadra. Forse gli pesa questa responsabilità, ma oggi ci si attacca un po’ a tutto. Qui ci sono pochi calciatori con la leadership, per me il capitano è Romagnoli: per esperienza, ruolo, linguaggio del corpo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’Olimpico resta un tabù: stagione chiusa tra i fischi

La Lazio è fuori dall’Europa dopo 8 anni. La sconfitta col Lecce e la vittoria della Fiorentina a Udine sono state decisive.

Male, malissimo. Il finale di stagione dei biancocelesti è stato più che negativo. Bastava un punto per centrare almeno la Champions ma è arrivato un ko inatteso che ha macchiato l’annata. Ieri all’Olimpico infatti non sono mancati i fischi dei tifosi della Lazio: ennesima prova casalinga incolore e il pubblico si è fatto sentire, sia durante lo gara che al triplice fischio.

La Lazio, evidenzia La Repubblica, paga quest’anno un disastroso rendimento casalingo, rispetto alle concorrenti, soprattutto da dopo la sconfitta con l’Inter. Nelle prime 7 partite all’Olimpico erano arrivati 19 punti, appena 11 invece nelle altre 12 gare (meno di un punto a partita di media). Dato su cui pesano i tanti gol presi proprio in casa: 26 sui 49 totali incassati. E da Lazio-Bologna (24 novembre) a ieri la squadra di Baroni ha sempre subito almeno un gol. Un problema cui il tecnico non ha saputo porre rimedio in tutta la stagione e ora il suo futuro è davvero in bilico. 

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DICHIARAZIONI

Lazio. Baroni in conferenza: “Questa gara deve far riflettere sul futuro. Permanenza? Dipende da ciò che ci diremo”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni in conferenza stampa:

“Io oggi sono dispiaciuto, addolorato, per me, per la squadra, per i tifosi, per la società. E’ l’immagine finale che rimane e questa prova ha sporcato un po’ la stagione.

È una partita che deve far riflettere sul futuro. Oggi è difficile ma la squadra ha fatto 34 punti all’andata e 31 al ritorno, è qui l’importanza della partita.

Il dolore più grande è non aver rimesso la squadra in partita come successo a San Siro.

Dimettere? Lo saprà la società cosa deve fare. Una cosa è certa: ho dato tutto me stesso insieme a staff e squadra. Il dolore è per una partita, la Lazio negli ultimi anni ha fatto un media simile.

Io in questo momento non posso e non voglio guardare i numeri in casa. Oggi siamo qui a commentare una partita che io faccio fatica a commentare, è una gara che deve far riflettere me e la società.

Ho difeso sempre la squadra, lo faccio anche oggi, assumendomi la responsabilità. Questo è Marco Baroni. Con questa prestazione abbiamo buttato via il percorso fatto fino a adesso.

Stasera c’è tanto dispiacere che fatico a spostare i pensieri su altre cose. Sono in difficoltà nel parlare perché ho ancora forte un dolore che ho esternato alla squadra e avevo accennato in settimana, ma purtroppo ci siamo cascati.

Se rimarrò? Sono valutazioni che si fanno con la società e le faremo. Abbiamo fatto un percorso insieme. Ci incontreremo e faremo tutte le valutazioni del caso. La mia volontà? Devo parlare con la società, è in riferimento a ciò che ci diremo.

L’ultima partita è un passaggio, infatti ho detto che forse non sono riuscito a far capire alla squadra l’importanza della gara visto che poi da domani non ci ritroveremo.

Se guardiamo il percorso della squadra questa gara non rende merito alla stagione.

Limiti della rosa? Chiaro che, come vi ho sempre detto, quando hai 20 partire addosso non è come quando ne hai 52 e qualcosina paghi. Ma se guardiamo la prova fatta a San Siro è questo il dispaicere. Oggi prestazione completamente diversa”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Stendardo: “Lazio, c’è rammarico, a quest’ora dovresti essere in Champions. Voto al campionato…” (AUDIO)

Guglielmo Stendardo in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ha fatto una buona partita a Milano; non era facile perché l’Inter ha cercato in tutti i modi di ottenere la vittoria utile per lo scudetto. Scudetto che ora può perdere solo il Napoli.

L’Inter capitalizza al massimo, ma molto bene Pedro: non è facile andare sotto a San Siro e riprendere la sfida.

La Juventus difficile che si fermi, ci sono valori troppo diversi. Tuttavia mai dire mai, perché il calcio riserva sempre sorpresa. La Lazio comunque deve fare il possibile per vincere, anche se il Lecce avrà le stesse motivazioni del Venezia. I biancocelesti in casa non stanno facendo troppo bene, servirà un approccio feroce e chiarire subito il tipo di partita che si vorrà fare.

Il pareggio di ieri è importante per diversi fattori per la classifica e per la consapevolezza in primis.

Chiaramente ora c’è anche del rammarico per i punti persi per strada, a quest’ora la Lazio sarebbe in Champions.

Voto alla stagione? 7, in virtù anche dello scetticismo estivo. Se la Lazio non dovesse arrivare quarta avrebbe fatto comunque un buon campionato; poteva fare qualcosa in più ma c’è anche stato qualche infortunio di troppo. Tuttavia non si può dire che l’annata è negativa. Con il posto in Champions avrei dato 9″.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Vecino: “Gara giusta, ma ora non dipende più da noi. Rinnovo? Ancora nessuna chiamata”

Il centrocampista biancoceleste Matías Vecino a Lazio Style dopo il pari di San Siro:

“Penso che la prestazione l’abbiamo fatta, abbiamo fatto una gara giusta senza dimenticare che davanti avevamo una delle squadre più forti d’Europa che si giocava tantissimo. Un punto a noi sposta poco in classifica visti anche gli altri risultati, putroppo adesso non dipende più da noi. Dovremo vincere contro il Lecce e poi vedere quello che fanno le altre.

Il mister mi ha sempre dato fiducia, oggi ho dovuto fare un lavoro un po’ diverso rispetto al solito ma peso di aver fatto quello che mi ha chiesto.

Ex compagni dell’Inter? Li ho salutati alla fine, anche loro hanno perso una grande opportunità oggi, non era il momento di parlare.

La stagione? Sicuramente nel girone di ritorno le partite sono più complicate. Tante squadre si rinforzano e le altre iniziano a conoscere i tuoi punti deboli. Nel girone di ritorno siamo mancati soprattutto nelle gare giocate in casa”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “La Champions sarebbe un traguardo grandioso. Il bilancio della stagione non dipende da…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La Champions sarebbe un traguardo pazzesco, grandioso. Lazio-Juventus è una partita bella da giocare e anche utile per crescere.

Indipendentemente da ciò che si raggiungerà a fine stagione, il bilancio del percorso dei biancocelesti rimarrà positivo ma è chiaro che senza Europa ci sarebbe delusione.

Lavoro straordinario, importante. I risultati e le prestazioni sono state al di sopra delle aspettative. A gennaio però c’è stata presunzione, incapacità o mancanza di volontà visto che si è deciso di non dare una mano a questa squadra con il mercato invernale.

Ora godiamoci la sfida di domani, poi da chi gestisce tutto ci si aspetta un passo in avanti.

Merito Lazio e demerito delle altre? Io devo guardare il mio”.

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SERIE A

Lazio, testa al campionato per non buttare via tutto: rischio contraccolpo e calendario da non sottovalutare

Salutata l’Europa League, alla Lazio non resta che concentrarsi sul campionato. Mancano 6 gare e l’obiettivo è quello di raggiungere un posto nelle competizioni europee.

Al momento la classifica vede la Lazio al 6° con 56 punti; a precederla Inter (71), Napoli (68), Atalanta (61), Juventus (59) e Bologna (57). Settimo posto per la Roma (54), a seguire Fiorentina (53) e Milan (51).

Le gare restanti non sono proibitive, ma sicuramente neanche semplici: lunedì la Lazio andrà in casa del Genoa, poi a Roma arriverà il Parma, a seguire c’è la trasferta di Empoli. Big match con la Juventus nella Capitale, poi si andrà a Milano dall’Inter e si chiuderà tra le mura amiche dell’Olimpico contro il Lecce.

Eccezion fatta per il Genoa, la Lazio incontrerà le prime della classe e tre squadre che fino all’ultimo proveranno a salvarsi, quindi sicuramente cariche di motivazioni.

In più c’è da evitare il possibile contraccolpo post esclusione ai rigori dall’Europa League. Intanto a Genova la Lazio arriverà senza Isaksen che è squalificato e senza Tavares, che si è fermato nuovamente ieri sera.