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Un Olimpico (quasi) mai visto in Europa League per la rimonta che può dare la svolta

La Lazio si prepara alla gara di Europa League contro il Porto. Domani alle 18.45 infatti i biancocelesti scenderanno in campo e Sarri troverà uno stadio d’altri tempi: come infatti evidenzia il Corriere dello Sport, la prevendita dei biglietti per la sfida con i portoghesi tira, sono previsti circa 30mila tifosi all’Olimpico e quasi mai in Europa lo stadio si è riempito così. Record con il Salisburgo, quarti di finale del 2018 con quota 42mila tifosi, cinque anni prima con Petkovic in 35mila popolarono gli spalti per il ritorno dei sedicesimi con il Borussia Moenchengladbach (la Lazio si fermò poi ai quarti giocando a porte chiuse) e sempre in 30mila ci furono nell’estate del 2011 per l’esordio di Klose con i macedoni del Rabotnicki. Sarri cerca la rimonta sulla squadra dell’ex Conceiçao, vuole andare avanti, niente alibi: può essere lo snodo della stagione.

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Sarri costruisce senza mercato, Mou in crisi nonostante i nuovi arrivi

Roma e Lazio, ad un mese dal derby, guardano la classifica e sanno che, mettendo da parte problemi e magagne, potrebbero ancora raggiungere il quarto posto. Le squadre sono così vicine in classifica, separate da soli due punti, ma così lontane. La Lazio in tre gare ha raccolto 7 punti, la Roma solo 3; Mourinho e Sarri sono ancora avvinghiati alle loro abitudini, al loro modo di essere, ma scossi da sensazioni diverse. All’ultima di campionato, il portoghese ha fatto il gesto del telefono a Pairetto ed ha rimediato l’ennesima espulsione in carriera; Sarri, invece, rimane seduto intento a prendere appunti sulla squadra che, nonostante fosse decimata, ha rischiato di vincere a Udine. Ecco la differenza tra le romane: la Lazio ha ricevuto un solo rinforzo dal mercato, ma sembra avviata su una buona strada e, nonostante tutto, è appena a -1 dalla scorsa stagione, ha il secondo miglior attacco ed è prima per assist e km percorsi; la Roma, invece, sembra in crisi, ha perso entusiasmo per gli acquisti invernali e in più il tecnico sembra non riuscire più a incidere su una squadra ormai poco coesa, precipitata a -9 rispetto allo scorso anno, ultima per km percorsi, col settimo attacco e settima per assist.
In un campionato simile, basterebbero tre vittorie di fila per cambiare le carte in tavola. La Roma ne ha vinte tre di fila solo ad inizio campionato, Sarri fa notare che senza gli impegni europei avrebbero più punti: se dovesse uscire dall’Europa League giovedì, potrebbe spiccare il volo e planare sul quarto posto.

Ilmessaggero

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Immobile domani a Formello, pronto a tutto per il Porto

Ciro Immobile è atteso domani a Formello, a 24 ore dalla gara di ritorno contro il Porto. E’ pronto a una corsa contro il tempo perché vuole e deve esserci, considerata anche l’assenza di Pedro, fermo per una infiammazione al tendine tibiale sinistro. Lo spagnolo salterà la gara europea ed a rischio per il Napoli, ulteriori controlli si avranno in 48 ore, nel frattempo sta seguendo delle terapie.

Ciro si sta allenando a casa, salvo sorprese lo farà anche oggi e domani si spera possa rientrare nel centro sportivo. Conoscendolo, non è impossibile un suo impiego con il Porto. Se partisse titolare, sarebbe affiancato da Anderson e Cabral; se venisse inserito in corsa, Cabral giocherà da falso nueve, con Anderson e Moro ai lati. In ogni caso sarà un attacco a metà, la Lazio arriverà alla sfida decisiva con gli uomini contati. Laziopress.it

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Lazio, un passo in avanti nelle peggiori condizioni: il (non) mercato può costare il sogno Champions

Ci sono momenti, nell’arco di un campionato, in cui un punto vale oro. Come quello di Udine, che la Lazio conquista giocando da squadra, soprattutto quando intuisce che le energie sono finite perché la partita di Oporto è stata una guerra senza sosta. E considerando le assenze di Lazzari, Acerbi, Leiva, Luis Alberto e, soprattutto, di Immobile questo è un passo avanti verso un sogno. Oppure verso un limite che ancora Sarri non si era posto: la zona Champions. Che non è lontana e che in un torneo del genere può ancora rappresentare un traguardo, nonostante tutti i difetti di una rosa che non è stata ritoccata a gennaio, quando sarebbe stato necessario il salto di qualità.  

E più che alla qualità degli arrivi (Kamenovic bocciato in estate dal tecnico e Cabral più vivo che mai ieri sera), ci riferiamo ai ruoli rimasti completamente scoperti, come ha fatto capire Mau: non è stato preso il difensore centrale in grado di dare il cambio ad Acerbi e a Luiz Felipe mentre il vice Immobile, dopo la scontata partenza di Muriqi (ieri in gol a Siviglia con il Maiorca), è rimasto un miraggio nel deserto senza acqua. Ed è proprio adesso, nel cuore della stagione, che i problemi di organico emergono, tanto che Sarri a Udine ha perso anche Pedro per un malanno alla caviglia. Troppa fatica, troppi impegni ravvicinati per un giocatore di una certa età: ma non avendo alternative, il tecnico ha dovuto chiedergli gli straordinari che sono costati carissimi. Meno male che Cabral, al suo vero debutto, ha lanciato segnali importanti sotto il profilo tecnico. Già giovedì, nel ritorno contro il portoghesi, dovrà dare una mano perché Zaccagni è squalificato e Pedro si è rotto. Ad oggi, per la verità, non si sa neanche se Immobile potrà scendere in campo: è un peccato che la società abbia ridotto Sarri in queste condizioni, ma d’altronde la storia degli ultimi anni non fa che confermare la politica del presidente Lotito, sempre più disposto a fare un passo indietro piuttosto che uno in avanti, almeno sul mercato. E così, ancora una volta, ha messo a rischio il patrimonio che vale un posto in Champions: risparmiare è più facile che investire e, magari, incassare, basta poi non pretendere e non illudere i tifosi. Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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Ora il Porto: Acerbi c’è, Immobile ci prova. Ansia Pedro

Aspettando quei due. Acerbi e Immobile corrono verso la partita di giovedì sera contro il Porto. Chi non ci sarà è Pedro, uscito da Udine con un problema alla caviglia. Si teme un infortunio serio per lo spagnolo, che ha abbandonato il campo dopo appena 22 minuti decisamente scuro in volto. Tornando ad Acerbi: l’ex Sassuolo è fuori da quasi un mese e mezzo: l’ultimo incontro è quello con l’Empoli nel giorno dell’Epifania. Aveva riportato una lesione di secondo grado al flessore della coscia, i tempi si erano allungati a causa della ricaduta. Ha svolto esami strumentali ogni settimana, ora è pronto a tornare in gruppo. Già oggi dovrebbe allenarsi con il resto della rosa: se non dovesse sentire dolore nella gara di ritorno contro gli uomini di Conceiçao ci sarà. Qualche dubbio in più per Ciro. Ha trascorso gli ultimi giorni in auto-isolamento, il peggio dovrebbe essere alle spalle. Spera di poter indossare di nuovo la fascia di capitano in Europa League. Serviranno i suoi gol contro il Porto, che ieri sera ha giocato col Moreirense. Il Tempo

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Da Udine conferme e buone notizie: il ritorno di Felipe e l’impatto di Cabral

Una Lazio alle prese che tantissime assenze per infortuni, squalifiche e motivi di salute, strappa un pari in casa dell’Udinese. Come sottolinea il Corriere dello Sport, dentro il pareggio ci sono due motivi per sorridere: si è rivisto il vero Felipe Anderson ed il neo acquisto Cabral ha fatto una buona prova. Il brasiliano, riproposto da esterno, suo ruolo naturale, si è sentito libero da vincoli ed ha ritrovato il gol (di testa); il capoverdiano ha avuto un buon impatto al suo esordio in Serie A nelle vesti di vice-Immobile. La notte di Udine ha portato conferme e nuove notizie: Felipe ha ritrovato la rete che mancava dalla gara di ottobre contro l’Inter, mentre Jovane è entrato a freddo e si è fatto subito trovare pronto. Laziopress.it

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I numeri della crescita: nel 2022 boom di reti e vittorie

Non c’è Immobile, quindi mancheranno praticamente la metà dei gol della Lazio in questo campionato (19 su 39). Ma soprattutto nell’ultimo periodo i biancocelesti hanno dimostrato di essere in crescita e di saper trovare a prescindere la via della rete con una certa facilità, sia con azioni manovrate, sia sfruttando abilmente i calci piazzati. E a testimoniarlo ci sono i numeri, inconfutabili.

I primi effetti di Sarri cominciano a vedersi davvero, soprattutto in campionato.

E non solo per i quattro clean sheet consecutivi, ma anche perché nel 2022 solo il Verona ha segnato più gol della squadra di Sarri (con una partita in più): 15 i veneti, 13 i biancocelesti. Il leader è sempre Immobile a quota 6. Anzi, 6 e mezzo, considerando pure l’autogol di Biraghi contro la Viola. Nell’ultime 10 giornate di Serie A prima dell’inizio di questo turno, nessuna squadra ha vinto più partite di quella biancoceleste: i ragazzi di Sarri hanno infatti esultato per sei volte, due delle quali senza Immobile. In totale sono stati conquistati 20 punti nel corso di questo lasso di tempo, una cifra inferiore solo a quella della Juventus di Allegri (22 punti). Insomma, la Lazio ha viaggiato alla media di 2 punti a partita, ben superiore a quella di 1,46 delle prime 15 gare. È una squadra in crescita, che sta migliorando gara dopo gara. E proverà a confermarlo anche oggi, pure senza Ciro. Corriere dello Sport

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Pedro guida la caccia al centesimo gol e alla zona Champions: l’Udinese la sua vittima preferita

“Dai, Lazio. Dove c’è la Champions, c’è Pedro”.

Questo il titolo dell’edizione odierna de Il Messaggero. Questa sera la Lazio proverà a dare la caccia al quarto posto, che in caso di successo sarà solo a -2. Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri non potrà contare su Immobile ma può affidarsi in attacco a Pedro. Lo spagnolo potrà giocare da falso nove ma deve sbloccarsi essendo a secco da quasi due mesi.

MISSIONE CENTESIMO

Pedro sogna di fare bingo a Udine centrando la 600ª presenza firmata giocando in tutte le competizioni con squadre dei cinque campionati top europei. Come ricorda il Corriere dello Sport, è ad un passo anche dal 100° gol nei 5 tornei maggiori. Lo spagnolo infatti è a 599 presenze, collezionate con Barcellona (321), Chelsea (206), Roma (40) e Lazio (32). I 99 gol sono suddivisi così: 58 nella Liga, 29 in Premier League, 12 in Serie A. L’Udinese arriva nel giorno giusto perché è la squadra contro cui ha segnato di più in Italia (3 gol)

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Le magagne del mercato nel momento decisivo della stagione

La sfida è ancora aperta, eccome se è aperta, anche se la Lazio è ridotta all’osso da infortuni e squalifiche

Dal catino di Oporto è uscita sconfitta dopo lo splendido gol di Zaccagni, capovolta dalle prodezze di Toni Martinez e dall’inadeguatezza della coppia centrale di Sarri, costretto ormai dal 6 gennaio a rinunciare ad Acerbi. Ma l’assenza più pesante, per il tecnico biancoceleste, è stata ovviamente quella di Immobile, che nella rosa non ha un’alternativa di ruolo, caso più unico che raro in una squadra di questi livelli. È stato un ko amaro, molto amaro, non violento come quello di Milano in Coppa Italia, dove non c’era stata assolutamente partita.

Stavolta Mau se l’è giocata alla grande finché ha potuto e finché la sua linea arretrata ha retto l’urto portoghese: una volta che è crollato Luiz Felipe, è crollata anche la Lazio, sorpresa per due volte a linea schierata. Purtroppo, nel momento decisivo della stagione, sono emerse tutte le magagne provocate dal mercato di gennaio della società biancoceleste, che si è mossa talmente male da riuscire a peggiorare la rosa che Sarri aveva chiesto di rinforzare con un vice Immobile e un difensore centrale. Acerbi si era fatto male il giorno della Befana e tutti conoscevano già i tempi della sua convalescenza, talmente lunga che nemmeno domenica a Udine il centrale azzurro potrà rientrare, proprio come il capocannoniere del campionato. Il tecnico dovrà affrontare ancora una clamorosa situazione di emergenza, provocata anche dalle squalifiche di Luis Alberto e Leiva, oltre che dal serio infortunio a Lazzari. E si sapeva da mesi anche che Muriqi sarebbe stato ceduto per incompatibilità ambientale, eppure la Lazio si è fatta trovare completamente impreparata, tanto che l’ultimo giorno di mercato ha cercato cinque o sei attaccanti prima di virare su un altro esterno, Cabral, a cui Sarri ha concesso ieri sera i primi minuti in maglia biancoceleste.

È probabile che Mau rimpianga addirittura l’attaccante kosovaro, diventato un idolo a Maiorca nel giro di tre settimane. Giocare senza un centravanti è possibile? Per Lotito e Tare forse sì, per l’allenatore toscano sicuramente no, soprattutto se l’alternativa a Immobile è Felipe Anderson, esterno abituato solo alle volate a cento all’ora sulla linea laterale e poco abituato a combattere in mezzo ai centrali avversari. Competere a questi livelli, in campionato, Coppa Italia ed Europa League, senza un’alternativa a Immobile non è possibile ed è probabile che Sarri, di fronte all’eventuale volontà del club di allungare il contratto, rifletta bene su come è abituata a lavorare la società sul mercato.

Ricordiamo che a Mau non è stato dato neanche il difensore di riserva che aveva chiesto dopo l’infortunio di Acerbi. Anzi, Lotito, in accordo con il ds Tare, ha tesserato il giovane Kamenovic che era già stato bocciato dopo il ritiro estivo. Il risultato, a metà febbraio, è ormai sotto gli occhi di tutti: senza i titolari la Lazio perde completamente la sua competitività, così tracolla a Milano in Coppa Italia e si fa ribaltare a Oporto dopo lo splendido gol di Zaccagni. Un verdetto ribaltabile tra una settimana, sia chiaro, ma sarà necessario almeno il recupero di Immobile, considerando che l’ex veronese dovrà scontare un turno di squalifica. Situazioni viste e riviste già all’epoca di Simone Inzaghi, che a lungo aveva potuto contare solo su tredici o quattordici giocatori, proprio come sta accadendo adesso a Sarri, a cui la rosa è stata addirittura accorciata da un mercato scellerato.  Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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Lazio, dura ma non impossibile: pagata l’assenza di Immobile e di ricambi. Luiz Felipe-Radu in ritardo

Non basta il gol di Zaccagni e un primo tempo giocato con autorità: la doppietta di Toni Martinez fa vincere il Porto. Ha pesato l’assenza di Immobile 

E’ dura ma non impossibile. Resta da giocare ancora la partita del ritorno, in programma giovedì alle 21all’Olimpico. La notte del do Dragao è piena di rimpianti per la squadra biancoceleste, condannata dagli errori di Luiz Felipe e dalla doppietta di Toni MartezSarri, senza Immobile, non aveva ricambi e non ce l’ha fatta a resistere. Non è bastato il colpo di tacco di Zaccagni. Ci ha provato invano Felipe Anderson a sostituire il capitano della Lazio, dopo l’intervallo è toccato a Pedro, negli ultimi cinque minuti persino l’esordiente Jovane Cabral. Nessuno dei tre è centravanti e si è visto.

Peccato perché la Lazio ha tenuto bene il campo, almeno sino a quando Leiva ha resistito e il Porto, di categoria superiore, non ha alzato i ritmi. Fatale il ritardo di Luiz Felipe e Radu, due reti presi quasi in fotocopia, due cross di Joao Mario e doppietta dello spagnolo, mattatore della serata. Laziopress.it/corrieredellosport