Categorie
FORMELLO

Lazio verso Bologna: provino Romagnoli per la panchina, Provstgaard viaggia verso la conferma

Al Dall’Ara, per l’ultima sfida prima dell’importantissima sosta Nazionali, nella quale l’Italia si gioca il Mondiale, la coppia di difensori centrali sarà formata da Gila e Provstgaard. Alessio Romagnoli, però, sta dando buone sensazioni e potrebbe tornare almeno in panchina, con la concreta possibilità di mettere qualche minuto nelle gambe, in Bologna-Lazio, prima della lunga sosta. Per riuscirci, però, dovrà superare test fisici in programma per oggi, 18 marzo.

La coppia difensiva Gila-Provstgaard ha dato ottime risposte nella partita contro il Milan. Il centrale spagnolo ha dominato tutti e novanta i minuti di gioco, mettendo in campo una delle sue migliori prestazioni con la maglia biancoceleste. Il giovane danese ha approfittato delle condizioni del compagno di reparto, mostrandosi sempre attento.

In vista del prossimo appuntamento contro il Bologna, però, il classe 2003 potrebbe tornare in panchina. Nonostante in questa stagione stia giocando spesso e volentieri ad alti livelli, Sarri potrebbe preferirgli Alessio Romagnoli, prossimo al rientro che sarebbe prossimo al rientro. Secondo quanto riportato dal Messaggero, nella giornata di oggi il centrale romano proverà a giocare con il gruppo. Il provino servirà a valutarne le condizioni. Il polpaccio di Romagnoli sta meglio già da qualche giorno, nonostante la mancata convocazione contro il Milan a scopo precauzionale. Perché possa giocare 90 minuti (cosa che sembra difficile) o solo una porzione di gara bisognerà attendere i risultati dei test in allenamento.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, cambio di marcia Isaksen: l’arma in più di Sarri per il finale di stagione

Adesso Gustav Isaksen non è più soltanto una scommessa da aspettare, ma una risorsa vera, concreta, sempre più pesante nell’economia della Lazio. Il Corriere dello Sport gli dedica ampio spazio e lo consegna al centro del racconto biancoceleste: il danese “spacca”, accelera, strappa, crea superiorità e soprattutto incide. È lui, oggi, una delle armi più riconoscibili della squadra di Sarri.

Il quotidiano insiste su un concetto preciso: Isaksen è diventato l’uomo del contropiede, l’esterno capace di ribaltare l’azione con velocità, tecnica e aggressività offensiva. Una crescita che si è vista in modo netto nelle ultime uscite, soprattutto nelle sfide contro Sassuolo e Milan, dove i suoi assalti hanno lasciato il segno e certificato il salto di qualità.

La sua stagione è stata a lungo vissuta tra attese e segnali intermittenti, ma ora il quadro appare diverso. L’esterno danese sembra aver preso definitivamente confidenza con ritmi, letture e richieste del campionato italiano. Non è più soltanto un giocatore di gamba, ma un attaccante esterno che sa scegliere il momento giusto per colpire e per affondare.

I numeri riportati nel focus ne rafforzano il peso specifico: Isaksen viene descritto come uno dei giocatori più produttivi della Lazio in termini di tiri, tocchi offensivi e capacità di creare pericoli. Un profilo che unisce corsa e concretezza, qualità che nel sistema di Sarri diventano fondamentali quando c’è bisogno di allungare la squadra e rompere gli equilibri.

La sensazione è che il tecnico abbia finalmente trovato nel danese una pedina affidabile anche nelle partite che contano di più. La sua esplosione arriva in un momento cruciale della stagione, quando la Lazio ha bisogno di giocatori in grado di accendere le gare con una giocata individuale, un cambio passo, una progressione improvvisa.

Isaksen, in questo senso, offre una soluzione diversa rispetto agli altri interpreti offensivi: attacca lo spazio, punta l’uomo, costringe gli avversari a rincorrere. È una minaccia continua, e per questo il suo rendimento può incidere in modo pesante nella corsa finale.

La Lazio cerca continuità, gol e imprevedibilità. E oggi una parte di queste risposte porta il nome di Gustav Isaksen. La sua crescita non è più un dettaglio, ma una notizia piena. Perché quando un esterno riesce a trasformare la velocità in sostanza, allora smette di essere una promessa e diventa un fattore.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri “scudo e spada” ed il legame con i tifosi: è diventato simbolo di resistenza e speranza

Il legame tra Maurizio Sarri e il popolo laziale è ogni giorno più forte, suggellato ancor di più dopo quel passaggio di saluto sotto la Curva Nord prima della sfida con il Milan. Il Comandante e il suo popolo, l’eroe con l’Aquila sul petto e la sua gente: Mau ha scelto di essere laziale.

La coreografia della Curva Nord parlava di scudo e spada, raffigurazione di un eroe popolare, un combattente autentico, un condottiero a baluardo della lazialità. Questo è Maurizio Sarri per la Lazio, per i laziali, questo rappresenta per tutti quelli che hanno a cuore i colori biancocelesti. Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, l’immagine del tecnico toscano sotto la Nord a ringraziare la sua gente, è potentissima. Ha una forza evocativa immensa. Mau è diventato un padre, l’argine al disorientamento, lo scoglio su cui si infrange l’onda, la certezza che resiste.

Sciarpa brandita, mano sul cuore, applausi scroscianti: Maurizio Sarri ha scelto ancora una volta la Lazio e i laziali. In 126 anni di storia, i laziali di tutte le epoche, nei momenti di difficoltà, si sono ritrovati sempre in riti unificanti e identificati in eroi che comprendessero quella esigenza. Il tecnico toscano è questo, è colui che ha accettato il martirio sportivo, l’incognita, l’incertezza di un mercato bloccato, ambizioni sportive ridotte al minimo. Gli è stata riconosciuta la statura concessa ai combattenti laziali. Quelli che Felice Pulici, come scrive il CdS, nel suo testamento spirituale indicava come gli eroi della Grecia trascinati dal destino, cui si ribellavano.

Negli occhi di Sarri, si rispecchiavano 50mila laziali. E’ bastata una notte, una sola notte, per trasformare una Lazio straziata e straziante, in qualcosa di bello. La Nord ha ringraziato Sarri per essere andato sotto la Curva, ma ha altresì dichiarato che la contestazione va avanti. Non entreranno in campionato, addirittura ancora hanno sciolto le riserve su Coppa Italia e Derby. 

Categorie
TIFOSI

Lazio, sempre caos società-tifosi: festa guastata, botta e risposta sul caso “Libertà”. Sciopero confermato

La coreografia dei tifosi della Lazio da esporre in Tribuna Tevere in occasione del match con il Milan saltata perché difforme da quanto comunicato dallo Slo (Supporter Liaison Officer) della società al GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) ed autorizzato. Lo apprende l’Adnkronos da fonti vicine all’organizzazione dell’evento. Come avviene di prassi per tutte le coreografie negli impianti sportivi, le forze dell’ordine -attraverso il Gos- valutano, tramite lo Slo delle società Sportive, termini, modalità e procedure per l’allestimento e l’esposizione di eventuali scenografie sugli spalti proposte dai tifosi. Tali procedure sono state regolarmente definite anche in occasione della gara Lazio-Milan.

Secondo quanto risulta, il contenuto specifico della coreografia prevista per la Tribuna Tevere, da un controllo effettuato dal personale steward a poche ore dalla gara, è risultato essere difforme da quello Comunicato dallo Slo della società al GOS ed autorizzato. Una volta informato, l’organo competente avrebbe quindi disposto il divieto di esposizione, applicando il regolamento previsto per la sicurezza e la gestione degli eventi sportivi. La decisione rientra dunque nell’ordinaria applicazione delle procedure previste per le coreografie negli stadi.

La Curva Nord della Lazio, attraverso la sua pagina Instagram “voce della nord”, ha risposto alla nota pubblicata dalla società biancoceleste in merito al caso legato alla coreografia in Tribuna Tevere.

Il comunicato social della Nord:

“Anche i sampietrini conoscono la verità.

Il goffo tentativo di nascondere la censura della parola più importante deo vocabolario italiano attraverso un tecnicismo da regolamento per eventi sportivi si schianta contro il buonsenso, l’esperienza e la logica di ogni persona di buona fede.

La nostra esperienza diretta, assieme a quella di 50mila persone presenti oltre agli steward, le forze dell’ordine ed i sanpietrini stessi, è la scoperta tardiva da parte del presidente Lotito di una parola che si pone in completa antitesi con la sua natura più verace.

Come mai per due giorni abbiamo potuto creare l’ennesimo capolavoro pieno d’amore e coraggio, indisturbati, senza che nessuno ci chiedesse nulla?

Perché da decenni, il popolo laziale produce meraviglia gratuitamente, offrendo la certezza di messaggi alti ed universali attraverso le sue coreografie. Perché da decenni è pressi consolidata (sappiamo che questo episodio sarà occasione per togliere questa buona abitudine) comunicare una versione simile ma non identica alle autorità preposte, nell’accordo tacito non offendere la sensibilità di alcuno nei rispetto dei diritti costituzionali.

Perché nessuno si è preoccupato di controllare un telone che era stato anch’esso presentato con una similitudine e non con una descrizione esatta? Per un motivo ovvio. Non farla sapere per non rovinare la sorpresa. È la regola non scritta più antica del tifo.

La verità è semplice, incontestabile e confermata dai cuori (probabilmente non dalle voci) di tutti i presenti. Il presidente Lotito ha saputo tardivamente della terribile parola (era stata annunciato alle autorità: “una scritta a cartoncini espressione di speranza e di amore, senza riferimenti alla figura societaria ed istituzionale che ricopre il signor Lotito” e, giallorosso di rabbia, ha richiesto l’immediata rimozione della coreografia.

Se una persona per bene avesse scoperto una parola innocua come LIBERTÀ come avrebbe reagito?

Ai sanpietrini l’ardua sentenza, con infinito amore I Laziali”.

Categorie
TIFOSI

“Sto qua per te”, l’inno non compare più nelle rotazioni dei brani dell’Olimpico: il motivo

L’inno non compare più nelle rotazioni dei brani dello stadio: ecco perché.

“Sto qua per te” non è solo un inno, ma anche una sorta di ‘colonna sonora’ delle ultime gare della Lazio. Scritto da Scrima e Gianmarco Dottori e cantato da quest’ultimo (prodotto da Luca Tesoro, Scrima e Dottori), il nuovo inno è uscito il 9 gennaio dello scorso anno, in occasione del 125° anniversario della società biancoceleste. Un brano che i tifosi cantavano a squarciagola all’Olimpico, fino a poco tempo fa.

Ora non compare più nelle rotazioni musicali. Il motivo? La causa è riconducibile al commento di uno dei due autori, Scrima, sotto un post social della tifoseria organizzata biancoceleste; in quella occasione approvava la scelta di non entrare allo stadio in occasione della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta e scriveva: “Solo applausi! Decisione saggia! Avanti tutta!”, messaggio accompagnato da un applauso.

Categorie
TIFOSI

Lazio, la contestazione raggiunge la Grande Mela: focus sul NY Times

Il New York Times accende i riflettori sulla manifestazione dei tifosi biancocelesti. L’autorevole quotidiano americano analizza il caso Lazio non solo come sport, ma come una vera e propria crisi politica e sociale. Al centro dell’articolo c’è la contestazione durissima della tifoseria contro Claudio Lotito. Una protesta che ha scavalcato i confini dello stadio arrivando fino ai palazzi del governo, con il Ministro Tajani costretto a condannare scritte intimidatorie apparse sui muri di Roma. Per il NYT, il clima a Formello è quello di un “regime” che i tifosi vogliono rovesciare a ogni costo.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Caprai: “Brava Lazio a credere in Motta, la Juve non l’ha fatto. Ha coraggio e voglia di determinare. Lacune normali con i piedi…”

RICCARDO CAPRAI (Goalkeepermania official) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La Lazio ha creduto in Motta, un ragazzo scuola Juventus che già anni fa aveva gli occhi puntati addoso di professionisti che dovrebbero lavorare su questi talenti, valorizzandoli. Non è stato così, la Juventus non c’ha creduto. E’ la storia di tanti altri ragazzi validi dei quali non si nota il talento. Lui ce l’ha. Ha coraggio, lo sta dimostrando. Un plauso allo staff di Sarri, l’acquisto è stato fatto da loro. Così come era stato preferito Provedel a Maximiano, così come è stato scelto Mandas. E’ un ragazzo molto serio, lavora tantissimo e si vede con quale maturità sta riversando tutto in campo.

Con il Milan c’era lo stadio pieno, con grande energia. Se non hai carattere sono guai. Se Motta sbaglia l’uscita su Leao e quella su Pavlovic le cose cambiano. Sta afruttando questa occasione alla grandissima. Quelle due situazioni sottolineano la sua voglia di determinare, di prendersi le responsabilità.

Difetti? Avendo 21 anni non può essere completo. Non ha la comprensione del gioco con i piedi di Provedel. In tal senso deve lavorare tantissimo, ha delle lacune importanti. Ma è un portiere forte. se continuerà a lavorare con questa serietà e voglia di crescere avrà il futuro assicurato. Andrà supportato quando arriveranno gli errori. E’ giovane, li farà”.

Categorie
GIUDICE SPORTIVO

Squalificati, Lazio a Bologna senza Sarri: l’elenco completo

La 29ª giornata di Serie A si è conclusa lunedì sera con il successo per 4-1 della Fiorentina sulla Cremonese allo Zini. Il campionato riprenderà già venerdì 20 marzo con due sfide: Cagliari-Napoli (ore 18.30) e Genoa-Udinese (20.45). In vista del prossimo turno, il Giudice Sportivo ha ufficializzato la squalifica di sei calciatori. Di seguito il quadro completo delle decisioni.

Saranno sei i calciatori costretti a fermarsi nella 30ª giornata di campionato. Un turno a Obert (Cagliari) e Wesley (Roma) per doppia ammonizione, rosso diretto e due turni di stop per Durosinmi (Pisa) dopo il calcio a palla lontana ai danni di Mina. Erano diffidati e hanno ricevuto un cartellino giallo Bondo (Cremonese), Delprato (Parma, ammenda di 1.500 euro per proteste) e Aebischer (Pisa). Anche per loro un turno di stop.

Una giornata di stop a Chivu (Inter) e Sarri (Lazio): il tecnico nerazzurro per doppia ammonizione, rosso diretto invece per il biancoceleste.

Categorie
NAZIONALI

Lazio e playoff Mondiali, Danimarca: prima per Provstgaard, conferma Isaksen

Brian Riemer, commissario tecnico in capo della Danimarca, ha selezionato l’elenco dei convocati per le sfide dei playoff per i Mondiali 2026: 25 giocatori, con una sorpresa in arrivo direttamente dalla Champions League. Infatti spunta Kasper Hogh, che ha disputato una stagione eccellente con il Bodo Glimt e vanta 5 gol in 11 partite nella massima competizione europea.

La difesa danese è stata colpita da diversi forfait, tra cui quelli di Jannik Vestergaard e l’ex Lecce Patrick Dorgu. Al loro posto, però, trova spazio il centrale della Lazio Oliver Provstgaard, alla sua prima chiamata assoluta in Nazionale. Altro biancoceleste convocato Gustav Isaksen, fresco di gol contro il Milan. Come “italiani” chiamati a rapporto spicca anche Nelsson dell’Hellas Verona e Rasmus Hojlund (Napoli). Presente infine Jesper Lindstrom, in prestito con diritto di riscatto al Wolfsburg
dal club partenopeo. Senza dimenticare gli ex Serie A Eriksen (Inter), Hjulmand (Lecce) e Damsgaard (Sampdoria).
La lista completa dei convocati di marzo
Portieri: Mads Hermansen (West Ham), Frederik Rønnow (Union Berlin), Andreas Jungdal (Westerlo).
Difensori: Joachim Andersen (Fulham), Victor Nelsson (Verona), Oliver Provstgaard (Lazio), Lucas Høgsberg (Strasbourg), Nikolas Nartey (Stuttgart), Alexander Bah (Benfica), Joakim Mæhle (Wolfsburg), Victor Bak (FC Midtjylland).
Centrocampisti: Pierre-Emile Højbjerg (Marsiglia), Morten Hjulmand (Sporting), Victor Froholdt (Porto), Christian Eriksen (Wolfsburg), Christian Nørgaard (Arsenal), Philip Billing (FC Midtjylland), Noah Nartey (Lione)
Attaccanti: Rasmus Hojlund (Napoli), Gustav Isaksen (Lazio), Mikkel Damsgaard (Brentford), Anders Dreyer (San Diego), Kasper Høgh (Bodø/Glimt), Jesper Lindstrøm (Wolfsburg), William Osula (Newcastle).

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, qualcuno sta spingendo Lotito verso il basso. La comunicazione la fanno i tifosi perché la società non è all’altezza” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’argomento del giorno è la parole ‘libertà’, che appartiene alla Costituzione. Parola non permessa, cancellata, fermata, censurata, usiamo il termine che volete. Poi non ci si espone mai, la replica arriva tramite le agenzie.

Il rapporto società-tifosi sta peggiornado e qualcuno, invece di aiutare Lotito, lo sta spingendo verso il basso.

In tutti i club, le società fanno la comunicazione, decidono, prendono posizione e i tifosi poi pensano, giudicano. Qui la comunicazione la fanno i tifosi, prendendo posizione, decidono e parlando alla gente. La Lazio è in affanno, non riesce a stare al passo con la comunicazione e perde sempre più terreno. Qui la comunicazione è affidata ai tifosi perché la società non è all’altezza.

I rinnovi sono un problema. Ci sono 9 giocatori in scadenza che avranno tutto l’interesse ad arrivare in scadenza. La società Lazio ha visto che in questa lista ci sono anche i calciatori che guadagnano di più e quindi è nell’interesse comune trovargli una collocazione

Attaccanti? Per me ora Sarri ha una gerarchia chiara: Maldini, Dia, Noslin, Ratkov. Qui decide tutto Lotito, ma una cosa non può controllarla: la formazione”.