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Lazio, Luis Alberto e il compleanno da mago. I tifosi: “Con noi a vita”

Torta da tre punti, Luis Alberto festeggiato a mezzanotte dopo la vittoria con il Torino. Altra partita importante per un giocatore totalmente trasformato in questo inizio di stagione. Decisivo con gol (2) e assist (2) fin qui, vero leader con la fascia da capitano al braccio all’uscita di Immobile. Prima del fischio d’inizio all’Olimpico, durante il riscaldamento, ha caricato i tifosi. Si sente più responsabilizzato, totalmente al centro della Lazio. A 31 anni, nel pieno della maturità calcistica, è diventato l’uomo più importante.

Gli auguri dei tifosi a Luis Alberto

I laziali, orfani di Milinkovic, si sono aggrappati al Mago. Scelto lui come erede del Sergente. “Vederti caricare lo stadio prima del fischio di inizio, con il sangue agli occhi mi ha fatto capire come sarebbe andata. Te amo mago”, commenta un tifoso sotto il post Instagram dello spagnolo. La foto scelta sui social lo ritrae abbracciato con Zaccagni sotto la Curva Nord. Un’immagine bellissima. “Ti amo più di Sergio”, sentenzia una tifosa. E ancora: “Sei poesia in movimento, buon compleanno Mago Luis. Con noi devi restare a vita”. E ora c’è il Milan, una bella occasione per continuare lo spettacolo.

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Quattro punti in cinque giornate: non accadeva dal 2001

Inizio disastroso della Lazio in campionato. Lo confermano i dati OPTA: quattro punti dopo cinque giornate rappresentano per la Lazio la peggior partenza dopo cinque match disputati in una singola stagione di SerieA nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95), al pari dell’annata 2001/02.

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“Leader imprescindibile”: Mago di efficacia, c’è il suo marchio in tutte le reti stagionali della Lazio

Ha caratteristiche da leader, per noi è imprescindibile“, così il Comandante Sarri al Mago Luis Alberto dopo la sbornia emotiva con l’Atletico. L’ennesimo attestato, l’ultima investitura per lo spagnolo che anche contro i connazionali ha guidato, spronato i suoi, ha ispirato con l’ennesimo assist la prodezza di Provedel, è risultato determinante per efficacia e capacità di incidere su match e risultato. E’ l’ultimo esempio di una lunga serie, anzi è la conferma: assist ad Immobile a Lecce, gemma di tacco per il vantaggio al ‘Maradona’ dove si è ripetuto aprendo il varco sfruttato da Kamada. Da Napoli a Torino, grande destro a giro per il secondo centro di fila, fino ad arrivare alla pennellata con l’Atletico. Luis Alberto ovunque, è entrato di fatto in tutte e cinque le marcature laziali di questo inizio stagione. Chapeau.

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Immobile, Felipe, Zaccagni: ora servono i gol delle punte

Da TMW ecco i numeri dell’attacco laziale. Un gol in 5 partite, tra campionato e Champions. All’esordio di Lecce, ormai un mese fa, firmato da Immobile. Poi, salvo due assist di Felipe Anderson, sul tridente di Sarri è calato il buio più totale in fase realizzativa. Tra i diversi difetti della Lazio in quest’inizio di stagione c’è sicuramente lo scarso rendimento sotto porta di Felipe Anderson, Zaccagni e Immobile. Nulla da dire sull’applicazione, soprattutto in fase difensiva, ma – complice il momento della squadra, l’intera manovra meno fluida del passato e una condizione fisica ancora da perfezionare – i numeri in quest’avvio del tridente offensivo non sono positivi. Da loro è lecito aspettarsi qualcosa, molto, in più. Zaccagni l’anno scorso ha realizzato 10 gol e 7 assist, Felipe 12 e 9 mentre Ciro, nella sua stagione più nera da quando è a Roma, ha segnato ‘solo’ 14 volte (con 7 assist).
Servono i gol, insomma, per ripartire e trasformare il pareggio con l’Atletico come il punto da cui iniziare davvero la stagione. Tra campionato e Champions, sicuramente serve una rete a Immobile, quello che più di loro vive per gonfiare la porta. Gol uguale ossigeno a casa Ciro. Con l’Atletico Madrid c’è andato vicino, ha fallito un’occasione che di solito non sbaglia. Alcune critiche, ingenerose, forse lo hanno un po’ destabilizzato, è sembrato poco tranquillo sotto porta Immobile. Lui che di solito è un cannibale negli ultimi 15 metri. “Le critiche? Quando raggiungi un certo livello è normale, i tifosi probabilmente sono stati abituati molto bene», ha commentato martedì il capitano della Lazio, che in effetti dal 2016 ha segnato 197 gol con l’aquila sul petto. Un numero che tornerà a crescere, non ci sono dubbi, basta riaccendere la spina. E solo un gol può far tornare la corrente e accendere la luce laziale. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, Provedel celebrato in tutto il mondo: il gesto speciale della Uefa

Sui media di mezzo mondo il protagonista assoluto della prima giornata di Champions League è Ivan Provedel. Le immagini del colpo di testa del portiere della Lazio al 95′ per l’1-1 contro l’Atletico Madrid hanno fatto il giro del globo. Dall’Equipe, alla Bbc ma anche sulla Cbs e sui più esotici Times of India o Free Malasya Today viene celebrata l’impresa dell’estremo difensore italiano.

Provedel, anche la Uefa gli dedica un post

Anche la Uefa ha dedicato un post sui social a Provedel e al suo colpo di testa. “È una notte che ricorderò per tutta la vita”, ha commentato il giocatore della Lazio ai microfoni ufficiali della Uefa. Provedel è il quarto portiere ad aver realizzato un gol in Champions League ma il secondo su azione dopo il turco Sinan Bolat. Oltre a loro due, in rete sono andati anche Jorg Butt (tre reti tra il 2000 ed il 2009) e Vincent Enyeama (nel 2010) ma entrambi su rigore.

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Juve-Lazio è anche Vlahovic contro Immobile: tra crisi, gol e riscatto

Gli schemi, la scienza, l’ingegno, le diagonali, le ripartenze, il gegenpressing. Tutto vero, tutto da affinare, da studiare, perché il calcio oramai è tutt’altro che una cosa semplice. Tutto per arrivare a un risultato, tutto per arrivare a una cosa banale quanto complessa. Il gol. Juventus contro Lazio è la storia di due dei centravanti più chiacchierati del nostro pallone, di quelli decisivi e determinanti nei rispettivi progetti e piani degli allenatori e club. Juventus contro Lazio, oggi antipasto della quarta giornata di campionato della Serie A 2023/2024, è anche e soprattutto Dusan Vlahovic contro Ciro Immobile, la sfida dei grandi numeri 9.

Tra riscatto e conferme
Se diamo un’occhiata all’ultima stagione, non c’è dubbio che Vlahovic debba cercare il riscatto e che Immobile debba confermarsi. Se diamo un’occhiata alle ultime uscite in campionato, la storia è diversa: meglio il serbo, 2 reti e un inizio diametralmente opposto rispetto all’ultimo campionato. 1 gol e qualche rimpianto per l’azzurro, comunque sempre sulla cresta dell’onda. Se guardiamo questa sosta nazionale, Vlahovic ha osservato da vicino, dalla panchina, il Mitrovic show con la Serbia mentre Immobile ha segnato nel deludente pari con la Macedonia ed è stato fuori nella gara dove l’Italia ha fatto meglio, con l’Ucraina.

Tutto ruota attorno a loro
Saranno i due uomini ai quali Allegri e Sarri si aggrapperanno in questa stagione per i gol pesanti e saranno loro oggi al centro dei rispettivi attacchi. Con Chiesa nel 3-5-2 il primo, con Zaccagni e Felipe Anderson nel tridente biancoceleste il secondo. Due giocatori profondamente diversi ma che da anni cercano un posto al sole, ovviamente inteso come la palma di miglior bomber del campionato. Immobile c’è già riuscito, saprà ripetersi ancora? Vlahovic, dal canto suo, lo insegue. Dopo un’annata dura, sembra aver iniziato una storia diversa. Ma siamo solo ai blocchi di partenza, nella corsia dei 9.

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Juventus-Lazio, numeri e precedenti con la bestia (bianco)nera

Numeri e precedenti decisamente sfavorevoli alla Lazio

Numeri e precedenti a Torino. 85 le vittorie della Juventus, 38 i pareggi, 35 i successi biancocelesti (complessivo, casa e trasferta). La Juventus è rimasta imbattuta in 18 delle ultime 19 gare casalinghe contro la Lazio in campionato (14V, 4N). L’unico successo biancoceleste nel periodo risale al 14 ottobre 2017 (2-1 allo Stadium grazie alla doppietta di Ciro Immobile).

La Lazio è l’avversaria contro cui la Juventus ha segnato più gol in match casalinghi nella sua storia in Serie A: 175 reti in 79 sfide. La scorsa stagione, la Juventus ha battuto la Lazio sia nell’andata di Serie A (3-0) che nei quarti di Coppa Italia (1-0).

Il Successo della Lazio nella gara di ritorno di campionato (1-2 lo scorso 8 aprile), ha interrotto una striscia bianconera di quattro successi e due pareggi nelle sei precedenti. La Juventus non subisce due sconfitte di fila contro i biancocelesti in campionato dal periodo tra marzo e novembre 2001. Dall’inaugurazione del nuovo stadio nel 2011, la Juventus ha battuto nove volte la Lazio. In casa, in Serie A (2N, 1P), nel periodo i bianconeri hanno ottenuto più successi casalinghi solamente contro Roma (10), Udinese (11) e Fiorentina (11).

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Juventus-Lazio, la partita speciale degli ex

Sarà una partita speciale per molti, quella di sabato tra Juventus e Lazio. Per Sarri, sicuramente, visto il suo passato sia da avversario ai tempi del Napoli che da allenatore della Vecchia Signora. Per Luca Pellegrini Nicolò Rovella, passati dai bianconeri ai biancocelesti a metà agosto, ovviamente. E pure per Immobile, anche se ormai il suo trascorso a Torino risale agli inizi della carriera, più di dieci anni fa. Metterlo sulle stesso piano degli altri, quindi, non sarebbe del tutto corretto, ma ufficialmente anche il nuovo capitano della Nazionale è un ex. E si sa, quando si incontra la propria ex, c’è sempre un’inconscia voglia di dimostrare. Di andare oltre i propri limiti.

Chissà se riusciranno a prendersi la propria rivincita i quattro laziali sabato allo Stadium, dove spera di esordire Rovella, l’unico neo acquisto di movimento ancora mai utilizzato da Sarri. Sarebbe una bella storia, fare la prima con la nuova squadra contro il tuo ex club. Partita speciale, appunto. Pagato 21 milioni, il centrocampista azzurro è arrivato a Formello non in condizione per un infortunio subito proprio durante la preparazione con la Juventus. Che, per motivi di bilancio e di indice di liquidità, ha dovuto fare cassa col classe 2001, reduce da una grande stagione al Monza. Ha sfruttato la sosta per le Nazionali per recuperare, mettere benzina nelle gambe e imparare le prime nozioni di tattica da Sarri che lo potrà utilizzare già domani. Non dal primo minuto, ma a gara in corso al posto di Cataldi, che per il momento rimane il play di riferimento della Lazio. Tuttomercatoweb.com

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Lazio, il calendario tra big match e Champions: è già momento clou

 Giocatori in nazionale, altri a Formello. Maurizio Sarri lavora forte, vuole far comprendere al massimo la sua filosofia ai nuovi. Anche perché l’inizio di stagione rimane complicato se si guarda il calendario. La Juve a Torino è il big match che aspetta la Lazio alla ripresa. Fischio d’inizio sabato 16 settembre alle ore 15. Altra partita da non sbagliare per mettere in cassaforte nuovi punti preziosi dopo quelli conquistati al Maradona. Quest’anno gli scontri diretti saranno fondamentali.

Tre big match di fila: Napoli, Juve e la Champions League con l’Atletico Madrid. Sarà all’Olimpico l’esordio europeo per la squadra di Sarri. Una sfida dalle mille emozioni con la presenza dell’ex Simeone che aggiungerà un bel carico di romanticismo ad una notte che si preannuncia spettacolare. Poi Monza e Torino in casa e ottobre che si apre con il match contro il Milan (1 ottobre). Celtic e Atalanta prima dell’altra sosta. Un momento decisivo: la prima parte della stagione dirà molto sulle ambizioni di questa Lazio.

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Guendouzi, il “ribelle” che serve al centrocampo di Sarri. Non solo come mezzala

La Lazio ha scelto Matteo Guendouzi come ultimo rinforzo per il centrocampo. Servono muscoli, ma pure qualità. Il francese in uscita dal Marsiglia è il classico giocatore moderno. Ed è pronto a cambiare la mediana biancoceleste, orfana di Milinkovic, equilibratore e corazziere di Sarri prima dell’addio arabo. E allora Guendouzi, anche più di Kamada, potrebbe diventare il vero sostituto del Sergente.

Ribelle, ma allo stesso tempo diligente in campo. La ‘caparezza’ lo ritrae proprio come uno scalmanato, eppure quando gioca è preciso ed efficace nel ruolo. Nel centrocampo della Lazio potrebbe fare il regista basso, la mezz’ala, il trequartista ideando un cambio di modulo (magari a partita in corsa per rendere la squadra più aggressiva). Guendouzi al Marsiglia fa il mediano in un centrocampo a quattro. All’Arsenal ha giocato come vertice basso e da mezz’ala destra (con Xhaka regista). Con la Nazionale spesso ricopre il ruolo di trequartista subentrando a Griezmann nel momento in cui Deschamps ha bisogno di più fisicità in mezzo al campo. Sarri potrà usarlo con Luis Alberto e Cataldi, ma anche al posto del regista ex Primavera. E ancora: Guendouzi nel ruolo del Mago in un centrocampo con Rovella e Kamada. Un giocatore multiruolo che serve davvero per dare nuove idee e soluzioni. Corriere dello Sport