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Lazio, faccia a faccia Lotito-squadra: irritazione reciproca e possibile ritiro

Aria irrespirabile dalle parti di Formello. Il presidente Lotito è furioso con la squadra, per il risultato rimediato contro il Como. La squadra è irritata con lui, per il mercato che sta facendo. Sarri, da parte sua, prova a mediare ma difficilmente sarà sereno, in un momento come questo. Il presidente della Lazio ha tenuto un faccia a faccia con la squadra, giovedì pomeriggio, quando si è recato a Formello per incontrare Romagnoli e tentare di convincerlo a restare. Nel frangente ha anche ventilato l’ipotesi minacciosa di ritiro.

Già dopo il ko contro il Como, Claudio Lotito era stato chiaro, dicendo: “Fuori chi non ha voglia di restare!” Nella giornata di giovedì pomeriggio, poi, quando ha visitato la squadra a Formello per incontrare Romagnoli e chiarire la sua posizione, ha ribadito lo stesso concetto, di fronte ai calciatori.

Il discorso è stato diretto principalmente a chi non ha voglia di andare prossimamente in ritiro, possibilità che diverrà ancora più verosimile se la squadra continuasse a non ottenere risultati positivi. Lotito fa la voce grossa ma il problema ora, è anche l’ambiente che lui ha creato. Lo smantellamento sta facendo esplodere il dissenso e ha creato mugugni dentro lo spogliatoio. L’aria, come sottolinea Il Messaggero, è irrespirabile, e c’è il disorientamento più totale. Numerosi giocatori starebbero cercando possibili vie di fuga. Sarri, intanto, sta provando a motivare i reduci, ma senza più nemmeno Romagnoli, rischia davvero di crollare tutto.

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Lazio, quanti dubbi per Sarri alla vigilia della trasferta di Lecce

Da capire se Romagnoli partirà con i compagni o meno.

Rebus doppio per Sarri in vista di Lecce. Tra mille complicazioni, sottolinea il Corriere dello Sport, deve decidere centrocampo e attacco, va reinventata soprattutto la linea mediana viste le modifiche forzate (e non) che hanno coinvolto il reparto. Ormai da due partite senza Guendouzi, ceduto al Fenerbahce.
Adesso anche privo di Cataldi, fermato per un turno dal giudice sportivo per il giallo rimediato con il Como (era diffidato). E per Basic, dopo un provino con il pallone, si è preferito aspettare la gara con il Genoa.

La squadra si è allenata ieri pomeriggio, stamattina svolgerà la rifinitura che precederà la partenza per Lecce. Rovella, si legge, prova a convincere Sarri con soli due spezzoni nelle gambe dopo 3 mesi e mezzo di stop per la pubalgia (con tanto di operazione chirurgica). Se non verranno corsi rischi e non toccherà a lui, da vertice basso allora si muoverà uno tra Taylor (l’ha fatto con l’Ajax), Belahyane (finora poco considerato dal tecnico) e Vecino, che però ha saltato il confronto con il Como a causa di un aff aticamento muscolare. Le titubanze sono allargate, solo il neoacquisto è sicuro del posto, ma non della posizione in cui verrà schierato. Cerca spazio almeno in corsa Dele-Bashiru, utilizzato nel fi ale di lunedì appena rientrato dalla Coppa d’Africa.


Sono tecnici e tattici gli interrogativi in attacco, conclude il quotidiano. Zaccagni a sinistra, sul capitano non ci sono dubbi. I ballottaggi riguardano la fascia destra e la maglia al centro del tridente. Potrebbe toccare di nuovo a Ratkov e non a Noslin: la prova del serbo con il Como è stata ingiudicabile, non gli è arrivato mezzo pallone al debutto all’Olimpico. Mosse da definire oggi. A destra il solito duello tra Cancellieri e Isaksen, nelle ultime settimane è stata una gara a chi ha deluso di più. La difesa subirà la modifica dettata dal mercato, con Provstgaard che affiancherà Gila al centro della linea. Sulle fasce verso la conferma Marusic e Pellegrini, anche da loro ci si aspetta di più rispetto al disastro con il Como

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Lazio, dopo Romagnoli: offerto Ranieri, piace Leite. Stallo a centrocampo

Passano i giorni e la Lazio deve ancora risolvere diverse situazioni riguardanti il mercato.

Partenze illustri e nuovi acquisti ancora da scoprire; inoltre tante situazioni da chiarire in casa Lazio. L’addio di Romagnoli, riporta Il Messaggero, apre un’altra falda. Il direttore Fabiani il nuovo difensore lo vuole mancino e aveva visionato Kike Salas del Siviglia. Ci sono anche Diogo Leite (Union Berlino) ed è stato proposto dall’agente Luca Ranieri della Fiorentina. Da tenere in considerazione Danilho Doekhi, sempre dei tedeschi, anche se il suo piede preferito è l’altro. Così come il compagno di squadra è in scadenza di contratto a giugno e potrebbe essere l’occasione: in questi casi con un indennizzo si chiude.

La partita di domani, si legge, potrebbe diventare buona per parlare di Gaspar proprio col Lecce: un tentativo verrà fatto.
Servirebbe un erede di Guendouzi. Ma in mezzo al campo è tutto bloccato perché Mendoza costa troppo (20 milioni). Lo svecchiamento-ridimensionamento della rosa potrebbe continuare con un Mister X – non solo per la prima linea ma pure per la mediana – che dal Brasile sostenevano potesse essere Andres Gomez, ieri
acquistato a titolo definito dal Vasco da Gama. Impossibile.


Questione portiere: l’addio di Mandas costringe a trovare un
dodicesimo. Per Leali, conclude il quotidiano, l’unica formula è il prestito e il preferito, Bento è bloccato dall’Al-Nassr. Il preferito era Stankovic del Venezia (ma costa troppo) davanti a Klinsmann del Cesena, ma ieri ha preso quota Motta della Reggiana e l’affare (la Juve vanta il 50%) può essere chiuso già oggi in giornata.

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Lazio, anche Isaksen in bilico: confronto con l’agente. Piace il colombiano Gómez

Ultima settimana di mercato e ancora diverse situazioni da chiarire in casa Lazio.

Possono ancora essere molte le partenze in questa sessione,
dipende solo dal tenore dell’offerta. Mercoledì, riporta il Corriere dello Sport, il procuratore di Gustav Isaksen è stato a Formello per un confronto diretto con il club, un incontro esplorativo ma tutt’altro che banale. Sul tavolo il destino dell’esterno danese, che dopo una stagione vissuta a strappi non è riuscito a imporsi come titolare fisso e ora si ritrova sul filo, in attesa di capire se e quando arriveranno proposte concrete.

La linea della società, si legge, è chiara: nessuno è più intoccabile. Il suo entourage si sta muovendo soprattutto all’estero, dove il profilo dell’ex Midtjylland continua ad avere mercato. La Lazio osserva, ascolta e nel frattempo pianifica: un’eventuale uscita aprirebbe immediatamente lo spazio per un nuovo innesto offensivo, come sempre di prospettiva. In tal senso l’idea è quella di andare a caccia di un baby attaccante (la priorità), ma senza escludere alcuna pista.

Tra i nomi emersi nelle ultime ore, conclude il quotidiano, c’è quello di Andrés Gómez, colombiano classe 2002 di proprietà del Rennes, attualmente in prestito al Vasco da Gama.

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Lazio, squadra-Sarri-tifosi: scontro trasversale, il momento più difficile per Lotito

È uno dei momenti più delicati della gestione di Claudio Lotito alla guida della Lazio. Il presidente ha dato il via libera alla cessione di AlessioRomagnoli, ma la scelta non è condivisa da Maurizio Sarri, che vorrebbe il difensore in campo a Lecce. Una frattura interna che si somma alla crescente protesta della tifoseria.

Romagnoli è deciso a lasciare Formello. Il centrale, determinato a trasferirsi all’Al-Sadd di Roberto Mancini, non ha cambiato posizione nemmeno dopo l’ultimo colloquio con la dirigenza. Lotito ha provato una ricucitura tardiva legata al rinnovo, ma la risposta è stata negativa. Il capitolo è considerato chiuso, con il giocatore pronto a salutare dopo Lecce.

Sarri, alle prese con una trasferta complicata e una rosa ridotta, deve gestire un’emergenza totale. Tra infortuni e clima teso, il tecnico avrebbe voluto Romagnoli titolare per evitare ulteriori problemi difensivi. La scelta societaria, però, va in direzione opposta e accentua le difficoltà sul campo.

La frattura con i tifosi è ormai evidente. La curva Nord ha invitato a non acquistare biglietti per la gara con il Genoa, annunciando la prosecuzione della contestazione. La società ha condannato l’iniziativa definendola inaccettabile, ma il malcontento cresce, alimentato da una gestione percepita come distante.

Il rapporto tra Lotito, squadra e tifoseria vive una fase critica. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Lazio riuscirà a ritrovare stabilità o se lo scontro lascerà segni profondi sul futuro del club. La Repubblica.

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Lazio, ennesimo sold out dei tifosi: settore ospiti di Lecce esaurito

Subito terminati i 350 tagliandi messi a disposizione.

Se per le gare in casa, allo stadio Olimpico, si valutano
scioperi in contestazione nei confronti della società, per quelle in trasferta non ci sono assolutamente deroghe tra i tifosi della Lazio, che, come riporta il Corriere dello Sport, hanno firmato l’ennesimo sold out stagionale. Sono andati subito esauriti i 350 biglietti messi a disposizione per domani nel settore ospiti del Via del Mare di Lecce. Poche unità, che hanno spinto i sostenitori biancocelesti ad acquistare altri ticket in zone differenti dello stadio.

Un’anomalia, conclude il quotidiano, che ha portato l’autorità di pubblica sicurezza a interrompere la vendita online per questo incontro, lasciando aperta solamente la possibilità di acquistare i tagliandi nei punti fisici, così da avere un maggiore controllo della situazione ed evitare che questa potesse degenerare.

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Lazio, sotto quota 30 come nella stagione 2013-2014: si chiuse col peggior piazzamento degli ultimi 15 anni

7 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte: questo il bilancio attuale dei biancocelesti.

La Lazio ha raccolto appena 28 nelle prime 21 gare di campionato, con un bilancio, evidenzia il Corriere dello Sport, perfettamente
simmetrico di 7 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte. Una media che fotografa una squadra incapace di accelerare, bloccata in una pericolosa terra di mezzo.

Per ritrovare i biancocelesti sotto quota 30 a questo punto della stagione, si legge, bisogna tornare indietro fino al 2013-2014, annata chiusa poi al nono posto, in assoluto il peggior piazzamento degli ultimi 15 anni. In panchina in quel torneo si alternarono Vladimir Petkovic ed Edoardo Reja, e anche allora il ruolino era identico a questo stesso punto del torneo: 7 vittorie, 7 pareggi, 7 sconfitte. Quella stagione, conclude il quotidiano, segnò l’inizio di una fase di
ridimensionamento e portò l’anno successivo a un terzo posto in classifica sotto la guida di Pioli

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Lazio, “un supermarket senza ambizione. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione…”

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Stefano Chioffi ha tracciato un ritratto impietoso di ciò che è diventata ora la Lazio:

“C’è un difetto di sostanza e coerenza nella Lazio, diventata un supermarket e privata del diritto più elementare: l’ambizione. Gennaio ha costretto Lotito a scoprire le carte. La politica delle plusvalenze e del player trading viene raccontata in modo elegante come progettualità, ma il presente restituisce un’immagine diversa. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione. La forbice governa tutto: salary cap, qualità e investimenti. La squadra è stata smontata: dopo Guendouzi e Castellanos rischiano di andare via anche Romagnoli, Tavares e Mandas. Taylor e Ratkov arrivano in un gruppo impoverito. Manca una visione sportiva: non si costruisce, si tenta di mantenere l’equilibrio. Il presidente, all’inizio di luglio, parlava di un mercato bloccato per un errore amministrativo, ma sottolineava i conti perfetti. Ora l’unica realtà è che nella Lazio tutti hanno un prezzo. Si gioca con il fuoco, si imitano modelli lontani – come l’Ajax – senza averne struttura e vivaio. A Formello non si sogna: si pesa e si riduce.

[…]  I giocatori più bravi sono in fuga. Talenti come Timber e Toth rifiutano l’offerta: l’olandese firma per il Marsiglia, l’ungherese per il Bournemouth. Trentamila tifosi si sono abbonati in estate convinti che a gennaio la Lazio sarebbe stata rinforzata. Dietro la maschera di una gestione virtuosa, però, c’è una squadra spogliata. Ora si dice che il ritorno in Europa rappresenta un obiettivo graduale: teorema fumoso per giustificare il nono posto in classifica e il vuoto attuale. Ma il calcio non ragiona per formule. Nella sfida con il Como la differenza è stata più brutale dello 0-3. Strategie opposte: una proprietà che investe e coinvolge Fabregas, contro una dirigenza piatta, dove il budget delle parole ha trasformato la Lazio, seconda nel 2023 con 74 punti, in una realtà periferica del campionato. Il problema non è un ciclo che fatica a riaprirsi, ma un livello che si abbassa. Sarri resta il volto più esposto di scelte che non gli appartengono. Lotito accentra e decide. Il risultato è una società sempre meno competitiva, dove l’unica coscienza critica nasce dalla libertà intellettuale di un allenatore che rifiuta la mediocrità. Aveva in mente un’altra Lazio: Raspadori, Loftus-Cheek, le conferme di Guendouzi, Romagnoli e Gila. Un’occasione bruciata, perché la sua storia e la sua competenza valgono più dello scouting con gli algoritmi”.

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Lazio, ora anche la difesa è in crisi: Sarri resta con due centrali, tocca a Provstgaard

A quella a centrocampo, ora per Sarri si aggiunge anche l’emergenza in difesa. Il tecnico toscano resta con appena due centrali, Gila e Provstgaard, e contro il Lecce è stato già dato il preallarme al danese.

Solo due centrali di difesa, niente più. Come scrive il CDS, Romagnoli non ci sarà, già con il Como era affaticato e ora non vuole rischiare prossimo della sua partenza per il Qatar, Patric è infortunato e sul taccuino di Sarri rimangono solo Gila e Provstgaard. Piove sul bagnato, al centrocampo in affanno ora si aggiunge anche la difesa, che infatti inizia a scricchiolare. Nelle ultime 4 partite sono arrivati 7 gol al passivo, più di un terzo delle reti complessivamente incassate fino a questo momento.

Su 19 gol subiti in 21 giornate, ben il 36,8% è concentrato in poco più di tre settimane. Alle ultime 3 con il Como vanno aggiunte le 2 con la Fiorentina e le altre 2 con il Napoli. La Lazio ha chiuso il 2025 da seconda miglior difesa della Serie A, solida, compatta, capace di vincere anche di misura e di mascherare limiti offensivi con l’equilibrio. Oggi quella certezza non c’è più.

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Lazio, Mandas vicino al Bournemouth: tre nomi per individuare il vice-Provedel

Il portiere potrebbe lasciare Formello a gennaio: i possibili sostituti.

La Lazio deve lavorare anche sul secondo portiere: Christos Mandas è sempre più vicino al Bournemouth. L’accordo c’è, si lavora sulla formula dell’operazione. I capitolini quindi si guardano intorno e, stando a quanto riporta Gianluca Di Marzio, in lista ci sono tre nomi, tutti provenienti dalla Serie B.

Tra i nomi valutati, si legge, figurano Palmisani del Frosinone, Klinsmann del Cesena e Stankovic del Venezia. Il primo, classe 2004, ha collezionato 20 presenze in questa stagione con i gialloblù. Stankovic, già visto in Serie A, sta disputando una buona stagione in maglia Venezia.