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Lazio, Vecino saluti anticipati: i motivi dell’addio

Il centrocampista è un nuovo calciatore del  Celta Vigo: ecco perché ha lasciato la Lazio.

Vecino ha salutato con qualche mese di anticipo. Partenza a titolo gratuito, niente indennizzo. Risparmio dell’ingaggio, la parte restante dei 2 milioni dovuti fino a giugno. Il rinnovo, evidenzia il Corriere dello Sport, era legato a 25 presenze, era fermo a 14. Il Celta Vigo, un’occasione spuntata all’improvviso, gli ha offerto un contratto di un anno e mezzo.

Vecino, si legge, ha colto la chiamata al volo. C’era insoddisfazione per l’utilizzo, per quanto si sentisse legato alla Lazio, società che gli ha permesso il rilancio. Non vedeva futuro e la società riteneva conclusa la sua esperienza, è in atto il ringiovanimento. Vecino ha chiuso dopo 128 partite e 13 gol, 7 gli assist. Dal 2022-23 è stato il centrocampista laziale più utilizzato in tutte le competizioni.

Cinque reti, conclude il quotidiano, negli ultimi 10 minuti, un record. Più conclusioni di testa (29), 10 nello specchio, altro primato, tre reti. Sei reti da subentrato, 12 Pedro. Solo Rovella ha effettuato più contrasti tra i centrocampisti (136 contro 102). Sono stati 149 i palloni giocatori in area avversaria. Non è una partenza indolore.

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Lazio, Leite alla Predaza: arriverà in estate da svincolato

Diogo Leite sarà un calciatore della Lazio, ma non da subito. Il difensore portoghese dell’Union Berlino era stato individuato dai biancocelesti per rimpiazzare Alessio Romagnoli, ma la trattativa per portare il centrale in Qatar alla corte di Roberto Mancini all’Al Sadd è saltata al fotofinish e quindi anche le alternative dei biancocelesti in difesa.

Come riporta il Messaggero, era stato sondato anche Daniele Rugani della Juventus, ma l’accordo col portoghese è stato praticamente blindato anche per l’estate. Non verranno pagati i 2,5 milioni pattuiti coi tedeschi perché in estate Leite sarà libero di firmare a parametro zero con chiunque.

Sarà il secondo colpo della Lazio per l’estate 2026, entrambi a parametro zero. Dopo Alfonso Pedraza, che ha già firmato il pre contratto coi biancocelesti qualche settimana fa (arriverà dal Villarreal), i biancocelesti mettono a segno un altro acquisto per il futuro nel reparto difensivo, che molto probabilmente saluterà nella prossima sessione di calciomercato Gila, Tavares e forse anche Alessio Romagnoli, che ha strappato all’Al Sadd la promessa di unirsi a giugno sempre con un ricco triennale.

Non basteranno questi due acquisti per sostituire la caratura tecnica che la Lazio sì troverà a perdere, ma con altri giocatori in bilico (Patric e Gigot su tutti, Hysaj saluterà a zero), la Lazio si è portata avanti col lavoro.

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Lazio, Romagnoli ancora in congedo parentale: ecco quando tornerà

Il difensore laziale potrebbe tornare a disposizione in settimana.

Alla fine Alessio Romagnoli è rimasto alla Lazio e ora c’è da capire quando tornerà ad allenarsi regolarmente con i compagni. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, dopo essere diventato padre lunedì scorso, al difensore centrale è stato concesso un congedo parentale che dovrebbe essere valido fino a venerdì.

Tuttavia, l’ex Milan potrebbe anche decidere di rientrare con qualche giorno di anticipo per essere pronto a scendere in campo domenica in casa della Juventus. In settimana si chiarirà la situazione, dopo il braccio di ferro dei giorni scorsi che lo ha portato allo scontro con la società.

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Lazio, doppio ruolo per Maldini: dopo lo stop di Zac, Sarri studia le nuove mosse

In campo da centravanti, ora Maldini potrebbe spostarsi a sinistra.

L’esordio dopo pochi allenamenti e ora altre valutazioni sulla sua posizione in campo: Maldini è arrivato alla Lazio per aggiungere qualità e soluzioni offensive ma, come sottolinea il Corriere dello Sport, l’emergenza sta accelerando i piani d’inserimento. Sarri, dopo il debutto contro il Genoa all’Olimpico, è stato chiaro sulla sua prima collocazione: «Per lui prima di pensare a qualcosa di diverso ho necessità di vederlo per quel ruolo da centravanti».


Ora l’assenza prolungata di Zaccagni ha aperto un vuoto sulla corsia sinistra dell’attacco, e Maldini, per caratteristiche e passato, è uno dei pochi in rosa in grado di adattarsi rapidamente e contendere quella maglia a Pedro, al momento unica vera alternativa. Non è una novità assoluta: l’ex Atalanta ha già ricoperto quel ruolo in carriera, ed è anzi la seconda posizione più frequentata dopo quella di trequartista.

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Lazio, principio Romagnoli e furia Lotito: rischio esclusione?

In casa Lazio continua a tenere banco il caso legato ad Alessio Romagnoli, protagonista di una vicenda di mercato che ha creato tensioni interne. Il trasferimento in Qatar è saltato all’ultimo momento, nonostante un accordo economico già impostato con l’Al-Sadd. Alla base dello stop ci sarebbero divergenze legate alle condizioni economiche e a promesse non mantenute, con il difensore che ha deciso di non portare avanti l’operazione.

La situazione ha però provocato irritazione nella dirigenza biancoceleste, con il presidente Lotitoche avrebbe preso in considerazione anche l’ipotesi di mettere il giocatore fuori rosa. Un’eventualità che creerebbe un caso tecnico importante. Maurizio Sarri, però, avrebbe espresso la volontà opposta, chiedendo di mantenere Romagnoli all’interno del gruppo. L’allenatore considera il centrale un elemento chiave dell’equilibrio difensivo e preferirebbe recuperare il rapporto piuttosto che perdere un titolare in un momento delicato della stagione. Il tecnico spera quindi che la frattura possa rientrare rapidamente, permettendo al difensore di tornare pienamente a disposizione. La Repubblica

Il Messaggero questa mattina tra le sue pagine torna a parlare del caso Romagnoli. Il giocatore stesso sarebbe l’artefice dell’operazione saltata con l’Al Sadd quando sembrava tutto fatto, avendo scelto di non rinunciare alle mensilità di novembre, dicembre e gennaio (600.000€) come richiesto da Lotito. Quest’ultimo secondo il quotidiano avrebbe espresso il suo disappunto urlando a Formello. Lotito starebbe anche meditando di prendere provvedimenti mentre il ds Fabiani predica calma e cerca di non peggiorare ulteriormente la situazione.

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Lazio, poche ore dalla chiusura del mercato: no per Dele, Noslin in bilico, Tavares può restare

Poche ore alla chiusura del mercato: le ultime in casa biancoceleste.

Fabiani aveva legato l’ingresso di un altro mediano all’uscita di uno fra Belahyane e Dele-Bashiru. Il Verona, riporta Il Messaggero, insiste per riportare a casa il marocchino, il ds ha chiuso anche al prestito con diritto di riscatto del Bournemouth per il nigeriano. Non vanno esclusi comunque gli ultimi tentativi per Hjerto-Dahl, baby prodigio del Tromso, e per il 20enne Dzodic, anche se l’Almeria ha già rifiutato 14 milioni più bonus.

Il lungo stop di Zaccagni, si legge, potrebbe sbarrare anche la strada per Noslin al Monaco, ma le ultime riflessioni sono in corso. Sarri è preoccupato che possa uscire Nuno Tavares (il Besiktas rilancia a 13 milioni con l’obbligo di riscatto), perché lo sbarco di Pedraza (certo per giugno) non può essere anticipato e Luca Pellegrini sarà squalificato nella prossima sfida di Torino.

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Lazio, ultime valutazioni sul possibile arrivo di un centrale: la situazione

Romagnoli resta a Roma ma il club valuta comunque il possibile arrivo di un altro difensore.

Il caso Romagnoli aveva messo in stand-by le operazioni Rugani e Diogo Leite. Si vedrà, riporta il Corriere dello Sport, se la società oggi deciderà di chiudere comunque per un centrale, Alessio rischia provvedimenti. Rugani è andato alla Fiorentina. Diogo Leite era pronto a partire, si sarebbe stirato. La formula prevedeva l’acquisto per un costo di 2,5 milioni pur essendo il giocatore in scadenza a giugno. Possono spuntare altri nomi.

Il mercato chiuderà alle 20, la Lazio ha quindi poche ore a disposizione per provare, eventualmente, a chiudere altri colpi.

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Lazio, lezione di vuoto: “O si fa la Lazio o si muore”

L’editoriale del Corriere dello Sport a firma Ivan Zazzaroni: “La fine non è nota, ma chi ha scritto l’inizio di questo capitolo ha intenzione di arrivare all’ultima pagina del libro. C’è già il titolo: O si fa la Lazio o si muore. Rinascere è più difficile di morire e disertare lo stadio significa fare tabula rasa, sentimentalmente, di vent’anni di promesse mantenute solo parzialmente o addirittura tradite. E lasciami gridare, io senza amore non so stare, si urlava con voce arrochita dal rancore e dall’emozione in una vecchia canzone.

Stavolta all’Olimpico hanno gridato in 4.000, il rumore di niente somigliava a un frastuono. I laziali sono stanchi del loro presidente, così stanchi da chiamarlo gestore non riconoscendogli neppure i meriti pregressi.

Forse perché non si è mai trattato di una vera storia d’amore o forse perché è così che finiscono tutti gli amori. I laziali non ne possono più di Claudio Lotito e tutto fa pensare che, come in un film di Verdone, la cosa sia reciproca. Chi comanda non è disposto a distinzioni poetiche, suggeriva Lucio Dalla, Claudio Lotito è tra loro. Ma nell’assenza che diventa presenza, nel dire «grazie, preferisco di no», c’è un messaggio più potente di qualsiasi ode. Un messaggio che, grazie a Dio, antepone la preoccupazione alla violenza, la ripulsa alla rabbia. Per protestare i tifosi della Lazio non infrangono vetrine, ma lasciano che nello specchio si rimiri colui che considerano l’artefice di ogni nequizia.

Lui, da solo. E tutto il mondo fuori. Qualcosa significherà. Lotito non è stupido. Tutt’altro. Per chi vuol vedere e per chi vuol sapere è solo questione di tempo.

Lo ripeto una volta di più: “imporre” al proprietario di un club di vendere, se non vuole farlo, non rientra nei compiti di un giornalista serio o di altri soggetti esterni – unica eccezione le banche (non è questo il caso). Invitarlo a riflettere sul presente e sul futuro del club è invece cosa buona e giusta.

Pur essendo dotato di tanta fantasia – e basandomi soprattutto su fatti e contrasti degli ultimi anni – non riesco a individuare un modo col quale Lotito possa riuscire a ricomporre la frattura con i tifosi recuperando un minimo di consenso.

Nel corso di una delle tante “telefonate rubate”, ha detto che la Lazio vale un miliardo e mezzo o giù di lì. Ma quanto vale la Lazio senza i laziali? Senza la passione, Lotito è proprietario di niente.

PS. Il corteo procede a piccoli passi nel deserto bianco. Regna la perfetta armonia. E la cadenza dei passi è ritmata dalla melodia del vento. Non ci si supera. (La marcia dei pinguini)”.

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Lazio, Noslin in partenza. Resta il Nizza per Belahyane, Tavares rischia…

Capitolo uscite, la Lazio lavora su più fronti: la situazione.

Ieri probabilmente è stata anche l’ultima apparizione all’Olimpico di Noslin: come riporta Il Messaggero il Monaco conta di chiudere per l’attaccante olandese per 20 milioni di euro. Fabiani dovrebbe mollare la presa sull’obbligo di riscatto sperando che TJ faccia bene nella seconda parte di stagione.

Dopo il Torino anche il Verona si è tirato fuori per Belahyane: i veneti hanno preso Lovric. Solamente il Nizza, si legge, potrebbe rientrare il marocchino, ma rimane una situazione complicata.

Ingarbugliato, conclude il quotidiano, anche il futuro di Nuno Tavares: ancora non ha aperto al Benfica e spera nell’Al-Ittihad che gli aveva offerto un contratto più importante senza arrivare, però, all’accordo con la Lazio. Il rischio di vederli ancora a Formello nelle prossime settimane è sempre più alto.

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Lazio, Romagnoli ai saluti? Il futuro in un giorno

Ultime ore di mercato e il centrale con molta probabilità lascerà la Capitale.

Il termine ultimo è alle 19 di oggi. A quell’ora, evidenzia Il Messaggero, si chiuderà il calciomercato in Qatar e Alessio Romagnoli, ieri sera in tribuna, attende il via libera per firmare i documenti che lo legheranno per i prossimi tre anni alla squadra allenata da Roberto Mancini. Non è stato convocato da Maurizio Sarri che ne ha parlato prima del match: «Io su di lui ho fatto una valutazione tecnica, aspetto decisioni, ma la società è stata chiara, fanno loro le trattative. Se a me farebbe comodo tenerlo? Non lo so, il Romagnoli che conoscevo io sì».

Non ci sono comunque margini per rientrare, conclude il quotidiano, e questo lo ha capito anche il club che sta cercando di “svincolarsi” dalla nota di domenica mattina prima di dire ufficialmente sì ai 9 milioni di euro dei qatarioti che porteranno un’ulteriore plusvalenza nelle casse biancocelesti. La linea è tracciata.