“In Italia c’è un tatticismo esasperato, in Europa no. Ieri la Lazio ha affrontato una squadra che nel suo campionato domina ed è difficile cambiare registro dalla domenica al giovedì. Vecino ha una carriera completa da giocatore di spessore. Sia nei club che nella sua Nazionale. Rispetto a Basic è un prodotto finito, mentre il croato ha margini di miglioramento. E’ un buon giocatore, ma deve crescere sotto il punto di vista della personalità. Marcos Antonio in questo momento deve essere forte e dimostrare che anche senza un fisico bestiale si possono fare buone cose. Io lo vedo con Milinkovic e Vecino, in una linea a tre”.
“Il derby di Milano può spostare tanto. Forse non condizionerà la stagione, ma nel breve periodo può dare contraccolpi significativi. La Lazio deve assolutamente fare risultato, anche fosse un pareggio per togliersi la delusione dei due punti gettati a Genova. Sarà importante non lasciare spazio alle spalle della difesa, un po’ come fatto con l’Inter. Il Napoli ha velocità e tecnica, sarà una partita difficile e ci sarà un Napoli avvelenato per l’ultimo pareggio interno contro il Lecce. Avrei preferito un avversario più sereno, certamente. Siamo ancora all’inizio della stagione, adesso conta giocare per entrare in condizione e una gara ogni tre giorni può essere anche salutare. Chiaro, più avanti avere la rosa più lunga farà la differenza e ci sono squadre più lunghe rispetto alla Lazio. Scelte a centrocampo? Se il play è Marcos Antonio, metterei uno fra Basic o Vecino (con Sergej). Al contrario, con Cataldi potresti anche permetterti Luis Alberto. Sarri ha possibilità di scegliere a centrocampo ed ha in generale una rotazione leggermente più lunga. Mi piace che il tecnico si stia anche adattando agli avversari, come abbiamo visto finora. Vecino è bravo nei contrasti, ma è anche un giocatore tecnico. Mercato? Ci siamo ringiovaniti e ci sono nuove motivazioni, mi auguro il tasso tecnico possa migliorare con la crescita dei giocatori giovani acquistati. Il mio voto è 7, anche per il mercato in uscita”.
“Visti i tanti cambiamenti di questa estate e la delusione finale della scorsa stagione, lo stesso Spalletti ha cambiato linea comunicativa. Il tecnico ha avuto dei momenti di grande identificazione con la piazza, è difficile entrare nel cuore dei napoletani e forse solo Sarri, ci è riuscito ultimamente. Quel rapporto così stretto con un tecnico non si è più visto, quello che ha infastidito la piazza fu la prima conferenza stampa da allenatore della Juventus. A livello sentimentale, comunque, quello che è successo con Higuain è impareggiabile (per delusione). Immobile? Il Napoli ha avuto grandi attaccanti, ma è chiaro che avere un napoletano in squadra sarebbe stato un valore aggiunto”.
ALESSANDRO ONORATO (Ass. Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Comune di Roma), in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Con il presidente Lotito per il Flaminio non c’è mai stata una vera e propria scadenza. La certezza è che il Comune non vuole lasciare l’impianto in questa condizione di decadenza. Roma ha due squadre di calcio importanti con l’ambizione di avere il proprio stadio. Da parte nostra c’è una sorta di priorità morale nei confronti della Lazio, circa una sorta di progetto per far diventare il quadrante del Flaminio una casa della Lazio. Ad agosto abbiamo continuato a lavorare, ci siamo incontrati, abbiamo espresso questa disponibilità. Chiaro che non devono essere tentennamenti. Non è un tabù immaginare lo Stadio Flaminio alla Lazio, ma deve essere massima convinzione”.
Incontro con Lotito
“Nell’incontro che abbiamo avuto con Lotito ho visto la reale volontà e disponibilità dello stesso. Ci sono altri interessamenti, la priorità è della Lazio, ma ci aspettiamo che prossimamente il club possa presentare una proposta che tenga conto anche dei vincoli. Se qualcuno pensa che quell’area possa diventare solo commerciale sbaglia. Se la Lazio vuole mettere in campo dei progetti e dei fondi che vadano a tutelare anche la natura architettonica dell’impianto ben venga. C’è la disponibilità della Lazio a parlarne, formalmente noi aspettiamo un passaggio con pec del club per dare vita al dialogo concreto e per la richiesta di tutti i documenti utili per entrare nel vivo. L’iter burocratico è chiaro e netto, la famiglia Nervi e la sovraintendenza sono predisposti a trovare una soluzione. Mi auguro che il prima possibile Lotito invii questa email e dopo la nostra risposta, mi auguro che possa poi manifestare ufficialmente l’intenzione di procedere. Se oggi la Lazio vuole presentare un progetto coinvolgendo tutti i soggetti interessati il dialogo è fattibile ed i tempi sarebbero anche più stretti di quanto si immagina. Si tratta di recuperare una struttura adeguandola alle norme. Sfatiamo il mito che la cosa sia impossibile. Si può fare, certamente non a tutti i costi“.
“Il vero cambiamento della Lazio in questa stagione si è notato dopo il pareggio dell’Inter. Ora c’è una solidità difensiva che sinceramente non so da dove provenga. La Lazio tiene, non sbanda, ha una tenuta mentale e tattica diversa e questa è la cosa che più mi ha impressionato. Poi che davanti ci sia qualità era cosa nota. Lazio-Inter è stata una gara davvero incredibile, tanto da portare molti tifosi a rivederla più volte. C’è un ritrovato entusiasmo che non può essere sottratto. Siamo tornati ed ora dobbiamo continuare in questo modo”.
Magic Luis
“Il gol di Luis Alberto l’ho rivisto da tutte le angolazioni possibili. E’ sempre al centro di polemiche, di questioni di mercato. Ma ci sono dei giocatori che sono speciali proprio per il carattere che hanno. E’ un genio del calcio che può cambiare le gare. E l’ha dimostrato anche nelle altre partite in cui è subentrato”.
“Vado avanti secondo la mia logica. Questo è il secondo anno di Sarri, da sempre il secondo è il migliore per assimilare gioco e filosofia. La Lazio ha battuto l’Inter senza i gol di Immobile. Questo è un dato molto significativo. Ci sono 4-5 grandi calciatori, gli altri sono buoni ed affidabili. Mi chiedo perché non potremmo lottare per lo scudetto. La Lazio ho l’impressione che sia la più motivata. Sta esprimendo un calcio preparato da un tecnico molto bravo. Poi il calcio è imprevedibile, ci mancherebbe altro”.
Capitolo Lotito
“Ho fatto un post in favore di Lotito, ho solo scritto che ha dimostrato di essere un grande manager. Io sono stato un contestatore del club per quanto riguarda la comunicazione con i propri tifosi. Non può esserci una contrapposizione così forte. Ma guardiamoci incontro. Inter, Milan, Roma a chi sono finite in mano? Se Lotito mollasse la Lazio cosa potrebbe accadere? Finire in mano ad un fondo cinese è una cosa positiva? Credo sia giusto chiederselo”.
Per riempire l’evidente buco nel ruolo di terzino sinistro, si fa strada l’ipotesi Ghoulam. Il giocatore algerino in forza al Napoli sino alla scorsa stagione, arriverebbe da svincolato avendo deciso di non rinnovare con i partenopei dopo 8 anni di militanza.
Trentuno anni, grande qualità e quantità, è reduce da una serie di infortuni che hanno funestato la sue carriera recente. L’ultimo nel marzo del 2021 con la rottura del secondo crociato. Da allora fortunatamente è tornato – seppur con sporadiche presenze – ai suoi standard di rendimento.
Marco Canigiani – responsabile marketing della S.S. Lazio – è intervenuto ai microfoni di Radiosei. “Per Lazio-Bologna quota 40.000 ad un passo, sono stati venduti 16.000 biglietti. L’apertura della Curva Sud ha accelerato la vendita, il dato è confortante. L’ipotesi di riaprire la campagna abbonamenti è concreta e fattibile. Fra qualche giorno dovrebbero esserci novità, dobbiamo – ovviamente – evitare la sovrapposizione con la vendita dei biglietti per le partite. Le maglie? Stanno andando molto bene, a breve ci sarà un nuovo arrivo di materiale. La prima fornitura è stata ‘bruciata’ in pochissimo tempo, i dati assolutamente confortanti”.
“La Lazio non sa comunicare. Tutte le iniziative devono passare per le mani di chi pensa che la comunicazione sia solo una perdita di tempo e inevitabilmente si fermano. La buona comunicazione invece è una risorsa e porta soldi. Il fatto che la Lazio non valorizzi i giocatori nascondendoli alla stampa, porta danni alla Lazio stessa. Se io sono un procuratore di un giovane calciatore, preferisco portarlo alla decima della Premier che me lo fa aumentare di valore, che alla Lazio che lo nasconde.
I comunicati di difesa della Lazio che servono ad arginare le notizie che danneggiano la società arrivano 28 ore dopo la notizia negativa perché devono essere vistati e approvati. Questa cosa non avviene in alcuna società d’Europa.
Come fare per difendermi dai giornali che spalano letame sulla Lazio? Fai crescere una giovane generazione di giornalisti – che ora sono di seconda linea – dandogli le notizie di primo piano. Un giornalista se ha le notizie, alla fine riesce a scrivere sui giornali. Non bisogna dirgli cosa scrivere, ma dargli notizie. Per migliorare l’ufficio stampa e la comunicazione della Lazio basterebbe spendere lo stipendio di Durmisi.
La Lazio deve delegare ai professionisti la gestione di alcune cose tra cui la comunicazione. Fare uno stadio ad esempio richiede deleghe e Lotito ha dimostrato di non voler delegare. Ecco perché per me è impossibile che la Lazio faccia una cosa gigantesca come uno stadio. Vedremo se Lotito si candiderà alle prossime politiche perché anche quello sarà un passaggio importante…
Capitolo social? La Lazio è ferma alla preistoria.
Un giudizio su Roberto Rao? E’ bravissimo e ha una grande carriera alle spalle come giornalista e come esperto di relazioni istituzionali. La Lazio lo deve lasciar lavorare. Devono cambiare tante cose e cambiare indirizzo. Ora la comunicazione è spaccata: da una parte c’è De Martino e dall’altra Rao. La comunicazione deve essere unica e così non si può lavorare”.
Il tecnico PASQUALE MARINO in collegamento a ‘LAZIO SEMPRE’!
“In Italia come allenatori e come preparatori siamo all’avanguardia. Mi sembra trano che Nagelsmann possa aver detto che da noi ci si allena di meno. In Inghilterra ad esempio possono essere più concreti e noi più tattici, ma altre differenze non ne vedo. Mettere in discussione un allenatore come Allegri che ha vinto tanto mi sembra poco corretto sia da parte del giocatore che da parte dell’allenatore che l’ha sottolineato. Ci vuole rispetto tra colleghi e qua non ne ho visto. Le uniche vere differenze a questi livelli le fanno i campioni. E’ una caduta di stile da parte di Nagelsmann.
Gli allenatori italiani sono tutti preparati perché vengono da Coverciano, ma un conto è costruire e un conto è distruggere il gioco. E’ molto più facile distruggere, così come è molto più facile mettersi tutti dietro e sperare nei contropiede. Ma è indubbiamente più brutto. Secondo me il calcio propositivo alla fine paga. Certo, ovviamente bisogna fare i conti con i propri giocatori e con gli avversari.
E’ normale che l’inizio della Lazio di Sarri sia stato un po’ problematico, ma quando un calciatore comincia a vedere che le cose vanno bene e che tutto funziona, prende fiducia e gli automatismi cominciano a ingranare. Ad esempio in difesa è sufficiente che uno non tenga la linea, che non si muova con gli altri, che crolla tutto. La linea difensiva della Lazio serve a tenere la squadra corta e se qualcuno non gira, ne soffre tutta la squadra.
Il centrocampo attuale della Lazio è coerente col gioco di Sarri: tutto qualità. Se hai molto possesso palla ti diverti, altrimenti è un po’ più dura. Ma fare interdizione e recuperare palloni non vuol dire solo essere muscolari, ma saper prevenire e intercettare le linee di passaggio. E questo lo fai anche se non sei molto strutturato fisicamente”.