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Lazio, Pedro non basta: “Un pari che non serve a niente. Dobbiamo alzare il livello. Forse manca maturità…”

La Lazio pareggia in casa con il Parma (2-2), grazie alla doppietta di Pedro. Lo spagnolo, a Dazn, ha così commentato la sfida:

“Peccato perché nella ripresa abbiamo fatto una bella gara ma non siamo riusciti a fare tre punti che sarebbero stati importanti per la classifica. Abbiamo avuto tanta sfortuna in varie partite. Dobbiamo alzare il livello sennò è difficile arrivare in Champions. Un pareggio che non ci serve a niente”.

Pedro è intervenuto anche ai microfoni di Sky:

“E’ un peccato, abbiamo perso un’opportunità importante giocando in casa. Abbiamo dato tutto, soprattutto il secondo tempo. È un pareggio che non serve tanto. Abbiamo preso questi gol all’inizio e poi è difficile ribaltarla, abbiamo fatto un bello sforzo nel secondo tempo ma è un peccato per noi aver perso questa opportunità. Ora dobbiamo fare tutti il massimo per la Champions. Ci crediamo”.

Infine Pedro ha parlato pure ai microfoni di Lazio Style:

“Peccato perché abbiamo lasciato scappare una opportunità unica, dobbiamo migliorare e non sbagliare. Abbiamo fatto lo sforzo di rimontare, peccato non ottenere i 3 punti era importante per rimanere agganciati. Abbiamo fatto una bella partita abbiamo concesso due errori in costruzione, sono usciti molto bene e hanno fatto gol. Peccato non averla ribaltata, ne mancano 4 non possiamo sbagliare adesso. Gol? Sono contento di aiutare la squadra con i miei gol, ma peccato non aver vinto. La verità è che questo pareggio non serve tanto. Se manca maturità alla squadra? Può essere. Abbiamo iniziato forte, poi dopo abbiamo subito la concentrazione che si è abbassata nella prestazione e il livello. Alla fine la squadra ha preso molti giovani, manca tempo per dare questa maturità, ma all’inizio sembrava che la squadra fosse più aggressiva e compatta. Soprattutto a recuperare la palla, ora abbiamo lasciato da gennaio un po’ questi aspetti. Dobbiamo finire le ultime 4 nel miglior modo, non possiamo sbagliare nulla e dobbiamo fare tanti punti, se vogliamo la Champions”.

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Lazio, Baroni: “Analizzeremo e lavoreremo, ma recuperare così è da squadra vera. E su Pedro…”

Dopo il pari dell’Olimpico contro il Parma, il tecnico della Lazio Marco Baroni ha analizzato la sfida a Sky:

“Era molto che non prendevamo gol subito. Subire una rete nel primo tempo ti mette in una certa condizione, il gol nel secondo tempo è frutto di una situazione e di alcuni rimpalli.

I cambi? Ci hanno dato ritmo, io voglio ripartire da lì. Stiamo dando continuità di risultati ci manca da morire la vittoria davanti ai tifosi. La seconda mezz’ora siamo noi, abbiamo giocato con ritmo.

Sono contento per Pedro che è un campione. Suzuki fa 7′ di possesso, sulle palle lunghe dovevamo far meglio. Io guardo la squadra e come possiamo migliorare. Siamo nel rush finale, non molliamo, recuperare un 2-0 significa che non ci arrendiamo mai. Noi lavoriamo per migliorare i difetti, siamo alla 48° partita. Sicuramente analizzeremo e lavoreremo, ma recuperare un risultato così è da squadra vera, da squadra con mentalità; gli errori li abbiamo fatti, ma non ci hanno ammazzati. Se avessimo segnato prima l’1-2 l’avremmo potuta vincere.

Cosa dobbiamo ritrovare? La migliore condizione. Veniamo da tante partite tirate, abbiamo giocatori che è il primo anno che hanno un minutaggio del genere, però non voglio, alibi. Adesso lavoreremo e la prossima partita cercheremo di non fare gli stessi errori”.

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Lazio, Romagnoli: “Eravamo nervosi, serviva più cattiveria. E sulla Juventus…”

Romagnoli a Dazn ha così commentato il 2-2 dell’Olimpico contro il Parma:

“Eravamo un po’ troppo nervosi. Dobbiamo migliorare, alzare l’attenzione, non pensare alle cose che riguardano il campo. Peccato, ce le lasciamo sfuggire per così poco.

Bisognava essere più cattivi all’inizio ed entrare in partita più rapidamente. Ci manca vincere in casa.

La gara con la Juve? Prima c’è l’Empoli, bisogna pensare a vincere. Un pareggio che non serve a nulla”.

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DICHIARAZIONI SERIE A

Isaksen pre match: “Leader? Mi piace prendermi le mie responsabilità. E su Baroni…”

Poco prima del fischio d’inizio di Lazio-Parma, Isaksen ha presentato il match ai microfoni di Dazn:

 “Se sono un leader? Non lo so, non parlo molto ma mi piace prendermi le mie responsabilità. Ho imparato tante cose quest’anno, la squadra è diversa così come il mister che crede in me. Sono molto contento. È un piacere giocare davanti a questi tifosi.

Baroni? È una grande persona e un grande allenatore. È facile per noi giocatori perché stare con lui è molto semplice: devi dare tutto in ogni partita, ed è contento: questo è quello che provo a fare sempre”.

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DICHIARAZIONI SERIE A

Baroni pre match: “Serve stare nella partita. Tavares sta recuperando. Isaksen? Ecco cosa gli ho chiesto…”

Il tecnico biancoceleste Marco Baroni è intervenuto ai microfoni di Dazn prima di Lazio-Parma:

“Ci manca la vittoria in casa ma la squadra deve stare dentro la prestazione e dare continuità a quello che ha fatto. Quello che ho chiesto è stare nella partita, prestazione massimale: solo così possiamo ottenere ciò che vogliamo e che merita il nostro pubblico.

In questo momento i ragazzi devono solo pensare al campo. Oggi giochiamo contro una squadra attenta e determinata, dobbiamo stare pallone su pallone. I dettagli fanno parte della prestazione con grande voglia, fame e determinazione. È una gara difficile, ma sono sicuro che faremo una grande partita.

Tavares? Sta recuperando, in questo momento sta facendo bene Pellegrini; oggi si deve ripetere, così come tutti i suoi compagni. Ci vuole grande veemenza e aggressività. Nuno è importante, lo aspettiamo. Credo che presto possa tornare in squadra.

Isaksen? È sempre stato un giocatore che sa coprire, in Nazionale fa anche l’esterno nei quattro: deve determinare lì davanti e lo sta iniziando a fare. Gli ho chiesto di cercare con convinzione la giocata, anche sbagliando”.

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Lazio, Vecino avverte: “Parma in salute, ma sono vietati passi falsi”

Matias Vecino, centrocampista della Lazio, ha parlato ai canali ufficiali del club alla vigilia della sfida contro il Parma sottolineando l’importanza di ogni partita in vista della fine del campionato. «Sappiamo che sarà una partita dura contro una squadra in salute e con tanti risultati utili consecutivi alle spalle. L’ennesima conferma che da qui alla fine del campionato non esisteranno gare facili sulla carta», ha dichiarato Vecino.

“Arrivati però a questo punto della stagione, contano solamente le vittorie perché ci sono tante squadre in pochi punti e non possiamo permetterci passi falsi per la nostra classifica», ha aggiunto il centrocampista biancoceleste, evidenziando l’importanza di ottenere tre punti fondamentali.

Vecino ha anche riflettuto sulla possibilità di raggiungere il traguardo delle 300 presenze in Serie A, un traguardo significativo che potrebbe essere raggiunto entro la fine del campionato. «Sono orgoglioso di essere così vicino a questo traguardo, dopo più di dieci anni in Italia. Ho vissuto un bel numero di partite in Serie A e spero di poterne giocare ancora tante altre», ha concluso.

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Dele-Bashiru: “La Lazio è tutto quello che voglio. Ora ho capito…”

Il centrocampista Fisayo Dele-Bashiru, intervenuto ai microfoni di SportsBoom.com, ha fatto un bilancio sul suo primo anno in maglia biancoceleste e ripercorso la sua carriera fino a questo momento. Queste le sue dichiarazioni, a partire dalla scelta Lazio: “Mi hanno dato tutto quello che volevo. Ho accettato il progetto perché, a questo punto della mia carriera, è quello che voglio. Voglio giocare a calcio ad alto livello in un campionato di vertice, e anche per un grande club, e la Lazio rispecchia perfettamente i miei desideri”.

Sulla Serie A: “Il calcio italiano è molto più impegnativo dal punto di vista tattico rispetto ad altri campionati, ed è una sfida che sto apprezzando al momento. Questo adattamento ha richiesto del tempo, ma ora sta iniziando a prosperare sotto il rigore tattico e la disciplina posizionale che ci si aspetta in Italia”.

Sugli infortuni e sul suo ruolo: “Come tutti sanno, ho avuto alcuni infortuni che hanno ostacolato i miei progressi, ma ora mi sento molto meglio, molto più forte. Ho capito le richieste tattiche che l’allenatore vuole, questo è fondamentale per avere un finale di stagione positivo. Il mio ruolo preferito sarebbe quello di centrocampista box-to-box, in posizione da numero 8 o 10. Con la palla tra i piedi e con la mia corsa so attaccare e difendere bene. In generale, sono quello che si può definire un centrocampista box-to-box. E quando sarò in forma al 100% e avrò capito tutto dal punto di vista tattico, faremo sicuramente un’ottima stagione insieme”.

Sulla sua formazione calcistica: “Le basi che si ottengono al Manchester City sono di altissimo livello. Inoltre, il campionato turco è di buon livello. Per quanto riguarda la Serie A, certo, ci è voluto un po’ di tempo per adattarmi al 100% al campionato, ma credo che la mia mentalità sia corretta. Gli allenatori, i miei compagni di squadra, mi stanno tutti aiutando. Penso che tutto questo sia stato importante per me e stiamo tutti facendo una buona stagione”.

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Zaccagni, Lazio a vita: “Non intendo muovermi da qui. Baroni ci trasmette serenità, la Nord amore” Poi sul derby e l’Italia…

Lunga intervista a Mattia Zaccagni. Il capitano della Lazio è stato protagonista della puntata romana di Champions of Made in Italy. Si parte dalle origini: “A Verona ho vissuto otto anni magnifici e intensi, poi c’è stato il cambiamento con Roma che è la Capitale. Adesso il mio cuore è qui, dove ho costruito qualcosa di importante, dove ho costruito la mia famiglia. Roma è Roma, tutti sanno cos’è. Io sono di Bellaria, un comune in provincia di Rimini, a cui sono molto legato. Lì ho il mio stabilimento balneare, la mia famiglia e i miei ricordi da bambino. Se non avessi fatto il calciatore avrei fatto il lavoro dei miei genitori, ovvero gestire l’albergo di famiglia. Lo sbalzo tra Bellaria e Roma è notevole, ma in mezzo c’è stata Verona che è una piccola Roma”. 

“Come ogni bambino ho spesso guardato il cielo e le stelle, ho sognato di volare il più in alto possibile, così ho iniziato a inseguire un pallone. Un calciatore, la Citta Eterna, lo spazio. Tre cose che a Roma possono essere gli ingredienti di una città globale. Roma non è solo calcio e storica antica, tutti conoscono la cultura, ma non tutti sanno che è un importante polo per l’industria aerospaziale italiana. Son passato da essere un ragazzino a diventare un uomo, in campo e fuori. Ho giocato in Serie B, ho vinto il campionato e mi son fatto le ossa in tutti i sensi. Il gol all’Europeo non lo scorderò mai, una gioia immensa, un qualcosa di unico. Mi son passate tante immagini in testa, è indescrivibile, non saremmo passati se non avessi segnati. Un momento irripetibile, magico, speciale. Sapere che hai dato gioia all’Italia intera è qualcosa che ti porti dentro per sempre. C’è un video bellissimo di mia moglie che, la mattina dopo che ho fatto gol, lo fa vedere a mio figlio che è contento nel vedermi esultare. Un video che mi porterò dentro e lo legherò questo ricordo. Quando segni in partite importanti la differenza la fa quello che ti circonda. Quindi uno stadio caloroso, il fine partite festeggi di più di una partita normale, sono emozioni che quando le provi hai una botta di adrenalina inspiegabile“. 

Inevitabile un passaggio sul derby: “Qui il calcio è molto sentito, come nel resto d’Italia, ma con un qualcosa in più. Sembra come se quello che fa un calciatore in una partita cambi l’umore di una città. Basti pensare che un mese prima mi iniziano a fermare per il derby. Quando arrivi al centro sportivo ti accorgi se ci sarà un derby a breve. c’è una tensione, un’aria diversa, abbastanza pesante. La partita è molto sentita e quindi la sentiamo anche noi. Mi piace stare in mezzo alla gente, perché alla fine siamo ragazzi come altri. Anzi, vorrei fare molte più cose di quelle che possiamo, però è sempre un piacere stare tra la gente”.

Radici e attualità: “Il calcio per me, se lo devo definire con una sola parola è: passione, perché racchiude tante cose. Ho iniziato a giocare a 3/4 anni e non ho mai smesso, dopo tanti sacrifici sono arrivato dove voglio essere. Giocare per la massima serie del tuo Paese è un sogno di tanti bambini, ed era anche il mio. Oggi sento di avere un grande privilegio. Qui hanno giocato tanti campioni. Con la fascia al braccio prendo l’eredità di Ciro, mio grande amico, un pezzo grosso di questo campionato. La prima volta che ho vestito l’azzurro in allenamento ho sentito un senso di leggerezza. Si sente la storia, ma ti fa sentire forte, anche se porta tante responsabilità. Vincere all’Olimpico è bello, è coinvolgente, la Curva Nord e i tifosi trasmettono forza e voglia di indossare questa maglia. Mi sono affezionato alla Lazio, come alla città. L’arrivo di Baroni è stato un impatto piacevole, non ha mai sbagliato a preparare una partita, ci ha sempre dato calma e serenità, Giocare per la Lazio è diverso, speciale, ti porta a essere tifoso di questa storia e questa maglia. E io da qui non intendo muovermi. Sono Mattia Zaccagni e vivo a Roma, chiamatemi ‘Zac'”. 

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Lazio, Fabiani: “Segnale di mentalità vincente dopo la confusione organizzativa della Lega. Domani in Vaticano…” (AUDIO)

Dopo il successo con il Genoa, il direttore della Lazio, Angelo Fabiani, ha parlato all’interno della mixed zone dello stadio Marassi: “Sono stati giorni travagliati e di dispiacere per la scomparsa del santo Padre. Non è stato facile per chi è credente come me. Domani in Vaticano, la società, la squadra maschile e femminile omaggeranno il Papa perché gli è dovuto per l’uomo che è stato.

Problemi organizzativi da parte della Lega per il recupero della partita? Quello che ho percepito io è che la mano sinistra non sapeva cosa facesse la mano destra. Si è generata una confusione importante. Più di qualche disguido. Abbiamo dovuto prendere e pagare un aereo per tornare a Roma. Restando a Genova non sapevamo dove allenarci e non potevamo tenere fermi i ragazzi per quattro giorni.

Dobbiamo ringraziare la squadra per una vittoria che ci consente di affrontare le ultime cinque gare con moderato ottimismo. Non era facile dopo l’eliminazione in Europa League. I calci di rigore sono una lotteria ed anche questo ha fatto scattare il desiderio di reagire subito. Non era facile fare questa prestazione a Marassi. E’ stato il segnale di una mentalità vincente. Nella vita bisogna averla per raggiungere gli obiettivi. In organico abbiamo diversi giovani che con il tempo l’acquisiranno. Oggi devo dire che un po’ tutti hanno contribuito”.

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Lazio, Baroni in conferenza: “Non avevo bisogno di risposte dal gruppo. Squadra schierata contro il Bodo? Nessun messaggio alla società”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni in conferenza stampa dopo il successo per 2-0 in casa del Genoa:

“La rabbia è un brutto compagno. Avevamo amarezza ma anche consapevolezza di aver fatto una partita di spessore e un bel torneo. La voglia ora è di giocarci ogni partita con la volontà di andarci a riprendere l’Europa.

Oggi abbiamo vinto una partita di squadra. Non avevo bisogno di avere risposte dalla squadra. In queste ultime partite abbiamo sbagliato poche prestazioni. Devo fare i complimenti a tutti, era una partita complicata. Il Genoa è una squadra che gioca con ritmo.

La mancanza di Castellanos? L’assenza dei nostri attaccanti è stata pesate. Abbiamo portato al gol tutti ma loro con la qualità che hanno ci danno soluzioni importanti. Sono contento per Taty, per Dia ma per tutta la squadra. Era la partita che volevamo, che dovevamo centrare e lo abbiamo fatto.

Quando ho qualità la metto sempre in campo. Venivamo da una partita con i supplementari, siamo venuti qua e quando eravamo in volo abbiamo ricevuto la notizia che dovevamo tornare. Se mettiamo tutto questo, dà più valore alla prestazione della squadra.

Lazzari? Vediamo. Ha sempre un po’ questi tendini, ora dobbiamo fare delle verifiche domani. La prossima non ci sarà.

Mandas? Sta facendo bene, ha fatto bene anche Provedel. Siamo contenti perché è un giovane che è stato a lavorare con dedizione e partecipazione.

Patto dopo la gara col Bodo? La squadra sta crescendo. Si deve crescere anche da queste mazzate e la squadra sta crescendo di gara in gara. Sono contento, ringrazio i ragazzi perché li vedo lavorare durante la settimana. So cosa può dare questa squadra e quanto crescere ancora.

Gara più importante della mia carriera con nessun acquisto di gennaio? Nessun messaggio alla società. Stanno crescendo i ragazzi. Abbiamo inserito dei giovani, a gennaio, dove hai poco spazio. Gli daremo spazio piano piano. La cosa più importante è l’atteggiamento della squadra da qui alla fine perché abbiamo dimostrato di poterci stare in Europa e vogliamo riprendercela.

Contraccolpo per il doppio viaggio? Tutti siamo dispiaciuti per quanto è successo. Noi avevamo questa partita, ci siamo trovati a sapere che la partita era rinviata a data da destinarsi e quando eravamo in aereo ci hanno detto che la partita era spostata a mercoledì. Io non volevo far partire subito la squadra ho deciso di fare il viaggio in giornata.

Corsa Champions? La forza ce la devono dare le prestazioni e la voglia di riconquistarci quello che abbiamo lasciato disputando un Europa League di alto livello. Nonostante l’amarezza dell’eliminazione c’era la consapevolezza di aver fatto davanti ai nostri tifosi una prestazione di livello”.