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Lazio, Guendouzi non è più incedibile: dalla Premier occhi puntati sul francese

Le prove del centrocampista convincono a metà: gli scenari per il futuro del classe ’99.

Centrocampo inedito per Sarri viste le defezioni: da settimane ormai la Lazio gioca con Guendouzi, Cataldi e Basic in mezzo al campo. Come evidenzia Il Messaggero, Guendo da potenziale certezza di una mediana improvvisata, s’è rivelato a sorpresa il più deludente. Senza Rovella, Dele-Bashiru e Vecino e con Belahyane ai margini, negli ultimi 2 mesi Sarri ha giocoforza optato per un centrocampo inedito confidando in un Guendouzi in versione trascinatore. Il meno brillante è fin qui proprio il classe ’99, ingolfato in un tunnel di nervosismo e prestazioni prive di smalto.

Il francese, si legge, è irriconoscibile anche per il ct Deschamps, che l’ha ignorato per la quarta volta di fila: l’ultima chance coi Bleus risale a marzo. Sarri non vede grossi cali di rendimento, ritiene le prestazioni del francese semplicemente meno valorizzate da una mediana mal assortita e mancante di un profilo d’alta qualità.

In estate, conclude il quotidiano, i sondaggi di Aston Villa e Sunderland, Guendouzi piace in Premier e può partire di fronte ad un’offerta da 25-30 milioni, ma Sarri darebbe il via libera solo dietro garanzia di un innesto di sicuro rendimento. Per lui Guendouzi non è cambiato, e alla ripresa i due festeggeranno insieme contro il Lecce, quando la Lazio diverrà nello stesso giorno la più allenata in carriera per il tecnico e la maglia più vestita dall’interditore.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, prime idee per il dopo Mandas: un altro Stankovic a Formello?

Un’idea romantica, suggestiva, forse non praticabile a gennaio ma a giugno si. La Lazio, come scritto da Il Messaggero, vorrebbe riportare a distanza di tanti anni un altro Stankovic a vestire la maglia biancoceleste: Filip. Il portiere ex Inter, attualmente a Venezia, è seguito molto da vicino dalla talent room laziale. Con Ivan Provedel intoccabile (Sarri spinge per il rinnovo) Mandas a gennaio andrà via. Il greco vuole andare a giocare e la Lazio è disposto a cederlo per 8-9 milioni di euro.

Stankovic è visto dalla Lazio come un profilo interessante non solo per l’immediato ma anche per il futuro. Il 23enne sta giocando a Venezia e difficilmente il club veneto vorrà privarsene già a gennaio. Il costo del cartellino, poi, non è particolarmente basso visto che il 50% della futura rivendita va nelle casse dell’Inter.

La trafila nelle giovanili dell’Inter, esordio in Serie A con il Venezia e un campionato di massima serie che lo ha visto protagonista in diverse partite, con avversari più forti de calibro di Dusan Vlahovic e la parata straordinaria su Frattesi. Stankovicaspetta la grande occasione, in famiglia la Lazio è un tema ricorrente e di cuore. Lotito e Fabiani studiano la strategia per portare il “portierino” alla corte di Sarri.

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Lazio, conti e mercato: il tempo delle risposte. E lo sponsor è ancora lontano…

Servono risposte concrete. La Lazio sarà libera di muoversi sul mercato a gennaio? E dal punto di vista societario ci saranno novità positive per l’ambiente? Claudio Lotito non ha ancora trovato il nuovo sponsor di cui parla da mesi mentre Angelo Fabiani non sa ancora se avrà le mani legate o meno. Maurizio Sarri fa buon viso a cattivo gioco, ma è chiaro che anche lui desidererebbe avere qualche certezza sul prossimo futuro.

Dopo settimane di dialettica e dichiarazioni vuote, la settimana di pausa per i turni delle nazionali di metà novembre rappresenta un momento nel quale il presidente della Lazio è chiamato a rispondere a due interlocutori importanti. Il primo – scrive Il Messaggero – è la Commissione per il controllo economico-finanziario delle società di Serie A, chiamata a restituire una nuova fotografia dei conti della Lazio al 30 settembre. Il secondo è l’allenatore, che deve pianificare una strategia a medio termine per il girone di ritorno e non può farlo finché non saprà se vi sarà la possibilità di innestare nuove forze in rosa.

Sul fronte sponsorizzazione, Lotito ha in mano un pugno di mosche. I contatti avviati con Aeroitalia non hanno portato ad alcun accordo e sembra piuttosto difficile che la trattativa sarà riaperta a breve. Dati i tempi stretti, è sempre più complicato trovare partner interessati a inserirsi subito e, più facilmente, se ne riparlerà nel 2026. Non è una buona notizia sul fronte mercato.

A quanto si vede oggi, il mercato di gennaio sarà a saldo zero, interamente basato sul principio del player trading, un metodo basato sullo scambio dei giocatori che consentirebbe alla società di chiudere cessioni finalizzate alla generazione di plusvalenze che darebbero respiro alle casse.

Due nomi dati certamente per partenti sono Noslin e Belahyane. Il primo è costato 16,789 milioni di euro, mentre il secondo 10,329. Sarri considera cedibili anche Tavares e Dele-Bashiru. Lo stesso destino potrebbe attendere Mandas, chiuso da Provedel. La società è disponibile a cederli tutti, ma potendo terrebbe Dele-Bashiru, dopo il reintegro in rosa che non è ancora avvenuto. Se il giocatore fosse tagliato, la società perderebbe una pedina di scambio.

Gli acquisti saranno possibili in prestito e dunque ci sarà la possibilità di aggiungere nuovi giocatori al gruppo. Sarri sarebbe molto contento di inserire Insigne, nome che resta caldissimo, poiché l’ex nazionale si è detto disposto ad attendere ancora e potrebbe arrivare a 0, dal momento che si è svincolato dal Toronto. Idealmente, poi, il tecnico vorrebbe un terzino, un centrocampista e un attaccante, nel caso in cui il Taty saluti. Il profilo preferito dal coach sarebbe un giocatore tipo Raspadori. In questi giorni, un vertice a tre Lotito-Sarri-Fabiani delineerà le strategie di mercato per gennaio.

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Lazio, distanza Sarri-società: comunicato diramato senza avvertire il tecnico. La reazione

Prima lo sfogo post gara poi il comunicato della Lazio: la reazione di Sarri.

Dopo Inter-Lazio, a domanda dei cronisti, Sarri ha risposto parlando dell’arbitraggio non all’altezza del match, sottolineando comunque che non ha minimamente inciso sul risultato. Tuttavia la società, attraverso un comunicato, ha pensato bene di tornare sulle parole del tecnico.

Siamo già alla resa dei conti, non solo del bilancio, ma anche del rapporto fra Sarri e la Lazio, scrive il Messaggero. L’allenatore non ha gradito il comunicato biancoceleste che ha ritrattato le sue parole sugli arbitri, di cui non è stato nemmeno avvertito.

LEGGI ANCHE: “A Sarri piace scherzare”: le scuse di Lotito e Fabiani agli arbitri durante la riunione Can

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Lazio, alla ricerca del Guendouzi perduto. E intanto Sarri lo difende

Manca il suo apporto: il francese appare meno protagonista di prima.

Un centrocampo inedito, che ad inizio estate nessuno aveva immaginato. Nell’ultima sfida, quella di Milano contro l”Inter, in mezzo al campo c’erano Guendouzi, Cataldi e Basic.

L’osservato speciale in quella zona ora è il francese, dal quale ci si aspetta sempre di più. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, c’era un ragazzo, alla Lazio, che correva dappertutto agitando al vento i suoi folti capelli e risolveva problemi. Che ci fosse da tamponare un avversario, rilanciare l’azione, aiutare un compagno in difficoltà, rincorrere (con successo) una palla persa, fare assist o gol. Quel ragazzo, che è poi Matteo Guendouzi, in biancoceleste c’è ancora, ma non è più lo stesso che aveva impressionato nelle prime due stagioni laziali.

Maurizio Sarri, nel dopopartita di San Siro, lo ha difeso: «È sempre lui, non l’ho trovato diverso da come l’avevo lasciato». Ma il tecnico a bene, visto che è uno dei giocatori con cui ha maggiore feeling, che il francese può dare molto di più. E sa pure che a una Lazio che in questa fase vive di poche certezze servirebbe come il pane il miglior Guendouzi. Lo ritroverà presto? È quanto il Comandante si augura. E non lascerà nulla di intentato per riuscirci.

Il problema, però, è entrare nella testa di Guendo. A livello fisico, si legge, sta benone, lo confermano i dati a disposizione dello staff tecnico relativi alle partite disputate e anche agli allenamenti. Sotto questo punto di vista è sempre lo stesso. È a livello di motivazioni che, probabilmente, qualcosa non va.

Il francese, conclude il quotidiano, non ha fatto mistero la scorsa estate di avere rinunciato a chiedere la cessione solo perché ritornava Sarri in panchina. In caso contrario lo avrebbe fatto. E non perché alla Lazio non si trovasse bene, ma perché non sopportava l’idea di non giocare le coppe europee. Per lui è una questione vitale Solo con la vetrina europea può avere visibilità internazionale e quindi essere seguito pure nel suo Paese. Sarà solo un caso, ma probabilmente non lo è, negli ultimi mesi Guendouzi ha perso la
nazionale francese e, forse, anche il treno che porta ai Mondiali.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito: “Pronti a comprare il Flaminio o al diritto di superficie. Svolta immediata”. Dalla Sovrintendenza…

La Lazio e la Roma vogliono uno stadio di proprietà e sarebbero all’ultima curva. Il presidente Lotito è in pressing sul comune per acquistare lo stadio Flaminio oppure per ottenere un diritto di superficie di 99 anni. Ecco il piano del patron biancoceleste per dare alla Lazio la sua nuova casa

Queste le parole del presidente Lotito raccolte e rilanciate dal Corriere dello Sport: “Siamo pronti a comprare il Flaminio oppure a ottenere un diritto di superficie per 99 anni, ho avuto l’ultima conversazione con Gualtieri giusto ieri. Sto continuando a sollecitare. Ci aspettiamo una svolta immediata”. Il patron biancoceleste, in un primo momento, aveva presentato uno studio di pre-fattibilità (dicembre 2024) e interessando due dipartimenti universitari, un architetto della famiglia Nervi e lo studio Archea.

Poi, la svolta. Sul solco di Inter e Milan, il presidente della Lazio ha virato sulla scelta di acquistare il Flaminio oppure ottenere un diritto di superficie, le due opzioni proposte dalla Lazio con un’ovvia preferenza per la prima, significherebbe poterlo patrimonializzare. “La Lazio ha già 300 milioni di patrimonio – ha sottolineato il presidente – e lo stadio ci farebbe diventare ancora di più un modello in Europa”. A causa di questo cambio di visione e strategia, il club non ha presentato il piano economico asseverato che l’assessore Onorato attendeva dopo l’estate.

Così facendo Lotito ha risparmiato diversi milioni di euro, la Sovrintendenza non si è ancora espressa eppure avrebbe già fornito delle rassicurazioni informali perché la Lazio non demolirebbe il vecchio stadio, bensì lo ingloberebbe in una sorta di teca, senza scavi né altri interventi invasivi, rispettando l’architettura di Nervi. Il tema che resta è quello dei vincoli su una struttura che oggi versa in condizioni di degrado. La Roma Nuoto, intanto, attende l’esito del ricorso al Tar.

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Lazio, Sarri vuole una mezzala sinistra: sogno Frattesi impossibile

In attesa di capire quali mosse si potranno fare a gennaio, Sarri ha le idee chiare.

Dopo il mercato bloccato in estate, Sarri aspetta chiarezza su ciò che si potrà fare a gennaio. Come riporta La Repubblica Sarri avrà carta bianca sulla lista Serie A: deciderà lui se inserire di nuovo Dele Bashiru, che oggi tornerà ad allenarsi in gruppo: chiaro che, se il centrocampista venisse utilizzato prima della partenza per la Coppa d’Africa, sarebbe meno complicato trovare acquirenti per lui a gennaio, visto che il nigeriano va considerato sul mercato, proprio come Noslin (ingaggio da 1,6 milioni, piace a Psv, Ajax, West Ham), Belahyane, Mandas – difficile incassare più di 10 milioni per il portiere – e Gigot.

Per gli acquisti, conclude il quotidiano, il Comandante chiede innesti di qualità, ecco perché insiste sullo svincolato Insigne. Oltre all’esterno, Sarri vuole una mezzala sinistra: il sogno è Frattesi, ma l’ingaggio da 3 milioni netti rende impossibile la missione. Concreta invece l’opzione Ilic, riserva nel Torino di Baroni (che peraltro lo vede regista, non interno). In difesa servirà un terzino sinistro, ma solo se dovesse essere ceduto uno tra Tavares e Pellegrini: il preferito è Martin, in scadenza con il Genoa, ma il club ligure è convinto che rinnoverà. A centrocampo si punta sul recupero di Rovella, che ha ripreso a correre senza problemi e tenterà di unirsi al gruppo negli ultimi giorni della prossima settimana. In attacco sarà necessario un centravanti in caso di cessione di Castellanos. Per i ruoli da rinforzare, si monitora soprattutto il mercato nordeuropeo, scandinavo in particolare, perché offre giocatori interessanti nel rapporto qualità-prezzo.

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Lazio, Isaksen continuità cercasi: nelle ultime quattro gare il riassunto del suo rendimento

Il danese a corrente alternata: serve il passo definitivo per abbandonare la discontinuità.

Il solito Isaksen: belle cose alternate ed errori. Come evidenzia il Corriere dello Sport, può rilassarsi nelle partite più semplici sulla carta, stracciando ogni previsione. Conclusioni violente o ficcanti a giro. Poi quelle morbide, quasi svogliate con la porta spalancata. Le ultime quattro gare sono il riassunto dell’intero Gustav: trascinante con la Juventus, spento nel turno infrasettimanale di Pisa, chirurgico con il Cagliari, infine dannoso a San Siro.

Con la Lazio, conclude il quotidiano, 93 gare e soltanto 10 reti. In questa stagione ha indirizzato il risultato con il Cagliari, non è riuscito a replicare il timbro. La chance (sprecata) più importante l’ha avuta contro il Pisa, Zaccagni l’aveva premiato a due passi da Semper. Sinistro poco cattivo, un rigore in movimento cestinato malamente. La prestazione migliore quella con la Juve: uno spunto dietro l’altro, 8 falli subiti, gli stessi del tartassato Zaccagni a Milano. L’anno scorso, per dinamica, non è stato differente. All’attesa è seguita l’esplosione: 2 gioielli contro il Napoli, nel conto anche il mancino a Plzen contro il Viktoria, risolutivo per il passaggio del turno. Si è ribloccato sul più bello, dopo aver punito l’Atalanta. A secco nelle ultime 7 giornate, il suo apporto è mancato nel momento decisivo. Isaksen sembra selezionare a caso le sfide in cui brillare o abdicare.

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Lazio, con Sarri è tornata la solidità: i numeri della difesa

Che la difesa sia una certezza con Sarri non è più una novità: il dato.

Sarri è ripartito dalla fase difensiva. Ed è proprio difesa è il reparto che sta dando le soddisfazioni più grandi a Sarri. A Formello, riporta Il Messaggero, c’era la sensazione che la striscia di imbattibilità potesse interrompersi con l’Inter e in effetti il gol pronti via di Lautaro ne è stata la conferma. Dopo 4 clean sheet di fila contro Atalanta, Juventus, Pisa e Cagliari, i biancocelesti si sono fermati a 399 minuti senza subire gol, comunque un buon traguardo considerando i problemi della passata stagione.

La Lazio del Comandante davanti sarà anche meno spumeggiante di quella di Baroni, continua il quotidiano, ma dietro è tornata ai livelli del 2022-23, passando da 1,25 gol incassati di media a partita a 0,8 grazie agli attuali 9 in 11 gare. Provedel, già a 6 porte inviolate, poco ha potuto sul guizzo fortunoso di Martinez. Forse poteva fare qualcosa di più sul cross di Dimarco per Bonny, ma per Sarri a pesare nelle due occasioni sono stati gli errori di Cataldi e soprattutto Isaksen.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, problema attacco anche con il Taty: il dato dell’era Lotito

La Lazio fatica ad andare in gol: numeri così non si registravano da tempo.

La Lazio non segna e questo limite è ancora più evidente ora con l’assenza di Castellanos. Tuttavia anche con il Taty i numeri non sorridevano. Come riporta il Corriere della Sera, nelle prime sei partite, infatti, i biancocelesti sono rimasti a secco di gol in tre occasioni (contro Como, Sassuolo e Roma). Nelle cinque gare successive è accaduto altre tre volte (Atalanta, Pisa e Inter). La media gol si è abbassata (da 1,6 reti a partita col Taty a disposizione a quella di 0,6 in sua assenza), ma nelle ultime giornate la Lazio ha affrontato Atalanta, Juventus e Inter. Il calo può quindi essere legato anche al valore degli avversari incontrati.

Mai in tutta l’era Lotito, conclude il quotidiano, la Lazio, dopo 11 giornate, era rimasta senza segnare in sei gare. Di più: da quando, nel 1988, i biancocelesti sono tornati in A, non sono mai rimasti a secco in più di sei incontri su 11 (solo nel 2001-02 fecero altrettanto male).