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RASSEGNA STAMPA

Rinnovi Lazio, Romagnoli e Gila aspettano: il futuro dello spagnolo è sempre più lontano da Roma

Non solo mercato: in casa Lazio c’è da sistemare anche la faccenda legata ai rinnovi.

Gila e Romagnoli blindano la porta, la società però non riesce a blindare loro. Romagnoli, evidenzia il Corriere della Sera, aspetta il rinnovo, con tanto di adeguamento, da due anni e mezzo. Il suo contratto scade nel 2027, se non si dovesse trovare una soluzione in tempi rapidi potrebbe anche chiedere la cessione. In Arabia piace e l’amico Milinkovic non gli sconsiglierebbe di certo l’esperienza. La Lazio, prima di alzare gli ingaggi, dovrà però sistemare la situazione finanziaria per non imbattersi in nuovi blocchi. Questo anche il problema che riguarda
Gila.

Arrivato dalla seconda squadra del Real Madrid, ha accettato un ingaggio piuttosto basso (poco meno di un milione all’anno): lo spagnolo, si legge, non è nemmeno fra i primi 20 più pagati della rosa. Proprio per questo si sta guardando intorno e, al momento, non sembra intenzionato a restare a Roma. Igli Tare, che lo ha portato alla Lazio, lo vorrebbe al Milan. Aveva l’idea di trattare con i biancocelesti già la scorsa estate, ma ha rinunciato quando ha capito che, anche a causa del blocco del mercato, il giocatore era incedibile

Il club, conclude il quotidiano, non può però permettersi di perderli, costringendo Sarri a ricostruire la solidità difensiva. Per questo deve arrivare una reazione. In un senso o nell’altro. Per non far sì che i giocatori blindino la Lazio, senza però essere blindati.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Sarri cerca qualità: pista Samardzic percorribile?

La Lazio è alla ricerca di una mezzala di grande qualità e, per il calciomercato di gennaio, starebbe pensando a Lazar Samardzic, centrocampista dell’Atalanta

Un calciatore che piace a Sarri, e che rientra nei parametri di costi sostenibili, è Samardzic. Non proprio titolare all’Atalanta, per usare un eufemismo. Piaceva alla Lazio in passato. Sempre che Percassi lo liberi. E’ un under 23, ma non italiano, quindi peserebbe sul costo del lavoro allargato la cui soglia dal 2026 sarà 0.7. Per tesserarlo servirà un taglio nella lista over 22. Al diesse D’Amico piaceva Dele-Bashiru, prima dell’acquisto della Lazio. Era stato lui a parlarne bene a Sarri a giugno. Chissà che non si pensi ad uno scambio di prestiti. La notizia la riporta il Corriere dello Sport.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, attenzione: la Cremonese fa giocare male le avversarie. E su Massolin del Modena…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Yanis Massolin del Modena? È un talento, è un giocatore che ha dei colpi; è un trequarti, una seconda punta da educare tatticamente. Ha i libri ma deve studiare. A me è piaciuto; è subentrato e ha fatto al differenza, nell’ultimo impegno è stato titolare. Ci investirei, buon colpo in prospettiva.

Nicola? In Italia ci sono ottimi allenatori, preparati e lui è uno di questi; è anche un grande motivatore, riesce ad entrare nella testa e nella pancia dei calciatori.

La Cremonese è una squadra che ti fa giocare male; coprono bene il campo in entrambe le fase, è una rosa costruita bene per i suoi obiettivi. Vardy ha la sua età ma sa muoversi, poi c’è Bonazzoli che inventa. Squadra tosta da affrontare. Con queste squadre devi giocare in verticale”.

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DICHIARAZIONI

Natale Lazio, Guendo e Marusic in coro: “Uniti con Sarri, si vede la sua mano”

Queste le parole di Adam Marusic e Mattéo Guendouzi, intervistati da Lazio Style Channel durante la cena di Natale 2025 della Lazio.

“Guendo? Quando parla con gli arbitri parla in italiano (ridendo, ndr). È una serata bellissima. Voglio fare tanti auguri ai nostri tifosi che sono speciali e molto importanti per noi . Non è stato facile all’inizio, ma abbiamo parlato tanto con il mister. Ci siamo detti che dovevamo fare tutto in allenamento e che solo così potevamo uscire più forti da questa situazione. Serve un po’ di pazienza. Ma noi che siamo da tanti anni con Sarri, sappiamo come lavora e dopo alcuni mesi si vede la sua mano”.

Poi il francese: “I tifosi sono speciali, anche quando giochiamo in trasferta sono sempre con noi, al nostro fianco, anche nei momenti difficili. Quando vinciamo come sabato è soprattutto per loro. Sarri? Il mister è un grande allenatore. Lavoriamo tutti insieme da squadra e questa è la cosa più importante”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un terzino solo se parte Tavares: la situazione

Nomi e suggestioni in vista si gennaio: le ultime.

Nuno Tavares non sta convincendo. La Lazio e il portoghese sembrano sempre più lontani. Quello che era stato uno degli impatti più devastanti e travolgenti degli ultimi anni in biancoceleste, sottolinea il Corriere dello Sport, si è progressivamente spento, fino a trasformarsi in un caso tecnico difficile da riaccendere. Gli otto assist messi insieme nelle sue prime otto partite sono ormai un ricordo sbiadito, lontano dalle prestazioni recenti di un giocatore che fatica a ritrovare continuità.

Luca Pellegrini lo ha scavalcato in maniera sempre più netta nelle gerarchie. Non solo per rendimento, ma per affidabilità complessiva. Sarri ha provato a recuperare il portoghese, lo ha difeso, aspettato, stuzzicato, rilanciato quando possibile ma la sensazione, si legge, è che la missione stia diventando decisamente complicata.

Tavares, oggi, rappresenta più un rischio che una risorsa. Non è un caso, conclude il quotidiano, che l’allenatore lo abbia indicato tra i possibili sacrificabili di gennaio, ovviamente a condizione di avere un sostituto all’altezza. La Lazio non intende scoprirsi sulla corsia sinistra e un’eventuale uscita dovrà essere accompagnata da un ingresso mirato. Tra i profili che piacciono c’è quello di Aaron Martin, 28enne spagnolo del Genoa, in scadenza di contratto a fine stagione. Prima di approfondire, però, c’è da cedere Tavares. Operazione non semplice, anche perché l’Arsenal ha infatti inserito una clausola del 35% sulla futura rivendita.

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DICHIARAZIONI

Natale Lazio, Piemonte: “Sto bene qui, si vede anche dal campo. I gol? Felice dell’ultimo in casa”

Durante la cena di Natale l’attaccante biancoceleste Martina Piemonte ai cronisti presenti ha fatto il punto sulla stagione della Lazio Womwn dopo il suo settimo sigillo, quello al Parma:

“Sicuramente quando faccio gol non sono sola, c’è un lavoro di squadra molto importante. Stare in 10 non è facile, abbiamo cercato fino all’ultimo di restare unite e compatte. Poi è arrivato il gol, grandissimo cross di Betta (Oliviero, ndr). Questo è il mio lavoro e sono contenta di averlo fatto in casa. Sicuramente rispetto all’anno scorso si è alzato il livello, dipende solo da noi partita dopo partita e poi vediamo a fine campionato come andrà.

Adesso abbiamo di nuovo il Parma in Coppa Italia, dobbiamo chiuderla bene. Sono sicura che daremo tutto, è l’ultima partita dell’anno e faremo di tutto per chiudere in bellezza.

Operatore FVS? Credo sia un modo per far crescere il nostro movimento, a volte aiuta a volte no. Noi facciamo sempre la nostra partita e come abbiamo dimostrato nell’ultima, senza Simonetti, ce la possiamo giocare fino alla fine.

Come sta andando la mia esperienza alla Lazio? Molto bene dal mio arrivo dall’Inghilterra; è stata tosta tornare dopo quella esperienza lì. Mi hanno aiutato tantissimo le mie compagne e l’allenatore, adesso sono più serena e si vede anche in campo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Farina: “Lazio, reazione agli episodi e modo di stare in campo da grande squadra”

LUCA FARINA (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il Parma può avere dei rimpianti soprattutto per non aver sfruttato la superiorità numerica. Da parte della Lazio, ho visto una capacità di reagire agli episodi ed un modo di stare in campo davvero da grande squadra. Qualcosa che avevo apprezzato anche contro il Bologna, sono tutti certificati della crescita di questa squadra dopo il difficile avvio. E’ stata una partita molto coinvolgente, chiaro che il Parma poteva essere più lucido nello sfruttare la superiorità numerica. La sensazione che la Lazio potesse fare qualcosa, nonostante tutto, ma vincere in nove uomini è davvero il massimo.

Gli episodi arbitrali? Sul primo rosso di Zaccagni, bisogno ripartire dalle indicazioni di Rocchi che ha chiesto di punire sempre quando una gamba è molto alta per tutelare incolumità dei giocatori. La chiamata più giusta nel caso specifico, però, era quella di un cartellino giallo visto che Zaccagni fa tutto per evitare l’impatto. Sul secondo episodio, servirebbe una linea più chiara nei diversi episodi. Quel rosso lì è più colpa del giocatore nella reazione che doveva evitare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio, oltre ogni boicottaggio. C’è attaccamento alla maglia e fiducia in Sarri” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Inutile pensare troppo agli arbitri, la prestazione della Lazio a Parma è stata ottima. Vincere in nove contro unidici non è una cosa semplice, è la dimostrazione della crescita e del valore di questa squadra. Sembra ci sia un boicottaggio generale, ma alla fine il campionato che stata facendo è soddisfacente. Sarri è molto importante ed i giocatori lo stanno seguendo in tutto. Quest implica fidicia e la possibilità di dare il massimo in campo. Fino a due mesi fa ero molto scettico, ora noto un attaccamento importante alla maglia. Questa è la cosa più positiva.

Dal punto di vista arbitrale, certamente non ci stanno dando una mano. Non voglio pensare che ce l’hanno con la Lazio, non sarebbe giusto. Il problema è il problema della classe arbitrale”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio solida ed unita. E’ un crescendo grazie a Sarri” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“C’è podo da fare, la Lazio è una squadra dura a morire. Al netto delle problematiche, sta dimostrando di essere solida e unita, vanno dati davvero dei meriti importanti a Sarri. E’ sempre stato bravo, soprattutto per l’organizzazione della squadra difensiva. Poi è chiaro che le gare le vinci se c’è la giocata di Noslin o comunque del singolo. Nella stagione del secondo posto, Sarri porta la Lazio a quel traguardo proprio per l’organizzazione difensiva he era riuscito a dare. La differenza, poi, è che in avanti aveva maggiore qualità.

Sabato si è visa tutta la differenza tra la bravura di Sarri e l’inesperienza del tecnico del Parma Cuesta. Assurdo inserire un colpitore di testa come Djuric solo dopo essere andati in svantaggio a 3′ dalla fine. Non a caso Sarri aveva messo Provstagaard perchè sapeva che ormai sarebbero arrivate solo pallate nella propria aria di rigore.

Ora la Lazio ha autostima ed entusiasmo, tutte componenti che dovrà utilizzare anche nell’emergenza contro la Cremonese. Non sarà facile vincere, ma questo gruppo può farlo. La Lazio è stata un crescendo, poi più di troppo non puoi fare a livello di posizione in classifica. Al massimo puoi spingerti in una zona intermedia tra Conference ed Europa League”.

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STATISTICHE

Lazio, la più espulsa in Europa ma la meno fallosa in Italia: qualcosa non torna e la strategia del club non porta benefici…

Interventi imprudenti che diventano pericolosi, reazioni antispostive considerate violenti, un ‘sei scarso’ all’arbitro permaloso, direttori di gara quantomeno severi (se non frettolosi) nei riguardi di una delle squadre meno fallose della Serie A. Come, opportunamente, fatto notare da Sarri dopo il successo di Parma ottenuto dopo altre due espulsioni. Rischia di diventare anche la stagione dei cartellini rossi per la Lazio. Il numero è altissimo: i biancocelesti sono la squadra con maggiori sanzioni disciplinari in Europa: 5 espulsioni in 15 partite, 3 nelle ultime due gare. Un dato che fa discutere e che tiene sempre aparto il dibattito sul trattamento nei confronti dei capitolini. La società, nella migliore delle ipotesi, non scende in campo (dopo Milan-Lazio prese addirittura le parti della classe arbitrale con un comunicato ufficiale), ma i frutti della strategia non sembrano quelli sperati.