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Concorrenza Napoli per Giovane: la Lazio resta in corsa e cerca l’accordo con il Verona

Sul calciatore anche i partenopei hanno dimostrato interesse: le ultime.

Tra gli obiettivi di questo mercato biancoceleste che c’è anche Giovane, calciatore per il quale anche il Napoli ha chiesto informazioni. In casa biancoceleste però, riporta La Gazzetta dello Sport, filtra fiducia sull’evoluzione di un’operazione già ben avviata, che al momento vedrebbe la Lazio in una posizione di leggero vantaggio. Nelle ultime ore, si legge, è stata rimodulata l’offerta iniziale, che prevedeva un conguaglio economico di circa dieci milioni più l’inserimento di Belahyane come contropartita tecnica. Il Verona ha dato il proprio assenso al ritorno del mediano, trasferitosi a gennaio in biancoceleste, ma resta ferma la valutazione del cartellino di Giovane: 18 milioni di euro. L’operazione potrebbe prendere forma con la formula del prestito con un obbligo di riscatto. Per avvicinarsi alla richiesta del club veneto, conclude il quoditiano, la Lazio ha alzato la parte cash dell’offerta fino a circa 13 milioni, bonus compresi, oltre a Belahyane, per il quale resta da definire la formula del trasferimento.

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Smarrimento Lazio, Romagnoli si tira fuori per Lecce: Sarri perde un altro perno

Il rapporto tra Alessio Romagnoli e la Lazio è ormai ai titoli di coda, al punto che non ci sarà contro il Lecce nel match di sabato 24 gennaio. L’addio è a un passo, il centrale di difesa aspetta solo il via libera di Lotito.

Maurizio Sarri ha provato a fermarlo, a convincerlo, a farlo desistere, ma non c’è riuscito. Romagnoli ha deciso di andare in Qatar, non pensa che in questa Lazio ci possa essere più futuro per lui. Si tratta di una separazione dolorosissima, perché parliamo di un giocatore perno e perché avviene a gennaio, in una fase già di grande difficoltà per il club biancoceleste. L’addio non è certo per disamore, ma certamente la questione economica pesa tantissimo: 18 milioni in 3 anni qui non li vedrebbe mai.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il miglior assist per partire è stato lo strappo con Lotito nel 2023. Il mancato rinnovo, le promesse non mantenute, non c’è mai stata la sensazione di valorizzare Alessio e di far chiudere la sua carriera proprio qui, a Roma. Ora ci si lecca le ferite, è troppo tardi. La Lazio perde un altro pezzo importantissimo, fondamentale, un perno per il gioco di Sarri. Rimpiazzarlo non sarà facile, lo smarrimento è tanto. Vuole partire entro questa settimana. A Lecce non giocherà, Sarri così si ritrova solo Gila e Provstgaard. Patric è stirato, il numero si restringe sempre di più.

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Lazio, caccia al centrale: i nomi per il post-Romagnoli

Valigia pronta per il difensore: la Lazio pensa al sostituto.

La Lazio non può rimanere con soli tre centrali. Come evidenzia Il Messaggero, Patric sta recuperando da una lesione, ma è spesso ai box da due anni. Gigot sta ancora proseguendo la riatletizzazione in Francia: può essere richiamato a Formello, ma non è l’identikit del prototipo centrale di Sarri. L’anno scorso, si legge, Fabiani aveva puntato Kike Salas del Siviglia, mancino come Romagnoli. Occhi sui difensori Diogo Leite (sinistro) e Danilho Doekhi (destro), monitorati perché entrambi in scadenza a giugno con l’Union Berlino. Rumors di mercato, conclude il quotidiano, parlavano anche di un interesse per Gaspar, prossimo avversario a Lecce.

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Taylor alla Lazio, il ds Fabiani in questura: “Non sono qui per motivi personali”

Angelo Fabiani si è recato nella giornata di ieri alla stazione dei carabinieri di Trastevere

Ieri il ds della Lazio Angelo Fabiani, stando a quanto riporta il Corriere della Sera, è stato fotografato all’ingresso della stazione dei Carabinieri di Trastevere. Alla domanda sul motivo per cui si stesse recando dalle forze dell’ordine, Fabiani ha replicato: «Di solito quando si viene qui ci sono due motivi: o perché si viene convocati, o perché si viene a sporgere denuncia, che è il mio caso». Incalzato ancora, se il blitz fosse legato a motivi personali o alla Lazio, ha aggiunto: «Non sono qui per motivi personali». È tornato alla mente allora quanto lo stesso d.s. aveva dichiarato a Formello venerdì, sulle presunte intromissioni nella trattativa Taylor: «Presenterò una denuncia presso la Repubblica e la Figc per alcuni fatti strani. C’è stato qualcosa di molto grave. È ora di farla finita, io non sono ricattabile». Si attendono sviluppi.

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Lazio ai ferri corti, clima da “tutti contro tutti”. E anche Romagnoli ai saluti

La prima pagina de Il Tempo parla chiaro: in casa Lazio è in atto un vero e proprio processo interno. I risultati mediocri, una classifica che non decolla e un ambiente sempre più ostile hanno trasformato la stagione in un calvario. La sensazione diffusa è quella di un ridimensionamento strutturale, figlio di scelte societarie che hanno progressivamente abbassato l’asticella delle ambizioni.

Il rapporto tra Maurizio Sarri e ClaudioLotito è ormai ai minimi storici. L’allenatore si sente lasciato solo, costretto a lavorare senza investimenti e con una rosa incompleta. Dall’altra parte, il presidente difende una linea di rigore economico che però non trova riscontro sul campo. Il risultato è un clima da “tutti contro tutti” che pesa sulla squadra e sull’umore della piazza.

Mercato, Romagnoli verso l’addio

Emblematica la situazione di AlessioRomagnoli, sempre più vicino alla cessione. Il centrale è corteggiato dall’Al-Sadd, pronto a investire circa 8 milioni. La sua partenza sarebbe l’ennesimo segnale di una Lazio costretta a vendere i pezzi migliori per fare cassa, aggravando le difficoltà tecniche.

Tifosi, sponsor e prospettive

La contestazione dei tifosi non si placa, mentre l’assenza di sponsor e le continue tensioni istituzionali alimentano il malcontento. Il progetto appare fermo, senza una visione chiara per il futuro. Con Sarri sempre più distante e una rosa in bilico, il rischio è quello di una stagione grigia, lontana dalle ambizioni europee che avevano accompagnato il recente passato biancoceleste.

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Lazio, il Ratkov ‘non conosciuto’ poi titolare: provocazione di Sarri verso la società?

Maurizio Sarri è chiaro che non abbia gradito l’operato della società biancoceleste in questo mercato di riparazione. Le sue parole nel dopo Lazio vs Como 0-3: “L’importante è che non mi si tiri dentro nelle scelte, che non si dica che un giocatore l’ho voluto io” hanno fatto molto discutere ed aggiunto veleni al rapporto.

Secondo quanto riportato dal Messaggero, la società ha il dubbio che Maurizio Sarri abbia schierato Petar Ratkov dal primo minuto in segno di contestazione e provocazione. Il tecnico toscano, infatti, aveva dichiarato di non conoscere il ragazzo fino a due settimane fa. Non una bella figura per la dirigenza che infatti non aveva apprezzato le dichiarazioni. Un chiaro segnale di Sarri però che avrebbe voluto dei rinforzi diversi da un giocatore sconosciuto che giocava nella Serie A austriaca.

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Lazio, convivenza forzata fino a giugno (forse): con Sarri è già finita

Il rapporto tra Sarri, Lotito e Fabiani è ormai logoro e finito. Un rapporto ai minimi storici, minato quasi a livello personale e senza prospettive future. Il tecnico toscano ha capito che non doveva tornare a queste condizioni.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, il rapporto a tre tra Sarri, Lotito e Fabiani è ormai agli sgoccioli. Si tratta di una convivenza forzata che, salvo scossoni, arriverà fino a giugno per poi dirsi addio. Il tecnico toscano ha capito che non doveva tornare e soprattutto non doveva accettare queste condizioni. Ha compreso l’errore, forse troppo tardi, anche se in ogni caso non si sente principale responsabile di questa situazione. Vuole mettere la dirigenza davanti le sue responsabilità.

Sarri non sembra minimamente intenzionato a rassegnare le dimissioni. Mau è convinto che la società voglia spingerlo all’addio, forzando la rottura, ma da parte sua non ci sarà alcun passo indietro. Lotito e Fabiani, da come stanno lavorando, sembra che stiano programmando la prossima stagione per un altro allenatore.

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Lazio, il punto sulle uscite: da Dele-Bashiru a Tavares, le ultime

La Lazio lavora su altre uscite: la situazione.

La Lazio sembra pensare più alle uscite che alle entrate. Come riporta il Corriere dello Sport, in uscita resta Tavares. Ha detto no al Besiktas, ci sono voci sul Como. Aveva accettato l’offerta dell’Al-Itthiad. Occhio a Dele-Bashiru, ha ricevuto una proposta del Trabzonspor. Non è convinto del ritorno in Turchia. Valuterebbe offerte dalla Premier, c’erano state tracce che portavano al Nottingham Forest.

Occhio, si legge, anche a Lazzari. In estate si era fatto avanti il Sassuolo, era disposto a prenderlo in prestito con diritto di riscatto pagandogli l’ingaggio. La Lazio non l’ha potuto cedere, c’era il blocco. Il mercato chiuderà il 2 febbraio e può succedere ancora tanto. Nel bene e nel male.

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Lazio, Sarri aspetta ancora il sostituto di Guendouzi: Lotito vuole prima vendere

Manca il sostituto del francese ma il club vuole cedere ancora.

Priorità alle cessioni in casa Lazio. Se partisse anche Romagnoli, sarebbe il terzo big della rosa ad andarsene in questa sessione di mercato. Eppure, riporta il Corriere dello Sport, Sarri aspetta la mezzala al posto di Guendouzi, non numericamente, tecnicamente.

Taylor, si legge, doveva essere uno in più col francese in squadra. Non ha le stesse caratteristiche. Toth è stato presentato ieri dal Bournemouth. Tiago Pinto lo ha presentato così: «Sono davvero felice di portare un talento così giovane come Alex nel club e non vedo l’ora di lavorare con lui. Proviene da un club abituato a competere ai massimi livelli in Ungheria, ma anche in Europa, quindi siamo entusiasti di ciò che potrà apportare al Bournemouth, continuando a crescere sotto la guida di Andoni». Fabbian è della Fiorentina. Timber ha scelto l’Olympique Marsiglia.

La Lazio, conclude il quotidiano, sta valutando altre opzioni all’estero. Lotito vorrebbe vendere Belahyane prima di centrare il terzo acquisto, lo valuta 10 milioni. Intanto continuano i rumors su Giovane del Verona, operazione che includerebbe Belahyane, pronto a tornare all’Hellas. Ancora nessuna conferma. In avanti la Lazio tiene sempre nascosta la pista che porterebbe ad un baby d’oro, un centravanti. Non è Rayan del Vasco da Gama, forse solo una copertura.

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Lazio, dilemma regista contro il Lecce: dubbi su Rovella dal 1′

Out Cataldi per squalifica, Sarri deve nuovamente ridisegnare il centrocampo.

Il tecnico biancoceleste studia le mosse in vista della trasferta di Lecce in programma sabato. Come evidenza il Corriere dello Sport, il dilemma principale del tecnico riguarda la scelta del regista. Rovella ha due spezzoni di gara nelle gambe dopo tre mesi e mezzo di stop, fino alla rifinitura verranno calcolati i rischi di un suo utilizzo dal primo minuto. Avrebbe senso spremerlo prematuramente nel pieno della fase di riatletizzazione? L’interrogativo resta in piedi e nel frattempo si valutano gli altri nomi per il posto davanti alla difesa, il più delicato in mediana. Ogni candidatura porta con sé pericoli dal punto di vista tattico o fisico.

Il neoacquisto Taylor finora è stato impiegato da mezzala, a volte nell’Ajax ha occupato la posizione da vertice basso. Un’altra cosa è farlo in Serie A, appena arrivato. Anche le altre soluzioni, però, non convincono troppo. In stagione Basic l’ha fatto a gara in corso quando si sono accumulati i forfait a centrocampo. Vecino ha rappresentato un’alternativa utile nel primo triennio in biancoceleste del Comandante, ma ora sembra una storia (e una forma) diversa.

Il croato e l’uruguaiano, non convocati per problemi fisici lunedì sera, ieri, si legge, sono tornati in gruppo per la seduta di scarico. Tra le opzioni ci sarebbe Belahyane, impostato da intermedio da Sarri fin dalla preparazione estiva. Qualche segnale è arrivato dal monday night, è stato uno dei pochi a non sfigurare con il Como. La lista dei centrocampisti è completata da Dele-Bashiru, tornato a disposizione dopo la Coppa d’Africa con la Nigeria (terzo posto). Lunedì sera ha trovato posto in panchina entrando nel finale di gara.

In quattro giorni, conclude il quotidiano, Sarri deve scegliere e assortire il centrocampo a causa dello stop forzato di Cataldi, titolare negli ultimi 8 turni di campionato. Dalla decisione sul regista dipenderanno le altre due mosse per comporre il terzetto. È un ballottaggio allargato in cui entrano tutti in gioco.