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Lotito: “Sarà una Lazio avvincente come il Comandante. Inzaghi? Morte annunciata”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato a margine del sorteggio del calendario della Serie A 2025/2026, toccando i temi legati al ritorno di Sarri e anche dell’addio di Simone Inzaghi all’Inter.

Così su Sarri e sui derby

Che Lazio sarà con Sarri: Una Lazio vincente sulla base dello spirito del comandante. Cercheremo di far tesoro dell’esperienza pregressa, quella di quest’anno, per evitare che si ripetano le stesse situazioni. La squadra aveva una buona tenuta, nella prima parte eravamo in pole position poi non abbiamo proseguito“.

I derby alla 4^ e alla 37^: Fa parte della sorte visti i criteri. Auguriamoci di trovarci in una posizione tale che sia ininfluente“.

Su Inzaghi e Tare

Sorpreso dall’addio di Inzaghi all’Inter: Io non esprimo giudizi sul comportamento delle persone… Storie di una morte annunciata“.

Tare al Milan: Un professionista che ho introdotto io nel ruolo di ds, ha qualità ed è una persona seria. Si è comportato in modo corretto con la Lazio, farà altrettanto al Milan“.

Ha parlato con Marotta di Inzaghi: Non gli ho detto nulla. Il problema è che quando uno parte e deve vincere il triplete e poi non vince nulla… Come noi, eravamo proiettati all’Europa League e poi non abbiamo vinto nulla“.

Ha rivissuto i giorni di Villa San Sebastiano con Inzaghi, all’epoca dell’addio alla Lazio: La considerazione fu fatta la notte successiva ad una cena, avevo già siglato il contratto e lui avrebbe dovuto apporre la firma. Poi la notte gli ha portato consiglio… Oggi è in Arabia col contratto“.

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Lazio, Isaksen invia messaggi a Sarri: “Non vedo l’ora di vedere se avrà nuove idee…”

Riecco Sarri a Formello, ad aspettarlo una “vecchia guardia” che con il Comandante ha lavorato, vinto prima e caduta poi. C’è chi si è affermato e chi come Gustav Isaksen si è sentito un po’ imprigionato tra necessità tattiche ed una fiducia parziale dovuta dalla presenza di Felipe Anderson. Poi Baroni, carta bianca per aggirare limiti caratteriali ed una crescita rimasta non del tutto espressa. Ora il ritorno ad un passato che il danese stesso aveva mal digerito: “Con lui c’era molta tattica e dovevo solo abituarmi. Solo di recente ho iniziato a capirlo, quindi è stato un po’ fastidioso”, disse poco dopo le sue dimissioni. Ora il ritorno ed un’apertura dialettica diversa, nella speranza di non tornare al punto di partenza: “Non vedo l’ora di rivederlo – ha detto l’esterno scandinavo dal ritiro della propria nazionale – . È stato bello averlo con me quando sono arrivato alla Lazio. Ora è di nuovo qui. Non vedo l’ora di vedere se avrà nuove idee“. Un bentornata doveroso e la speranza di non perdere quota nelle gerarchie tecniche della prossima stagione. A volte ritornano, meglio evitare di sbilanciarsi prima del dovuto.

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Lazio, Tavares: “A Roma sto bene, sono stato il terzino con più assist. Europa? Un peccato…”

Anche per Tavares è tempo di bilanci. Il terzino portoghese, recentemente escluso dalla Nazionale, ha rilasciato una lunga intervista al portale Diario de Noticias. “A prescindere dalle cose buone che sono successe individualmente e collettivamente, soprattutto all’inizio della stagione, la verità è che alla fine abbiamo mancato i posti in Europa e questo ha frustrato i nostri obiettivi e le aspettative dei tifosi. È anche per loro che giochiamo e in questo senso, ovviamente, non ero soddisfatto, anche perché ci hanno sostenuto molto fin dall’inizio”. Inizia così l’analisi della stagione biancoceleste per Tavares.

Andare alla Lazio è stato molto importante per me. Sono riuscito a ritrovare la regolarità e l’influenza che ogni giocatore cerca e a realizzare il mio obiettivo di arrivare in Nazionale. Sono stato il terzino con più assist in Italia, sono stato anche tra i migliori a livello europeo in questo senso, perché avevo la possibilità di mostrare che anche un terzino può offrire un contributo offensivo. Volevo la nazionale ed è arrivata. La mancata convocazione è stata una scelta arrivata in modo molto naturale, quando sono con il Portogallo sono tra i migliori giocatori al mondo e l’allenatore deve fare delle scelte; tutto era un po’ in stand-by a causa della finale di Champions League, che i portoghesi del PSG hanno vinto in modo spettacolare e quando sono arrivati, ovviamente non potevamo rimanere tutti”.

La chiosa: “A livello individuale, le cose sono migliorate molto in questa stagione alla Lazio, dove sono riuscito a trovare opportunità e costanza nel mio calcio. Mi sono adattato molto bene alla città e al club, sono stato accolto molto bene da tutti e le prestazioni hanno iniziato a essere positive. Ora mi concentro sul riposo e sul tentativo di dare il meglio di me nella prossima stagione”.

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Lazio, Lotito: “Promesse a Sarri? Si dimise per colpe ambientali, ora ho fatto pulizia. E su Baroni…” (AUDIO)

Al termine dell’evento che si è tenuto allo stadio Olimpico sulla lotta al bullismo, si è intrattenuto con i cronisti presenti il presidente della Lazio Claudio Lotito:

“Penso che questo club, da quando sono presidente, abbia dimostrato sensibilità e capacità di evidenziare una serie di problemi. Quando diventai presidente dissi che volevo un calcio didascalico e moralizzatore, che doveva insegnare i comportamenti. Ogni individuo è un mondo a parte e va educato ai valori fondanti: spirito del gruppo e sensibilità verso gli altri. Il calcio deve essere utilizzato in termini costruttivi, non solo per il risultato sportivo. Lo facciamo nelle scuole, nelle carceri e negli ospedali. Aiutiamo le persone meno fortunate nel riacquisire un sorriso attraverso una squadra che li supporta.

Sarri? L’ho detto nel comunicato ufficiale: è un allenatore che io ho voluto a tutti i costi perché ha interrotto prematuramente un percorso che avevamo intrapreso.

Baroni? Non l’ho esonerato. Il mister ha fatto una scelta. Nella vita io sono abituato a non misurare le persone per i risultati ma per la tenuta psicologica. Lui ha fatto una scelta perché sono venute meno alcune aspettative. La piazza aveva assaporato alcune possibilità. Non è un problema solo della Lazio, perché altre squadre del Nord alla fine non hanno vinto nulla. Per questo dico che il calcio è legato a situazioni imprevedibili. Siamo passati da una prima parte di stagione dove eravamo primi in tutto, poi ci siamo persi per strada.

Con Sarri abbiamo fatto una scelta di una persona che incarna i valori nei quali crediamo. Se si poteva continuare con Baroni? Io non l’ho esonerato.

Promesse a Sarri? Il rapporto tra me e lui è di stima reciproca e di affetto. C’è una grande considerazione familiare. Io non sono mai andato a cena con mia moglie a casa di nessun allenatore, con Sarri l’ho fatto. All’epoca si dimise perché non c’erano più le condizioni per colpa ambientale e non della società. Ora, ho portato avanti un’attività di pulizia”.

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Lazio, Paradiso a Lotito: “Dovrebbe fare un passo indietro”

La delusione tra i tifosi della Lazio è palpabile, come un colpo al cuore per chi ha vissuto ogni partita con passione. Dopo aver sperato fino all’ultimo di agguantare un posto nella Champions League, la sconfitta contro il Lecce nell’ultima giornata ha infranto tutti i sogni, lasciando un senso di vuoto e rabbia che si diffonde tra i sostenitori biancocelesti. È un momento che fa riflettere: come può una stagione così carica di aspettative finire in modo così amaro?

A intervenire con parole forti è Tommaso Paradiso, il celebre cantautore italiano e grande tifoso della Lazio, ex frontman dei Thegiornalisti, che ha deciso di dire la sua sulla stagione appena conclusa. Rivolgendosi direttamente al presidente, le sue dichiarazioni – riportate dal Corriere dello Sport – non lasciano spazio a mezze misure e suscitano curiosità su cosa potrebbe accadere nel futuro del club.

«Il tifoso della Lazio ha capito che non può più sognare, si mantiene esclusivamente attraverso il portafoglio del tifoso. Caro Presidente, se lei fosse davvero laziale dovrebbe fare un passo indietro e permettere a decine di migliaia di tifosi di respirare un’aria nuova». Qui, Paradiso esprime con forza la frustrazione dei supporter, sottolineando come il legame emotivo con la squadra sia stato sostituito da dinamiche puramente economiche, e lancia un appello per un rinnovamento che restituisca speranza e aria fresca all’ambiente.

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Lazio. Baroni in conferenza: “Questa gara deve far riflettere sul futuro. Permanenza? Dipende da ciò che ci diremo”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni in conferenza stampa:

“Io oggi sono dispiaciuto, addolorato, per me, per la squadra, per i tifosi, per la società. E’ l’immagine finale che rimane e questa prova ha sporcato un po’ la stagione.

È una partita che deve far riflettere sul futuro. Oggi è difficile ma la squadra ha fatto 34 punti all’andata e 31 al ritorno, è qui l’importanza della partita.

Il dolore più grande è non aver rimesso la squadra in partita come successo a San Siro.

Dimettere? Lo saprà la società cosa deve fare. Una cosa è certa: ho dato tutto me stesso insieme a staff e squadra. Il dolore è per una partita, la Lazio negli ultimi anni ha fatto un media simile.

Io in questo momento non posso e non voglio guardare i numeri in casa. Oggi siamo qui a commentare una partita che io faccio fatica a commentare, è una gara che deve far riflettere me e la società.

Ho difeso sempre la squadra, lo faccio anche oggi, assumendomi la responsabilità. Questo è Marco Baroni. Con questa prestazione abbiamo buttato via il percorso fatto fino a adesso.

Stasera c’è tanto dispiacere che fatico a spostare i pensieri su altre cose. Sono in difficoltà nel parlare perché ho ancora forte un dolore che ho esternato alla squadra e avevo accennato in settimana, ma purtroppo ci siamo cascati.

Se rimarrò? Sono valutazioni che si fanno con la società e le faremo. Abbiamo fatto un percorso insieme. Ci incontreremo e faremo tutte le valutazioni del caso. La mia volontà? Devo parlare con la società, è in riferimento a ciò che ci diremo.

L’ultima partita è un passaggio, infatti ho detto che forse non sono riuscito a far capire alla squadra l’importanza della gara visto che poi da domani non ci ritroveremo.

Se guardiamo il percorso della squadra questa gara non rende merito alla stagione.

Limiti della rosa? Chiaro che, come vi ho sempre detto, quando hai 20 partire addosso non è come quando ne hai 52 e qualcosina paghi. Ma se guardiamo la prova fatta a San Siro è questo il dispaicere. Oggi prestazione completamente diversa”.

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Lazio, Zaccagni in conferenza: “Scuse non servono, ora dobbiamo assumerci le responsabilità. Il club farà le valutazioni…”

Il capitano della Lazio Mattia Zaccagni in conferenza:

“Mi sento una dei responsabili principali. Non dovevamo chiudere così davanti il nostro pubblico. Ora ci sarà tempo per le valutazioni. Fischi dei tifosi? Sono giusti.

Il mister è deluso, noi siamo delusi. La squadra era distrutta dopo la partita per aver lasciato il segno negativo in questa stagione. I tifosi non meritavano questo finale, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità.

Il messaggio dei tifosi è chiaro, le scuse non servono a niente, dovevamo dimostrare sul campo ciò che abbiamo dimostrato in stagione. Adesso ci sarà tempo, la società farà le sue valutazioni.

Il dato delle gare in casa ci fa male, il supporto dei tifosi è stato impressionanete e non siamo stati in grado di ripagare la fiducia. Tutti noi dobbiamo prenderci le responsabilità e accettare le decisioni che verranno prese dal club”.

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Lazio, Baroni: “Brutta prova, responsabilità mia. Futuro? Devo parlare con la società”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni a Sky dopo il ko casalingo contro il Lecce:

“Abbiamo fatto una brutta partita. Il mio dispiacere è quello di non essere riuscito, nonostante avessi parlato con la squadra, a riportarli dentro la prestazione come è successo a San Siro.  L’ultima immagine è quella che rimane, ha sporcato quanto fatto durante la stagione. 

Ci sono dolore e dispiacere verso i tifosi e la società. Devo ammettere che, nonostante avessi detto alla squadra delle insidie di questa partita, l’ultima partita è sempre particolare perché c’erano già giocatori che pensavano ad andare via con il rompete le righe di domani. Brutta prestazione, specialmente nel primo tempo.

A gennaio sono arrivati dei ragazzi giovani. La società ha fatto il massimo, non è questo il tema. Io ho il dolore addosso, questa partita sciupa il nostro percorso. Nel girone d’andata abbiamo fatto 34 punti, al ritorno 31. Sarebbe bastata una partita diversa per dare un’altra dimensione al nostro cammino. Non devo cercare e non voglio alibi. Mi prendo la responsabilità, forse non sono stato in grado di far capire l’importanza di questa gara.

In campionato abbiamo cercato di lavorare sulle nostre difficoltà, ci hanno penalizzato le squadre che si chiudevano.

Se rimango? Dobbiamo sicuramente parlare con la società. Oggi era la partita importante, da domani faremo le nostre valutazioni. Ho sempre pensato a lavorare a testa bassa con la mia squadra, è un gruppo che mi ha dato tanto e mi ha cresciuto. La società mi è stata vicina, non devo fare appunti a nessuno se non a me stesso per questa sera”.

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Lazio, Dia pre match: “Massima motivazione, pensiamo a fare bene con i nostri tifosi poi vedremo cosa accadrà”

L’attaccante della Lazio Boulaye Dia, a Dazn, ha presentato la sfida caslinga contro il Lecce:

“Noi crediamo tanto in questa possibilità. Dobbiamo vincere in casa, davanti al nostro meraviglioso pubblico: abbiamo solo questa opzione, dopodiché alla fine vedremo cosa accadrà sugli altri campi, ma noi pensiamo alla nostra partita.

Quando lo stadio è pieno, come stasera, i tifosi ci danno una forza in più ed è fondamentale per il nostro percorso. La nostra motivazione è al livello massimo, speriamo di regalare una grande soddisfazione al nostro appassionato pubblico”.

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Lazio, Fabiani: “Lavoro straordinario di Baroni e del gruppo. Oggi gara importante”

Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani, a Dazn, ha presentato l’ultima sfida di campionato contro il Lecce:

“Tutte le partite sono importanti, in particolare quella di questa sera ha un sapore speciale per noi e per il Lecce che deve ancora centrare l’obiettivo matematico della salvezza. Per la Lazio significherebbe fare un ulteriore passo in avanti, sperando magari in qualche altro passo falso delle dirette rivali per un posto in Europa

È stato un lavoro straordinario quello di Marco Baroni, un lavoro di squadra. Alla vigilia nessuno poteva prevederlo, mentre oggi abbiamo dieci undicesimi che fanno parte delle rispettive nazionali. Significa che c’è stata una crescita a 360 gradi e per noi è motivo di grande orgoglio, significa che si è fatto qualcosa di molto positivo”.