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Sarri e il record negativo di gol: solo il suo Empoli segnava così poco

L’ Empoli di Maccarone e Tavano, Mchedlidze e Verdi, Pucciarelli e Saponara. La Lazio di Immobile e Castellanos, Felipe Anderson e Zaccagni, Pedro e Isaksen. Cos’hanno in comune? Nella squadra toscana, in quel 2014-15, c’erano Vecino, Hysaj e Sepe; nella Lazio attuale pure. Lì c’era Sarri, all’esordio in serie A, ora il Comandante è alla terza stagione sulla panchina biancoceleste. E da 9 anni, da quell’Empoli che chiuse il campionato al 15° posto, una sua squadra non segnava così poco. Con gli ultimi due «zeri» nel tabellino, contro l’Inter in Supercoppa e il Napoli in serie A, la Lazio è rimasta a 33 gol nei primi 30 incontri stagionali; esattamente quanti ne fecero i toscani. La media è di appena 1,1 a partita, nettamente inferiore a quella tenuta nelle prime 2 stagioni a Roma: 1,8 nel 2021- 22 (con 54 reti) e 1,56 nel 2022-23 (con 47). Il bilancio attuale diventa ancora più striminzito confrontandolo con quello delle altre squadre di Sarri, che partì col botto a Napoli nel 2015-16 (75 gol in 30 incontri, esattamente 2,5 di media) e poi continuò, al San Paolo, con 63 e 61 reti nelle due stagioni successive; il suo Chelsea ne fece 56; la Juventus 60, sempre considerando le prime 30 partite. La Lazio del Comandante era già rimasta a secco per 2 partite di fila solo nel settembre 2021 (con Milan e Galatasaray) e nel dicembre 2023 (con Atletico Madrid e Inter). Domenica a Bergamo, in uno scontro diretto fondamentale in chiave 4° posto, dovrà evitare un tris di «zeri» che a Sarri non capita dal gennaio 2015, ancora con quell’Empoli. Che, a proposito, nella trentunesima partita stagionale segnò 3 gol al Sassuolo. E rischia di passare in vantaggio nel confronto a distanza con la Lazio.

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Lazio, cercasi gol da tutti: dove è finito Kamada?

Se il sintomo persiste, consultare il medico. Da mesi la Lazio ha un serio problema offensivo. Delle prime nove in classifica la squadra di Sarri è quella che ha segnato meno: l’Inter ha già fatto più del doppio dei gol (50-24). Manca un singolo che dia la scossa (il miglior marcatore in campionato è Immobile con 4 centri, in Serie A ben 33 giocatori hanno fatto meglio di lui), mancano trame e type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Un’opzione, sulla quale inizialmente la Lazio puntava, è Kamada. Nella rosa della Lazio, tolti Immobile e Pedro, nessuno ha mai segnato 16 gol in una singola stagione come ha fatto il giapponese con l’Eintracht Francoforte nel 2022-23. In Germania però Kamada giocava o da ala sinistra o da trequartista. Veniva utilizzato molto più vicino alla porta avversaria. Nelle ultime quattro partite disputate (contro Roma, Lecce, Inter e Napoli) i biancocelesti hanno segnato appena due gol complessivi. Kamada però è rimasto seduto in panchina. Il giapponese, che a fine anno può liberarsi e trasferirsi a parametro zero, probabilmente quando ha visto che il suo inserimento a Roma era più complicato del previsto ha staccato la spina. Non ha cercato di imporsi con tutte le forze, rassegnato al proprio destino. Eppure, con la squadra che nella trequarti campo avversaria evapora, forse avrebbe potuto dare un contributo. Invece viene completamente ignorato, questo benché Sarri, a inizio mercato, avesse detto pubblicamente che se il giapponese avesse partecipato alla Coppa d’Asia e se l’infortunio di Luis Alberto fosse stato più serio, allora sarebbe stato necessario acquistare un giocatore a centrocampo. Poi però non lo utilizza.

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Lazio-Napoli, su DAZN oltre un milione di spettatori

Arrivano i primi dati di DAZN sugli spettatori per la 22° giornata di Serie A: in totale, sono stati poco meno di 6,2 milioni i tifosi che hanno seguito le trasmissioni dell’emittente. Il dato è generalmente in linea con l’andamento annuale, che vede la media di DAZN attestarsi su circa 6 milioni di spettatori a giornata, e in leggero calo rispetto alla scorsa giornata (alla 21esima furono 6,4 milioni).

Nel dettaglio, come era facile immaginare è stata Fiorentina-Inter la partita più seguita, con quasi un milione e mezzo di telespettatori (1.455.764 spettatori). In seconda e terza posizione, appaiate, Juventus-Empoli (1.066.842) e Lazio-Napoli (1.053.270). Buoni numeri anche per Milan e Roma, attestati sui 700.000 spettatori. La partita meno vista del weekend calcistico è, senza sorprese, Verona-Frosinone con appena 72.000 spettatori.

Il dato della Lazio è in netto miglioramento rispetto a quello della gara d’andata al Maradona. In quel caso infatti la partita venne vista da circa 890.000 spettatori. Un aumento di circa l’11-12%, nonostante lo scarso spettacolo mostrato poi dalle due squadre sul terreno di gioco.

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Lazio, non sottovalutare il pari col Napoli: solo sconfitte senza Immobile e Zaccagni…

Non va sottovalutato il pareggio che la Lazio ha ottenuto in casa con il Napoli domenica pomeriggio. Ai biancocelesti mancavano infatti sia Zaccagni che Immobile. Entrambi squalificati, l’esterno in realtà ha anche un problema al piede. Da quando, nell’estate del 2021, Zaccagni è arrivato a Roma dal Verona, lui e il capitano biancoceleste hanno saltato, in contemporanea, solo due partite: contro il Bologna nella prima stagione, e finì 3-0 per i rossoblù e contro la Juventus un anno fa. Anche in quel caso la squadra di Sarri è stata battuta per 3-0. Quindi i precedenti erano pessimi e preoccupanti. Anche questa volta i biancocelesti sono rimasti a secco (tre volte su tre, dunque), ma almeno hanno mantenuto la porta inviolata. Conquistando dunque un punto (e assicurandosi il vantaggio nello scontro diretto nel caso di arrivo a pari punti) che in realtà non era affatto scontato. Resta aggiornato seguendo il sito di Radiosei. Così non perderai nemmeno una notizia sulla Lazio.

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Difesa ok, attacco flop: la Lazio di Sarri fra pregi e difetti

Tanta attenzione in difesa, attacco piatto: il punto sul gioco della Lazio


Dello 0-0 contro il Napoli, la Lazio di Maurizio Sarri si porta a casa dati e indicazioni utili. Insomma, si può tirare una prima somma complessiva di questa stagione. La gara dell’Olimpico contro i ragazzi di Mazzarri ha dimostrato ancora una volta il grande spirito di sacrificio e l’attenzione in difesa di un reparto arretrato della Lazio che non ha concesso, a Politano e compagni, neanche un tiro nello specchio nell’arco dei novanta minuti. E non è una prestazione isolata. Nelle ultime 5 partite, Superacoppa esclusa, i biancocelesti hanno subito solo 2 reti (contro Frosinone e Udinese) concedendo il tiro in porta agli avversari solo in 9 occasioni. Se il dato si estende a inizio dicembre, in 12 incontri il reparto arretrato biancoceleste è stato bucato appena 7 volte.


Il blocco difensivo che ha visto, a rotazione, impiegati Romagnoli, Gila e Patric ha funzionato bene. Sarri sta ritrovando le proprie geometrie difensive ed un’organizzazione tattica nella propria metà campo che era stata chiave nella passata stagione. A riprova dell’andamento più che positivo nella difesa della Lazio, il ruolo di quarta difesa del campionato con 20 gol subiti, alle spalle solo di Inter (10), Juventus (13) e Torino (19).

Dall’attacco solo 13 reti, Immobile top scorer con 4 centri

Risulta. invece, più problematica la situazione del reparto avanzato. I biancocelesti hanno appena l’undicesimo attacco del campionato, avendo segnato 24 reti nel corso di queste prime 21 partite disputate in Serie A. L’attacco di Sarri fino ad ora ha faticato a mettersi in modo ed i numeri degli attaccanti fino ad ora stanno lasciando a desiderare. Gli attaccanti biancocelesti hanno segnato appena 13 reti, con Immobile ancora capocannoniere di squadra con all’attivo 4 gol; solo 2 invece per Felipe Anderson e Taty. Troppa poca, insomma, la produzione offensiva dimostrata fino ad ora. Certo, è un dato sul quale influiscono anche i 10 fra pali e traverse colpiti, che in più di un’occasione avrebbero fatto comodo al risultato. Non sia, però, una giustificazione per la scarsa incisività sotto porta dimostrata fino ad ora. Soprattutto da fuori area, infatti, fino ad ora non sono arrivati grandi risultati: outside-the-box gli uomini di Sarri fanno segnare appena 2 gol su 91 tentativi provati questa stagione.

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Lazio, le curiosità statistiche dopo Napoli

Di seguito alcuni numeri e curiosità relativi alla Lazio:

Sono sei le partite in cui la Lazio è rimasta a secco in questo campionato: già quante in tutto il 2021- 22 e solo una in meno rispetto al 2022-23, nelle prime 2 stagioni con Sarri. L’attacco è sempre più evidentemente un problema.

Erano invece 47 anni che Lazio-Napoli a Roma non terminava col risultato di 0-0: non capitava dal 20 marzo 1977. In questo periodo era finita a reti bianche 4 volte, ma sempre al San Paolo.

Erano infine ben 13 gli anni nei quali la Lazio non riusciva a restare imbattuta per 3 partite di fila in A contro il Napoli: 2 vittorie in trasferta e il pari di ieri. Non capitava da una striscia di 4 incontri tra il 2009 e il 2010.

Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito di Radiosei.

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Lazio-Napoli, occhio ai diffidati: c’è un centrocampo a rischio squalifica

Lazio, occhio ai diffidati. Immobile e Zaccagni sconteranno le loro squalifiche contro il Napoli, nel 22esimo turno della Serie A. I biancocelesi però, hanno un centrocampo a rischio squalifica. Contro i partenopei occhio quindi ai due registi, Rovella e Cataldi, e la mezz’ala-jolly Matias Vecino. A questi si aggiunge anche Luca Pellegrini, in ballottaggio con Lazzari per una maglia da titolare. Occhio alle scelte di Sarri quindi, visto che il ventitreesimo turno vedrà la Lazio fare visita all’Atalanta a Bergamo, per uno scontro diretto per l’Europa. La Dea – che affronterà in casa l’Udinese – ha il solo Zappacosta nella lista diffidati.

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Felipe Anderson, con il Napoli c’è un gol in sospeso…

In attacco dei titolari c’è solo lui. Viste le squalifiche di Zaccagni e Immobile, Felipe Anderson dovrà reggere il peso del reparto offensivo contro il Napoli. Il brasiliano partirà esterno sinistro (con Isaksen a destra e Castellanos al centro), ma a gara in corso potrebbe essere spostato e fatto giocare come finto 9 viste le non perfette condizioni dell’attaccante argentino. Può essere un modo per permettergli di sbloccarsi, considerando che solo contro la Juventus (839), Felipe Anderson ha disputato più minuti in Serie A senza mai segnare che contro il Napoli (784, suddivisi in 11 gare). Nella gara d’andata di questo campionato contro gli Azzurri ha però fornito due dei tre assist che è riuscito a collezionare in carriera contro i partenopei. La responsabilità della rincorsa Champions, in uno scontro diretto così importante e che può compromettere la stagione del Napoli (una concorrente diretta) è sulle spalle di Felipe. Resta aggiornato seguendo il sito di Radiosei.

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Lazio, col Napoli serve la solidità difensiva persa con le grandi

Qualcosa è cambiato. E non in positivo. In vista della gara di domenica pomeriggio (alle 18) con il Napoli, la Lazio deve cambiare un trend recente. In questa stagione sta infatti facendo molta più fatica a mantenere la porta inviolate contro le squadre che si sono classificate entro il nono posto. Nel 2022-23 la squadra di Sarri ha mantenuto la porta inviolata 7 volte su 16 partite (la Lazio è arrivata seconda, quindi le avversarie prese in esame sono 8). In questa stagione contro le prime 9 ha invece mantenuto la porta inviolata solo 2 volte su 8 partite. La solidità, che nel corso della stagione la Lazio ha recuperato, ora va ritrovata anche contro le prime della classe. In questo la partita col Napoli può rappresentare una svolta. Segui la partita in diretta sui 98.100 di Radiosei ascoltando la radiocronaca di Daniele Baldini con l’intervento di tutti i nostri opinionisti e conduttori.

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Lazio, Lotito ed un mercato di gennaio storicamente al ribasso

Questione di strategie. La Lazio, come spesso accade, a gennaio resta a guardare. Gli investimenti fatti, nella gestione Lotito, a metà stagione non sono tanti: meno di 30 milioni in 20 anni. Sarri vorrebbe venisse rinforzato il reparto offensivo (in difficoltà), ma è altamente improbabile arrivi un grande colpo. Un calciatore in grado di fare il titolare. Eppure, per la prima volta dopo diverse sessioni di mercato (l’ultima quella della scorsa estate), la Lazio non sarebbe limitata dall’indice di liquidità. Dopo aver chiuso l’esercizio 2022-23 con una perdita pari a 29,5 milioni e cinque rossi consecutivi, chiuderà il bilancio 2023-24 in utile. Soldi in cassa dunque ci sono e, proiettandosi al futuro, il club sa già che nei prossimi mesi perderà ingaggi pesanti (sicuramente Kamada, che non ha intenzione di restare, molto probabilmente Pedro, che vuole tornare in Spagna e sono in bilico anche Felipe Anderson, in scadenza e Immobile, che valuterebbe offerte arabe), motivo per il quale la società avrebbe l’opportunità di investire sul mercato e sul proprio futuro aggiungendo giocatori, anche importanti, alla rosa. Sarebbe di fatto un anticipo sulle operazioni da fare in estate, con l’obiettivo, in questo modo, di riuscire a rientrare nuovamente fra le prime quattro della classe, qualificandosi così nuovamente per la Champions League del 2024-25 che sarà ancora più ricca. Lotito però, nonostante le pressioni di Sarri e della piazza, si muoverà solo in estate, reagendo a quella che sarà l’ultima posizione in classifica (e di conseguenza economica) e non provando a influenzarla. Da qui alla fine del mercato, che chiuderà il 31 gennaio, la Lazio resterà alla finestra, in attesa di vedere se si troverà un’occasione (Candreva si è proposto…), ma non farà un assalto a un potenziale titolare. Tieniti sempre aggiornato sulle notizie relative alla Lazio seguendo il sito di Radiosei.