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RASSEGNA STAMPA

Lazio, le perplessità di Sarri nei fatti: nessuno utilizza meno giocatori e fa meno cambi

Contrasto. Non solo a parole. Maurizio Sarri alla Lazio sta bene. Come forse non è stato altrove. A Formello sente di poter costruire, non ha la pressione dei risultati che aveva altrove. Eppure non è totalmente in sintonia con la società. Con il direttore sportivo Igli Tare c’è stato un botta e risposta duro: il tecnico ha definito un “miracolo” l’eventuale qualificazione alla prossima Champions League, per il braccio destro del presidente Claudio Lotito invece la squadra ha tutte le carte in regola per arrivare fra le prime quattro. Sarri però le sue perplessità le esprime anche nei fatti: la Lazio è la squadra che, nei maggiori cinque campionati d’Europa (98 squadre…) ha utilizzato meno giocatori (21, di cui due portieri). I biancocelesti, inoltre, sono quelli che, in Serie A, effettuano meno sostituzioni fra le pretendenti alla Champions. Nelle prime 21 di campionato Sarri ha sfruttato solo 88 cambi su 105 (escluso quello per inserire Provedel alla prima giornata). La Roma di sostituzioni ne ha effettuate 93, il Milan 99, il Napoli 100, l’Atalanta 101 e l’Inter 102. Non solo. Considerando sempre solo i giocatori di movimento, Sarri ha impiegato le riserve per 1811 minuti totali. Solo Mourinho le ha sfruttate meno (e di poco), con 1794 minuti. I cambi dell’Atalanta hanno giocato oltre 500 minuti in più di quelli della Lazio (2324), proprio come quelli del Milan (2363). Di fatto Sarri e Mourinho tendono a effettuare i cambi tardi (tranne che per necessità, come successo con Immobile sia con l’Udinese che con il Sassuolo) e, specialmente il tecnico laziale, a farne pochi. Si affidano principalmente all’undici individuato prima del fischio d’inizio, puntando poco sulle sostituzioni. E proprio questo, in casa Lazio, è il principale motivo di contrasto fra tecnico e società.

Corriere della Sera

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Gli scenari per la Juventus restano pesanti. La gestione Lotito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Al di là di questa gaffe del Pm di Torino sull’anti-juventinità, l’aria intorno al club bianconero resta pesante. Ci sono delle intercettazioni dei vertici che è stata definita un’autoconfessione delle alterazioni dei bilanci. Secondo la Corte d’Appello della FIGC tutto questo è andato a violare l’art. 4 della lealtà sportiva, alterando l’equità delle competizioni. Ora vediamo come andrà il ricorso, ma la parte più grave è considerata quella delle manovre sugli stipendi. I 15 punti, pensando a questo, viene considerato solo un antipasto. Poi c’è un’altra corrente secondo la quale la Juventus ha buoni argomenti che permetterebbero alla difesa di cancellare almeno la prima penalità. la cosa che da fastidio al popolo juventino è il fatto che, per il momento, ad aver pagato è solo la propria squadra, ignorando il discorso del vero e proprio sistema che avrebbe messo in piedi la Juventus. Certo che questa è una pagina drammatica a livello di immagine per il calcio italiano. La speranza è che tutto questo possa essere uno strumento per darsi una regolata, per creare delle norme finalizzate ad un maggior controllo. Il comportamento della Lazio, non avendo le risorse degli altri, su questo fronte non è attaccabile. Se c’è u elogio da fare alla gestione Lotito è proprio quella sui conti”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, asse Lazzari-Felipe con l’Atalanta: Sarri torna all’antico?

Manuel Lazzari si candida ad una maglia da titolare contro l’Atalanta. Dopo tre panchine di fila in campionato, il terzino della Lazio vuole riprendersi la scena. E Sarri ci pensa, dopo averlo usato dal primo minuto solo in Coppa Italia contro la Juve. L’ascesa di Hysaj, impiegato a sinistra, ha fatto spostare Marusic a destra. Valutazioni in corso, serve cambiare marcia. Oggi scatteranno le prime prove tattiche a Formello.

I possibili cambi di Sarri per l’Atalanta

Lazzari dentro e Hysaj in panchina, potrebbe essere questa una delle mosse di Sarri per la Lazio in vista del match di sabato sera contro gli uomini di Gasperini. L’altro cambio previsto è il rilancio di Felipe Anderson dal primo minuto con Immobile e Zaccagni nel tridente. Pedro, che ha giocato spesso nelle ultime sfide, in panchina. L’attacco titolare con lo spagnolo pronto a subentrare. All’andata, era il 23 ottobre, i biancocelesti vinsero con i gol di Zaccagni e Felipe. Ora il match mette in palio punti pesanti per la Champions. Corriere dello Sport

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STATISTICHE

Crescita Lazio, ecco la classifica rispetto a un anno fa…

La Lazio balbetta lo dicono i numeri e lo conferma il trend.  17 punti buttati via da situazioni di vantaggio (di cui ben 9 nel 2023) e con 9 punti raccolti nelle ultime 7 partite, il ruolino non è certo da Champions. Eppure nonostante questo, il confronto con lo scorso anno sorride e la Lazio può vantare 7 punti in più rispetto allo stesso periodo nella passata stagioneAllora i capitolini erano sesti a quota 32 e il quarto posto, occupato dall’Atalanta, era distante ben 10 lunghezze. Oggi le cose vanno in maniera diversa complice il cammino spumeggiante del Napoli, la penalizzazione della Juventus e un Milan che si è spento. Chiaro che la marcia frenata delle ultime gare stiano minando le certezze raccolte nella fase pre-Mondiale. Ora serve un confronto in squadra e occorre ripartire di slancio se si vuole veramente acciuffare l’obiettivo più ambito. La Lazio non sta facendo male, anzi lo score dei punti raccolti la collocano fra le squadre che stanno registrando un più sensibile miglioramento rispetto allo scorso campionato. Per quello che riguarda le altre il Napoli domina con un +13, bene la Roma a +8, la Juventus +3 (senza contare la penalizzazione), l’Udinese +6, la Salernitana +4 e il Torino +1. Male le altre big con il Milan sotto di 10, l’Inter di 6 e l’Atalanta di 4. Sabato i bergamaschi scenderanno all’Olimpico: per la Lazio di Sarri sarà l’occasione giusta per crescere ancora e affossare ulteriormente una diretta rivale.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, che succede? Dal 31 agosto se prende gol non segna più

Uno spreco. Inaccettabile in questi termini. Se le partite durassero appena 45 minuti, la Lazio sarebbe prima. Di più: sarebbe quasi in fuga. I biancocelesti avrebbero infatti 47 punti, con il Napoli secondo a 43. Nei secondi tempi la Lazio viene però spesso raggiunta, a volte perfino ribaltata. Dal 46′ in poi la squadra di Maurizio Sarri ha perso 8 punti, da situazione di vantaggio (compresi i gol incassati nei primi 45 minuti) addirittura 17. Un’inversione di tendenza evidentissima, considerando che negli ultimi due anni con Simone Inzaghi in panchina la squadra decideva spesso le partite negli ultimi minuti. Nel 2020-21 la Lazio dall’88’ in poi segnò 5 gol, conquistando 8 punti. Nel 2019-20 ne fece 6, aggiungendo alla propria classifica 10 preziosissimi punti. In questa stagione invece la Lazio evapora. “Dobbiamo risolvere il problema individualmente”, ha detto Nicolò Casale al termine della gara col Verona. “Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un solo giocatore ma venticinque teste”, ha invece sottolineato Sarri. Fatto sta che da quando la Sampdoria, lo scorso 31 agosto, ottenne il pareggio nel finale, la Lazio, nel campionato in corso, non ha mai reagito alle reti subite. In tutto il parziale, da quel momento in poi, è di 15 gol incassati e nemmeno uno realizzato. Non importa che subisca nel primo o nel secondo tempo, stando in vantaggio o in una situazione di pareggio. Se prendono gol, i ragazzi di Sarri non segnano più. All’interno dello spogliatoio della Lazio si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: essere primi in classifica al 46′, significa che effettivamente la squadra è forte. Per migliorare però bisogna ritoccare i propri punti deboli, e quello della Lazio è particolarmente evidente. Nelle ultime due di campionato (con Verona e Fiorentina), dopo esser stati raggiunti, i biancocelesti hanno perfino concesso altre grandi occasioni agli avversari: sia i veneti che i toscani hanno colpito un legno, e avrebbero punto perfino vincere la partita. I punti persi da situazione di vantaggio sarebbero così 19 e non 17. Ma pure così lo spreco resta inaccettabile.

Corriere della Sera

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CALCIOMERCATO

Fares-Alanyaspor, concessa proroga per la chiusura del mercato turco

A causa del devastante sisma che ha piegato la Turchia e la Siria, la FIFA ha concesso una proroga di 10 giorni per il calciomercato. La chiusura era prevista oggi (8 febbraio). La trattativa Fares-Alanyaspor sembrava arenata nei giorni precedenti, tanto che la società aveva sondato la pista Pol Lirola. C’è ancora margine per il mercato turco e quindi, per l’addio dell’esterno sinistro biancoceleste, ormai ai margini della rosa.

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RASSEGNA STAMPA

La voglia di Immobile per ripartire: finalmente Ciro contro una big

Non c’è tempo per i rimpianti. Dopo aver sprecato l’occasione di salire al terzo posto in solitaria, la Lazio è attesa da uno scontro diretto che, nonostante le parole di Sarri in merito alla classifica, può dire molto in ottica corsa Champions. Sabato all’Olimpico arriverà l’Atalanta, avversario contro cui i biancocelesti hanno giocato probabilmente la miglior gara della stagione. In quell’occasione Sarri fu costretto a rinunciare a Immobile, infortunatosi la giornata precedente contro l’Udinese (lesione tra primo e secondo grado che lo costrinse ad alzare bandiera bianca fino al 2023). Stavolta Ciro ci sarà. È alla ricerca del gol che in campionato gli manca dal 4 gennaio, alla ripresa della Serie A andò a segno nella trasferta di Lecce. A Verona è stato gestito, troppo importante il mese di febbraio per rischiare un’ulteriore ricaduta. «Sta meglio rispetto alla gara precedente – ha dichiarato l’allenatore dopo il match del Bentegodi – ragionava in modo migliore. Deve crescere e ha bisogno di minuti in campo, ci ha fatto comodo perché ci ha permesso di far tirare il fiato a Felipe Anderson». Altro dubbio di formazione in vista della sfida alla squadra di Gasperini. Il brasiliano dovrebbe tornare dal primo, Pedrostavolta potrebbe far rifiatare Zaccagni, anche se è difficile pronosticare il miglior marcatore della Laziofuori dall’undici iniziale. Lazzari scalpita per tornare. Il Tempo

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RASSEGNA STAMPA

Altalena Lazio, quanti sprechi con le piccole

Con le squadre che occupano attualmente tra l’undicesima e la ventesima posizione, i biancocelesti hanno ottenuto appena 21 punti, solo tre in più rispetto a quelli messi in cassaforte con le prime dieci della classe. Sarebbero bastate un pizzico di attenzione in più e maggiore cattiveria agonistica per portare in porto determinate sfide (vedi i quattro punti gettati alle ortiche contro le ultime tre).

Il problema principale continua a essere l’abisso nel rendimento tra primo tempo e ripresa. Dei 17 gol subiti, addirittura 14 sono stati incassati nella seconda parte di gara (solo BolognaNapoli e Juvehanno bucato la Lazio nei primi 45′). Una situazione che si è accentuata nel 2023 visto che contro LecceEmpoliFiorentina e Verona sono stati buttati via 9 punti. Un tesoretto enorme visto che la lotta Champions sempre più serrata e qualsiasi passo falso può avvantaggiare una rivale. Non è finita qui perché dalla gara con l’Inter in poi la squadra di Sarri non ha più vinto quando ha subito gol. In un momento così delicato del campionato non si può parlare di dettagli. Ecco perché, al netto di qualche decisione discutibile da parte di Sarri (vedi i soli due cambi contro l’Hellas), la società ha dimostrato di stare apertamente dalla parte dell’allenatore. Adesso sono i giocatori a salire sul banco degli imputati per le prestazioni troppo altalenanti. Il presidente Claudio Lotito e il diesse Tare si aspettano una reazione immediata già dalla sfida di sabato contro l’Atalanta. Dal punto di vista del tecnico, il problema è principalmente mentale. «Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un giocatore ma venticinque teste. Sarebbe un’impresa ardua anche per lo psicologo più affermato d’Europa, stiamo cercando di prenderne atto che sarebbe già qualcosa di importante», un concetto che Sarri ha ribadito più di una volta. È altrettanto evidente che ci sia qualcosa anche sotto l’aspetto della preparazione atletica e della condizione fisica. In tanti sono stati spremuti per mancanza di alternative, impensabile continuare così per i prossimi mesi. In vista del match contro i bergamaschi, in programma sabato 11 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, si aggiunge il pericolo cartellini. I diffidati in casa Lazio infatti sono tre: CasaleCataldi e Marusic. In caso di ammonizione non sarebbero a disposizione per la gara contro la Salernitana, valida per la 23esima giornata. Il Tempo

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DICHIARAZIONI

Lazio-Flaminio, Onorato: “Aspettiamo sempre Lotito…”

La questione Flaminio orbita sempre intorno alla Lazio. L’assessore allo Sport di Roma Capitale Alessandro Onorato, nel corso dell’annuncio dell’approvazione della delibera di pubblico interesse da parte della Giunta Gualtieri sul progetto del nuovo stadio della As Roma, è tornato a parlare sulla possibile riqualificazione dell’impianto per mano della società biancoceleste: “Lo stadio della Lazio? La domanda andrebbe fatta al presidente Lotito. C’era stata una disponibilità sullo stadio Flaminio, poi abbiamo saputo a mezzo stampa che c’erano delle difficoltà. Noi confermiamo la nostra disponibilità a Lotito, che potrà presentare anche il progetto da un’altra parte”. Da capire le possibile future mosse del patron laziale. Qualche giorno fa aveva ammesso: “Il progetto lo presento se so che potrà essere approvato, altrimenti neanche lo presento”. Al momento rimane tutto fermo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Occasione persa, la dura realtà è che duriamo 45′” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

Occasione sprecata, il Verona è sceso in campo con fame e agonismo e non siamo riusciti a chiudere la partita. Al contrario l’avversario ha preso fiducia e ripreso la partita. I nostri cali mentali ormai sono una consuetudine, anche ieri l’approccio alla ripresa è stato sbagliato. Mi da fastidio dire che duriamo 45′, ma questa è la cruda realtà. La Lazio cala mentalmente, ma anche fisicamente. La cosa che mi preoccupa di più sono quei 5′ dopo il gol subito, in cui siamo andati completamente nel pallone. La Lazio non riesce a chiudere le partite e si espone automaticamente al rischio di essere rimontata”.