L’uomo più atteso. Prima per le aspettative, ora perché deve ancora riuscire a emergere. Marcos Antonio non si è ancora preso la Lazio. Dei primi 900 minuti stagionali ne ha giocati appena 151. Poco, considerando che è il giocatore che, per filosofia di gioco (con la palla e anche senza…) è quello che più si avvicina all’idea di Sarri. Non era il primo nome sulla lista dei desideri del tecnico, ma, individuato il profilo, è stato approvato. E dopo i primi mesi di lavoro insieme a Formello restano convinti della bontà dell’operazione che lo haa portato a Roma. Eppure solo una volta è stato schierato titolare (contro il Verona), e perché c’era Cataldi squalificato. Domani con lo Sturm Graz però avrà un’altra occasione. “È chiaro che, se gioca lui, poi il centrocampo deve essere di un certo tipo – ha spiegato Sarri al termine della gara col Feyenoord -. Marcos Antonio ha qualità e tecnica, ma è scadente a livello fisico. Le scelte vanno fatte anche in relazione a questo: gioca quando trovo l’incastro giusto”. Il brasiliano arrivato dallo Shakhtar pressa a tutto campo quando la palla ce l’hanno gli avversari ed è sempre rapido a far girare il pallone quando il possesso ce l’ha la Lazio. Deve però probabilmente mettere su massa muscolare e i compagni devono adattarsi a lui (più di quanto lui debba fare con i compagni). Serve equilibrio, ma a darlo devono essere anche gli altri 10, non solo Marcos Antonio.
IL PROFILO – Acquistato dallo Shakhtar nel febbraio del 2019 per 3,5 milioni di euro, nasce trequartista ma sa giocare anche mezzala e come mediano. Ha una buona (perfino ottima…) tecnica individuale e una visione di gioco altrettanto buona. Non ha la veemenza nel contrasto di Leiva ma riesce comunque a sfruttare la statura per arrivare prima degli altri sul pallone tenendo alti i ritmi della manovra che per lui è prevalentemente in verticale. Si può paragonare a un giocatore di scacchi: immagina l’azione con qualche mossa d’anticipo, al punto che perfino quando ritarda il passaggio lo fa per ottenere un’occasione migliore. Tutto è calcolato, niente è lasciato al caso. In entrambe le fasi.
TITOLARE – Domani con lo Sturm Graz dovrebbe tornare titolare. Di fatto sarà la prima volta che Sarri lo preferirà a Cataldi chee quindi si accomoderà in panchina. Questo per far respirare il numero 32, è evidente, ma il tecnico biancoceleste ha dimostrato l’anno scorso con vari giocatori di schierarli solo se convinto. Ci sono diversi esempi: Akpa Akpro è stato utilizzato per soli 415 minuti in tutta la stagione 2021-22, Vavro ha giocato meno di un quarto d’ora fino a quando a gennaio ha lasciato Formello. Perfino Luiz Felipe, titolare inamovibile a inizio stagione, ha giocato appena 59 minuti nelle ultime cinque di campionato. L’italo-brasiliano aveva staccato la spina sapendo che avrebbe lasciato Formello (in estate è passato al Betis a parametro zero), e il tecnico non ha più puntato su di lui benché la squadra andasse ancora a caccia di punti pesanti per strappare la qualificazione all’Europa League. Per questo Marcos Antonio, nel caso in cui venisse effettivamente schierato dal primo minuto, ha il compito di sfruttare l’occasione. La trasferta di Graz è importante per il futuro della squadra in campo internazionale. I 3 punti servono per centrare il primato che, specie dall’anno scorso, pesa in maniera sensibile non solo per il cammino in Europa League, ma anche per alleggerire il calendario di tutta la stagione. Sarri è convinto che con il tempo il brasiliano possa dare ancor più fantasia e velocità alla manovra. Lo deve capire lui, lo deve capire la squadra, che ha il compito di accoglierlo anche tatticamente per rendere il tutto attuabile. In fin dei conti Marcos Antonio è il giocatore più atteso dell’ultima campagna acquisti. Lo è per le aspettative, ora lo è anche perché si sta aspettando che riesca a inserirsi. Ma è giunta l’ora di porre fine all’attesa.