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‘NMM’ – Lazio, D. Rossi: “Le idee non bastano, servono i calciatori. Sarri? Ecco i pro e i contro del suo ritorno…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Non mi è piaciuto il finale di stagione e neanche le modalità dei saluti: sembra che Baroni abbia fatto un’annata fallimentare. Per me ha fatto bene poi sicuramente poteva fare meglio; la macchia è quella col Bodo ma per mesi la Lazio ha fatto un bel calcio. Se avesse invertito i risultati e avesse fatto male prima e bene nel finale, le cose sarebbero andate diversamente.

Sarri è un allenatore importante, che si conosce e che conosce l’ambiente. Nel momento stesso che c’è il ritorno di un tecnico così importante ci sono i pro, che sono tanti, ma anche i contro perché nei ritorni si danno per scontato certe cose.

In un calciatore nuovo inizialmente vedi solo l’aspetto positivo e se rimane un anno cominci a notare i difetti: questo vale anche per gli allenatori ma credo che Sarri lo abbia preso in considerazione.

Pro e contro? I pro sono che sicuramente, essendo un allenatore di campo, lavorerà bene per giocare una volta a settimana e da questo trarrà quindi benedici, poi il fatto che conosca alcuni calciatori lo agevolerà. Contro? Si può rischiare di non dare valore a certe cose, che non si sono evidenziate neanche prima. Deve essere bravo a portare nella sua filosofia pure qualcosa di leggermente diverso rispetto alla passata esperienza qui, la sua squadra era diventata un po’ monotona.

Molte volte si impara di più da un momento negativo: Sarri è un allenatore bravo, capace, quindi avrà fatto tesoro di alcune esperienze. Si rimette in discussione dove è arrivato secondo facendo un certo gioco: questo significa che da lui si aspettano ancora quello e se lui è tornato sui suoi passi è perché crede che questo possa ripetersi.

La squadra allenata da Baroni inizialmente dicevamo che poteva stare in un range che va dal quarto all’ottavo posto; l’anno prossimo, con questa rosa, credo che valga lo stesso discorso. Solo le idee, senza i giocatori, non penso colmino i gap”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Il ritorno di Sarri è un’occasione per tutte e due le parti. Ecco cosa mi aspetto…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’anno prossimo mi aspetto una crescita, anche rinforzi per la squadra e poi che si possa lottare fino all’ultimo per la Champions. Mi aspetto pure che Sarri sia il valore aggiunto che tutti credono e sperano. Mi aspetto che si imponga sui giocatori da scegliere per fare un’annata ad alto livello, come in parte è stata questa.

Sarri viene alla Lazio perché ha avuto delle garanzie, non credo avrà una rosa lunga. Io voglio una squadra che abbia ambizione, voglio vedere che si migliori questa stagione; serve ricreare entusiasmo e lottare.

Io sono ancora molto arrabbiato per la mancanza di continuità del lavoro, per quello che è secesso a gennaio e per la mancata Europa.

Il ritorno di Sarri è un’occasione per tutte e due le parti: la Lazio così valorizza i giocatori che ha”.

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“QUELLI CHE…” – Mirra: “Se cambi Baroni dopo 12 mesi allora qualcosa non va. Bisogna capire i motivi del fallimento Lazio” – (AUDIO)

Vincenzo Mirra è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per parlare di Lazio e commentare l’addio a Baroni.

“Se parlassi di pancia direi che per la Lazio è stato un disastro mancare la qualificazione in Europa. Di contro non posso non pensare ai primi mesi straordinari di Baroni. Bisogna capire da dove nasce l’involuzione degli ultimi mesi. Se non risolvi il problema alla fonte le difficoltà restano”.

“La scelta di cambiare Baroni dopo soli 12 mesi allora mi indica qualcosa non mi torna. La Lazio parlava di progetto ma se cambi ancora, allora qualcosa non va bene”.

Mirra: “Se Sarri torna allora il suo addio aveva nomi e cognomi…”

“Il ritorno di Sarri? Di positivo c’è il fatto che senza Coppe lui ha sempre detto di poter lavorare meglio. Se è tornato a parlare con la Lazio potrebbe voler dire che i motivi delle sue dimissioni avevano nomi e cognomi che ora non ci sono più. Ora conosce l’ambiente e se dovesse sbarcare a Formello vorrebbe poter dire riuscire ad ottenere quello che non aveva avuto la scorsa stagione”.

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‘SVB’ – Mazza: “Alla Lazio cambia tutto ma non quello che dovrebbe mutare. Sarri? Non amo i ritorni…” – (AUDIO)

Il Direttore Mauro Mazza è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per commentare il campionato della Lazio e il probabile arrivo di Sarri a Formello.

“Rivendico da tifoso il diritto di stare alla finestra. Ovvero di non disprezzare o escludere qualsiasi scelta. Penso solo a tanta diffidenza. Dopo l’inizio seguito ad un’estate turbolenta mi aveva sorpreso. La Lazio migliore di Baroni non faceva rimpiangere la migliore di Sarri. Poi il limite può essere la forza di Baroni rispetto alla società”

“Diffidente perché sono troppi anni ch aspettiamo il salto di qualità, una società ambiziosa come merita la nostra tifoseria. A differenza di altri, i sostenitori non si infiammano per un annuncio di mezza estate!”.

“I big vanno via? Che se ne vadano, ma se accade è per colpa della società che non ha mai sfruttato questo patrimonio per i tifosi ma per altri motivi. In questo momento di pessimismo imperante se devo appellarmi a qualcosa direi “datemi qualcosa in più di Lazio”. Mi riferisco alla possibilità di scegliere come tecnico uno come Conceicao, Almeyda o lo stesso Klose”.

“Tre tecnici che salutano in 15 mesi che cosa ti fanno pensare? Ogni anno cambiano molte cose, troppe, ma non cambia l’unica cosa che dovrebbe cambiare. E non c’è nulla da fare perché ciò accada. Il nostro “anche basta” è purtroppo sterile. Penso anche ad una compartecipazione, ma non vedo nessuna possibilità”.

“Sul timore che un Sarri che si voglia accasare non mi pronuncio. Posso dire che non credo ai ritorni, penso a quello di Chinaglia con un pezzo di cuore che si lacera. Mi rassicura solo il fatto che l’ultimo distacco di Sarri avvenne per vicende personali e anche dolorose”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Il 4-3-3 di Sarri? Prima vanno chiariti gli obiettivi. E sul possibile vertice basso…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il giro di panchine me lo aspettavo. L’unico è Palladino che mi ha sorpreso, non immaginavo le sue dimissioni. Gasperini alla Roma? Era nei pensieri del club già da anni; lui quello che tocca fa brillare, quindi anche per la società è importante, visto che sa valorizzare. Non so se qui si potrà ripetere. L’operazione è giusta, perché la società vuole pure valorizzare il patrimonio che ha.

Sarri? Analizzando il tutto, anche qui si fa un’operazione di ‘facciata’. Sarri, come Gasp, valorizza quello che ha. La questione-Sarri credo sia legata al fatto che prendi un ottimo addestratore e poi lui sa convivere meglio con calciatori che devono crescere.

Con Baroni deve essere successo qualcosa di forte; dopo le dichiarazioni di Fabiani, quelle di marzo, le parti si sono un po’ allontanate. Prima andava tutto bene, tutti erano sul carro, poi si è arrivati a questo finale. Dal mercato in poi immagino sia accaduto qualcosa.

4-3-3 di Sarri? Prima di capire come giocare, devono essere chiari tutti: qual è l’obiettivo? Senza buttare il fumo negli occhi. Vertice basso? Rovella”.

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‘NMM’ – Agostinelli e l’addio di Baroni: “A volte i modi gentili ti si ritorcono contro nel calcio…” (AUDIO)

Andrea Agostinelli in collegamento a ‘NMM’

Le dichiarazioni di Fabiani lasciano pensare. Poi magari Baroni fra una settimana va alla Fiorentina, ma ad oggi, non so bene cosa dire. A volte i modi gentili di porsi, da parte di un allenatore, possono ritorcersi contro nel mondo del calcio. A volte chi urla e sbraita viene più rispettato, è un po’ il discorso che vale anche per Simone Inzaghi (nella sua esperienza laziale). La permanenza dei big? Senza offerte clamorose, sia chiaro. Le Fabiani fa queste dichiarazioni è perché col prossimo allenatore ha già parlato. Credo che il ragionamento sia: do questi giocatori ad un altro allenatore che possa farmeli rendere al meglio“.

“Per Sarri può cambiare la prospettiva. Quello di tre anni fa poteva dettare le condizioni, magari oggi ha ‘meno forza’ per farlo. Accetti una squadra importante che, anche senza farti la squadra su misura, comunque ti da stimoli importanti. Quando per un anno sei fermo soffri, ve lo posso garantire e questo ti può portare ad accettare un gradino inferiore”.

“Esempio palese Mourinho, la sua parabola discendente a livello di prestigio di club. L’amore che abbiamo noi allenatori per questo lavoro ti porta, a volte, a dover fare delle scelte a ribasso pure di stare lì, a bordo campo”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, mantenere i ‘big’ non basta, servono acquisti ‘da Fiumicino’ indipendentemente dall’arrivo di Sarri” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

Le parole di Fabiani riguardo al piano della Lazio non bastano. A questa squadra serve migliorare l’organico. La Lazio ha necessariamente bisogno dell’acquisto di un giocatore dal grande appeal, indipendentemente da chi allenerà questa squadra. Quel giocatore che fa riempire gli arrivi di Fiumicino, tanto per intenderci”.

“La squadra c’è, forse Sarri sarà in grado di migliorarla, però il sogno di ambire non è mai stato sollecitato. Ambire, non sognare. I competitor per i posti europei sono agguerriti, potresti avere nuovi ‘clienti’. Occhio al Como, che farà un mercato importante al netto della mancata permanenza di Nico Paz. La Lazio non ha giovani devastanti nel settore giovanile, non può scommettere su di loro neanche con Sarri, neanche con la settimana piena di lavoro senza coppe”.

Non credo che avere una partita a settimana aiuti a migliorare i giovani. I giovani che devono fare esperienza, non la possono fare dalla panchina. Devono giocare e l’assenza dalle competizioni europee, anche una Conference League, renderà più complicato il percorso di crescita per loro. Sarri? Visto il tempo che si prende per riflettere, due conti se li sta facendo, com’è giusto che sia, aggiungo. E’ fondamentale, partendo dal presupposto che è il miglior nome spendibile, che ci sia condivisione. Penso che Sarri possa far bene, ama questo ambiente ed è una persona molto dispiaciuta per come è finita l’ultima volta”.

“In questo spogliatoio Maurizio Sarri non troverebbe più le mancanze di sintonia con cui si dovette confrontare prima del suo addio. C’è una cosa che volevo ricordare della stagione passata, ovvero come Luis Alberto abbia cercato di venire incontro al tecnico. Al netto di un rapporto non facile, io ricordo lo spagnolo cercare di mandare segnali ai compagni con i rientri difensivi, spendendosi per cercare di lanciare un messaggio anche al tecnico, con cui ebbe rapporti particolari”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Con Sarri non accetto il discorso dell”anno di transizione’. A me è arrivata una voce…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Possibile derby Sarri-Gasperini? Ora non so bene come sono andati i confronti tra loro, ma penso sia in vantaggio Sarri.

Sul nuovo allenatore della Lazio a me è arrivata una voce: Palladino. Non so quanto sia vero, comunque credo si sia dimesso perché ha un’altra proposta. Dubito comunque che rimanga senza panchina.

Sarri è un ottimo riorganizzatore, addestratore; a me a Napoli piaceva, alla Lazio meno. Un suo limite è la scelta dei giocatori; scelte quasi sempre non ottimali dal Napoli in avanti, vedi Tonelli o Valdifiori. Sarri ha vinto, ha mentalità vincente e potere: doveva sfruttarli dal primo anno qui a Roma. In campo chiaramente mi convince ma non mi dà garanzie dal punto di vista della comunicazione, del trovare gli alibi e nella scelta dei giocatori.

Non accetto più il discorso dell’anno di transizione. Dal momento in cui arriva Sarri, il Sarri vincente, non si devono fare queste dichiarazioni. Non ci facciamo abbindolare. Non voglio iniziare così: se prendi l’allenatore top, anche i giocatori devono essere top per lottare per i primi quattro posti.

Mi aspettavo molto da Sarri quando è arrivato, come allenatore a Napoli mi è sempre piaciuto, ma qui da lui mi aspettavo qualcosa di diverso, ossia che incidesse dal primo anno. Ora con lui l’obiettivo deve essere quello di essere protagonisti e lottare per i primi quattro posti.

I saluti di Tudor e Baroni? Non c’è stata unità di intenti. Tudor aveva fatto delle scelte sui giocatori. Baroni, preso per ricostruire, ha fatto un lavoro importantissimo, poi si saranno seduti a tavolino e ci saranno state delle divergenze che hanno impedito di proseguire insieme.

Io non ho grandi aspettative dal ritorno di Sarri, ma mi aspetto che entri a gamba tesa con la sua competenza”.

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‘SVB’ – Oddi: “Dispiaciuto per Baroni. Sarri o Gattuso? Scelgo il primo, ecco perché…” (AUDIO

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Mi dispiace per Baroni, almeno per qualche mese, anzi, per tutto il girone di andata, ci ha fatto vedere grandi risultati. Poi è ovvio che quando i risultati non arrivano più qualcosa deve cambiare e la società guarda oltre.

Chiaramente sono andate male le gare in casa, bastava poco per e centrare un posto utile per giocare in Europa il prossimo anno.

Sarri? Non ha bisogno di presentazioni. Conosce la Lazio, è stato qui, ha esperienza. Il suo ritorno è sicuramente molto più positivo del possibile arrivo di Gattuso, che è stato un grande calciatore ma che sarebbe un esordiente in questo constesto, alla Lazio.

Sarri andò via da solo, non è stato esonerato. La sua esperienza, al di là del fatto che fa giocare bene la squadra, è molto importante in una società come la Lazio”.

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‘NMM’ – Lazio, D. Rossi: “Voto Motta e vi racconto Gattuso. Ma sono le società a far lavorare bene gli allenatori. Serve chiarezza” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

Gattuso l’ho conosciuto a 19 anni, è stato alle mie dipendenze alla Salernitana. E’ uno dei pochi giocatori che ho allenato che ha delle motivazioni intrinseche: vuole vincere e migliorarsi indipendentemente da dove gioca o allena. E’ umile, nonostante abbia vinto tutto. Dal punto di vista caratteriale e umano, è una persona speciale e gli voglio bene. Dal punto di vista tecnico, fermo restando che lo conosco più da calciatore, mi sembra un allenatore con dei principi che modula in base al materiale di cui dispone. Allenare il Napoli non è come allenare l’Hajduk. Lui mi sembra uno poco estremista, ma neanche un ‘minestraro’. E’ uno che vuole crescere e migliorarsi come professionista. Poi c’è una cosa da non sottovalutare: sapere come approcciarsi a grandi giocatori e lui ha vissuto spogliatoi di altissimo livello”.

“Gli è mancata forse un pizzico di gavetta in più, è partito subito forte. Gattuso alla Lazio? Andrebbe inserito nel modo giusto e soprattutto coperto dalla società. Al netto dell’affetto che ho per Gattuso, chi vedrei bene alla Lazio oggi è Thiago Motta. Anche lui ha un passato importante da giocatore e da allenatore, ha fatto bene a Genova e La Spezia, senza parlare della grande annata con il Bologna. Alla Juve il passo è stato troppo grande e secondo me si dovrebbe puntare sul suo spirito di rivalsa. Secondo me è una pista praticabile e lui ha tanta voglia di riscatto. E’ un tecnico che ha delle idee, credo possa starci alla Lazio e ripeto, avrebbe motivazioni altissime dopo questa mezza stagione alla Juventus che certamente non è andata bene”.

Farioli sarebbe un’altra opzione, certo giovane e con meno esperienza, ma sicuramente intrigante. Marco Rossi, CT dell’Ungheria, è un altro bravo allenatore a mio avviso. Sarri? Io lo vedrei bene alla Fiorentina, ma è una mia sensazione. Se tornasse alla Lazio è per un buon rapporto con Lotito, la piazza importante e quel pizzico di voglia di rivalsa. Se parliamo di prospettive migliori allora sicuramente l’Atalanta oggi può garantire qualcosa di più. L’importante è che la società abbia le idee chiare e che queste vengano spiegate con altrettanta trasparenza all’esterno. Quindi niente Ferrari o simili, ma cercare di competere sul lungo periodo, crescere anche attraverso delle scommesse”.