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‘Indimenticabili’, Salas: “I migliori anni della mia carriera”. Couto: “La squadra della mia vita” (VD)

Evento ‘Indimenticabili’, ospiti d’eccezione nella serata di Gala dedicata alle celebrazioni del secondo scudetto della Lazio anche Fernando Couto e Marcelo Salas.

Fernando Couto ha aperto il cuore sul suo legame eterno con la Lazio, offrendo una riflessione toccante: «La Lazio è diventata una squadra importante per la mia vita, oggi siamo qui per festeggiare il 25° anno da quell’impresa, la vittoria dello Scudetto. Siamo felici di vedere tanti vecchi amici, purtroppo per le vicissitudini della vita ci vediamo molto poco.» Con questo commento, Couto evidenzia il valore del gruppo e l’importanza di aver dato il massimo, mostrando come l’amicizia e la dedizione vadano oltre il campo da gioco.

Passando al tema del collettivo, Couto ha aggiunto un altro strato di introspezione: «Sicuramente sì, eravamo un gruppo forte e con personalità, ma l’importante è aver dato tutto il massimo e aver divertito tanto. Anche se potevamo fare qualcosa di più, adesso festeggiamo i 25 anni dallo Scudetto e 125 della Lazio, noi facciamo parte di questa grande storia.»

Marcelo Salas, a sua volta, ha espresso un legame personale e commovente con la Lazio: «Sono stati i migliori anni della mia carriera. Avere vinto lo Scudetto con la Lazio è stato meraviglioso. Le mie figlie sono nate qui, sono molto legato alla Lazio e contento di essere qui in questa ricorrenza». Infine, entrambi hanno ricordato Eriksson e Mihajlovic con grande affetto: «Eriksson è stato un allenatore molto importante per me, abbiamo visto quello che abbiamo vinto, non solo lo Scudetto. È stato un grande allenatore e non solo per noi. Non è bello che non sia qui con noi, così come Sinisa, che mi ha aiutato tanto quando sono arrivato».

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Cragnotti: “Complimenti a Lotito. Scudetto? Auguro a questa Lazio di rivivere quei momenti”

Presente a Formello il presidente più vincente della storia della Lazio ha così ricordato l’indimenticabile scudetto del 2000:

“Volevo ringraziare il presidente Lotito per l’ospitalità. Senza dubbio è cambiata la società, i tempi. Viviamo in un’altra epoca, noi forse abbiamo vissuto momentio particolari. Sia Lazio che Roma volevano venire fuori dall’enigma di provincialità, si voleno fare delle garndi società e ribaltare l’egemonia del nord e quindi si cercò di portare aventi un progetto per far vivere ai tifosi una nuova era.

Grazie ai sacrifici ci siamo riusciti, con degli uomoni con forza, carattere e temperemaneto; infatti nella vita sono stati uomini di successo, vedi Simoeone, Inzaghie. tanti altri. Squadra fatta di veri uomini che lottavano con tutti i mezzi per ottenere la vittoria che tutti cercavamo.

Io auguro che la Lazio di oggi ci possa far rivivere quei momenti particolare, lottando con i valoro che il presidente Lotito richiama.

E’ una storia iniziata ormai 35 anni fa, dopo Calleri. E’ stata sempre una società travagliata. Io entrai all’epoca proprio con al voglia di portare il cambiamento. Io conoscevo il calcio brasiliano che mi aveva appassionato quindi vedevo che valore poteva trasmettere il calcio alla società romana per quello accettati e portai aventi il progetto.

Ci sono grandi responsabilità, il presidente Lotito lo sa, il tifoso vuole le vittorie che arrivano con sacrificio. Faccio i complimenti a lui per come ha fatto crescere Formello”.

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Lotito: “Grande rispetto per Cragnotti. Voglio tramandare i valori del club”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, dalla sala stampa di Formello, ha ricordato così lo Scudetto del 2000:

“Non esiste futuro senza passato. Manzini è emblematico, ha rinunciato a interessi personali per qualcosa che va sopra a tutto. La Lazio ti rapisce, ti coinvolge.

Questa è l’unica società insignita del titolo di ‘ente morale’ che porto avanti con orgoglio e responsabilità.

Nel calcio contano i risultati sportivi ed economici, ma visto il valore mediatico è giusto che ha il calcio è giusto che sia inclusione, rispetto delle regole, merito, capacità di aiutare l’altro. Noi lo dobbiamo fare nella vita dando stereotipi veri. Io voglio un calcio didascalico e moralizzatore.

Ho grande rispetto di Sergio Cragnotti e di quello che ha fatto, se sono qui è grazie a lui. E’ chiaro che quelli erano altri tempi e oggi ci sono regole più stringenti e portano ad avere comportamenti diversi.

Il tifoso è appassionato va premiato e tutelato, poi all’interno di questo ambiente ci sono delle persone che fanno del calcio un interesse. Io ho combattuto questo per riportare le regole, il rispetto, i valori. Questo per dire che non deve esserci la voglia di vincere a tutti i costi, ma per merito.

Non sempre abbiamo raccolto quanto meritato ma è un problema di tempo. Il mio compito al di là del ruolo di azionista è quello di tramandare i valori del club. Io spero che mio figlio potrà portare avanti tutto questo, non è una questione di famiglia ma semplicemente di tramandare valori importanti”.

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Zaccagni: “La lazialità ti entra dentro e mi ha portato a rimanere qui. Champions? Come diceva Eriksson…”

Presente a Formello anche capitan Zaccagni ha così parlato dello scudetto del 2000:

“La lazialità ti entra dentro, la città ti porta a respirare questa cosa. Mi è piaciuto molto ascoltare gli aneddoti del secondo scudetto. Anche i magazzinieri ci raccontano storie che hanno vissuto e noi le ascoltiamo con piacere.

Io l’anno scorso ho fatto una scelta importante per la mia carriera, la lazialità mi ha portato a rimanere qua e a sposare questo progetto”.

Poi in ‘zona mista’, al termine della conferenza stampa

Scudetto? Sarebbe qualcosa di magico, ai sogni ci si deve sempre credere e soprattutto porsi degli obiettivi e come diceva Eriksson, bisogna crederci sempre. Adesso è un calcio un po’ diverso, vanno messe delle basi solide per costruire una squadra per competere allo scudetto e io sono convinto che le basi si stanno mettendo e penso che la Lazio può iniziare a pensare di vincere qualcosa”. 

“Champions? È ancora tutto aperto, la lotta Europa e quella salvezza possono essere aperte a qualsiasi risultato e forse mai come negli ultimi anni, così tanto. Stiamo sul pezzo, mancano due partite e giocheremo al massimo”. 

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Lazio, Cucchi: “Da ragazzo di Curva a telecronista. Testimone orgoglioso del secondo scudetto”

La voce storica del secondo scudetto della Lazio, Riccardo Cucchi, direttamente dalla sala stampa di Formella ha ricordato il secondo scudetto biancoceleste:

“Per me da ragazzo di Curva, diventato radiocronista che doveva nascondere la sua fede calcistica, è stata una giornata difficile. Dovevo dividermi in due: dovevo essere la voce di tutti e allontanarmi dal mio essere laziale fio al midollo.

Entrambi gli scudetti della Lazio sono straordinari. Il secondo è una sorta di ‘giustizia’ che si rivela in campo, ogni tanto il calcio fa le cose giuste. Quello scudetto non poteva non essere della Lazio.

Mi fermano allo stadio per ripetere “‘Sono le 18 e 4 minuti’. Io sono un semplice testimone, ma con grande orgoglio”.

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Lazio-Juve, Baroni in conferenza: “Ultime due gare da giocare alla morte. Futuro? Farà valutazioni il club ed anche io”

Lazio-Juve, Baroni in conferenza stampa al temrine del match: “Soddisfazione per la prestazione assolutamente, abbiamo commesso un errore che abbiamo pagato a caro prezzo. La squadra è rimasta comunque lucida, ha creato tanto, 29 cross. La Juve ha gamba, ha velocità, ha qualità, quindi secondo me se tolgo l’errore del gol la partita è stata ottima sotto tutti i punti di vista. Primo tempo un po’ bloccato ma lo sapevamo, l’unica cosa che non volevo prendere quel gol”.

“Loro hanno Locatelli che allunga e credevo che nella corsa Dele potesse vincere i duelli tanto è vero che per un paio di volte non è arrivato in porta per poco. Secondo me la gara è stata interpretata bene. Champions? Non ci sono chance in questo momento. Noi dobbiamo credere in quello che facciamo, la squadra è viva e non molla mai. Ci giocheremo le prossime due gare a viso aperto”.

“Noi siamo mortificati di non riuscire a vincere in casa ma la Lazio ha eguagliato il record di vittorie esterne tra campionato e coppa. Questa gente merita la vittoria ma la prestazione non è mai stata, se non pochissime volte, negativa. Quando si vuole creare un’identità forte noi guardiamo il percorso che abbiamo fatto, le prossime due gare ce le giocheremo alla morte. Rovella? I giocatori devono essere arrabbiati quando escono. Ma io deve essere lucido perché sapevo benissimo in quel momento che Vecino poteva darci una mano perché era una gara bloccata e quindi lo rifarei altre 100 volte”.

“Cross? Ci sono dei giocatori che hanno delle caratteristiche. Normale che Tavares abbia numeri migliori, oggi il cross è di Lazzari. La qualità la vogliamo perfezionare ma intanto metterli dentro è la cosa più importante. Ci sono dei dati, come quello dei gol subiti nella ripresa dei secondi tempi, che contano ma c’è anche l’avversario. Abbiamo preso un’imbucata e loro sono stati bravi a sfruttare l’occasione. Non so quanti tiri ha fatto la Juve. Guardiamo anche quello che funziona, non solo quello che non funziona che comunque cerchiamo di migliorare. I giocatori stanno dando tutto quello che hanno dall’inizio della stagione. Io continuo a fare i complimenti alla mia squadra”.

“Siamo dispiaciuti ma credo che la squadra nelle prestazioni ha sbagliato poco. Poi chiaro, come detto, vengono qui delle squadre che si abbassano e si mettono davanti all’area di rigore e non è facile. La squadra quella mobilità del girone d’andata non è facile ce l’abbia alla 50esima gara della stagione. Io non posso rimproverare niente ai miei giocatori. Futuro? Metto il casco, l’elmetto e arrivo in fondo. Poi si tira una linea, lo farà la società e lo fa anche Baroni. Ma si deve arrivare in fondo perché stiamo facendo qualcosa di importante e io sono orgogolio della squadra”.

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Lazio-Juve, Romagnoli: “Consapevoli degli errori commessi, con l’Inter per rifarci. Futuro? Spero vengano mantenute le promesse”

Lazio-Juve, Alessio Romagnoli in zona mista al termine del match: “Dispiace, ci tenevamo a vincere oggi. Era uno scontro diretto fondamentale, ma meglio non perderla se non riesci a vincerla. Potevamo legger meglio alcune situazioni, è capitato spesso quest’anno, abbiamo sbagliato tanto. L’importante però è saper reagire. Percorso positivo? Siamo lì per la corsa, il nostro obiettivo è sempre stata la Champions, però dispiace per le partite in casa non vinte. Non possiamo guardare indietro ora, andiamo avanti. L’Inter? Partita difficilissima e aperta, bella da giocare, cercheremo di fare il meglio. La gara d’andata? E’ una spinta in più, vogliamo rifarci”.

“La scenografia? Bella ed emozionante, dispiace non aver dato una gioia oggi. Permanenza? Ho due anni di contratto, vediamo cosa vuole fare la Lazio. Io sto benissimo qui, è sempre stato il mio sogno, andrei via a malincuore. Avevamo delle promesse che fino ad oggi non sono state mantenute, magari qualcosa succederà in settimana, speriamo”.

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Lazio, Gila ed i gol subiti in apertura di tempo: “Questione di concentrazione. Ma con Baroni lottiamo fino alla fine”

Finisce 1-1 la sfida Champions dell’Olimpico tra Lazio e Juventus, un risultato che tiene aperta la lotta al quarto posto e che fa sorridere soprattutto la Roma. Mario Gila è intervenuto in conferenza stampa per commentare il pareggio odierno.

Vi siete dati una spiegazione a questi gol a inizio partita o inizio ripresa?
“È sicuramente legato alla concentrazione, abbiamo subito un gol così anche contro il Parma. Magari la seconda parte della stagione ci sta facendo male, in queste ultime due partite dovremo essere molto concentrati per non subire questi gol. Dobbiamo sistemare questo problema perché ci fa soffrire e sullo 0-0 avrebbero sofferto molto di più in inferiorità numerica”. 

Come vi spiegate questi tre mesi senza vittoria in casa?
“Ce lo chiediamo anche noi. Cerchiamo di dare tutto sia fuori casa che qua, anzi qui lo facciamo ancor di più perché ci spingono al massimo. È un peccato che gli stiamo dando poche soddisfazioni, è un fattore di concentrazione però è vero che dobbiamo sistemare questa situazione. Vincere in casa dovrebbe essere più facile e sarebbe bello dare queste soddisfazioni ai tifosi”. 

State aprendo un ciclo con Baroni?
“Ci ha migliorato molto mentalmente, vedo una squadra che non molla mai anche con risultati negativi. Lottiamo fino all’ultimo minuto, emotivamente siamo molto forti e questo è l’aspetto più importante. In questo il mister ci ha migliorato, sia a livello di squadra che individualmente”. 

Quanto peseranno le assenze di Zaccagni e Pellegrini con l’Inter?
“Sicuramente saranno due assenze pesanti, però siamo sicuri della squadra e della rosa che abbiamo. Sono due giocatori importanti, chiunque giocherà sappiamo che darà tutto in campo e aiuterà la squadra come tutti gli altri. Chi giocherà aiuterà la squadra”.

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Lazio-Juve, Pedro: “Un punto che tiene tutto in bilico. Spero di giocare qui anche…”

Lazio-Juve, Pedro ai microfoni di DAZN dopo il triplice fischio: “Abbiamo fatto un grande sforzo nel secondo tempo, tenendo la Juve in area loro. Peccato per non aver vinto, ma ci prendiamo un punto per tenere tutto vivo. Champions aperta, anche se con l’Inter sarà difficile. Dobbiamo fare una bella partita. L’età? Ancora sto bene con la squadra e il mister, che mid a fiducia. Spero di essere qui la prossima stagione”.

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Lazio-Juve, Vecino: “La Champions si deciderà ai dettagli. Stiamo dando tutto”

Lazio-Juve, Vecino ai microfoni di DAZN al termine del match: “Io ci credo sempre e attacco l’area, li ho visti stanchi e mi sono buttato. L’importante è crederci e andare sempre sulla seconda palla. Champions? Andarci ancora sarebbe bellissimo, siamo tutte lì, si deciderà ai dettagli. Cosa ha la Lazio in più? Diamo tutto, ci crediamo sempre e abbiamo la possibilità di raggiungere l’obiettivo”.