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L’ultimo sogno di Pedro: “Voglio vincere con la Lazio. Avremmo potuto alzare l’Europa League…”

Pedro è l’ospite del match program ufficiale della S.S.Lazio in vista del match di domani sera all’Olimpico contro il Lecce. Di seguito le dichiarazioni più significative del campione spagnolo.

“Dobbiamo giocare al massimo l’ultima partita della stagione, abbiamo ancora la possibilità di andare in Champions. Giocare in Europa anche l’anno prossimo dipende solo da noi”.

“Hai segnato 14 gol, non accadeva dal 2014: come sei cambiato? E’ cambiato tanto. Ho più esperienza ma con la Lazio mi sento davvero bene e mi diverto molto. So che ogni momento può essere l’ultimo. Baroni è stato determinante nel gestire il mio ruolo in campo  e con la squadra. Mi trovo benissimo con lui”.

“Ho ancora il rammarico per l’Europa League perché avremmo potuto arrivare in finale e vincerla. Purtroppo il calcio a volte è crudele. Con la Champions sarebbe un’ottima stagione. La Lazio deve avere la mentalità e la voglia di vincere un trofeo, ha un potenziale incredibile e calciatori di qualità”.

“Sono convinto si possa vincere, i nostri tifosi meriterebbero questa soddisfazione. Futuro? Mi piacerebbe tantissimo vincere un trofeo con la Lazio. Amo essere qui, non avrei mai pensato di terminare la mia carriera in questo storico club che mi stima tantissimo“.

GLP

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Lazio, Baroni in conferenza: “Guardo il percorso della squadra, il club giudicherà. Pedro? Vi spiego la sua grandezza…”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni è intervenuto in conferenza stampa dopo la sfida in casa dell’Inter:

“Mi dispiace per l’espulsione mia e di Inzaghi. Lui è un allenatore pazzesco e fa qualcosa di straordinario. Ho visto tutta la panchina che si è alzata e ho detto che non potevano farlo. Secondo me però nessuno dei due meritava l’espulsione, abbiamo anche visto la partita fuori insieme.

Campionato dei rimpianti? Quando dai tutto non è così. Abbiamo ancora una partita e nulla toglie al percorso della squadra. Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché l’Inter ha tutto: forza, struttura e qualità. Dovevamo stare sempre in partita e siamo andati sotto immeritatamente, al di là dell’occasione di Isaksen.

Attaccanti? Fino alla domenica scorsa eravamo il terzo attacco del campionato. Pedro era un po’ scivolato fuori e l’ho rimesso al centro del progetto perché è un modello di professionalità e dà sempre tutto. Giusto per spiegarvi la sua grandezza: aveva un problemino a un tendine e ha capito che forse doveva entrare a partita in corso. Un giocatore così è un modello.

Stagione? Quando la palla è in movimento si lavora forte. La mia attenzione è rivolta alla squadra. Io non sono un celebratore di me stesso e gli altri giudicheranno: dalla società ai giornalisti. Portando dei valori e numeri, difendo solo il lavoro della squadra. Questo l’ho sempre fatto anche in altre categorie. Figurarsi se non lo faccio con la Lazio. Abbiamo bisogno di migliorare e creare forte identità.

Rammarico per i gol su piazzato? Tutti patiscono l’Inter perché loro hanno uno stacco pazzesco. Qualcosa sapevamo che potevamo patire, abbiamo messo più centimetri possibili per provare a gestire le palle inattive.

Se mi aspettavo dopo la salvezza con il Verona di arrivare a questi livelli? Io non cambio il mio ideale di calcio. Ringrazio chi mi ha dato questa opportunità perché do e sto dando tutto me stesso. Questo è un campionato livellato in alto. La media punti per l’Europa credo sia 67. Io guardo al percorso della squadra e noi ci crediamo ancora fino all’ultimo secondo”.

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Lazio, Guendouzi: “Mostrata una forte mentalità. Futuro? Dipende da tante cose, vediamo che Europa sarà”

Il centrocampista della Lazio Mattéo Guendouzi in zona mista dopo Inter-Lazio:

“Vedremo cosa accadrà nell’ultima giornata ma penso che stasera abbiamo mostrato una forte mentalità. Abbiamo giocato una bella gara contro una delle squadre migliori al mondo, è sempre difficile.

Credo che questa sera abbiamo mostrato di avere le qualità per stare in Europa il prossimo anno. Vediamo cosa accadrà all’ultima gara perché dipenderà anche dalle altre squadre. Daremo tutto e speriamo che arrivino buone notizie.

La differenza tra casa e trasferta? Sappiamo che non abbiamo fatto benissimo quest’anno in casa, ma dipende anche dalle avversarie. Quando vengono all’Olimpico si difendono, è difficile trovare spazio. Quando giochiamo fuori le squadre sono più aperte. Sicuramente diamo sempre tutto per rendere orgogliosi i tifosi e lo faremo anche nell’ultima gara.

L’andata? Oggi era un’altra partita. La prima è stata difficile da accettare, abbiamo giocato benissimo i primi trenta minuti ma poi dobbiamo dire che l’Inter ha fatto meglio di noi. Stasera abbiamo mostrato che possiamo fare le cose giuste, giocare contro una grande squadra e fare un’ottima partita. Possiamo essere orgogliosi.

Il prossimo anno? Sono davvero felice di giocare per la Lazio, vedremo alla fine dell’ultima gara cosa accadrà. Speriamo di essere qualificati per Champions o Europa League ovviamente, poi vedremo. Certamente sono felice e darò sempre tutto. Vediamo cosa accadrà, dipende da molte cose.

Il miglior Guendouzi? Posso fare molto di più, ho 26 anni soltanto, sono soddisfatto della mia stagione ma posso sempre fare di più. C’è tempo per crescere, spero si vedrà la migliore versione nei prossimi anni”.

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Lazio, Vecino: “Gara giusta, ma ora non dipende più da noi. Rinnovo? Ancora nessuna chiamata”

Il centrocampista biancoceleste Matías Vecino a Lazio Style dopo il pari di San Siro:

“Penso che la prestazione l’abbiamo fatta, abbiamo fatto una gara giusta senza dimenticare che davanti avevamo una delle squadre più forti d’Europa che si giocava tantissimo. Un punto a noi sposta poco in classifica visti anche gli altri risultati, putroppo adesso non dipende più da noi. Dovremo vincere contro il Lecce e poi vedere quello che fanno le altre.

Il mister mi ha sempre dato fiducia, oggi ho dovuto fare un lavoro un po’ diverso rispetto al solito ma peso di aver fatto quello che mi ha chiesto.

Ex compagni dell’Inter? Li ho salutati alla fine, anche loro hanno perso una grande opportunità oggi, non era il momento di parlare.

La stagione? Sicuramente nel girone di ritorno le partite sono più complicate. Tante squadre si rinforzano e le altre iniziano a conoscere i tuoi punti deboli. Nel girone di ritorno siamo mancati soprattutto nelle gare giocate in casa”.

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Lazio, Gila: “Risultato amaro, ora la stessa prestazione con il Lecce. Orgoglio Pedro, non può andar via”

San Siro finisce 2-2 con la doppietta di Pedro che permette alla Lazio di tornare a Roma con almeno un punto. Al termine del big match contro l’Inter è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel Mario Gila: “Ci portiamo a casa un risultato amaro, la squadra ha fatto una gara di personalità, completa sia offensivamente che difensivamente. Abbiamo saputo gestire le situazioni contro una squadra fortissima. Stanno lottando per lo scudetto, era difficile, sono contento di tutti. Pedro ci dà due gol pazzeschi, ci portiamo un risultato amaro a casa ma siamo contenti per la prestazione.

Ultimi 90 minuti? Una partita come oggi, se facciamo una partita come quella di oggi abbiamo la possibilità di vincere in casa. Dobbiamo avere questa grinta e voglia di sacrificarci nella partita. abbiamo sofferto molto ma abbia saputo gestire la situazione, abbiamo sfruttato alcune occasioni, potevamo afre qualche gol in più.

Pedro? Orgoglioso di lui, ti trasmette tanto per l’età che ha, la mentalità, la sua grandezza. Non può andar via. Ci dà tantissimo, vuole sempre dare il 100%. Ha fatto una stagione buonissima, sono orgoglioso di lui, spero che contro il Lecce faccia una partita così”.

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Lazio, Baroni: “Non è questa la serata dei rimpianti. Non sento la pressione, ora battiamo il Lecce. Su Isaksen…”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni a Sky ha commentato il pari contro l’Inter:

“Non dobbiamo pensare sempre ai rimpianti, ma quello che la squadra ha fatto. Abbiamo giocato un buon calcio, abbiamo avuto le migliori occasioni. Nel primo tempo abbiamo sbagliato rifiniture facili, credo si debba prendere quello che avevo chiesto alla squadra: una partita tecnica, di personalità.

Faccio i complimenti ai ragazzi, giocavamo contro la squadra più forte, che giocherà a breve una finale di Champions. Io credo che venire a San Siro, con questo clima, e fare questo tipo di partita, mi debba portare solo a fare i complimenti ai ragazzi.

Pressione di dover arrivare almeno ad una coppa europea? No, assolutamente. Non sento questo tipo di pressione: sento la mia pressione verso la squadra, vedo questo gruppo come è cresciuto nel tempo, trovando una forte identità. Mi interessa fare più punti possibili, ho detto alla squadra che i conti li faremo dopo. La cosa importante è che la squadra creda sempre a quello che fa. In un campionato ci sono dei momenti in cui, se ti guardi indietro, hai dei rimpianti, ma se ci esprimiamo così, no.

L’Inter è una squadra fortissima. Può patire una partita fisica e noi non abbiamo questa fisicità. Può patire una partita di grande pressione, ma noi siamo a 52 gare e la squadra ha speso tanto. Dovevamo fare una partita tecnica e la squadra l’ha fatta: è stata sempre presente, con personalità. Avevo chiesto questo, ed è questo che l’Inter poteva patire. Secondo me la squadra ha fatto molto bene, poi un pochino di freddezza è mancata.

Alcuni ragazzi, a partire da Isaksen, li ho visti cresciuti tantissimo. Siamo arrivati a questa gara con alcuni giocatori non in perfette condizioni e voglio fare i complimenti alla squadra, per continuare a crederci. Sono convinto ci siano ancora confronti aperti, dobbiamo assolutamente cercare di fare il meglio”.

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Rovella pre match: “Gara importante per la Champions. E sui gol…”

Il centrocampista biancoceleste Nicolò Rovella a Lazio Style prima di Inter-Lazio:

“Oggi è importantissima. È importante andare in Champions, siamo qui per cercare di vincere.

Credo che a centrocampo sarà una grande battaglia, spero che sorrida a noi. Credo che la Champions sia un traguardo importantissimo per noi e la società, la Lazio è una top in Italia e si deve confermare in Europa.

Gol? Spero di segnare, aspetto una rete da tempo e spero di poterla trovare”.

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Inter-Lazio, Fabiani pre match: “Ci giochiamo la stagione contro i più forti d’Europa. Soddisfatti della squadra e di Baroni”

Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani a Sky prima di Inter-Lazio:

“Tutto il campionato di Serie A, a 180 minuti dalla fine, non ha dato verdetti, c’è grande equilibrio e questo significa che c’è crescita da parte di tutte le squadre. Le eccezioni sono Atalanta e Genoa, le altre si giocano tutte qualcosa di importante.

Stasera noi ci giochiamo una stagione e incontriamo i più forti d’Europa. Il calcio, però, è bello perché può sempre riservare delle sorprese.

Siamo già soddisfatti, pensando sia al campionato che all’Europa. Abbiamo iniziato una fase di rinnovamento, senza campioni come i vari Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Immobile e Felipe Anderson. Siamo soddisfatti dei nostri ragazzi e del lavoro del nostro mister Baroni, che ha dimostrato di poter allenare una squadra importante come la Lazio”.

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Lazio, Lotito: “Ho salvato la storia, ora costruisco un futuro diverso e solido. Baroni ha un contratto…” (AUDIO)

Evento ‘Indimenticabili’ per festeggiare il secondo scudetto della Lazio, Claudio Lotito: “Dopo aver salvato la storia sto costruendo un futuro diverso e solido. I fatti ci stanno dando ragione, se non altro a livello organizzativo, strutturale. Senza togliere nulla a chi mi ha preceduto, erano altri tempi, forse c’era più l’apporto della proprietà. Oggi ci sono dei meccanismi di gestione molto più restrittivi, Imitanti dal punto di vista della creatività. L’importante è vincere? lo preferisco avere una struttura che si tramandi nel tempo e non di avere un periodo di fasti legato a una sola persona.

Baroni ha un contratto pluriennale. Mi sorprende che quando ho portato Baroni sono stati fatti i cortei di 10.000 persone, dovevamo retrocedere in Serie B, abbiamo comprato i giocatori e dovevamo retrocedere. Il pallone è per tutti, il calcio è per pochi. In questi 21 anni di presidenza ho dimostrato partendo da zero che qualcosa abbiamo dimostrato di fare. La Lazio aveva
-550 milioni di euro, oggi ha 300 milioni di patrimonio immobiliare della Lazio, quindi è una società forte, solida, che cammina sulle sue gambe e sulla logica del padre di famiglia, che non sperpera. Perché se sperpero, sperpero il patrimonio non solo mio, ma di tutti quanti, perché io devo preservare un patrimonio che coinvolge milioni di persone. La Lazio avrà un futuro diverso, si stanno realizzando tutte le cose che avevamo promesso che avremmo fatto.

La Champions sarebbe il coronamento di uno sforzo che è stato fatto da tutti: dalla squadra, dall’allenatore, dalla società, che è convinta che tramite l’organizzazione, lo spirito di gruppo, si possano raggiungere degli obiettivi importanti. Oggi c’è un’organizzazione ha consentito di far diventare la Lazio un punto di arrivo e non di partenza. Col tempo, mi auguro un tempo giusto, possa trovare riscontro anche in termini sportivi. Abbiamo cercato di coniugare il risultato economico con quello sportivo”.

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Lazio, Rovella: “Non sono di passaggio, resto per vincere. Spero insieme a Baroni…”

Nicolò Rovella si è raccontato in una lunga intervista al ‘Il Messaggero’. L’ex Juventus ha giurato eterno amore ai colori biancocelesti, si è detto innamorato della tifoseria – paragonata come calore a quelle del Sudamerica – e della squadra.

”Reazione al cambio con la Juventus? Chiedo scusa a Baroni e a Vecino. Ero arrabbiato per il risultato ma anche con me stesso per la prestazione offerta fino a quel momento. Ero arrabbiato e non sono riuscito a contenermi. Quando esco è come se mi strappassero un pezzo di cuore.

Tudor? Non era voglia di rivincita le mie prestazioni in questa stagione parlano chiaro magari ha cambiato idea. Devo tanto a Sarri ma anche a mister Baroni. Dimostrerà di essere un grande tecnico, non so quali siano i rapporti tra la società e il tecnico però siamo soddisfatti del percorso fatto.

Bodo? Rammarico perché siamo usciti con una squadra meno forte della nostra. Non vincere all’Olimpico è una cosa inspiegabile così come prendere i gol sempre nei primi minuti.

Modulo troppo offensivo? A inizio anno è stata la sorpresa adesso facciamo un po’ di fatica in più, soprattutto per la troppa stanchezza non riusciamo più a far gol.

Futuro? Io sono innamorato della Lazio, qui c’è un progetto che cresce anno dopo anno e non voglio andare via. Ho un contratto di cinque anni e sono felicissimo qui. Voglio rimanere qui a vita. Premier? Non sono venuto per esplodere e andare poi a vincere in altri club”.