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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, attesa per Diogo Leite. Spunta anche l’interesse per un centrale del River Plate

Le possibili mosse della società biancoceleste in vista del mercato estivo.

Diogo Leite è l’acquisto low cost, a zero. Si libererà dall’Union Berlino a giugno. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, aspetta la firma del portoghese dopo i contatti di gennaio, lo strappo di febbraio e la riapertura dei giorni scorsi. I contatti sono continui. Il calciatore è reduce da uno stiramento, si è ripreso, è andato in panchina nell’ultimo match col Bayern.

La Lazio, si legge, aspetta il sì definitivo per programmare le visite. Nelle idee del club dovrebbe essere il secondo acquisto dopo Pedraza del Villarreal, anche lui a zero; è un terzino sinistro. La difesa è il primo reparto da ricostruire.

Di ieri, conclude il quotidiano, una voce dall’Argentina. Il portale El Crack Deportivo ha inserito la Lazio nella corsa a Lautaro Rivero, difensore centrale argentino, classe 2003. In scadenza nel 2028, avrebbe una clausola monstre da 100 milioni ma è solo da effetto. Il prezzo reale s’aggirerebbe intorno ai 10 milioni; è tra i baby più seguiti in Argentina.

Il calciatore è alto 1,85, ha 22 anni, piede sinistro; è rientrato al River dopo il prestito al Central Cordoba, era cresciuto nella cantera del River. Il cittì Scaloni l’ha già chiamato in nazionale ad ottobre per le amichevoli contro Venezuela e Portorico. Lautaro Rivero ha esordito nel secondo tempo con Portorico. Quest’anno ha giocato 10 partite nel torneo Apertura, un gol. Può essere uno dei baby argentini più trattati in estate.

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NAZIONALI

Italia, altro disastro. Gravina chiama in causa la politica: “Responsabilità oggettiva mia, ma siamo ingessati da certe normative”

L’Italia del calcio è stata travolta dall’ennesima delusione recente portata dalla sua Nazionale, sconfitta ed eliminata al playoff di qualificazione per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Questa volta è stata la Bosnia ad interrompere i sogni e ad abbattere le speranze azzurre, vincendo ai rigori dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi regolamentari e poi dei supplementari. Fanno discutere le dichiarazioni nella conferenza stampa post-partita di Gabriele Gravina, presidente della FIGC, che tra le altre cose ha puntato anche il dito sul tema del professionismo del calcio come ‘freno’ allo sviluppo del movimento: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici. Dobbiamo fare dei rapporti che lo sono sulla base di equità: i dilettanti
possono adottare scelte e decisioni non possibili tra i professionisti e mi riferisco all’impiego di tanti giovani nei propri tornei. Per non parlare di altri, che sono sport di Stato: basti pensare allo sci, tolta Arianna Fontana gli altri sono dipendenti dell’Italia”.

Ha quindi poi aggiunto Gravina: “Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva spettante non solo alla FIGC ma anche alla politica italiana, che vedo subito accelera ma solo per chiedere dimissioni. Vorrei però capire se ci sia stata la disponibilità alla crescita del movimento italiano, da affrontare anche in sede politica. Certe normative impediscono di prendere delle scelte, siamo ingessati. Certo, la responsabilità oggettiva è mia che rappresento la Federazione, ma certe riflessioni non devono intaccare il grande lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Purtroppo stiamo facendo ridere. Abituiamoci, l’Italia è questa” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Purtroppo siamo calati molto. Non c’è niente da fare, è questo il dato di fatto. Abituiamoci, l’Italia questa. Prima eravamo molto più rispettati. Dobbiamo ripartire dai giovani, ricominciare da capo con pazienza. Una volta tanto l’errore va anche ammesso.

Il problema è che l’Italia non ha più crescita, i giovai adesso spesso preferiscono fare un altro sport. E li abbiamo portati noi a questo. Purtroppo stiamo facendo ridere, anche vedere le partite di campionato non è più così entusiasmante; ormai sembra una ‘lotta continua, solo spallate. Difficilmente vediamo belle gare di calcio anche in Serie A”.

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SOCIETA'

Lazio, bilancio semestrale: 20 milioni di perdite, scendono i ricavi ed aumentano i costi

La Società Lazio, attraverso i suoi canali ufficiali, ha reso nota la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2025. Questo quanto si legge nella relazione.

“Il Gruppo Lazio al 31 dicembre 2025 presenta un risultato netto negativo di Euro 20,37 milioni principalmente dovuto ai minori ricavi derivanti dalla mancata partecipazione alle competizioni Europee per la stagione sportiva 2025/2026 e dal blocco della campagna estiva della stagione sportiva 2025/2026.

Il giro di affari consolidato si attesta a Euro 51,83 milioni ed è diminuito rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di Euro 25,32 milioni. Tale variazione è dovuta in gran parte all’assenza di introiti rivenienti dalla partecipazione a competizioni Europee.

Il valore della produzione al 31 dicembre 2025 è costituito da ricavi da gare per Euro 8,68 milioni, diritti TV ed altre Concessioni per Euro 29,47 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per Euro 8,39 milioni, merchandising per Euro 1,23 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 4,06 milioni. I costi operativi sono pari a Euro 90,96 milioni e sono aumentati rispetto alla stagione precedente di Euro 3,95 milioni di euro in gran parte per l’incremento dei costi del personale e dell’ammortamento dei diritti alle prestazioni sportive”.

Sul mercato di gennaio

“Sono stati acquistati a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive di quattro giocatori per un valore di Euro 35,63 milioni più premi per Euro 5,50 milioni, Iva esclusa, all’ottenimento di prefissati obiettivi sportivi, con retribuzioni fisse pari a Euro 3,38 milioni” si legge in riferimento agli acquisti di Motta, Taylor, Przyborek e Ratkov.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – 14 anni senza Chinaglia, Oddi: “Un amico fraterno. Fuori classifica, giusto ricordarlo sempre” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

A 14 anni dalla scomparsa di uno dei più importanti idoli biancocelesti Giorgio Chinaglia, il ricordo del compagno di squadra e amico fraterno:

“Di ricordi ne ho tanti, eravamo quasi fratelli. Io e Pino, insieme al nostro allenatore, lo abbiamo fatto venire in Italia. Era forte, proprio forte. Era anche simpatico. Per me era fuori classifica. Quando giocava con noi era cattivo se sbagliavamo. Giorgio è stato un grande in tutto e per tutto; è giusto che sia ricordato sempre. Per me è stato un amico fraterno”.

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PROGETTO STADIO

Flaminio, la Lazio ha consegnato la documentazione richiesta per avviare conferenza servizi

Lazio-Stadio Flaminio, si procede a piccoli passi. Il club biancoceleste in giornata dovrebbe aver consegnato agli uffici capitolini la documentazione richiesta in data 3 marzo dall’amministrazione capitolina.

Se le carte consegnate oggi venissero ritenute congrue e sufficienti, allora dopo una breve valutazione, finalmente, si potrebbe dare il via alla Conferenza Servizi Preliminare (CSP).

Giova ricordare che la CSP deve avere una durata minima di 60 giorni. In questo periodo infatti, da parte di un altro proponente si potrebbe presentare un altro progetto per riqualificare il Flaminio.

Tutte le proposte presentate verrebbe valutate in CSP, quindi verrebbero prese in considerazione solo quelle suscettibili di pubblico interesse da parte del Campidoglio.

GLP

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FORMELLO

Lazio, sorpresa Brujita Formello: “Scudetto, l’Olimpico, Sinisa, ricordi bellissimi. Sarri con passione ed idee”

Lazio, il ritorno della Brujita a Formello. Il centrocampista argentino, in biancoceleste dal 1999 al 2001, si trova a Roma: nei giorni scorsi ha partecipato al raduno di ‘Operazione Nostalgia’. L’emozionante incontro con Pedro, Zaccagni e Goldoni.

Di seguito le sue dichiarazioni ai microfoni di LazioStyle:

“Sono dei ricordi bellissimi. Trovare ragazzi e ragazze di quando giocavo io che sono ancora in società è bello. Il centro sportivo di Formello ha ancora il fascino che aveva ai miei tempi, ora ovviamente è più modernizzato. Ho parlato con la squadra, con Manzini… Ho visto tutto. Sono contento perché le strutture sono avanzate”.

“La punizione al derby? Ricordo che non c’era Sinisa, quindi potevo calciare (ride, ndr.). Ero sicuro, la partita andava nel giusto verso. Aveva segnato Pavel (Nedved, ndr.), la squadra aveva reagito bene. Quando è entrato il pallone è stata un’emozione incredibile non solo per la partita e per cosa rappresenta il derby, ma perché ci lanciavamo per avvicinarci alla Juventus. Poi siamo anche andati a Torino a vincere e ci siamo messi lì dietro”.

“Sinisa? Ho avuto la fortuna di conoscerlo, per me è stato un fratello maggiore. Da quando sono arrivato a quando sono andato via sono sempre stato con lui, anche in momenti diversi della mia carriera. È stato un’allegria, una gioia di aver conosciuto una grandissima persona e un calciatore incredibile”.

“Il calcio italiano sta cercando di ritrovarsi, non è facile perché non dipende solo dal campo ma anche dalla politica sportiva. Il calcio qui, come in Argentina, ha un significato forte. Non sarebbe lo stesso vedere un Mondiale senza l’Italia, spero che riesca a qualificarsi e che possa essere un punto per rilanciarsi e tornare a essere il miglior campionato del mondo. Il calcio è cambiato, bisogna guardare in avanti. Alla Serie A mancano le strutture di base, non solo i numeri dieci. Si vedono pochi giovani. Prima in ogni squadra del campionato c’erano giocatori italiani, ora si fa fatica”.

“I numeri dieci ci sono, ma o sono esterni oppure sono mezzali. Quello che si è perso per me è la qualità, che sta mancando. Alla Lazio avevamo Nedved, Conceicao e c’ero anche io. Avevamo una certa qualità, sapevamo saltare l’uomo. Adesso si fa fatica a vedere calciatori di questo tipo. Bisogna ritrovare questo”.

“Messi? Purtroppo è in un periodo in cui sta vedendo la fine della sua carriera. È stato un giocatore eccezionale, è nei migliori della storia del calcio. Sarà difficile. Oggi spero di vederlo in un altro Mondiale che credo sarà l’ultimo. Per l’Argentina sarà un momento difficile. Scaloni? È arrivato in un periodo complicato della Nazionale, in pochi credevano in lui. Alla fine è diventato un grandissimo allenatore e gestore del gruppo. Era quello che ci voleva: hanno avuto un’idea e l’hanno messa bene in campo”.

“La vittoria del campionato con l’Estudiantes? Bellissima soddisfazione. C’è una storia dietro, siamo arrivati a quella partita con una carica d’emozione molto forte e alla fine abbiamo vinto. Da presidente mi piace stare con le giovanili, voglio allenarmi con loro, mi piace. Posso anche parlare il giorno della partita, ma poi c’è l’allenatore. La cosa principale è la comunicazione: se si parla chiaramente, dicendo la verità, difficilmente si sbaglia. Poi si può essere d’accordo o meno, ma si risolve e si va avanti. Per avere un buon progetto bisogna avere credibilità e un piano. Da lì siamo tutti sulla stessa barca e ci muoviamo. C’è molta pressione sui ragazzi, purtroppo sui social c’è troppo, si vede tutta la vita dei giocatori. Noi non sapevamo nulla, volevamo solo giocare perché ci piaceva il calcio. Quello che dico ai giovani è di tirarsi fuori da tutto questo, avere obiettivi chiari, lottare e soffrire per raggiungerli”.

“Mando un grande saluto ai tifosi della Lazio. Giocare all’Olimpico con 50-60 mila persone è incredibile. Ho vinto lo Scudetto con la Lazio e mi è successo lo stesso con l’Estudiantes, siamo diventati campioni ventiquattro anni dopo l’ultima volta. E poi vincerlo qui, vedere le facce e la gioia dopo tanto tempo e sofferenza… Io sono tifoso dell’Estudiantes e ho visto gli stessi volti dei tifosi. Io ho giocato in squadre importanti a cui sono molto legato, ho sentito tantissima responsabilità nel difendere lo stemma della Lazio e credo di averlo fatto bene. Quando lo fai con serietà, la gente alla fine gli dà il giusto valore. È una cosa che mi porto dentro”.

“Sarri? Ho parlato un po’ con lui, è un uomo che ha tanta passione in quello che fa, è la cosa più importante. Come idee è uno degli allenatori che sta più avanti nel tempo, spero che possa fare ancora bene qui alla Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Non bastano semplicistiche spiegazioni, dalla Lazio voglio capire come saranno risolti i problemi” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Dalla fantascienza della Lazio di Cragnotti all’horror che viviamo oggi ci sarà una via di mezzo? Soprattutto quando l’horror diventa una commedia di Bombolo. Io in questi mesi di Lazio non vedo drammaticità, ma surrealtà che non fa ridedere. Sorridi in maniera amara, magari, ma continuo a non capire il punto di caduta di tutta questa storia. Chiaro che da tifoso mi auguro che la Lazio possa chiudere la stagione con la vittoria della Coppa Italia, anzi rifiuto chi non la pensa in questo modo.

Detto questo, se anche si dovesse rialzare per via miracolosa o quasi casuale la vicenda di un campionato, i problemi resterebbero identitici. Io voglio capire come saranno risolti questi problemi, non devo risolverli io. Sta al vertice la responsabilità e l’onero a risolvere il problema, in caso contrario significa che non si è stati in grado di farlo. Va spiegato come si ha intenzione di risolvere il problema di questa frattura. Se sono in questa posizione e me la cavo con la semplicistica spiegazione di forme nere per motivare la manifestazione di disagio collettiva significa che sto sbagliando indirizzo di analisi. Io so quello che penso io, cioè che da libero cittadino e da abbonato ho scelto di dare seguito al mio sentimento congedandomi dalla frequentazione dallo stadio Olimpico fino al termine della stagione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio è una candela che sta perdendo forza. Una stagione così non è casuale” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Rapporto tifosi-società sempre pericolante, adesso è crollato perché che non arriva ciò che il tifoso si aspetta. Parlare di Lazio è complicato, ora c’è la Coppa Italia a cui pensare, per il resto la stagione è anonima e non ci sono grandi notizie. Questa stagione non è casuale, è legata ad una programmazione che non c’è o se c’è è legata al taglio dei costi. Il ridimensionamento tecnico porta anche al ridimensionamento economico.

Nonostante sia passato del tempo, non c’è l’Academy, non c’è la chiesa, non è stato illustrato il progetto quinquennale. Parole, tantissime parole, e zero fatti. L’unico fatto appurato è che la Lazio galleggia a metà classifica. La Lazio purtroppo è una candela che sta perdendo forza ma ora il presidente pensa al Senato e non al club.

Bosnia-Italia? Stasera si giocano 12 anni in una notte, il calcio italiano si gioca la credibilità. Non centrare il Mondiale dire che sarebbe fallimentare è poco. La gara non sarà facile. L’Italia è più forte, la Bosnia proverà sfruttare il contropiede. Sappiamo la pressione che graverà sugli Azzurri, fuori casa poi; immagino sarà una partita brutta, sporca, ma penso che l’Italia alla fine ce la farà, malgrado tutto. Credo comunque che questa Italia, così composta, non possa percorrere tanta strada ai Mondiali; è una squadra che risente di una generazione senza fenomeni”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, difesa da ricostruire e rebus portiere: Mandas a zero presenze, riscatto in dubbio

Difesa da ricostruire e c’è il rebus portieri. Provedel tornerà a luglio dopo l’infortunio alla spalla e l’operazione, è in scadenza nel 2027. Finora non si è parlato di rinnovo, sono tutti rinviati a giugno. Motta è diventato titolare, si è fatto trovare pronto. Molto dipenderà da Mandas, il suo rientro sembra scontato, ma non è detto. E’ partito in prestito con riscatto obbligatorio legato alla Champions del Bournemouth. Gli inglesi sono tredicesimi, a meno 12 dall’Aston Villa quarto con 54 punti. Il portiere non ha ancora esordito, zero presenze, sta facendo panchina più che nella Lazio. In biancoceleste Sarri almeno l’aveva fatto giocare in Coppa Italia contro il Milan agli ottavi. La formula della cessione prevedeva un prestito oneroso di 2,5 milioni e un riscatto di 17,5, legato al pass Champions.

I possibili scenari per Mandas 

Il Bournemouth i 2,5 milioni non vorrebbe buttarli, potrebbe decidere di acquistare comunque Mandas, anche senza presenze. La strategia sarà chiara a giugno. In caso contrario il portiere rientrerà a Roma e servirà una nuova decisione. Provedel per Sarri è intoccabile, ma non è chiaro se Sarri rimarrà. Motta è stato scelto per impostare il futuro. Mandas tra l’estate e gennaio ha chiesto più volte la cessione, pur di andare in Premier ha rinunciato a 4 stipendi. Non tornerebbe alla Lazio per fare il vice, del resto c’è Motta. Il greco sperava in un’avventura diversa. Il Bournemouth in estate aveva investito 25 milioni di sterline (circa 28 milioni di euro) su Petrovic. Il secondo portiere era Forster, 38 anni. Ecco per ché gli inglesi potrebbero investire comunque su Mandas, magari provando a ritrattare il prezzo. E’ un rebus a tre, coinvolge anche Provedel e Motta. Senza riscatto di Mandas la porta diventerebbe affollata. La Lazio, vendendo il greco, centrerebbe una plusvalenza record. Corriere dello Sport