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Lazio, Madini se la gioca: scommessa di qualità nelle mani di Sarri

Daniel Maldini è pronto a iniziare la sua nuova avventura con la Lazio. Il centrocampista offensivo è arrivato nella capitale nella serata di ieri e oggi svolgerà le visite mediche prima della firma sul contratto. Un’operazione fortemente voluta dalla dirigenza biancoceleste, che vede nel classe 2001 un profilo ideale per rinforzare la rosa con qualità, duttilità e margini di crescita importanti.

Maurizio Sarri ha dato il suo via libera all’operazione, convinto di poter valorizzare Maldini nel suo sistema di gioco. Il tecnico apprezza la capacità del giocatore di muoversi tra le linee, legare il centrocampo all’attacco e garantire soluzioni diverse sulla trequarti. Per Maldini si tratta di una grande occasione: la Lazio rappresenta il contesto giusto per consacrarsi definitivamente in Serie A.

Formula e prospettive

L’accordo prevede un investimento complessivo significativo, con riscatto fissato a 14 milioni di euro che scatterebbe in caso di qualificazione europea. Un segnale chiaro della fiducia del club nel progetto tecnico e nel valore del calciatore. Maldini arriva con l’obiettivo di ritagliarsi spazio, crescere e dimostrare continuità, dopo stagioni altalenanti ma ricche di spunti.

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Lazio, i numeri sono quelli di Ballardini: Lotito ha solo due strade per il bene del club

Urge un cambio di rotta: il caos in casa Lazio è evidente.

Tra campo e faccende extra. La Lazio tutta è anche protagonista di faccende extra campo, con il futuro in bilico di diversi protagonisti. Intanto, come evidenzia Il Messaggero, l’ undicesima porta inviolata di Lecce conferma come la difesa sia l’ultima forma di resilienza di questa Lazio. Non è scontato che il dato rimanga tale senza il pilastro di Anzio. Anzi, giorni fa Mau aveva già paventato a Lotito il rischio di sprofondare nei bassi fondi, smontando il muro difensivo senza un centrocampo robusto.

Sabato sera ha espresso pubblicamente lo stesso concetto: «Spero in una salvezza serena a fine campionato». Sembra una provocazione a +12 punti dal terzultimo posto, ma c’è uno spauracchio del passato. In effetti, si legge, era dalla stagione 2009/10 che la Lazio non stava sotto quota 30 punti (ora sono 29) dopo ventidue giornate di campionato. Allora venne esonerato Ballardini, chiamato Reja, e furono presi i rinforzi giusti a gennaio. Così i biancocelesti si rialzarono pian piano sino al dodicesimo posto. Ora resta una settimana alla fine del mercato d’inverno. C’è urgente bisogno di una scossa di Lotito.


Il patron, conclude il quotidiano, ha salvato il bilancio (quasi 90 milioni di plusvalenze se alla fine partirà Romagnoli, oltre Mandas al Bournemouth), ed era necessario, anche se non vuole mai ammetterlo nemmeno a se stesso. Ma ora va fermato il fuggi fuggi da Formello. Se il presidente attribuisce le responsabilità a Sarri (e in qualche caso esistono, vedi Castellanos, ma «in qualsiasi squadra di 0 elementi ci sono scontenti perché giocano meno», l’ammissione del tecnico), allora deve licenziarlo, senza pensare al portafoglio. Se invece – come scrive nell’ultimo comunicato – vuole salvarsi insieme al Comandante, deve ridargli subito gli strumenti per farlo e non aspettare le sue dimissioni (che non arriveranno prima di giugno). Deve finire questa sfida pericolosa, senza esclusione di colpi, affinché uno faccia il primo passo avanti o indietro. Rischia di rimetterci solo la Lazio, lo spogliatoio è disorientato: «Si respira un’aria strana, le cose non funzionano bene perché non abbiamo la testa libera», la confessione di Marusic in Salento.

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Lazio, profonda frattura: Sarri-squadra-tifosi, Lotito ha tutti contro

In casa Lazio esplode una frattura profonda. Le parole di Maurizio Sarrihanno acceso una miccia che ora sembra difficile da spegnere: critiche dirette alla gestione societaria, squadra disorientata e tifosi sempre più infuriati. Il clima è diventato pesante, con Formello che vive giorni di forte tensione e una sensazione di isolamento che attraversa l’intero ambiente biancoceleste.

Nel tentativo di arginare il caos, il club ha diffuso un comunicato chiaro: Alessio Romagnoli non è sul mercato e resta alla Lazio. Una presa di posizione netta, pensata per dare stabilità, ma che non ha chiuso definitivamente il caso. Il difensore, infatti, avrebbe ribadito la volontà di valutare un addio, lasciando aperti tutti gli scenari in vista delle prossime settimane.

Sarri e la linea dura

Sarri non arretra. Le sue parole, definite precise e dirette, hanno colpito il presidente Lotito e reso ancora più evidente la distanza tra area tecnica e società. Il tecnico chiede chiarezza, ambizione e scelte coerenti, soprattutto dopo un mercato giudicato insufficiente per sostenere gli obiettivi stagionali. La squadra, intanto, appare smarrita e fatica a ritrovare compattezza.

Tifosi e futuro incerto

I tifosi si schierano apertamente contro Lotito, invocando un cambio di rotta e maggiore rispetto per allenatore e giocatori. Il rischio è che la stagione possa essere compromessa da uno scontro interno che va oltre il campo. La Lazio si trova ora davanti a un bivio: ricucire o andare incontro a una rottura che avrebbe conseguenze pesanti sul futuro. Il Tempo.

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Lazio, Gila verso il Milan a fine stagione. Gigot torna a Roma, Rovella da valutare

Lo spagnolo saluterà a fine stagione: le ultime sul centrle biancoceleste.

Da verificare le condizioni di Mario Gila, uscito ancora una volta dal campo a Lecce per problemi allo stomaco. As rilancia la prossima destinazione dello spagnolo: Lazio e Milan starebbero trattando per trovare l’intesa sul trasferimento a giugno sulla base di 20 milioni (al Real spetta il 50%) e sarebbe un affare alla luce della scadenza l’anno successivo.

Nel frattempo, riporta Il Messaggero, Gigot è tornato nella Capitale per completare la riatletizzazione dopo l’intervento alla caviglia di settembre scorso: potrebbe essere un indizio per il reinserimento in organico. Patric è alle prese con uno stiramento. Da valutare anche Rovella, rimasto a Roma per un affaticamento, dovuto ai carichi di lavoro dopo il lungo stop. Chissà se riuscirà a esserci venerdì sera contro il Genoa all’Olimpico.

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Lazio, “manca ancora il sostituto di Guendouzi”: offerta per Iroegbunam respinta

Serve un innesto a centrocampo, o almeno questa è la priorità: la situazione.

Ancora pochi giorni di mercato e diverse situazioni da chiarire. Come riporta il Corriere dello Sport, tutti gli sforzi ora tornano sulla mezzala mancante con un occhio all’attacco. Non si escludono altre cessioni, può partire uno tra Cancellieri, Isaksen e Noslin. Sempre che non arrivino offerte dalla Premier per Dia, è stato proposto ad alcuni club.

«Qualcosa serve, Guendouzi non è stato sostituito», il graffio di Sarri. La Lazio ha trattato Tim Iroegbunam dell’Everton, ha presentato un’offerta, subito respinta. Irrealizzabile il sì del club che è di proprietà dei Friedkin. Il diesse Fabiani, si legge, ha altri profili all’estero, il tempo inizia a stringere. Il mercato chiuderà tra una settimana. A centrocampo serve un colpo, l’arrivo di Taylor non basta, doveva essere uno in più da aggiungere a Guendouzi, non il sostituto.

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Lazio, Romagnoli e il braccio di ferro con Lotito: il difensore confida nell’aiuto di Sarri

Sembrava tutto fatto per il trasferimento di Romagnoli, poi il comunicato di ieri diramanto dalla Lazio h frenato la cessione.

Ad un passo dall’addio, poi il comunicato: “La S.S. Lazio ribadisce che Alessio Romagnoli non è mai stato inserito sul mercato e comunica che il difensore rimarrà un giocatore biancoceleste”. Stando a quanto riporta Il Messaggero, Romagnoli sarebbe parecchio irritato dalla situazione, ma è pronto a usare la diplomazia. Oggi tornerà a chiedere l’aiuto di Sarri per essere liberato. Alessio ha ricordato al tecnico quando Lotito provò a fermare le sue dimissioni a marzo 2024 e spera che l’allenatore gli venga incontro. Romagnoli andrà in scadenza nel 2027 e, senza una soluzione, non potrà che rispettare il contratto. Il braccio di ferro tra le due parti continuerà nelle prossime ore e la speranza del centrale è che si trovi una soluzione nel minor tempo possibile, così da non perdere l’occasione di andare al servizio di Roberto Mancini.

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Lazio, continuano i problemi in attacco: senza gol in 11 gare su 22. Noslin potrebbe andare da Baroni

Se la difesa dà buone risposte, davanti si deve migliorare sicuramente: i numeri.

Il problema con il gol persiste. Da quando è andato via Ciro Immobile, sottolinea Il Messaggero, la società non ne ha trovato uno in grado di trovare la porta avversaria con regolarità. Quello che in poche parole ti permette di portare a casa punti anche immeritati ma pesantissimi con un pallone sporco che passa lì per caso dentro i sedici metri.

I numeri di questa stagione, si legge, timbrano come meglio non potrebbero questo fatto: undici gare su ventidue – quindi il 50% – senza segnare; prima Castellanos, poi Noslin, a seguire Dia e infine Ratkov (quello con meno colpe) che come bottino hanno cinque reti. Anche gli esterni non aiutano: Zaccagni e Cancellieri hanno esultato solamente tre volte (rimangono i migliori marcatori stagionali) e Isaksen due. Ora basta, eccezion fatta per Ratkov e il capitano, sono tutti sul mercato. In particolare, può uscire Noslin e raggiungere l’estimatore Baroni a Torino.

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“Quando la permanenza al comando diventa più importante del valore di ciò che si comanda”

Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni nel suo editoriale di questa mattina tra le pagine del quotidiano si sofferma sullaLazio all’indomani dal deludente pari a reti bianche di Lecce parlando della gestione di Claudio Lotito

“Non un crollo improvviso, ma un progressivo svuotamento: dei migliori giocatori, delle ambizioni. Dei sogni. Una lenta erosione giustificata con termini quali sostenibilità, prudenza e equilibrio finanziario che smettono tuttavia di essere virtù quando diventano rinuncia sistematica. 

La Lazio non è un bilancio da tenere in equilibrio diminuendone progressivamente le ambizioni. È una comunità sportiva e identitaria che vive di competitività, riconoscibilità, prestigio, slancio. Ridurla significa snaturarla, anche se i conti tornano.

Un grande club non muore quando perde una partita o un campione. Muore quando chi lo guida preferisce restarne proprietario e non garante. Quando la permanenza al comando diventa più importante del valore di ciò che si comanda. Nel Nerone di Petrolini Roma bruciava mentre l’imperatore suonava la lira. Qui non ci sono fiamme, ma qualcosa di più grave: una grande storia che viene consapevolmente ridotta, stagione dopo stagione”.

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Lazio, Romagnoli saluta i tifosi: «Sempre nel cuore». E Zaccagni: «Noi ed il mister soli»

Abbandonata in Salento e costretta a salvare il salvabile per non colare a picco. A Lecce la Lazio tiene lo 0-0 e nel finale chiede aiuto ai quattrocento tifosi del settore ospiti. Sotto allo spicchio occupato dai sostenitori biancocelesti al Via del Mare la squadra si lecca le ferite mentre Alessio Romagnoli saluta per l’ultima volta. Il numero 13, che ha l’accordo con l’Al-Sadd di Mancini per volare in Qatar, è stato il migliore in campo degli ospiti e poi si è emozionato nel donare la maglia della sua centoquarantacinquesima apparizione con l’aquila sul petto. Nell’allontanarsi, l’ex capitano del Milan ha tenuto le mani giunte in segno di ringraziamento e si è commosso. Mano sul cuore e inchino prima dell’addio, prima degli abbracci dei compagni. Contestualmente, il profilo social del club ha immortalato. Contestualmente, il profilo social del club ha immortalato alcuni scatti del saluto del difensore, che direttamente dallo spogliatoio ha commentato il post qualche minuto dopo: «Da sempre e per sempre nel mio cuore», ha scritto il centrale trentunenne.

Dopo i cori di dissenso verso la società, i tifosi hanno intonato per due minuti cori scroscianti per il tecnico Maurizio Sarri. Nel frattempo, capitan Mattia Zaccagni si è intrattenuto con i tifosi e ha rivolto un’esplicita richiesta di aiuto che non abbisogna di spiegazioni: «Noi e il mister siamo soli, stateci vicini e dateci una mano come potete». Né il presidente né il direttore sportivo hanno accompagnato la squadra in trasferta, dove era – invece – presente Emanuele Floridi, Responsabile della Strategia ed organizzazione della Comunicazione della Società dal maggio 2025. Il Messaggero

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Lazio, l’ultimo viaggio laziale: Romagnoli gioca e dice addio

È stata una decisione ponderata, maturata fino all’ultimo momento. Alessio Romagnoli ha dato l’ok alla convocazione per Lecce, scegliendo di esserci nonostante tutto. Una scelta di responsabilità e appartenenza, per aiutare Maurizio Sarri e i compagni in una fase complicata, con la difesa ridotta all’osso e poche alternative affidabili.

Una storia iniziata nel 2022

Arrivato nell’estate 2022 come scelta di fede e amore, Romagnoli ha costruito con la Lazio un legame profondo. 145 presenze, leadership silenziosa e centralità tattica nel sistema di Sarri. A Lecce potrebbe andare in scena l’ultimo capitolo di questa storia, prima di un addio che appare ormai segnato.

Emergenza difensiva e scelte obbligate

Il tecnico toscano si affida ancora una volta al suo centrale più esperto, pur sapendo che il futuro è altrove. L’emergenza difensiva impone soluzioni di necessità: Romagnolistringe i denti, consapevole che il momento richiede presenza e sacrificio più che prospettiva.

Mercato e successione aperta

Intanto la società lavora al dopo-Romagnoli. Provstgaard è pronto al grande salto, ma il tema è più ampio: la Lazio dovrà intervenire con decisione per non indebolire l’ossatura difensiva. La partita più lunga, per Alessio, è anche quella dell’eredità che lascia. Il Corriere dello Sport.