“Ho sempre detto che come caratteristiche, Pedro è il più adatto a sostituire Immobile. Non è abituato a fare in centravanti, ma ha più gol rispetto a Cancellieri e Felipe Anderson. Sarri li può valutare ogni giorno, ha certamente il quadro completo della situazione. In ottica Spezia sceglierei Cancellieri, anche solo per la curiosità di vederlo in quel ruolo e farmi un’idea precisa. Adesso lo vedo più come esterno, al massimo come seconda punta sulla falsa riga di Zaniolo. Felipe per me non lo può fare, perché ha bisogno di spazi e non ha nel suo repertorio il tiro diretto in porta. Anche se può sembrare strano, visto che ha giocato poco, ma forse per caratteristiche Luka Romero potrebbe prendere il posto di Immobile all’occorrenza. Ha il gioco nello stretto, lo vedo decisamente più idoneo rispetto a Felipe Anderson e Cancellieri stesso..
ROMERO
“Se dovesse giocare poco come la scorsa stagione, credo che il procuratore lo vorrà portare via per farlo giocare, per avere il riscontro del campo. I giovano devono crescere giocando, anche 10 minuti per un esordiente possono fare la differenza. Situazione simile a quella di Pedro Neto? Romero ha anche un curriculum migliore, a dirla tutta. Ha già esordito in Liga. Il portoghese sta facendo bene in Inghilterra”.
Il tecnico Giuseppe Sannino ai microfoni di Radiosei.
Nazionale: la strada tracciata dal CT
“Mancini è stato bravo a guardare oltre il presente, puntando sui giovani che – in Italia – praticamente non giocano. E’ vero, il non essersi qualificati per i Mondiali pesa, ma la strada intrapresa è quella giusta. Chiaro che siamo di fronte ad un bivio. Ci lamentiamo di non avere fuoriclasse, ma per costruire una nuova generazione bisogna farle fare esperienza. Per un discorso a lungo termine invece, sarebbe opportuno cominciare a lavorare seriamente sui settori giovanili. Per il calcio italiano è fondamentale restituire dignità al movimento, riuscire a investire maggiormente sulle infrastrutture al fine di rendere il percorso per i giovani calciatori più agevole”.
La Lazio di Sarri, la seconda stagione
“Sarri lo vedo un pizzico più attendista in campo rispetto al passato, sta sfruttando il miglior giocatore che ha (Immobile, ndr) e lo mete nelle condizioni migliori per colpire. Per me questo non è un difetto, anzi. Il calcio dogmatico è limitante, spesso e volentieri. In Serie A non si può essere presuntuosi e pensare di affrontare ogni avversario allo stesso modo. La scelta di Sarri è intelligente, mantiene la sua idea, ma ha capito che attaccare gli spazi – con i giocatori che ha – gli permette di ottenere una produzione offensiva migliore”.
“Il Mondiale si avvicina, questo influisce già adesso in alcune scelte dei giocatori. Sono mesi di gestione anomala, perché è chiaro che alcuni calciatori preferiscano conservarsi in vista della competizione. La mia esperienza con la Nazionale? Sono stato sfortunato, ho avuto infortuni pesanti a ridosso delle convocazioni. Per me più che ‘blocco Juve’ o altri grandi club, credo sia stata pura fatalità, tante coincidenze sfortunate che mi hanno portato a non essere presenze in occasioni importanti. La cosa che non sopporto, anche a distanza di tanti anni, è stata la squalifica che mi ha impedito la presenza ai Mondiali dell’82. Non ci farò mai pace, a distanza da 40 anni ancora non me ne capacito”.
“L’attacco della Nazionale lo vedrei sull‘asse Pellegrini-Immobile. Un trequartista atipico, con alle sue spalle un giocatore come Tonali, che in questo momento è in grande spolvero. Credo che Tonali farà una carriera super, non è solo una questione tecnica, ma anche di testa“.
Marco Parolo, centrocampista della Lazio dal 2014 al 2021, con oltre 210 presenze e 27 reti, ai microfoni di ‘NMM’
“Racconto calcio con passione e divertimento. Ho voglia di trasmettere agli altri ciò che ho vissuto sul campo, la mia esperienza. Commentare i tuoi ex compagni all’inizio è difficile, perché tendi più ad esaltare che a criticare. Col tempo capisci che essere trasparente è la chiave, con le giuste spiegazioni, anche degli errori dei vecchi compagni”.
IDENTITA’ DELLA LAZIO
“Secondo me questo è il Sarri della Lazio. Basta paragoni con il Napoli. Con l’arrivo di Vecino ha avuto un giocatore di grande equilibrio che ti permette di avere una risorsa in panchina come Luis Alberto. Devono crescere i giovani Cancellieri e Marcos Antonio, Sarri sta facendo ciò che può, ma adesso vedo la Lazio di Sarri con l’uruguayano in campo per una questione di equilibrio. E’ ovvio soffrire con le ‘big’, perché hanno grande intensità e fisico. Nel gioco di Sarri ci sono dei punti attaccabili. Penso alla partita di Kvara in Lazio-Napoli, è stato bravissimo a metterli a nudo. La Lazio ha perso male in Danimarca, ma bisogna mettersi in testa che alcune partite si possono perdere. C’è tempo per rimediare ad un errore grosso. Giocando ogni 3 giorni devi mettere in preventivo dei passi falsi, perché giocano tutti e si alternano. Si lavora oggi per avere tutti sullo stesso livello domani”.
DIFESA E GIOVANI
“La Lazio concede poco, in questa stagione. Provedel e Romagnoli sono giocatori intelligenti e di esperienza e sono finiti in un reparto già migliorato dal primo anno di Sarri. Penso a Marusic e Lazzari, oltre a Patric, che hanno fatto grandi passi avanti. Cataldi stesso è cresciuto molto nelle letture difensive. Marcos Antonio deve crescere. Una volta che entrerà nel contesto vedrà alcune lacune coperte dalla conoscenza del sistema. Ha ancora troppi istinti che prevalgono sulla ragione, in campo. Quando hai i giovani devi mettere in preventivo qualche errore”.
IMMBOILE
“Avevamo una routine, eravamo compagni di stanza. Consiglio? Ha raggiunto una maturità tale che può fregarsene di quello che lo circonda. L’ho notato nell’intervista che abbiamo realizzato con lui. Ciro ha i numeri dalla sua parte, la gente può parlare, ma alla fine contano solo i numeri. Lo vedo molto sereno. Immobile problema della Nazionale anche no, meno male che c’è lui, in Nazionale.
FINE CARRIERA
“Ho smesso al momento giusto, levandomi la soddisfazione di giocare e segnare in Champions. Ho finito contento di aver chiuso alla Lazio, di un percorso fatto raggiungendo l’apice del mio livello calcistico. Quando ti rendi conto di aver raggiunto il tuo limite, sai di aver dato tutto quello che potevi dare. Una volta smesso, l’affetto del popolo laziale è stato fondamentale per farmi capire che quella fosse la scelta giusta. Ho tanta serenità al riguardo”.
IL ‘GERME’ DI SARRI
“Alla Lazio quando c’è qualcuno che vuole andar via, legittimamente, è difficile pensare che il giocatore risposi il progetto. Milinkovic non ha mai fatto dichiarazioni del tipo ‘voglio andare via’. Lui ha sposato il progetto, è il prototipo del giocatore che sta bene a Roma. L’ambiente tende ad esaltare i giocatori, questo lo sappiamo”.
LA LAZIO
“Volevo apparire nelle foto con le Coppe in mano, il mio obiettivo era vincere, fin da quando ho messo piede a Formello e ho visto la bacheca. Cercavo sempre di mettermi vicino al capitano per entrare nella foto dopo le finali vinte (ride, ndr). Finisci nella gigantografia a Formello, e sei nella storia”.
RITORNO
“Impossibile, non sarei professionale perché ho un legame troppo forte con i miei ex compagni”.
Walter Schachner ha lasciato un ottimo ricordo in Italia. Con le maglie di Cesena, Torino e Avellino, l’attaccante austriaco ha fatto bene. L’ex punta ha parlato ai microfoni di Radiosei visto il suo trascorso con lo Sturm Graz. Tra gli aneddoti con Giancarlo Oddi e l’amore per l’Italia e la sua cucina, ha una casa a Lignano Sabbiadoro, l’ex giocatore ha parlato anche della squadra austriaca, prossima avversaria della Lazio in Europa League. Schachner ha detto: “Lo Sturm Graz negli ultimi due anni è cresciuto tanto ed è la seconda forza del campionato dietro al Salisburgo. In Europa, però, hanno fatto poco. Il calcio internazionale è diverso rispetto al campionato austriaco dove ci sono solo 3 o 4 squadre di livello. Il collettivo è una cosa che la Lazio può soffrire, ma quando qualcosa non va si rischia una brutta figura come è successo con il Feyenoord. Squadra che pressa molto alto, aggressiva e cerca di rubare palla sulla trequarti avversaria. Se la Lazio supera il primo pressing, poi possono essere guai per gli austriaci. In questo momento i biancocelesti non devono temere qualche giocatore in particolare dopo le cessioni di Hojlund e Yeboah, ma nessuno va sottovalutato soprattutto in Europa perché altrimenti rischi di fare brute figure come successo in Danimarca. La Lazio con Sarri è tra le più forti in Italia, ma deve restare concentrata”
“La Lazio ha fatto una campagna acquisti coerente con le richieste dell’allenatore e la rosa è più completa. Certo, sempre coerentemente con le possibilità economiche della Lazio. Poi ci sono le partite: alcune volte riesci a estrinsecare il tuo gioco e altre in cui non va. Quando giochi ogni tre giorni non è detto che la Lazio riesca sempre a mantenere sempre le distanze, a palleggiare e a essere aggressivi. Onestamente non so dare spiegazioni sulla partita di ieri. Preso il primo gol, la partita è praticamente finita. Dovrei allenarli per capire i motivi. Ma sapendo che Sarri è maniacale, la spiegazione che mi do è che non ha avuto tempo per preparare la partita e per correggere eventuali errori.
Faccio proprio fatica a giudicare una partita in cui non è andato bene nulla, in cui è andato tutto male dall’inizio, in cui la Lazio arrivava sempre seconda sul pallone. L’unica cosa che sottolineo è che in difesa sono stati sostituiti tre giocatori su quattro. La mia esperienza mi dice che il 95% dei giocatori devono essere motivati quando ci sono impegni ravvicinati. C’è solo un 5% in grado di lottare alla morte ogni tre giorni, per gli altri devi sempre trovare un modo per farli rendere al meglio.
Ho sentito Sarri in conferenza, ma non ho elementi per capire cosa intendesse. Penso che fosse un modo per trovare una giustificazione. Magari a volte ti escono cose che non vorresti nemmeno dire…”.
“La forza di un allenatore è quella di saper rispettare le caratteristiche dei propri giocatori. L’obiettivo deve essere sempre quello di fargli rendere al meglio. Sarrismo? Ognuno ha la sua idea di calcio, quel Napoli non è stato mai replicato, abbiamo visto squadre diverse e diversi risultati”
“La formazione di domani mi sembra fatta bene, cambia sempre quei 4-5 giocatori facendo risposare alcuni big. Mi aspettavo Maximiano. Lo farei giocare il prima possibile, per permettergli di rimediare. Sarri comunque lo vedo equilibrato nelle turnazioni. È una squadra più lunga e il tecnico può fare turnover ragionato con gli elementi che ha a disposizione”.
“Casale mi è piaciuto col Verona, Henry non era un giocatore facile da incontrare e contrastare. Chiaro, voglio vederlo su più partite per poterlo giudicare adeguatamente”.
TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! #radioseilazio
“Difficile pensare che Immobile possa riposarsi, mettiamoci l’anima in pace, le vuole giocare tutte. Questo è un campionato difficile, anche le grandi vincono in extremis, facendo fatica. E’ tutto molto equilibrato e la Lazio sta dimostrando di esserci, di essere forte. Mi metteva più paura la partita con il Feyenoord che quella di domani. Io penso che la Lazio abbia trovato giocatori che si alternano abbastanza bene nelle rotazioni. Da Marcos Antonio a Vecino, ognuno sta dando il suo contributo e mi fanno stare tranquilli. C’è equilibrio anche nel tridente, Cancellieri mi da buone sensazioni e Pedro lo conosciamo tutti. Contro il Napoli secondo me la Lazio ha avuto il ‘braccino’, non è crollata. Mettiamoci in testa che questa squadra non ha alternative: deve giocare sempre a ritmi molto alti, secondo i precetti del suo allenatore. Quando cala un po’ la concentrazione si vedono i difetti. Marcos Antonio mi piace molto, anche se è sotto gli occhi di tutti che non sia un giocatore fisicamente possente. Questo però non gli impedisce di giocare bene, Casale ha giocato un ottima partita con il Verona. Mi sembrava un pochino lento, fa fatica sui primi metri, ma sull’allungo si fa valere”.
Marco Ballotta, ex portiere della Lazio in collegamento a Radiosei
Una sua valutazione sul nuovo estremo difensore, Ivan Provedel
“Provedel ha iniziato bene. Molti davano per scontato che sarebbe stato Maximiano il titolare, io ho sempre creduto il contrario. Certo, il portoghese è stato sfortunato, ma da quell’errore lì Provedel si è conquistato il posto. Non ha commesso errori, da sicurezza e fiducia ai compagni di reparto e quindi è giusto che giochi lui. Ora la Lazio ha bisogno di garanzie, ma sono sicuro che arriverà il momento di Maximiano“.
Somiglianze con il duo ‘Ballotta-Muslera’?
“All’epoca lo buttarono subito in campo, ma era un bambino non ancora formato a livello fisico. E’ stato buttato nella mischia troppo velocemente ed ha avuto bisogno di tempo per riscattarsi dopo un inizio complicato. Ha mostrato carattere ed è riuscito ad affermarsi. Provedel è abbastanza completo come portiere. La cosa fondamentale è dare fiducia alla difesa, questo aspetto conta più di tanti tecnicismi. Ovvio, poi è nei momenti di difficoltà che si giudica complessivamente un giocatore, ma lui è partito veramente bene. La Lazio la vedo più continua nelle prestazioni, sarà fondamentale nel corso della stagione evitare quegli alti e bassi che hanno rallentato molto i biancocelesti la scorsa stagione”.
COPENHAGEN, DENMARK - JUNE 07: EM Qualifikation 2003, Kopenhagen; Daenemark - Norwegen (DEN - NOR) 1:0; Thomas HELVEG/DEN (Photo by Martin Rose/Bongarts/Getty Images)
La Lazio archivia la vittoria contro l’Hellas Verona e mette nel mirino la partita di Europa League in casa del Midtjylland. Dopo il poker rifilato al Feyenoord all’esordio, in Danimarca la squadra biancoceleste ha a disposizione un’occasione per allungare ulteriormente in classifica. Ai microfoni di Radiosei è intervenuto Thomas Helveg, vecchia conoscenza della Serie A con le maglie di Udinese, Milan e Inter, per analizzare la partita di giovedì. L’ex terzino parte dalla nostalgia per il nostro paese: “Mi manca l’Italia, ma non solo il campionato di calcio, mi manca l’Italia come paese. Sono stato benissimo sia in Friuli che a Milano. Sto seguendo il campionato di Serie A, in Danimarca qualche partita viene trasmessa in diretta, ma qualcuna mi scappa. Seguo il Milan quando mi capita”.
MIDTJYLLAND – “Il campionato danese ha avuto una partenza atipica perché le grandi come Copenhagen e Midtjylland stanno facendo fatica. Il cammino è ancora lungo e le cose possono cambiare. Il Midtjylland ha cambiato il mister, ora hanno Capellas che pratica un gioco offensivo, vuole difendersi in avanti e non stare indietro a chiudere gli spazi. Prima di lui la squadra si copriva bene e ripartiva spesso in contropiede. In Europa la squadra ha sbagliato la partita con lo Sturm Graz e ora vogliono rifarsi, nonostante anche l’inizio di campionato non sia stato dei migliori. Tecnicamente la squadra non è scarsa, ma al momento non gira nel migliore dei modi. Nell’ultima di campionato però hanno segnato in pieno recupero, quindi è un segnale che non mollano mai”.
STADIO –“La Lazio arriverà in Danimarca e giocherà in uno stadio non tanto grande, non ricordo se di 10 o 15 mila spettatori. Tuttavia sarà tutto pieno e ci sarà un ambiente caldo, ma niente a che vedere con l’Olimpico”.
SINGOLI – “Pione Sisto è un ragazzo strano da capire, può essere decisivo o assente: è rapido, tecnico, nell’uno contro uno può far male. Dreyer ha avuto un’esperienza in Russia, poi è tornato in patria. Ha un buon piede e dalla distanza può fare male”.