Un pareggio poco brillante per chiudere la stagione, ma è un punto che permette alla Lazio di conquistare il settimo posto e l’accesso alla prossima Europa League. Decisiva la rete di Zaccagni, raggiunto poi da quella di Viti, per l’1-1 finale. Al termine del match con il Sassuolo, Nicolò Rovella: “Eravamo felici oggi di vedere Felipe in campo per l’ultima volta. Lo ringrazio per i complimenti, spero di esserne all’altezza. Il bilancio è positivo, ma si può fare sempre meglio. Ho avuto due mesi d’infortunio che mi hanno tenuto lontano dal campo, per l’anno prossimo spero di stare bene sempre. L’obiettivo sarà andare in Champions: ci rivediamo ad Auronzo per preparare al meglio la stagione. A livello personale spero di essere più presente in zona gol. Quest’anno abbiamo fatto bene in Europa, vogliamo tornare in Champions dall’anno prossimo. L’Europa League dev’essere un obiettivo, lo abbiamo visto con l’Atalanta. La partita di questa sera non è stata molto bella, siamo entrati un po’ molli in campo ma volevamo vincere”, queste le sue parole alla radio ufficiale del club.
Poi, il centrocampista biancoceleste ha rilasciato dichiarazioni anche in zona mista: “Spero di restare qui per i prossimi 10/15 anni. Ringrazio Felipe per i complimenti che mi ha fatto cercherò di dargli ragione”
I tifosi? “Sono fantastici. Mi emoziono quando cantano I giardini di Marzo. Sempre un’emozione giocare qui all’Olimpico. Oggi è stato speciale difficile da spiegare a parole. Un’atmosfera bellissimo, ringraziamo i tifosi nella speranza di fare molto meglio la prossima stagione”.
Tudor? “Sarri era un maestro, mi ha aiutato tantissimo anche in fase difensiva. Con Tudor è un calcio diverso, cerco di adattarmi. Vediamo l’anno prossimo, ha idee diverse sicuramente”.
Felipe Anderson ha salutato, Pedro può salutare e Luis Alberto ha salutato la Curva. È preoccupato per la perdita di qualità in vista della prossima stagione? Ci sono novità su Kamada? “I complimenti vanno ai ragazzi, conquistato un bel traguardo come l’Europa League e il settimo posto. Si è fatto un bel percorso in questi mesi da quando sono arrivato e chiuso oggi con un pareggio. Per il futuro chiaramente c’è da fare un lavoro, questo lo sappiamo tutti. Abbiamo già parlato con la società per cercare di fare le cose giuste e costruire la miglior squadra possibile. Per Daichi non ci sono novità, vedremo nei prossimi giorni”.
Quanto deve crescere la Lazio sugli esterni? “Per me ci sono tanti margini di miglioramento, quando sono venuto ho detto che ci sono giocatori buoni per entrambi i sistemi di gioco e altri meno adatti. Mi sono adattato da quando sono arrivato, ora con la società dobbiamo individuare i giocatori giusti per questo sistema di gioco. Vedo in tutti i reparti la possibilità di migliorare, vogliamo fare tutti insieme una Lazio migliore possibile. C’è da fare bene l’Europa League il campionato, vogliamo fare una stagione importante”.
Quanto sarà importante Rovella per il futuro? Ha parlato con Eriksson nel prepartita? “Abbiamo commentato insieme al mio assistente prima di venire le emozioni di due settimane fa nell’anniversario dello Scudetto e anche quelle di oggi, è stato molto bello. Io non sembro uno che si emoziona, ma in realtà sono meno duro di come mi vedete qui. Con Sven abbiamo parlato nel prepartita, ha chiesto a Immobile quanti gol ha fatto. Rovella ha già giocato con l’Inter, ha questa visione di gioco importante. Voglio farlo migliorare ancora come recuperatore di palloni ma le sue qualità sono importanti”.
È funzionale per il gruppo avere un allenatore a scadenza di contratto? “Io posso avere un anno o tre anni di contratto, a me non cambia nulla. Anche per lo spogliatoio non cambia nulla, puoi avere cinque anni di contratto e andar via dopo sei mesi o rinnovare a lungo dopo un contratto di un solo anno”.
Lei chiederà alla società un calciomercato che possa creare ambizioni? Lei è qui per vincere? “Si è vinto l’ultima volta nel 2000, io non credo che ci sia un allenatore che si presenti dicendo di volere una squadra modesta per arrivare al decimo posto. La sensazione è che il presidente ha voglia di fare una squadra forte, io ci sono nelle scelte che bisognerà fare. Abbiamo parlato e ora bisogna lavorare. Sono i giocatori a fare la differenza. L’allenatore indica la strada, ma può cambiare un paio di posizioni in classifica. La differenza la fanno i giocatori”.
Come commenta i fischi del pubblico a fine partita? “Volevano una vittoria, anche noi la volevamo. Probabilmente le emozioni dell’ultima gara con un punto che ti basta per raggiungere l’obiettivo con un Sassuolo spensierato. Noi avevamo l’addio di Felipe e questo la squadra lo ha sentito, ma faccio i complimenti a tutti per il percorso svolto da quando sono arrivato qui”.
Che tipo di estate e preparazione imposterà? “Il ritiro con me è tutto l’anno, per me non si lavora forte solo in ritiro ma tutto l’anno. Poi ci sono tante gare e in alcune settimane si lavora meno, ma si fa sempre tanto. La preparazione sarà fatta nel miglior modo possibile, si lavorerà su tutto come sempre. Io credo che il lavoro paghi, ma ci sarà sicuramente da lavorare”.
In quali ruoli bisognerà rinforzare la rosa per avvicinarla alla sua idea di calcio? Guendouzi farà parte del futuro? “Entrambe le risposte me le tengo per me, è giusto tenerle all’interno dei nostri ragionamenti e ne parlo con la società”.
Kamada lo vede più sulla trequarti o come mediano? “Kamada può giocare più avanti in una partita contro una squadra come l’Inter, ma credo che possa incidere di più davanti alla difesa”
Tudor chiederà un altro centravanti alla società? “Per questa risposta replico quella data al collega in precedenza”.
Quanto c’è da lavorare sui duelli aerei persi e sui pochi tiri in porta? “Le statistiche su tutto l’anno non le posso commentare, io sono stato solo una parte dell’anno. Anche gli altri prendono gol sui duelli aerei, la statura magari non ci aiuta perché non siamo altissimi e anche questo va analizzato. Si perdono punti sui calci piazzati, la struttura fisica è importante e la valuteremo in futuro”.
Igor Tudor al termina di Lazio-Sassuolo, ai microfoni di LazioStyle:
“Un grande risultato, s’è fatto un grade percorso. L’Europa League una bellissima competizione, da godere, vanno fatti i complimenti ai ragazzi.
Oggi bastava un punto, c’erano tante emozioni. I ragazzi hanno probabilmente sentita un po’ tutto questo, non siamo riusciti a vincere ma questo non toglie niente”.
“Rendimento positivo? Abbiamo fatto le cose giuste, siamo contenti. Ci siamo conosciuti man mano con i giocatori, bisogna essere contenti, ho trovato tanta disponibilità. Bagno di lazialità? È stato emozionante, magari l’hanno sentita anche i ragazzi. Oggi era l’ultima, bastava un solo punto, cambia anche un po’ la mentalità dei giocatori, va capito”.
Europa League?
“C’è da fare il meglio possibile. Ora, prima di tutto, fare le scelte giuste di mercato. Ci sarà da fare un grande lavoro li e prepararsi alla prossima stagione”.
Primavera?
“Vedremo, vedremo se portare qualcuno in ritiro”.
Ambiente?
“La città di Roma parla di calcio, le piace il calcio e soprattutto discuterne. Viene data tanta importanza al calcio, questa è una caratteristica della città. Tante radio, TV, ho capito come si vive il calcio qui a Roma”.
“Una competizione bella, non è la Champions che è più bella. Va fatta nel modo migliore. Vedremo, c’è da riposare e prepararsi al meglio con la rosa giusta per fare la migliore Lazio possibile”.
Lazio-Sassuolo, ultimo atto della stagione 2023/24. All’Olimpico la Lazio cerca la sicurezza di partecipare alla prossima Europa League. Manca un punto per la matematica, per tagliare fuori la Fiorentina che dovrà giocare il recupero contro l’Atalanta a giugno. Tudor, reduce da 17 punti in 8 partite, vuole chiudere in bellezza.
LAZIO (3-4-2-1): Provedel; Marusic, Romagnoli, Gila; Hysaj, Vecino, Rovella, Pellegrini; Kamada, Zaccagni; Castellanos. A disp.: Mandas, Renzetti, Lazzari, Cataldi, Guendouzi, Isaksen, Pedro, Luis Alberto, Felipe Anderson, Immobile, Gonzalez. All.: Tudor.
L’ultimo ostacolo prima delle riflessioni sul futuro, a una condizione che Igor Tudor dice chiaramente in conferenza stampa: “Io voglio essere centrale nelle scelte”. E ancora: “La Lazio ha sempre dato importanza all’allenatore e questo è uno dei motivi per cui sono qua. Penso che siano stati fatti due mesi e mezzo giusti con il direttore, ma ora bisogna programmare bene la prossima stagione, altrimenti si soffre”. L’esempio del tecnico croato è l’Atalanta: “Sta facendo un percorso modello in Italia e in Europa: programmazione, idee e importanza all’allenatore”. In poche parole la Lazio che verrà dovrà ruotare attorno alla figura del tecnico e Tudor ci tiene a sottolinearlo guarda caso poco dopo la recente ammissione di Sarri sull’ultimo mercato estivo, delusione dalla quale si è arrivati alle dimissioni di marzo scorso. Ecco perché oltre al confronto col Sassuolo – basterà un punto per ottenere la certezza della qualificazione in Europa League – peserà molto di più il vertice che andrà in scena entro martedì tra l’ex OM, il ds Fabiani e il presidente Lotito, in cui l’argomento sarà solo la prossima stagione, non il suo contratto in scadenza nel 2025 per il quale da Formello non emerge alcuna urgenza di rinnovo. Sarà l’incontro spartiacque da cui nascerà la nuova Lazio tra addii e speranze di permanenza. A capo del primo gruppo c’è Luis Alberto e nei prossimi giorni è fissato il nuovo vis a vis con l’entourage per trovare la quadra con l’Al-Duhail. Lotito visto il 25% della futura rivendita destinato al Liverpool chiede 15 milioni, ma il club qatariota al momento si è spinto sino a 11 (8 più 3 di bonus). E’ ormai appesa a un filo la permanenza a Formello del Diez, di certo fuori dalla lista dei desideri di Tudor dopo questi due mesi e mezzo: “In rosa c’è chi fa più fatica per il mio calcio e chi invece è perfetto. Con la società ci siederemo dopo l’ultima partita e vediamo cosa succederà. Chiaro che tutti vogliono giovani fenomeni che ti portano subito a fare risultato. Vedremo se saremo in grado di fare un buon mercato (bloccato Tchaouna e tentativo tuttora in corso per Dia, ndc) facendo contenti tutti”.
Igor Tudor in conferenza stampa alla vigilia dell’ultimo match di Serie A, Lazio-Sassuolo: “Vogliamo finire nel miglior modo possibile, facendo una bella gara e mi aspetto una grande Lazio contro una squadra già retrocessa. Questo potrebbe far sembrare la partita in un certo modo ma non mi fido. Dobbiamo dare il massimo”.
L’Atalanta può essere un modello per la Lazio?
“Il calcio di Gasperini lo conosciamo tutti, fa bene da tanti anni. Lui come la società ed è un modella da seguire. La crescita ha permesso loro di avere una grande squadra, con programmazione, idee e con l’allenatore al centro del progetto. Questo è il modello da seguire non solo in Italia, anche nel resto d’Europa”.
La rosa va rivoluzionata?
“C’è gente perfetta che può rimanere, altri invece che fanno più fatica. Devo comunque fare i complimenti alla squadra, mi hanno dato tutti disponibilità e siamo andati bene. Domani ci siederemo e programmeremo il futuro e la prossima stagione”.
Kamada è in bilico. Sta cercando di capire se resterà alla Lazio?
“La sua volontà di rimanere c’è. Dovrà vedersi con la società per andare avanti. Ripeto, la volontà del giocatore c’è, speriamo di arrivare al dunque molto presto.”
Cosa c’è da migliorare in vista della prossima stagione?
“Credo non ci sia mancato nulla, anzi abbiamo fatto tante buone cose facendo bene dalla prima all’ultima gara, poi non si possono vincere tutte, non ci riescono neanche Manchester City e Real Madrid. Sono contento del lavoro fatto e fiducioso per il futuro, c’è una buona base per fare bene. Il bilancio è positivo”.
Si ripartirà dai giovani o si cambierà per avere giocatori diversi?
“Ne discuteremo, tutti i club vogliono giocatori forti e giovani. Tutti vogliono giovani fenomeni che ti portano subito a fare risultato. Bisogna vedere ed essere bravi nel creare la squadra, come in ogni settore del lavoro la qualità serve e bisogna essere bravi a scegliere bene, a quel punto si farà una bella stagione, sennò non si fa bene. La bravura è ciò che fa la differenza. Vedremo se saremo in grado di fare il lavoro sul mercato in modo giusto e far contenti tutti quanti”.
Ha detto che il modello Atalanta è da seguire anche perché mette l’allenatore al centro del progetto. Si sente così alla Lazio? “Mi sento importante sotto tutti i punti di vista. Quando ci siamo parlati all’inizio gli accordi erano questi, altrimenti non avrei accettato. La Lazio ha sempre dato importanza all’allenatore e lo ha protetto. Questo mi è piaciuto ed è una delle ragioni che mi ha fatto decidere di venire qui. Abbiamo fatto due mesi buoni con il direttore, ora dobbiamo fare un grande lavoro di programmazione per la prossima stagione, perché se sbagliamo poi soffriremo. Devo essere importante nelle scelte, dopo la partita ci metteremo a lavoro”.
Sarà l’ultima partita di Felipe Anderson. Fosse stato per lei lo avrebbe blindato? “Lo conoscete meglio di me. Quello che ho visto io è un ragazzo che tutti vorrebbero avere, eccezionale e anche troppo buono dal punto di vista umano. Sorride sempre, non fa casini e ha valori umani che nello spogliatoio servono sempre. Poi c’è il giocatore, completo, che può giocare ovunque. Ho detto tutto con le mie parole e ho risposto in questo modo alla domanda”.
Ha un rimpianto per non essere arrivato a fine campionato in lotta per la Champions?
“Dal punto di vista mentale siamo cresciuti abbastanza. L’ultima gara contro l’Inter ne è la dimostrazione. Avevano già vinto ma hanno messo in campo la formazione migliore. Noi abbiamo messo la giura cattiveria in campo, ho visto tutte la partite della Lazio quest’anno e ho avuto buone risposto, visto che l’Inter è una squadra dell’altro mondo. Abbiamo fatto anche alcuni sbagli ma è normale. Dobbiamo imparare in fretta e in questi mesi ho scoperto qualcosa dei miei giocatori”.
Domani ci sarà il saluto a Eriksson, ha mai parlato con Boksic di lui?
“Sarà un momento emozionante, Alen mi parlava tanto delle sue dote come persona e allenatore. Sicuramente sarà un piacere vedersi, sentire le sue parole sarà emozionante. Magari ci darà le motivazioni per fare una bella gara”.
Come può mettervi in difficoltà il Sassuolo?
“Sotto tutti i punti di vista. Il Sassuolo per rosa non merita la retrocessione. Io non mi fido di niente e di nessuno, ne ho già parlato con i ragazzi. Ci sono migliaia di esempi di partite che sembravano già vinte e non lo sono state. Io l’ho preparata come una finale”.
Domani alle ore 20:45 la Lazio giocherà l’ultima gara della sua stagione. Mister Tudor, in conferenza stampa, conclusasi pochi minuti fa, ha definito positivo il percorso della squadra fin qui.
Ma quali sono i numeri della Lazio da quando l’allenatore croato siede in panchina?
Tudor aveva trovato la squadra biancoceleste a fine marzo in un momento di crisi, seppur venisse da una vittoria per 3 a 2 a Frosinone con Martusciello ad interim in panchina. Prima della gara dello Stirpe i biancocelesti avevano raccolto solo 4 punti nelle ultime 7 di campionato.
La Lazio ha cambiato marcia dal suo arrivo: dopo il debutto vincente contro la Juventus per 1 a 0 all’Olimpico, ha battuto anche Salernitana, Genoa, Verona ed Empoli, pareggiando con rammarico contro Monza e Inter e perdendo solo il derby contro la Roma.
A questo breve percorso vanno sommate anche le gare di semifinale di Coppa Italia contro la Juventus dove, dopo una gara di andata terminata 2 a 0 per i bianconeri, ha visto nei secondi 90 minuti i biancocelesti disputare un’ottima gara. Purtroppo, poi, il successo per 2-1 non è bastato ad ottenere il ticket per la finale.
La Lazio con l’allenatore croato ha ottenuto 17 punti in 8 partite, ad un solo punto dalla qualificazione in Europa League.
FORMELLO – Hysaj si, Patric non ancora. A due giorni dall’ultima gara di campionato con il Sassuolo, Tudor aspetta ancora il rientro dello spagnolo che nelle ultime settimane continua a gestire i carichi di lavoro a causa di vecchi fastidi pubalgici. Domani è previsto il suo rientro in gruppo, dovrebbe bastare per affiancare Romagnoli e Gila contro il Sassuolo. In caso di forfait, con Casale squalificato, sarebbe proprio l’albanese – oggi rientrato in gruppo – a prendersi una maglia.
Centrocampo ed attacco sono condizionati dalla posizione di Kamada che a Milano ha convinto da trequartista: la sensazione è che il giapponese contro la squadra di Ballardini possa tornare a muoversi in zona mediana, permettendo a Felipe Anderson di tornare negli undici titolari sulla trequarti di campo (con Zaccagni). Luis Alberto sembra non rientrare più nelle opzioni principali. In questo caso, si giocherebbero una maglia tre elementi: Guendouzi, Vecino e Rovella, con quest’ultimo attardato. Sulle corsie esterne, certo di un posto Marusic, mentre l’altro riguarda il ballottaggio Pellegrini-Lazzari. A guida offensiva del 3-4-2-1 solito testa a testa tra Immobile, in vantaggio, e Castellanos.
Lazio-Sassuolo, Igor Tudor prenderà parola in conferenza stampa alla vigilia (sabato 25 maggio) alle ore 14.00 presso il centro sportivo di Formello. Ultima tappa del campionato e della stagione della Lazio, il tecnico croato punta ad assicurarsi la prossima Europa League. Ai biancocelesti manca un punto per la bandiera a scacchi.
Intervista molto onesta quella di Sarri… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Intervista molto onesta quella di Sarri, nella quale non ho sentito frecciate, né cadute di stile. Ha ristabilito la verità e ha fatto capire cosa sia successo e col suo discorso ha chiarito che nessuno dei senatori abbia giocato contro di lui. Non c’è stato alcun tradimento.
L’argomento del giorno è Luis Alberto che si avvicina a rapidi passi al Qatar e nei prossimi giorni arriverà la fumata bianca. Attraverso bonus ed escamotage di questo tipo, sono sicuro che arriveranno alla Lazio i soldi richiesti. La distanza tra le parti è talmente minima che è impensabile non trovino accordo.
La rivoluzione nella Lazio si potrà fare se ci saranno cessioni. Cioè a fronte di giocatori usciti, ne entreranno di nuovi. Non si comprerà per comprare.
Per l’ambiente laziale e per come viene vissuto il tifo laziale, serve un allenatore che pensi ai risultati più che al gioco, anche se io preferisco il contrario. Con la contestazione strisciante anche quando le cose vanno bene, il ‘risultatista’ è l’allenatore più giusto per la Lazio. Serve uno che voglia fare i tre punti, non uno che ci vuole arrivare attraverso un gioco diverso. Ormai ne sono rimasti pochi perché tutti vogliono la palla e onestamente non so in quale categoria mettere Tudor perché è arrivato da poco”.