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‘NMM’ – Giordano: “Attenzione ai cali di tensione, anche in amichevole. Bonazzoli? Mi piace…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Spero che la sconfitta della Lazio contro l’Ameria e in generale la prestazione scadente sia dovuta solo ad un fattore fisico. Sarebbe grave non affrontare bene una gara dal momento che i giocatori non giocano gare ufficiali da un mese. Provedel? A volte succede di rilassarsi quando subentra la consapevolezza di essere titolari indiscussi. Bonazzoli? A me piace, giocatore che sa il fatto suo, mancino. Forse va inquadrato sotto il punto di vista mentale, ma nello scacchiere di Sarri ci sta benissimo. Sa cucire il gioco e attaccare la profondità, è duttile. Sallai anche è un buon giocatore, nella dimensione Lazio potrebbe starci”.

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‘NMM’ – Ballotta: “Provedel in difficolta? Adesso viene il bello. Giocare ogni tre giorni…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘NMM’!

“Provedel ha iniziato molto bene, sfruttando l’indecisione di Maximiano alla prima uscita. E’ il primo anno in una squadra di alto livello, ci può stare il calo, non va giudicato negativamente per alcune prestazioni non all’altezza in amichevole. Io ho giocato 39 partite a 34 anni, uno che non ha mai disputato gare con una certa continuità può riscontrare delle difficoltà. Magari lui sta pagando anche un po’ questo, perché adesso gli cambi le abitudini. Il fattore mentale è determinante: se le cose vanno bene mentalmente sei forte, poi dopo un errore è complicato recuperare. E’ un momento negativo, ci può stare ed è fisiologico. Quando hai tre gare in una settimana non c’è più un lavoro fisico, devi essere bravo a gestirti a livello mentale e liberarti della partita precedente per affrontare quella successiva. Per Provedel il bello viene adesso, perché adesso – con la batterie cariche – potrà dimostrare di essersi messo alle spalle un momento grigio. Secondo me ha tutte le qualità del portiere di livello, è chiaro che in una realtà così importante come la Lazio, devi metterti alla prova su palcoscenici importanti”.

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‘QUELLI CHE…’ – Finardi: “Sono un condannato ad una musica selvaggia. Per questo sono fuori dall’industria discografica” (AUDIO)

EUGENIO FINARDI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Durante il lockdown ho avuto l’idea di una sonorità suadente, come fosse una sorta di ipnosi. In quel momento c’era molto bisogno di questo ed è nata Euphonia Suite. Musica Ribelle era come un gol fatto metà campo, con violenza, una botta dal grande impatto, mentre Euphonia è la stessa musica ma con uno scopo diverso. Una giocata di qualità, un pallonetto, un colpo più dolce. Io non sono un grande intenditore di calcio, ma posso azzardare questa figura retorica. Sarei un tifoso dell’Inter, ma se mi chiedete il nome del portiere non saprei dirlo (ride, ndr)”. Gli anni ’70 ed ’80 sono stati degli anni magici, poi negli anni ’90 mi volevano trasformare in un cantante normale, industriale, ma per me resta una questione di istinto. Sono molto più selvaggio, ho bisogno di sangue, cuore e pancia. E’ difficile per una casa discografica gestirmi come un prodotto. Dal 2002 sono fuori dall’industria per questo motivo. Da allora faccio quello che sogno e mi piace, penso ai concerti di blues che ho fatto a Roma o ad un progetto di musica classica contemporanea. Sono un condannato”

Segue audio integrale

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‘NMM’ – Giordano: “La mentalità è il vero margine di miglioramento. Cancellieri? A volte un gol…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Cancellieri ha sicuramente avvertito il cambiamento passando da Verona a Roma. Questa è una piazza esigente, per un ragazzo l’impatto può essere complicato. A volte basta poco, un gol può sbloccarti emotivamente, mettere un mattoncino per costruire una seconda parte di stagione importante. E’ un po’ il discorso che abbiamo fatto per Romero, che infatti adesso sta dando segnali confortanti. In generale, sarà fondamentale scendere in campo a Lecce con la tensione agonistica alta, perché non ci si può permettere di scendere in campo senza motivazioni altissime. La mentalità è il vero margine di miglioramento della Lazio, è chiaro che l’allenatore deve dare il suo contributo in tal senso, ma è anche vero che il grande giocatore lo vedi anche dalla mentalità che porta. Non è semplice trovare una squadra tecnicamente di alto livello e, al tempo stesso, con una mentalità forte e definita”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Sinisa, come fosse morto un capo di stato. Uomo libero e pensiero pulito” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’!

Sinisa Mihajlovic era un uomo particolare, era una persona buona sensibile, anzi più che sensibile. Ha recitato la parte del duro, ma era talmente buono che piangeva per i suoi affetti. Durante il funerale ho avuto la sensazione di un saluto ad un capo di stato. E’ morto un personaggio trasversale, non era solo un calciatore, è stato di più. Mai banale, molto leale, se doveva mandarti a quel paese lo faceva. Uomo libero con pensiero pulito, abituato da sempre a pagare le conseguenze di quello che faceva e pensava. Non si è mai nascosto dietro nulla e nessuno, ha lasciato una traccia grandissima. Lascia una moglie e dei figli strepitosi. Sinisa ha davvero vissuto nel modo che desiderava, senza le maschere che tutti indossano”.

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‘QUELLI CHE…’ – Ledesma: “Le persone come Mihajlovic non muoiono. Scaloni campione, che ricordi con lui…” (AUDIO)

Cristian Daniel Ledesma in collegamento a Radiosei

Mihajlovic, una bandiera e un padre di famiglia

“Su queste cose sono molto rispettoso, non ero amico di Mihajlovic ma l’ho conosciuto e ci siamo spesso incrociati. Per lui e per la sua famiglia massimo rispetto. Ho conosciuto uno dei suoi figli, l’ho allenato alla Luiss, dispiace ma le persone come lui non muoiono, restano. E’ stato un esempio per il modo in cui ha affrontato la sua malattia, ha sempre mantenuto il sorriso”

Scaloni campione del Mondo

“Con Lionel avevamo stretto una grande amicizia, è stato un punto di riferimento. E’ stato un giocatore importante e mi aspettavo potesse diventare un allenatore bravo. Era totalmente malato di calcio, seguiva tutto, era già predisposto alle cose tattiche, si interessava di tutto. Eravamo noi due a cucinare l’asado, ricordo una volta in cui abbiamo cucinato 60 kg di carne, impiegammo ore, c’era tutto lo staff da sfamare. La nostra è stata una Lazio che è piaciuta alla gente, abbiamo fatto molto a livello di squadra anche se c’era sempre la problematica tra i tifosi e la dirigenza. Gettammo le basi per quello che è avvenuto dopo. Ho seguito il mondiale e ho seguito con molto piacere il percorso dell’Argentina. Mi è piaciuto vedere Messi caricarsi emotivamente la nazionale sulle spalle“.

Dario Cadeddu

07/01/2023

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‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Sinisa ha fatto diventare laziale un’intera generazione” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per Mihajlovic si è mossa tutta l’Italia. Nella sua purezza, sincerità, umiltà ha unito tutti. Lui è stato uno dei motivi per cui molti della mia generazione si sono è innamorati della Lazio. Lui era uno dei più carismatici, difficile pensare che ne possa nascere un altro così. È bello vedere che la figlia Vittoria per ricordarlo abbia messo quasi tutte foto con la maglia della Lazio”.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Negro: “Sinisa, carisma e divertimento. Come me, con la Lazio nel cuore” (AUDIO)

Paolo Negro in collegamento a ‘NMM’

“Lui avrebbe voluto che tutto continuasse. Che tutti noi continuassimo a giocare, ad allenare, ad amare il calcio. Era così da giocatore e così se n’è andato. Con lui alla Lazio completammo la rosa. Col suo mancino, il lancio spingeva più sulla destra e quindi era perfetto per il mio ruolo quando sono passato a fare il terzino. Arrivavano tanti palloni e mi divertivo.

Sinisa era carismatico e usava queste qualità anche per divertirsi e fare gruppo. Le partitelle settimanali di allenamento erano all’ultimo sangue anche grazie a lui.

Sinisa “lazializzato”

Lui era molto innamorato della famiglia e l’ha costruita con tutto l’amore possibile. Io e Sinisa siamo due “lazializzati”? E’ proprio così: la Lazio ti entra dentro. Non è possibile non essere laziali. Ringrazio tutte le società che ho avuto da calciatore e da allenatore, ma la Lazio è la Lazio. Ed è anche questo che mi legava a Sinisa”.

Alessio Buzzanca

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Signori si racconta a Radiosei: dalla genesi del bomber, alla vittoria processuale, alla riabilitazione (VIDEO)

“Io Beppe Signori… sarò Franco”: negli studi di Radiosei, lo storico bomber biancoceleste si racconta!

L’arresto, i processi e la vittoria finale:

“Ho saputo di essere stato arrestato praticamente per caso. Dopo 12 giorni di domiciliari, finalmente parlo col magistrato che dopo due minuti si è alzato dicendo che per lui l’interrogatorio non era utile perché non avevo fatto ammissioni. Da lì non ho più avuto modo di essere interrogato o sentito e mi hanno solo proposto patteggiamenti. Ho rinunciato alla prescrizione ed è stata una cosa talmente unica che il mio avvocato non l’aveva mai fatto in tutta la carriera. A me le zone grigie non sono mai piaciute e quindi ho preferito fare così ed uscirne completamente pulito. La Procura sportiva invece mi ha radiato sulla base del processo di Cremona, che si è concluso per prescrizione poiché non abbiamo fatto a tempo in quella sede a ricorrere. Ecco perché ho dovuto accettare la grazia da parte della giustizia sportiva. Grazia che è stata data a una persona che è stata due volte assolta. E’ paradossale. Ho dovuto acquistare circa 90.000 intercettazioni per scoprire che non c’ero. Il Pm si stupì che ero l’unico a non aver mai cambiato numero di telefono. Gli dissi: “Si faccia una domanda e si dia una risposta: sono il capo dei capi e ho un solo numero di telefono da anni”. Devo ringraziare anche i tifosi perché non hanno mai perso la fiducia nei miei confronti. Io sono stato perseguitato perché al momento dell’indagine non ero tesserato, ero uno famoso e amavo scommettere, quindi la persona giusta da arrestare per fare carriera…”.

Le origini del Bomber

“Nasco trequartista e dopo un periodo nelle giovanili dell’Inter, vengo etichettato come un loro “scarto”. Dopo tante vicende e cambi di casacca, arrivò il Foggia di Zeman. Era un gruppo che partiva da un livello apparentemente basso. Il solo Baiano aveva una carriera, il resto veniva da serie inferiori. Eppure da quella fucina, oltre a me arrivarono tantissimi grandi calciatori…

Sono diventato rigorista per caso: dalla Lazio se ne andò via Ruben Sosa e Zoff chiese chi se la sentisse di raccogliere la sua eredità e io alzai la mano e mi proposi. Con Zoff mi trovai benissimo perché mi tenne nella bambagia. Lui fu bravissimo a tenere a bada tutto il gruppo e a gestirlo… senza parlare del mito Gascoigne. La sua allegria ci ha portati a crescere e a lavorare senza sentire la fatica. Lui si allenava in maniera fantastica…”.

Purtroppo durante l’intervista a Beppe Signori, giunge la notizia terribile della morte di Sinisa Mihajlovic. Dopo un breve ricordo dell’ex difensore laziale, Capodaglio e Signori decidono di interrompere la diretta e di darsi appuntamento a tempi migliori per il seguito dell’incontro.

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‘NMM’ – Giordano: “Maradona un dono del cielo. Se Messi dovesse vincere il Mondiale…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

“Scaloni ha costruito la squadra intorno a Messi. Gli altri 10 sono sempre pronti a dargli sostegno e a fare la loro parte per permettere a Leo di dare il meglio di sé. Anche se dovesse vincerlo questo Mondiale, Messi non potrà mai raggiungere Maradona. Non cambia il mio giudizio, le epoche sono diverse. Messi, se avesse giocato con noi al Napoli al posto di Maradona, non avrebbe fatto lo stesso e non avrebbe vinto Scudetti e Coppa Uefa. Leo rientra nei primi 4-5 giocatori di tutti i tempi. Per alcuni può essere il primo o il secondo, ma sicuramente rientra in questa cerchia. Maradona è stato un dono del cielo”.