Molti nodi da sciogliere in casa Lazio. Mister Tudor però, potrà sicuramente far affidamento su alcuni giocatori. Uno di questi sarà Nicolò Rovella che non lascerà la squadra biancoceleste nella prossima sessione di mercato. Il centrocampista ha giocato 30 gare in questa stagione. Acquistato la scorsa estate in prestito biennale con obbligo di riscatto fissato attorno ai 17 milioni, dovrebbe essere riscattato con una stagione di anticipo.
La società e l’allenatore puntano su Rovella per la prossima stagione. L’ex centrocampista di Genoa e Juventus ha trovato poco spazio sotto la gestione del tecnico croato. C’è comunque fiducia da parte di Tudor nei suoi confronti: “Sia contro l’Inter e sia oggi due buone gare. Può crescere, vorrei che migliorasse nel recuperare i palloni, le sue qualità di gioco sono alte”. Queste le parole del mister nel corso della scorsa conferenza stampa. Vista quindi, l’uscita di Felipe Anderson e probabilmente quella Luis Alberto, la ricostruzione dovrebbe ripartire proprio da chi è stato acquistato nella scorsa stagione.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Il mio pensiero è che è un momento di attesa, molto delicato. Tudor ha illustrato il suo programma nell’incontro di domenica alla Lazio, tra giocatori da comprare ed una vera e propria rivoluzione con elementi da cambiare. La Lazio ha ascoltato e Tudor sta cercando di capire se le sue indicazioni sono stato recepite e possano essere applicate. Il programma è stato fissato, ma non tutto è stato chiarito. Kamada e Luis Alberto troppo situazioni troppo importanti in questo scenario.
La Lazio che ha in mente Tudor è una rivoluzione che il club fa fatica a mettere in atto. Ora si parla di sostituzioni di giocatori che partono, alle uscite corrispondono le entrate, mentre Tudor forza un po’ le cose e spinge per un cambiamento radicale”.
Si ripartirà dall’Europa League il prossimo anno, stavolta è questo il miracolo. Dal secondo posto al settimo, certificato da 61 punti, 18 conquistati in 9 gare da Tudor, subentrato a Sarri lo scorso 18 marzo: «Per me è un grandissimo risultato». Solo perché in effetti si rischiava non solo di finire sotto la Roma, ma molto peggio. Era successo con Delio Rossi, poi con Pioli e Simone Inzaghi, accade di nuovo dopo aver conquistato la Champions. Sali e scendi, ormai è una costante dell’era Lotito, furioso quanto il pubblico (già aveva condiviso i fischi col Cagliari all’Olimpico) per l’atteggiamento mogio della squadra in questa stagione fino all’ultima giornata con il Sassuolo: 22 punti persi da una situazione di vantaggio.
Ecco perché la rifondazione della Lazio adesso diventa un obbligo, ma vanno sciolti in questa settimana diversi nodi prima di un nuovo incontro decisivo con Tudor. L’unico reale vertice con Lotito e Fabiani si è consumato domenica dopo pranzo, alle 15 in ritiro a Formello, poi Igor è partito subito: «Ho parlato un po’ con la società e parleremo ancora per costruire la squadra migliore possibile in ogni reparto. Io mi sono adattato, ora la rosa va adattata al mio calcio. Io indico la strada, voglio giocatori forti l’ultimo messaggio lanciato dalla pancia dell’Olimpico – e il presidente sembra intenzionato ad allestire un bell’organico». Come Sarri, l’allenatore croato rivendica un ruolo centrale nelle scelte, ma Lotito ha sempre precisato: «La società fa il mercato». Servirà un “compromesso” fra le parti per non far scattare l’ennesimo cortocircuito. Tudor attende le mosse, il club gli chiede maggiore flessibilità, il suo gelido metodo viene poco digerito dentro lo spogliatoio: «Per me il ritiro è serrato tutto l’anno». E infatti anche nel breve soggiorno ad Auronzo avrebbe voluto nascondere i suoi schemi ai media e al tifo.
Ha fissato le date dall’11 al 22 luglio, tre amichevoli, per il rinnovo ci sarà tempo: «Non mi cambia nulla avere un anno o tre», ha giurato Tudor. E Lotito sembra strategicamente d’accordo: «Il tecnico ha un contratto fino al 30 giugno 2025, non c’è quindi nessuna urgenza di prolungarlo». Il patron dovrà accontentarlo sui rinforzi per non fargli fare passi indietro. Il Messaggero
Quest’anno indubbiamente in Champions abbiamo fatto bene… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Quest’anno indubbiamente in Champions abbiamo fatto bene, mentre il campionato è stato sicuramente deficitario. Sempre fuori dalle zone alte. Diciamo che il voto complessivo è 6,5 ma avremmo dovuto fare molto di più. Chi ha fatto bene sono Atalanta e Bologna, ma non dimentichiamoci il Verona di Baroni che con la squadra smontata si è salvato senza problemi. Poi ovviamente complimenti all’Inter per lo scudetto vinto.
La Lazio deve riscostruire e c’è tempo per farlo, ma dobbiamo restare uniti e vedere chi arriverà durante questa lunga estate che ci aspetta.
Su Guendouzi non posso dire molto: l’allenatore la vede in un modo e decide lui. Certo, credo che si debbano sempre mettere da parte eventuali rancori, ma in questo caso non credo ce ne siano. Semplicemente Tudor tecnicamente lo vede in un modo e lui in un altro. Se vogliono andare avanti, decide l’allenatore cosa fare.
Tudor in queste ultime due partite ha chiaramente lanciato dei segnali e in più Fabiani ci ha fatto capire che ci sarà un rinnovamento.
Senza andare in giro per il mondo, se prendiamo 4 o 5 giocatori in squadre come Lecce o Verona, prendiamo i migliori che ci siano in A. Servono idee e competenza. A me ad esempio Noslin piace.
Castellanos è un giocatore che si può ‘riciclare’ anche come trequartista e ha le qualità per fare quello cha hanno fatto Zaccagni o Felipe Anderson. Terrei sia lui che Immobile e prendere una punta come Pinamonti che ha fatto 12 gol ed è bravo anche di testa”.
La Lazio dopo la fine del campionato, si gode le ferie, successivamente si andrà in ritiro. Ecco il programma. La Lazio si riunirà a inizio luglio a Formello, per le visite mediche e successivamente per la partenza per Auronzo di Cadore. Il ritiro partirà l’11 luglio e si concluderà il 22, dovrebbe prevedere tre amichevoli. Il resto della preparazione implicherà anche test amichevoli all’estero: per fine luglio, infatti, è in ballo un test contro l’Hansa Rostock in Germania, squadra che milita nella B tedesca.
Giancarlo Oddi a Radiosei: ”Ieri sera abbiamo giocato un primo tempo discreto e un secondo tempo disastroso, non vedevo l’ora finisse questo campionato. Tudor ha una media di 2 punti a partita, mi piacerebbe vedere il suo gioco, ma per farlo bisognerebbe avere i giocatori giusti. Un attaccante si dovrà prendere ma sarà difficile trovarne uno giusto in questo senso. Scamacca fino a due mesi fa non mi convinceva, ora mi sta impressionando, lo stesso vale per De Katelare. La Lazio dovrebbe seguire il modello Atalanta, come opera sul mercato, come incrementa il valore dei suoi giocatori.
Credo la società debba ascoltare l’ambiente, sono curioso di capire come si muoverà la Lazio da qui fino l’inizio della prossima stagione. Tutti hanno la loro responsabilità rispetto all’andamento di questa stagione, la Lazio ora, è una squadra importante, il tifoso ora sa che la squadra deve puntare in alto, il secondo punto doveva essere un punto di partenza.
I fischi di ieri sono sbagliati, il primo che deve intervenire è il Presidente, deve restituire l’amore per questa squadra. Il tifoso va allo stadio perché vuole vedere vincere la propria squadra. I giocatori devono entrare con la testa giusta, dovrebbero dare il 100% e questo sembra non accade sempre”.
ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!
Alberto Abbate a Radiosei: ” Difficile dare un voto al campionato della Lazio, alla fine sei arrivato settimo, hai centrato la qualificazione in Europa League, quindi do un 6 alla stagione. Naturalmente se consideriamo come obiettivo il quarto posto, non si arriva alla sufficienza ma lo scorso mercato estivo ha portato la Lazio a non avere una rosa pronta ad arrivare in Champions. Non è stata allestita una squadra per la Champions ma per provarci, do una sufficienza perché fino a due giornate dal termine la Lazio c’era. Infine, per quello che abbiamo vissuto durante la stagione darei un 3.
Il coperchio si è rotto e sta uscendo tutto ora, tutti i problemi che si sono creati durante la stagione.
Il mercato della Lazio in uscita e in entrata sarà un’estensione delle scelte fatte sin qui dall’allenatore. Non ho novità su Luis Alberto e Kamada, ci sarà un altro vertice tra società e Tudor dopo quello di ieri pomeriggio, che sarà ben più approfondito. La Lazio è stata chiara: o si presentano con 15 milioni o non se ne fa nulla riguardo a Luis Alberto. Un rilancio da parte della società qatariota credo ci sarà, il giocatore dovrebbe guadagnare 8 milioni annui.
Su Kamada siamo ancora fermi, fra oggi e domani sono attesi gli agenti del giapponese, per capire se la Lazio va incontro al giocatore rispetto ad un aumento di ingaggio o se il centrocampista eserciterà la clausola rispetto al rinnovo, in scadenza il 30 maggio. Essendo attesi gli agenti prima di giovedì, penso ci possa essere ancora un ristretto margine di manovra, vedremo.
Ieri dalle parole di Tudor abbiamo capito che, pur avendo fatto giocare il giapponese al posto di Luis Alberto lo preferisca nei due di centrocampo quindi, servirà prendere un sostituto dello spagnolo. Su Guendouzi, non ci sono stati segnali positivi riguardo alla sua permanenza. Tutto si dovrebbe incastrare allora, il rinnovo di Kamada, la cessione di Luis Alberto e quella Guendouzi attorno ai 25 milioni e, necessariamente, l’investimento sulla trequarti. Mi chiedo però, e se tutto ciò non si incastrasse?
Emblematiche in questo senso le parole di Tudor ieri, vuole determinare, è un uomo, un allenatore che crede in se stesso. Sarà fondamentale da parte di società e allenatore accettare un compromesso, Tudor dovrà aspettare i tempi della Lazio”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“La serata di ieri è stata di emozioni contraddittorie, da una parte la grande emozione per Eriksson con un abbraccio dell’Olimpico eccezionale. Bello anche l’omaggio della gente a Felipe Anderson, è stato un professionista super. Dall’altra i sonori fischi per la gara e per la stagione. Ieri bastava un punto, è arrivato, ma la società deve tenere conto di questo malcontento.
Con Tudor, la società si rivedrà domani, dopo il vertice di ieri che non è andato male. Si inizia a programmare il futuro, vedremo le prossime mosse. Si sta lavorando sulla volontà di Kamada di restare, a breve arriveranno gli agenti, ma è chiaro che non verrà esercitata la clausola e che ci sia da parte del giapponese la volontà di trovare un nuovo accordo. Mi sembra chiara la situazione di Guendouzi, la non risposta di Tudor ieri in conferenza dice molto sulla possibilità di una separazione. Tra i due non c’è feeling, è il francese a non trovarsi bene con il tecnico. Tudor sceglie in base a come lo vede, ma se dovesse arrivare un’offerta il ragazzo chiederà di andare.
Mi dispiace molto che Tudor sia andato in rotta di collisione con il giocatore migliore della stagione. Tra l’altro in un reparto, quello di centrocampo, in cui ci sono altre incognite. Gli spifferi di Formello sono chiari anche sui dubbi del tecnico su Rovella. Bisogna assolutamente trovare un compromesso tra le esigenze rivoluzionarie di Tudor e le necessità del club. Vecino, Guendouzi, Rovella, Kamada e Cataldi è un ottimo reparto, la priorità dovrebbe essere quella di intervenire sugli esterni e sui trequartisti“.
Il primo reale vertice a tre, fra Lotito, Fabiani e Tudor, è andato in scena ieri dopo pranzo, alle 15 in ritiro a Formello: «Fino a ieri non ci avevo parlato, lo avevo solo visto sabato insieme alla squadra. Il tecnico ha un contratto fino al 30 giugno 2025, non c’è quindi nessuna urgenza di un rinnovo – ci assicura il patron – e non mi ha detto che se ne vuole andare o abbia titubanze a proseguire il rapporto».
Igor vuole però sentirsi al centro del progetto, avere voce sulle scelte di mercato, è stato rassicurato. I precedenti di Sarri non lo tranquillizzano, il croato deve decidere se fidarsi oppure cedere ad altre corteggiatrici in agguato: «A me non cambia nulla avere un anno o tre di contratto – assicura infatti l’allenatore nel post gara col Sassuolo – e non cambia nemmeno allo spogliatoio. Piuttosto ho parlato un po’ con la società e parleremo ancora per costruire la squadra migliore possibile in ogni reparto. Io mi sono adattato, ora la rosa va adattata al mio calcio. Qui lo scudetto si è vinto nel 2000, le ambizioni ci sono. Io indico la strada, voglio giocatori forti e il presidente sembra intenzionato ad allestire un bell’organico».
Eppure il solito indice di liquidità è dietro l’angolo a bloccare il mercato: «È un paletto stupido inserito dalla Figc. Tutti i lavori dell’Academy a Formello sono stati già pagati e coperti con i soldi della società, non facendo mutui o debiti come fanno altri club. Ecco perché si è abbassato l’indice di liquidità, un limite provvisorio che dura 8 mesi, a cui ho sempre posto rimedio di tasca mia per pagare stipendi e tutto il resto. Chi invece accumula debiti per 10 anni – e c’è chi ne ha per 550 milioni – non intacca la contabilità e paga solo multe, quando nemmeno si dovrebbero iscrivere al campionato. Un paradosso assoluto».
Il Flaminio potrebbe aumentare i ricavi, essere il fiore all’occhiello del ventennio Lotito: «Stiamo facendo tutte le verifiche tecniche, per esempio sulla tenuta del cemento armato. Non farò vedere a nessuno il progetto finché non sarà tutto pronto».
(TUTTOMERCATOWEB.COM) – Classifiche a confronto dopo 38 giornate di Serie A. L’Inter campione d’Italia ha chiuso la stagione con ventidue punti in più rispetto allo scorso campionato. Saldo positivo anche per il Milan e per l’Atalanta, squadra che al pari della Fiorentina ha ancora una gara da giocare. La Roma ha chiuso la stagione con gli stessi punti di un anno fa, così come il Torino. Grossomodo vale lo stesso discorso anche per la Juventus (un punto in meno).
In positivo spicca il Bologna che ha conquistato 14 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Clamoroso il dato del Napoli che dallo Scudetto è crollato fino al decimo posto: -37. Fortemente negativo anche il dato delle ultime due in classifica: il Sassuolo ha chiuso la stagione con quindici punti in meno, la Salernitana addirittura con venticinque. Di seguito il dato delle venti di Serie A.
Inter 94 (+22 rispetto alla Serie A 2022/23 dopo 38 giornate) Milan 75 (+5) **Juventus 71 (-1) *Atalanta 69 (+8) Bologna 68 (+14) Roma 63 (=) Lazio 61 (-13) *Fiorentina 57 (-4) Torino 53 (=) Napoli 53 (-37) Genoa 49 (in Serie B) Monza 45 (-7) Lecce 38 (+2) Hellas Verona 38 (+7) Udinese 37 (-9) Cagliari 36 (in Serie B) Empoli 36 (-7) Frosinone 35 (in Serie B) Sassuolo 30 (-15) Salernitana 17 (-25) *: una gara in meno **Confronto che non tiene conto della squalifica comminata alla Juventus durante la stagione 2022/23