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ALTRE

UFFICIALE – Stankovic torna in Serie A

“L’U.C. Sampdoria dà il benvenuto a Dejan Stankovic in qualità di allenatore responsabile della prima squadra fino al 30 giugno 2023 con opzione fino al 30 giugno 2024. Al tecnico e al suo staff un buon lavoro e un sincero in bocca al lupo da parte del presidente Marco Lanna, del Consiglio di Amministrazione e di tutta la società”. Questo il comunicato con cui la Sampdoria ufficializza Stankovic come nuovo tecnico della squadra.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Oggi risonanza per Casale. Parisi? O lui o Valeri per gennaio” (AUDIO)

Giulio Cardone (La Repubblica) a ‘QUELLI CHE…’

“I senatori della Lazio i primi mesi impazzivano. Sarri non da privilegi, non dice a nessuno, fino alla riunione tecnica, la formazione. Adesso è complicato capire le scelte del tecnico per il centrocampo, considerando la disfatta danese. Milinkovic potrebbe essere risparmiato, ma attendiamo la rifinitura. Ci sarà anche una risonanza per Casale ed è importante per capire se potrà sedere in panchina contro la Fiorentina lunedì. Parisi? La Lazio cercherà di prendere uno fra lui e Valeri a gennaio

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RASSEGNA STAMPA

Prestazioni top e contratto per Milinkovic: per ora non c’è spazio per il rinnovo

Lotito, non è casuale, ha ripreso ad alzare la posta: 100 milioni per il cartellino di Milinkovic. Così fa trapelare. Segnali inviati, non a richiesta, in proiezione Qatar. E’ evidente il motivo, accompagnato dalla crescita esponenziale dell’asso serbo, entrato nella scia (sotto forma di assist e gol) di De Bruyne e Neymar, top player mondiali. Non c’è alcuna possibilità al momento di rinnovare e prolungare il contratto di Sergej, in scadenza il 30 gennaio 2024. A gennaio mancheranno appena diciotto mesi allo svincolo ed è ovvio che la Lazio prepari il terreno e la resistenza, cominciare ad alzare il muro. Confidare in un prolungamento dell’accordo, anche solo annuale, è un esercizio da lasciare ai teorici delle buone intenzioni. La cronaca porta in direzione opposta. Per la prima volta, dopo tanti anni, le carte sono in mano a Kezman e l’agente del giocatore non ha alcun interesse ad accelerare la trattativa oppure a rimanere prigioniero, tenendo alto il prezzo del cartellino. Se offerte irresistibili non sono arrivate in tempi recenti alla Lazio, non è cambiato il pensiero di Sergej, che pure si sente affezionatissimo al club biancoceleste. Va verso i 28 anni. Sogna il trasferimento in un top club mondiale. A maggior ragione, potrebbe decidere in autonomia tra dodici o diciotto mesi, posto che preferirebbe andarsene con reciproca soddisfazione, cioè garantendo una bella cifra alla società.

Il futuro dopo il Mondiale in Qatar

Qualche settimana fa c’è stato un colloquio tra Lotito e Kezman. I contatti tra agente e Formello sono stati costanti anche dopo la chiusura del mercato. Non ci sono incontri in agenda e neppure viaggi a Roma previsti dall’ex attaccante. Se ne parlerà semmai dopo il Mondiale in Qatar, che potrebbe contribuire ad accrescere la visibilità e la considerazione internazionale di Milinkovic, sinora assente dal grande palcoscenico della Champions. La Serbia del ct Dragan Stojkovic peraltro punta a passare il girone e ha ampie possibilità di arrivare agli ottavi: dopo aver costretto il Portogallo di Ronaldo ai playoff, deve mettersi dietro Svizzera e Camerun per restare nella scia del Brasile. Due o tre giorni prima del debutto a Doha, proprio di fronte ai verdeoro di Neymar, Sergej diventerà padre. La fidanzata Natalija è incinta. Il gesto del ciuccio, dopo la doppietta allo Spezia, valeva come dedica. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Sarri non molla Parisi: lo scenario

Fabiano Parisi resta in orbita Lazio. Il terzino sinistro dell’Empoli gode del gradimento di Sarri, che spinge per avere un giocatore con le sue caratteristiche già a gennaio. La trattativa non è semplice: ha da poco rinnovato il contratto con i toscani fino al 2025 e Corsi non ha intenzione di scendere sotto i 10 milioni di valutazione. La Lazio, qualora decidesse di affondare il colpo, potrebbe giocare la carta Akpa Akpro. Il centrocampista è in prestito all’Empoli e il tecnico Zanetti, lo tiene in grande considerazione. Valutazioni in corso dunque, con Sarri in pressing.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la ricerca della continuità: mai tre vittorie di fila con Sarri…

Non sono ammessi altri passaggi a vuoto. Ancora una volta la Lazio ha la possibilità di vincere tre partite di fila fra le varie competizioni. Da quando c’è Sarri non ci è mai riuscita. Il tecnico sta cercando, da tempo, di lavorare su questo aspetto, perché la squadra ha, da sempre, gravi e sorprendenti cali mentali. Basti pensare che l’ultima volta che i biancocelesti erano riusciti a battere due avversari uno dietro l’altro (Feyenoord e Verona), ha poi perso 5-1 in Danimarca con il Midtjylland. Una figuraccia che deve restare bene impressa nella testa dei giocatori: se scendono in campo deconcentrati lo scivolone è dietro l’angolo. “Per ora abbiamo una continuità di 4 giorni”, ha detto Sarri in conferenza proprio per sottolineare quanto poco la sua Lazio riesca a tenere alta la soglia d’attenzione. Dopo il netto miglioramento nella fase difensiva ora tocca a quello nell’approccio mentale. La squadra (che ieri ha vissuto la giornata della foto ufficiale della stagione 2022-23) non può montarsi la testa per l’ottimo inizio in campionato. Sarri vuole che i piedi siano ben saldi a terra e che si affronti ogni partita con la stessa ferocia. Corriere della Sera

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Marcos Antonio titolare a Graz? È l’ora dell’uomo più atteso

L’uomo più atteso. Prima per le aspettative, ora perché deve ancora riuscire a emergere. Marcos Antonio non si è ancora preso la Lazio. Dei primi 900 minuti stagionali ne ha giocati appena 151. Poco, considerando che è il giocatore che, per filosofia di gioco (con la palla e anche senza…) è quello che più si avvicina all’idea di Sarri. Non era il primo nome sulla lista dei desideri del tecnico, ma, individuato il profilo, è  stato approvato. E dopo i primi mesi di lavoro insieme a Formello restano convinti della bontà dell’operazione che lo haa portato a Roma. Eppure solo una volta è stato schierato titolare (contro il Verona), e perché c’era Cataldi squalificato. Domani con lo Sturm Graz però avrà un’altra occasione. “È chiaro che, se gioca lui, poi il centrocampo deve essere di un certo tipo – ha spiegato Sarri al termine della gara col Feyenoord -. Marcos Antonio ha qualità e tecnica, ma è scadente a livello fisico. Le scelte vanno fatte anche in relazione a questo: gioca quando trovo l’incastro giusto”. Il brasiliano arrivato dallo Shakhtar pressa a tutto campo quando la palla ce l’hanno gli avversari ed è sempre rapido a far girare il pallone quando il possesso ce l’ha la Lazio. Deve però probabilmente mettere su massa muscolare e i compagni devono adattarsi a lui (più di quanto lui debba fare con i compagni). Serve equilibrio, ma a darlo devono essere anche gli altri 10, non solo Marcos Antonio.

IL PROFILO – Acquistato dallo Shakhtar nel febbraio del 2019 per 3,5 milioni di euro, nasce trequartista ma sa giocare anche mezzala e come mediano. Ha una buona (perfino ottima…) tecnica individuale e una visione di gioco altrettanto buona. Non ha la veemenza nel contrasto di Leiva ma riesce comunque a sfruttare la statura per arrivare prima degli altri sul pallone tenendo alti i ritmi della manovra che per lui è prevalentemente in verticale. Si può paragonare a un giocatore di scacchi: immagina l’azione con qualche mossa d’anticipo, al punto che perfino quando ritarda il passaggio lo fa per ottenere un’occasione migliore. Tutto è calcolato, niente è lasciato al caso. In entrambe le fasi.

TITOLARE – Domani con lo Sturm Graz dovrebbe tornare titolare. Di fatto sarà la prima volta che Sarri lo preferirà a Cataldi chee quindi si accomoderà in panchina. Questo per far respirare il numero 32, è evidente, ma il tecnico biancoceleste ha dimostrato l’anno scorso con vari giocatori di schierarli solo se convinto. Ci sono diversi esempi: Akpa Akpro è stato utilizzato per soli 415 minuti in tutta la stagione 2021-22, Vavro ha giocato meno di un quarto d’ora fino a quando a gennaio ha lasciato Formello. Perfino Luiz Felipe, titolare inamovibile a inizio stagione, ha giocato appena 59 minuti nelle ultime cinque di campionato. L’italo-brasiliano aveva staccato la spina sapendo che avrebbe lasciato Formello (in estate è passato al Betis a parametro zero), e il tecnico non ha più puntato su di lui benché la squadra andasse ancora a caccia di punti pesanti per strappare la qualificazione all’Europa League. Per questo Marcos Antonio, nel caso in cui venisse effettivamente schierato dal primo minuto, ha il compito di sfruttare l’occasione. La trasferta di Graz è importante per il futuro della squadra in campo internazionale. I 3 punti servono per centrare il primato che, specie dall’anno scorso, pesa in maniera sensibile non solo per il cammino in Europa League, ma anche per alleggerire il calendario di tutta la stagione. Sarri è convinto che con il tempo il brasiliano possa dare ancor più fantasia e velocità alla manovra. Lo deve capire lui, lo deve capire la squadra, che ha il compito di accoglierlo anche tatticamente per rendere il tutto attuabile. In fin dei conti Marcos Antonio è il giocatore più atteso dell’ultima campagna acquisti. Lo è per le aspettative, ora lo è anche perché si sta aspettando che riesca a inserirsi. Ma è giunta l’ora di porre fine all’attesa.

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RASSEGNA STAMPA

Tabù trasferta in Europa, l’ultima vittoria quasi un anno fa

La Lazio ha avuto evidenti problemi in Europa in trasferta. Come riportato da Il Messaggero, l’obiettivo dei biancocelesti, domani impegnati in Austria contro lo Sturm Graz, sarà ritrovare i 3 punti lontano dall’Olimpico: nelle ultime 15 in Coppa ben 9 sconfitte e solo 2 vittorie. L’ultimo exploit esterno è stato lo scorso novembre a Mosca con la firma di Immobile (doppietta) e Pedro. Sarri vuole conferme dopo le grandi prestazioni in Serie A.

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DICHIARAZIONI

D’Amico: “Milinkovic avrebbe giocato con noi del ’74”

Milinkovic, Mr. 100 milioni. Lotito chiede il massimo per il suo gioiello, nonostante le trattative per il rinnovo non siano neanche decollate. Sergej sta bene a Roma, non ha mai fatto – né verosimilmente farà – barricate per lasciare la Lazio. Gode della simpatia dei compagni, dell’affetto dei tifosi e soprattutto, della stima dei suoi colleghi. Vincenzo D’Amico, al Corriere dello Sport, lo ha elogiato. Sul Sergente ha detto: “Avrebbe giocato con noi del ’74, non so al posto di chi, ma avrebbe giocato”.

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TIFOSI

Europa-Serie A, il doppio esodo dei tifosi: stop ai tagliandi per Firenze

I tifosi biancocelesti preparano il doppio esodo, cifre definite: per la trasferta di Europa League con lo Sturm Graz saranno 925 i sostenitori biancocelesti che spingeranno la squadra di Sarri, mentre al ‘Franchi’ arriveranno in 1.800. Settore ospiti esaurito senza previsione di ulteriori concessioni di tagliandi.

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Due facce della stessa difesa: ora va sistemata anche in Europa

Due facce per la stessa difesa. L’avvio di campionato della Lazio è stato contraddistinto da un’inconsueta solidità difensiva. Appena cinque i gol concessi dalla squadra di Sarri nelle prime otto giornate di Serie A, di cui ben 4 su palla inattiva. L’unica rete da azione infatti è quella di Gabbiadini, con il filtrante di Rincon che ha trovato scoperta la retroguardia biancoceleste. Un pareggio che ha tolto due punti in classifica a Immobile e compagni che altrimenti sarebbero a un solo passo dalle capoliste Napoli e Atalanta (solo la formazione di Gasperini con 3 ha preso meno gol della Lazio). Guardarsi indietro però non serve a niente, come spiegato dall’allenatore dopo la gara contro la Cremonese.

Quella con lo Spezia invece è stata la quarta sfida conclusa con un clean sheet, la terza di fila: nella passata stagione, per ottenere lo stesso risultato, erano servite 23 giornate contro le 8 dell’annata in corso. Un dato emblematico di quanto sia migliorata la Lazio a livello difensivo. Merito del mercato e del modo di giocare della squadra, che sembra aver appreso sempre meglio quelli che sono i dettami di Sarri. Baricentro molto più alto, aggressione sul portatore di palla già in fase di costruzione, giuste distanze tra i reparti durante il non possesso. E poi ci sono gli interpreti, tra chi è arrivato e chi ha nettamente migliorato il proprio rendimento. Il salto di qualità c’è stato in porta, con le prestazioni di Provedel che hanno lasciato tutti senza parole. Mancini compreso, che lo ha chiamato in Nazionaledurante le partite di Nations League contro Inghilterra e Ungheria. Anche contro la sua ex squadra il portiere di 28 anni ha dato un saggio delle sue qualità. Martusciello però non è sembrato affatto sorpreso del suo rendimento. «Come mai Provedel è arrivato ora su un grande palcoscenico dovremmo chiederci, non è un giorno che gioca. E’ arrivato qui con l’occhio spiritato, qualsiasi secondo di allenamento lo fa come se fosse l’ultimo», le parole del vice di Sarri di domenica scorsa. Altra menzione speciale per Romagnoli. Sorvolando sul primo gol, l’ex capitano del Milan ha portato nello spogliatoio degli ingredienti che mancavano. Leadership, carisma, personalità, esperienza. Nonostante le preoccupazioni riguardo una pubalgia latente, il centrale si è sempre disimpegnato in modo preciso, riducendo al minimo le sbavature. Non trascurabile la crescita sia di Lazzari che di Patric.

A questo quadretto di semi-perfezione in A però si contrappone quanto visto in Europa League. Bensette gol concessi agli avversari nelle prime due partite del girone. Contro il Feyenoord, a risultato acquisito, la Lazio ha smesso di giocare e nell’ultima mezz’ora ha regalato due reti, ma sarebbe potute essere anche di più (il Var ha tolto un rigore agli olandesi a tempo scaduto). Inutile invece ripensare a quanto successo in Danimarca, con il tracollo che ha portato al 5-1 in favore del Midtjylland. Eccola allora la missione dei biancocelesti. Invertire il trend e blindare la porta come fatto nelle ultime tre partite di campionato. Il Tempo