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PROGETTO STADIO

Presentazione Flaminio, Lotito su futuro, finanziamenti e Newco: “Lo stadio si autofinanzierà. La Lazio non è in vendita” (AUDIO)

Terminata la conferenza stampa di presentazione del progetto-Flaminio, spazio alle domande dei cronisti presenti.

A Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”.

“Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività2.

Domanda all’ing. Alessandro Lanzetta:

“Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate”.

Prende parola Cibetta:

“Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari”.

Il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Sul tema risponde anche l’arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari””.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Il nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi”.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.

Lotito: 

“Ho voluto creare da sempre una società con fondamenta sul cemento armato, non sulla sabbia. Spesso uno fa una grande stagione e poi fallisce, io sento la responsabilità della comunità laziale, a differenza di quanto uno possa pensare. Ho riscoperto i luoghi d’origine, come il Parco dei Daini. Io quando sono arrivato potevo azzerare i debiti ripartendo dalla Serie C. Non ci sarebbe stato però il blasone, la matricola, l’ente morale della Lazio. Questa storia io non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo. Io non ho chiesto aiuto esterno, chiedo solo il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo. La Lazio ha studi radio, tv, voglio costruire il futuro della società, non le chiacchiere. Fino a poco tempo fa avevamo vinto più di tutti dopo la Juve, tutto questo con il fardello dei debiti di 550 milioni di euro. Me ne sono fatto carico per non disperdere il valore storico del club. Ho avuto questo fardello sulle spalle. Nel 2027 sono finiti i debiti, recupero 30 milioni di cassa, vuol dire avere 30 milioni in più per mantenere in piedi la struttura. Sono stati spesi tanti soldi, tutto l’apparato in piedi chi l’ha pagato? Abbiamo risanato tutto, questo serve per dare un futuro certo ai tifosi. Le squadre altrimenti spariscono e falliscono. Volete un fallimento? Io no, la Lazio deve essere immortale, va tramandata nei secoli. Io sono il gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Questo è quello che voglio. La società non è in vendita, tutto quello che viene detto è falsità. Qatar, non Qatar. Non ‘libera la Lazio’, ma ‘una Lazio libera’. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Basta con queste storie”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Giocare al Flaminio è più bello che all’Olimpico, anche per i tifosi. Ecco a chi lo dedicherei…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Se andasse in porto il progetto Flaminio sarei felicissimo. Giocare lì è stato più bello che giocare all’Olimpico. Anche per i tifosi è bello, sono praticamente in campo. Li senti al tuo fianco. Spero che la Lazio riesca ad arrivare al punto.

Ottimismo sullo stadio? Non tanto, stando a quello che sento, però ripeto: sarebbe davvero importante riuscire a farlo.

Lo dedicherei a Maestrelli. O a Chinaglia. Uno per me è stato un grande amico, l’altro una persona straordinario. Magari possiamo fare ‘stadio Maestrelli’ e ‘curva Chinaglia’. Poi ci sarebbero Lovati, Wilson e tanti, tanti atri. Sono tutte persone importantissime. Sarei felicissimo ci fosse il nome di uno dei nostri.

Bisogna stare attenti al Cagliari, soprattutto dopo la sconfitta casalinga col Lecce. Mi aspetto una prestazione importante”.

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DICHIARAZIONI

Presentazione Flaminio, Lotito: “Fondamentale per l’accrescimento del club”. Ai tifosi: “Discutiamo e confrontiamoci per una Lazio immortale” (AUDIO)

L’intervento del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter.

Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione. La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la
sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale.

L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57 mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti, il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche. La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future.

Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo.

Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità.

Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia. Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo ‘Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile’, una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club.

In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano.

Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione.

‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo, per renderla immortale“.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Signori: “Quello che i tifosi della Lazio hanno fatto per me vale 10 scudetti. Gli auguro di tornare competitivi, lo meritano” (AUDIO)

GIUSEPPE SIGNORI in collegamento a ‘SVB’

“La Lazio è dei tifosi, è giusto condividere insieme alla squadra le difficoltà come le vittorie. Il laziale vorrebbe lottare per qualche traguardo, al momento non possibile, ma il mio augurio è che la Lazio possa tornare a grandi livelli, che possa fare sempre meglio e dare grandi soddisfazioni ai tifosi che lo meritano.

Io ho sempre detto quando qualcuno dice ‘peccato che sei andato via quando la Lazio cresceva e iniziava a vincere’ che sono arrivato con Cragnotti nel ’92 e c’era una squadra che non era ancora competitiva per grandi traguardi, poi con il passare degli anni diventava sempre più forte. Non ho nessun rammarico di essere andato via, non c’erano le condizioni per rimanere e quel gesto fatto per me vale 10 scudetti perché è un attestato di stima personale che va oltre, è prima alla persona e poi al giocatore. Questo è stato il più grande segno d’affetto che la gente mi poteva dare quindi io ho vinto 10 scudetti, anche se non li ho vinti.

Academy? Riprenderà a giugno, l’8 sarò a Nettuno. Riparte la stagione da qui, poi ci saranno molte tappe, Bologna, Pavia e tante altre. Cercherò di portare la mia esperienza. Non è vero che non si sono più talenti italiani, è vero invece che ci si lavora troppo poco. Non manca la qualità ma gli istruttori. Dobbiamo essere bravi noi addetti ai lavori a capire dove stiamo sbagliando, anche se ormai se ne parla da troppi anni.

Ho imparato che il bambino ha bisogno di empatia, vuole vedere; è una spugna e assorbe tutto ciò che gli mostri. Ora parlano sempre di fisico ma se guardo indietro noto che i migliori 5 non sono più alti di 1.76, quindi non credo conti solo quello. Tra un ragazzo messo bene fisicamente che fa 10 palleggi e un altro ne fa 150, io prendo il secondo”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio, non intravedo un progetto. Lo stadio vuoto indica un limite superato. Sarri ancora di salvataggio” (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“E’ un grande dispiacere questo momento della Lazio e lo dico al di là del fatto che quello che accade mi tocca da vicino visto i miei trascorsi a Roma. E’ una situazione da cui nessuno ne esce bene, si è arrivati al gesto estremo di andare anche contro i propri ideali di amore ed appartenenza. E’ anche una brutta cosa in generale per il calcio. E’ uno sport che appartiene ai tifosi e quando si vede uno stadio così vuoto dispiace. Se si è arrivati a questo punto, evidentemente, significa che i limiti sono stati superati, non solo raggiunti.

Nei miei anni alla Lazio abbiamo vissuto anche il passaggio non semplice da Cragnotti e Lotito. Ci sono state delle difficoltà ed un ridimensionamento, ma era comunque una squadra che ha mantenuto un livello medio-alto. Non riconduco quei miei anni a questi. Questa è una situazione diversa. Lotito ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dei conti. Almeno fino a quando c’è stato Simone Inzaghi, la squadra si è mantenuta ad un livello alto. Soprattutto dava la sensazione che ci fosse un progetto di un certo tipo. Oggi, ciò che più rammarica, è che il progetto non si intravede. Almeno io non riesco a farlo, poi magari alla fine avrà ragione lui (Lotito, ndr).

Sarri? Secondo me fino ad ora è stato bravissimo. E’ riuscito ad essere l’anello di congiuzione, l’ancora a cui tutti si stanno aggrappando. Sempre parlando chiaro e non cercando mai alibi. Con il suo lavoro ed i suoi comportamenti è riuscito a compattare, per quanto possibile, l’ambiente. Il mercato di gennaio avrebbe potuto rompere il giocattolo, almeno ora la squadra riesce a navigare a vista. La cosa complicata è che bisogna arrivare alla fine nella maniera giusta. Non credo che tecnico e giocatori molleranno la presa, ma lavorare in serenità è un’altra cosa.

Taylor? Si è visto poco, ma i tratti e le caratteristiche si intravedo. Credo sia un buon profilo, si vede che sa stare in campo e riesce già a muoversi nei meccanismi del mister. Un giocatore bravo in entrambe le fasi”.

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RASSEGNA STAMPA TIFOSI

Lazio, l’Olimpico vuoto fa paura: attesa per la risposta dei tifosi dopo l’appello della squadra

Servirebbe una tregua, anche se gelida, da spirito delle Olimpiadi, nello scontro finale tifosi-Lotito. La posta adesso è la Lazio, ha un’ultima occasione da giocarsi dopo un’estate catastrofica, dentro una stagione balorda. In campionato è finita come non doveva finire, fuori da ogni corsa a metà febbraioResta solo la Coppa Italia per sognare, impresa che impone un uso cauto dell’ottimismo. Senza tifosi, in un Olimpico vuoto o semivuoto, le speranze di passare indenni l’andata con l’Atalanta sono minime. «Ci fossero stati i 45.000 la partita avrebbe potuto prendere un’altra piega», il rimpianto di Sarri sabato dopo il round di campionato con la Dea. Le sue parole erano ad effetto, ma è stata la squadra, rappresentata dal senatore Marusic, a lanciare l’appello più forte, una preghiera, può essere decisiva per rivedere i tifosi allo stadio il 4 marzo, nella notte di Coppa: «Lo stadio vuoto pesa troppo per noi giocatori. Voglio dire a nome mio e di tutta la squadra che abbiamo bisogno dei tifosi, del loro aiuto».

La risposta dei tifosi

I rappresentanti dei gruppi organizzati avevano chiesto un segnale vero ai giocatori, accusati di non aver preso posizione. L’appello di Marusic, condiviso con la squadra, non è stato casuale. La risposta dei tifosi avverrà in questa o nella prossima settimana, ogni iniziativa di protesta viene decisa nel corso di riunioni plenarie. Per Lazio-Genoa e Lazio-Atalanta si è deciso di non entrare dopo aver valutato altre forme di contestazione. Il prossimo match casalingo sarà la semifinale di andata di Coppa, prima i biancocelesti giocheranno a Cagliari e a Torino. I tifosi avevano chiesto un segnale alla squadra, la squadra l’ha dato. Lotito parlerà domani in occasione della presentazione del progetto “Flaminio”, servirebbe un cenno da parte sua, magari un’iniziativa utile per riempire lo stadio, evitando di fare da detonatore. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Risultato bugiardo, mancato culo. I tifosi? Capisco, ma mancano. E su Maldini e Tavares…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha commentato a Dazn la sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta:

“È mancato un pizzico di culo. Nel secondo tempo hanno tirato in porta una volta e nel secondo due, l’Atalanta è in un momento così. Noi abbiamo fatto anche una buona partita, abbiamo avuto occasioni. La nostra squadra, fino a un mese fa, 18 tiri in porta contro l’Atalanta non li avrebbe mai fatti. Un altro aspetto di cui sono contento è che i ragazzi hanno tirato fino al 95’ senza mai mollare. Una buona gara, un risultato che io considero bugiardo. Queste partite non devono darci retropensieri negativi.

Maldini? Ha grande qualità. Quando è coinvolto dal punto di vista materiale e mentale può far grandi cose. Quando fa l’attaccante centrale gli manca ancora l’attacco dell’area, però ha grande qualità.

Stadio? Sicuramente se c’erano i soliti 45mila la gara poteva prendere un’altra piega, però hanno deciso così e avranno le loro buone ragioni. So solo che a noi mancano.

Squadra più disordinata? Era prevedibile. Abbiamo giocato con Noslin, poi gli ultimi 30 minuti cambiando modulo. Era una squadra meno equilibrata del solito.

Tavares?Nell’ultimo periodo si è allenato molto bene, diversamente rispetto a prima. Deve limitare certe cose. Quelle sgroppate palle al piede per vie centrali possono essere pericolose per gli avversari ma anche per noi. Perdendo palla a 70 metri dalla sua posizione fa fatica a riprenderla. È ancora da razionalizzare, ma mi sembra che fisicamente e mentalmente stia meglio rispetto a un paio di mesi fa”.

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TIFOSI

Lazio-Atalanta, astensione Olimpico: i biglietti venduti

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, i biglietti venduti per Lazio-Atalanta al momento sono circa 3000. Questo dato è destinato a incrociarsi con le scelte che metteranno in atto gli abbonati, divisi tra chi vuole entrare e chi invece continuare a disertare.

Negli scorsi giorni la Curva Nord aveva già annunciato la propria intenzione di non entrare allo stadio in occasione di Lazio-Atalanta replicando dunque quanto accaduto per la sfida col Genoa.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la protesta dei tifosi continua: i biglietti venduti per la sfida con l’Atalanta

Il tifo organizzato non sarà allo stadio neanche sabato: ecco i tagliando venduti per il match contro la Dea.

Come col Genoa, il tifo organizzato della Lazio resterà a Ponte Milvio durante Lazio-Atalanta. Prosegue quindi la protesta contro la società. Come sottolinea il Corriere dello Sport, al momento sono stati venduti 2.700 biglietti per i novanta minuti con la Dea, poi si dovrà fare il conto con gli abbonati che decideranno di presenziare e con quelli che invece decideranno di rinunciare nuovamente per proseguire la contestazione nei confronti della società.

Contro il Genoa (venerdì 30 gennaio) erano stati solamente 4.000 i tifosi totali a partecipare al match sugli spalti, tutti gli altri avevano deciso di seguire la gara da Ponte Milvio come da invito della Curva
Nord. Il clima di sabato quindi, conclude il quotidiano, dipenderà per la seconda volta dalla risposta degli abbonati, in totale sono 29.918 le tessere sottoscritte in estate.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, continua la protesta dei tifosi: i biglietti venduti per la sfida con l’Atalanta

La contestazione della Nord prosegue: il tifo organizzato rimarrà a Ponte Milvio anche sabato.

Il tifo organizzato nei giorni scorsi ha annunciato che contro l’Atalanta replicherà ciò che è accaduto col Genoa: niente ingresso allo stadio, tiferà da Ponte Milvio. Nella gara dello scorso 30 gennaio, tra abbonati e biglietti singoli, erano stati circa 4mila i tifosi presenti all’Olimpico.

Da mercoledì scorso è partita la vendita dei tagliandi per Lazio-Atalanta e, al momento, riporta il Corriere dello Sport, ne sono stati acquistati circa 2mila. I numeri finali dipenderanno quindi soprattutto da quanti abbonati sceglieranno di aderire nuovamente alla protesta restando fuori dallo stadio (in estate erano state sottoscritte 29.918 tessere complessive).