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Lazio, Kamada torna svincolato? Anche la Roma alla finestra

L’idea un po’ pazza secondo il Corriere della Sera per il mercato della Roma che si preannuncia molto movimentato è Daishi Kamada, 27 anni, 31 presenze e 7 gol con il Giappone, 28 e 2 in questa stagione con la Lazio. Può liberarsi del contratto, anche se con Tudor ha trovato più spazio che con Sarri. Sarebbe una mossa “alla Pedro”, ma al contrario

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Lazio, Guendouzi a singhiozzo e le ruggini con Tudor: il futuro è in bilico

Guendouzi non è partito titolare contro l’Inter e, secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, non è una scelta che ha accettato a cuor leggero. Il francese vorrebbe giocare sempre e comunque, fa parte della sua mentalità. La problematica non è mai emersa con Sarri, per cui dal primo giorno è stato intoccabile. Con Tudor, invece, la situazione si era ripresentata al Marsiglia e si è aggravata a Roma. 

Le tensioni sono confermate dall’esultanza verso la panchina in seguito all’assist per la rete di Marusic contro la Juve dopo non essere partito titolare. Non solo, anche dall’episodio alla vigilia della sfida contro la Salernitana, quando il giocatore ha abbandonato il ritiro, ufficialmente per un problema al polpaccio. Sono situazioni borderline che con il passare delle settimane vengono ridimensionate, anche perché questo finale di stagione per Guendouzi può fare la differenza tra andare all’Europeo con la Francia o no. 

Manca una sola partita, poi si deciderà se rimuovere del tutto vecchie ruggini oppure lasciarle logorare ulteriormente il rapporto e dunque portare a una cessione. Nel caso in cui Guendouzi rimanesse, lo farebbe alle condizioni del tecnico, ossia accettando le sue decisioni di volta in volta. Al contrario, si cercherà una soluzione a patto che vengano depositati nelle casse della Lazio circa 30 milioni di euro.

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Lazio, da Caicedo-Crotone a Castellanos-Inter: sliding doors ed un’analogia che fa sperare…

Il calcio, si sa, è sempre uno sliding doors: chissà cosa sarebbe stato se Castellanos non avesse sciupato la ripartenza del raddoppio, subito prima del pareggio nerazzurro. Lo scopriremo fra stasera, e forse il 2 giugno, quanto sarà grande il rimorso: nel caso in cui l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League e classificarsi (dopo il recupero con la Fiorentina) al quinto posto, diventerebbe valido il sesto per la qualificazione Champions. Nell’ultima giornata la Lazio non può più raggiungerlo. Perché a +4, in virtù dell’ultimo derby perso (all’andata è finito 0-0), c’è solo la Roma a sperare in un regalo dall’alto. Dopo esser finiti nelle ultime quattro stagioni sopra i cugini giallorossi, i tifosi biancocelesti sono furiosi anche per l’impossibilità dell’ultimo sorpasso sul gong. La rabbia si sta scatenando contro Castellanos e quel 2-0 divorato: «Non segna nemmeno a porta vuota, ormai è appurato», il tam-tam fra social e radio.

Occhio però a commettere vecchi errori o a esprimere certi giudizi del passato. Non è servito da insegnamento, si diceva lo stesso di Caicedo, divenuto poi un beniamino – con 33 gol e 15 assist tutti decisivi – e ancor oggi rimpianto. La prima stagione di Felipe alla Lazio finì in quel di Crotone, con un’occasione fallita e tante critiche piovute addosso all’attaccante ecuadoriano. Sembrava il punto di non ritorno, invece da lì partì una favola bellissima C’è anche una curiosa similitudine sui gol totali segnati, la ricorda Il Messaggero: esattamente 6 come l’ecuadoriano (Castellanos 4 in Campionato e 2 in Coppa Italia, Caicedo 3 in campionato e 3 in Europa League).

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Lazio, tanti i nomi proposti da Tudor: da Gosens a Frendrup

Tanti i nomi proposti da mister Tudor per la prossima stagione. Per la difesa si monitorano Mbemba del Marsiglia, che ha già lavorato con l’allenatore croato, Coppola del Verona e Pirola della Salernitana.

Sugli esterni la Lazio potrebbe considerare l’arrivo di Gosens dell’Union Berlino e Doig del Sassuolo. Domenica all’olimpico, il laterale scozzese non sarà l’unico osservato speciale, un’altra occasione potrebbe essere rappresentata da Kristian Thorstvedt. Il centrocampista neroverde, che può fare anche il trequartista, vuole rimanere in Serie A e lascerà il Sassuolo a fine stagione. Un altro profilo per il centrocampo è quello di Morten Frendrup, classe 2001, una delle rivelazioni del campionato. Giocatore giovane, dinamico e duttile, tutte caratteristiche perfette per il gioco di Tudor. Anche Barak, che alla Fiorentina non ha trovato la giusta continuità, potrebbe interessare.

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Lazio-Tchaouna, affare in chiusura: i dettagli

Sarà Loum Tchaouna il primo rinforzo nel reparto avanzato per la Lazio. Ne è certo il Corriere dello Sport, che oggi spiega dettagli dell’accordo ormai a un passo tra i biancocelesti e la Salernitana. Le parti si incontreranno dopo la fine del campionato per formalizzare tutto, ma i contatti tra i dirigenti sono stati fitti in questi giorni. Il ds dei capitolini, Fabiani, insiste per limare ancora un po’ al ribasso le cifre, ma alla fine si dovrebbe chiudere per una cifra intorno ai 10 milioni di euro, dei quali poi il 40% dovrà essere girato dai campani al Rennes, in base a precedenti accordi.

Salvo sorprese, sempre dietro l’angolo nel calciomercato, l’attaccante della Salernitana – tra i migliori della rosa, pur in una stagione sfortunata, finita con la retrocessione della squadra granata – sarà uno dei volti nuovi sulla trequarti per l’anno prossimo. Un suo ex allenatore, Fabio Liverani, che lo ha visto da vicino quest’anno nella breve parentesi sulla panchina dei cavallucci marini, assicura che non è un tipo di giocatore che possa raccogliere l’eredità di Felipe Anderson (che andrà via a 0 e ha già firmato col Palmeiras). Si tratta piuttosto di uno di quei calciatori di gamba e intensità che Tudor apprezza particolarmente, come ha spiegato lui stesso in una recente conferenza stampa.Tchaouna quest’anno ha realizzato 6 gol e 4 assist in 34 presenze tra campionato e Coppa Italia.

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Lazio-Sassuolo, omaggio a Eriksson: ci saranno anche i calciatori del 2000

 È già successo a Genova, sponda blucerchiata. Quando Sven Goran Eriksson è tornato a Marassi per salutare i tifosi, al suo fianco aveva un’orda di ex calciatori. La stessa scena si ripeterà domenica 26 aprile per Lazio – Sassuolo.Quando Eriksson varcherà le porte dello stadio Olimpico non sarà solo. Come riportato dal Corriere dello Sport, sono già tanti gli ex calciatori biancocelesti che hanno confermato la presenza. Su tutti Marcelo Salas. Uno dei fautori del secondo Scudetto biancoceleste. Il “Matador” ci sarà. E ci saranno anche: PancaroNegroBaronio Gottardi. Ma l’elenco è ancora in aggiornamento.

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Lazio, Kamada ancora non esercita la clausola di rinnovo: ora chiede un aumento di ingaggio

La Lazio ora è lui, Daichi Kamada. È sotto effetto di una metamorfosi sensazionale, da sfera del soprannaturale. Kamada regista e trequartista. Kamada cacciatore di palloni, servitore di assist. Kamada uomo guida. Metamorfosi mentale, tecnica, tattica. È l’immagine simbolo del cambiamento voluto da Tudor e che ancora dev’essere completato

(…) La Lazio da giorni professa cauto ottimismo sulla permanenza di Kamada, il giapponese ha tempo fino al 30 maggio per inviare una Pec e far scattare il rinnovo triennale a 3 milioni netti. Finora non l’ha fatto. Il giapponese – sottolinea il Corriere dello Sport – si aspetterebbe un aumento da 3,5 milioni netti. È una cifra che aspettavano di ricevere anche Felipe e Zaccagni. Lotito ha concesso rinnovi sotto questa soglia, raggiungibile solo con i bonus. Di più guadagnano solo Luis e Ciro. Ci sono contatti in corso con i manager di Kamada, i prossimi giorni chiariranno le strategie del giocatore e della società. Per la Lazio vale il patto firmato ad agosto, il triennale è già pattuito, per la società peserà di più senza Decreto Crescita, non si risparmierà sul lordoPer Kamada, dopo l’exploit degli ultimi tempi, un premio andrebbe concesso. È pur sempre in scadenza, possono sempre spuntare offerte dall’estero di maggiore entità economica.

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Lazio, ora Tudor vuole il piano futuro: incognite, necessità e la questione rinnovo

Tutto in una notte, l’ultima. Tudor si aggrappa all’Europa League, gli basterà un punto domenica contro il Sassuolo (ore 20,45) per conquistarla. La Champions era un miraggio legato a troppe combinazioni, sarebbe stato lo stesso anche con una vittoria a San Siro. «Sono ottimista per il futuro», ha sentenziato Igor a Milano. «Magari si continuasse così», ha aggiunto. Intende al ritmo di 2,12 punti di media, è il suo score. Diciassette punti in 8 partite, hanno permesso alla Lazio (sfruttando anche i 3 punti presi da Martusciello a Frosinone) di rientrare in corsa. Era una squadra in crisi d’identità e d’ispirazione, viveva giorni tumultuosi. Alcune ombre sono rimaste, altri casi si sono aperti.

Complicità totale con lo spogliatoio non c’è neppure con Igor, che rivendica però il fatturato da “big”: la sua Lazio ha gli stessi punti dell’Inter (17) 17), ma ora l’Atalanta è davanti, ne vanta 19. Il rendimento altalenante per un anno è stato paragonabile al tracciato di un elettrocardiogramma impazzito. Tudor ha rivoluzionato tutto, ha fatto giocare tutti ad eccezione di Sepe (retrocesso a terzo portiere). A volte ritornano o li fanno tornare, ha rilanciato anche Rovella e Pellegrini, due investimenti che erano diventati a rischio. A Milano ha invertito i ruoli di artisti e gregari, un segnale di futuro. Fuori Luis, Felipe, Guendouzi e Ciro. Tutti e quattro al centro di scenari di mercato. L’unico che si è sfilato, stando a quanto trapelato nei giorni scorsi e alle dichiarazioni di ieri, è Immobile. «Resto», la sua conferma.

Tudor e il rebus del rinnovo

Il diesse Fabiani in settimana aveva ribadito la scelta di continuare con Tudor. Ora in ballo c’è di nuovo il contratto con deadline giugno 2025. Partire con un allenatore in scadenza non è mai d’aiuto, sarebbe stato lo stesso anche con Sarri (il contratto, senza dimissioni, si sarebbe esaurito sempre a giugno 2025). La scelta spetta a Lotito e Fabiani. Forse conviene aspettare, forse no. Il diesse si rivedrà con Tudor dopo la partita con il Sassuolo, riparleranno per definire obiettivi, strategie, il piano futuro. Il tecnico ha ben capito che l’elenco dei promossi e dei bocciati non può essere insindacabile. Servirà un punto d’incontro. Il reinserimento di Rovella e Pellegrini, non ancora di Isaksen, può essere letto in questo senso. Di contro, s’aspetta che dal mercato arrivino giocatori funzionali, di gamba, non solo di fisicità, di potenza e con doti di accelerazione. Questo è l’identikit che ha tracciato nella conferenza pre-Inter. Corriere dello Sport

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Chi andrà in Champions? Per qualcuno il regolamento non è ancora chiaro…

Tanta confusione regna tra i tifosi, ma anche – cosa più grave – per qualche addetto ai lavori su chi rappresenterà l’Italia nelle tre competizioni europee.

Nella serata di ieri anche la Gazzetta dello sport è caduta nel tranello e al fischio finale di Roma-Genoa sull’edizione online si poteva leggere: “Roma in Champions se l’Atalanta vince l’Europa league”. Ovviamente non è così. Non basta che l’Atalanta vinca l’Europa league per l’automatica qualificazione in Champions della Roma. Occorrerà anche che gli orobici arrivino quinti e non quarti o terzi. Poiché i bergamaschi sono a -1 o -2 (dipenderà da risultato di Bologna-Juventus di questa sera) dal quarto posto e hanno una partita in meno delle avversarie, l’ipotesi di arrivo al quarto o terzo posto non è così peregrina.

Dopo qualche minuto infatti alla Rosea se ne devono essere accorti, perché il titolo della edizione online è cambiato in un più misurato: “Ora la Roma tifa Atalanta in Europa league”.

C’è molta confusione…

Alessio Buzzanca

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Lazio, ora progettare un futuro giovane con chiarezza e tempi di manovra più veloci

[…] Ora, però, si deve progettare la prossima stagione. A livello manageriale il direttore sportivo Fabiani ha spiegato che la Lazio lavorerà nella stessa direzione del Feyenoord e del Bayer Leverkusen. Una politica che si basa su tre concetti: la ricerca di talenti, la capacità di favorire un ricambio generazionale anche attraverso il settore giovanile e il player trading. Caratteristiche che hanno permesso al Feyenoord di ritagliarsi uno spazio anche all’estero: è stato il primo club olandese a vincere la Coppa dei Campioni, nel 1970, con Van Hanegem a centrocampo e Happel in panchina. Nel 2023 ha conquistato la Eredivisie e si è assicurato giocatori come Gimenez, Wieffer, Hancko e Timber, anticipando le società più ricche. 
Missione ambiziosa e impegnativa, quella annunciata da Fabiani, che ha studiato anche il modello Bayer, in grado di lanciare Havertz (venduto nel 2020 per ottanta milioni) e Wirtz. La squadra di Xabi Alonso non perde da 51 partite, ha vinto la Bundesliga, mercoledì sfiderà l’Atalanta a Dublino nella finale di Europa League e sabato potrebbe alzare la Coppa di Germania contro il Kaiserslautern. Ha un budget e un fatturato che si avvicinano ai parametri della Lazio. Negli affari ha dimostrato un istinto geniale: da Frimpong a Grimaldo (preso da svincolato), da Palacios a Tapsoba, da Boniface a Hincapié, da Adli a Xhaka, che nell’Arsenal non aveva legato con Arteta. Decisivi i tempi di manovra: dovranno essere più agili, rispetto al recente passato, se la Lazio vorrà realmente riconoscersi nei metodi del Feyenoord e del Bayer. Competenza e scouting. Il traguardo è scoprire subito altri Gila e Mandas: il primo lo aveva scelto Tare, il secondo lo ha scovato Fabiani. Prospettiva affascinante, a patto però che non si chieda ai tifosi di accettare il rischio di un anno di transizione. Corriere dello Sport