Categorie
NAZIONALI

Niente Inghilterra per Zaccagni, il giocatore torna a Roma: il comunicato

Con un comunicato, è ufficiale il forfait dell’esterno biancoceleste: “Il calciatore Mattia Zaccagni, a seguito dei test fisici effettuati ieri e oggi al CTF di Coverciano, non risulta essere in grado di poter essere disponibile per la gara di martedì a Londra con l’Inghilterra e sta facendo quindi rientro al proprio club di appartenenza”

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri ha deciso, con il Sassuolo conferma Castellanos

Potrebbe essere confermato al centro dell’attacco, Taty Castellanos. Dopo la prova ottima contro l’Atalanta, condita da un gol e un assist, l’attaccante argentino potrebbe giocare titolare anche alla ripresa del campionato, al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il Sassuolo di Alessio Dionisi. Sarri non ha ancora recuperato Ciro Immobile dal problema all’adduttore e, anche se il capitano dovesse farcela, sceglierà in base a chi sta meglio fisicamente, per questo potrebbe toccare ancora al numero 19. Lo riporta il Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile “ferito da pochi”: “Lazio ti amo, ma non posso più dire che sarà per sempre. Arabia? Ora vacillo, vedremo a gennaio”

Il battito dei suoi pensieri segue quello dei suoi gol. Ora è un momento no. Immobile è un leone ferito: «Sì, un po’ lo sono», ammette a denti stretti, gli occhi lucidi e un sorriso amaro. Lo incontriamo a Formello di prima mattina, in pantaloncini, pronto per le cure, con lo sguardo all’ingiù, ma ancora con tanti lampi di gioia e d’orgoglio. Ciro è tutt’altro che finito, ha gli anni di Cristo e non esclude mai il ritorno al futuro: «Le reti, le ritroverò. Il problema non è quello. Forse molti si dimenticano che, quando sono arrivato qui, nel 2016, non era come adesso. Non si sapeva nemmeno chi sarebbe stato l’allenatore. Adesso che facciamo la Champions mi vogliono parcheggiare fuori? Non mi sembra il massimo come riconoscimento. Ma io vado avanti, come ho sempre fatto».

Appunto. Come sta il flessore destro? Quando c’è di mezzo Ciro, cala sempre un velo di mistero.
«È un infortunio particolare, già avevo sentito tirare la coscia nella partita con il Celtic. Ultimamente sono diventato esperto con gli infortuni (ride, ndr), mi sono reso conto subito che qualcosa che non andava. Per fortuna non è niente di grave, lunedì avrò un’altra risonanza, il muscolo andrà valutato di giorno in giorno».

Duecento reti con questa maglia a un passo. Ogni volta che si avvicina una cifra tonda, c’è un ingorgo.
«Forse anche quella pressione mi condiziona, è un numero veramente importante. Mi era già successo con quota 100. Per prima cosa però devo tornare in campo, altrimenti non posso gonfiare la rete».

Possono bastare dieci partite a far dimenticare chi ha fatto la storia della Lazio?
«A quanto pare sì. Ma solo per alcuni, perché poi anche domenica gli striscioni della Nord e della Maestrelli mi hanno emozionato, mostrandomi il loro sostegno in un momento delicato».

È il più difficile di sempre?
«No. Il primo anno forse è stato il più complicato perché il mio popolo doveva imparare a conoscermi e diceva di tutto. Ora c’è solo una piccola parte della gente, che non so nemmeno se definire veri tifosi della Lazio, che mi contesta. Non credo che il vero laziale possa dirmi qualcosa, non ci credo. È solo una questione di tempo e farò ricredere anche il più scettico».

Gli effetti della scorsa stagione maledetta, anche con l’incidente in auto, si fanno sentire?
«Sicuramente non mi hanno aiutato. Prima i tanti infortuni, poi l’incidente in macchina con le mie bimbe. Un po’ il corpo e la testa ne hanno risentito, ma non penso di portarmeli ancora dietro. Forse ho un altro tipo di blocco, dovrei giocare con la testa più libera e con il corpo meno contratto».

Da dove si riparte?
«Quando vedi che le cose vanno bene cerchi di allenarti come hai sempre fatto, quando invece vanno male torni a fare le cose più semplici per ritrovarti. Se capisci che è un momento un po’ così, cerchi di non strafare perché poi fai peggio. A parte la mia situazione personale, anche la squadra ha sofferto un inizio di campionato infelice e io ho bisogno che tutto giri al meglio per segnare. Andate a vedere quante palle-gol ho avuto…».

C’è chi dice che nel 3-5-2 si sentiva più libero.
«Non c’entra nulla il modulo, ho fatto 27 reti anche con il 4-3-3 e 12 l’anno scorso, avendo saltato la metà delle partite, forse qualcuno non se n’è accorto».

Servono più assist da Zaccagni e Felipe Anderson?
«Credo che tutti avessero bisogno di sbloccarsi e la vittoria con l’Atalanta può aver segnato una svolta in un campionato in cui non siamo arrivati abbastanza pronti all’impatto e in cui abbiamo subito un calendario tostissimo».

C’è nostalgia anche delle verticalizzazioni di Milinkovic
«Manca a tutti. Ma quante volte l’addio di un grande campione fa emergere la forza del gruppo? I rinforzi hanno sofferto l’inizio, come successe a noi i primi tempi con Sarri, ma ora già sono dentro gli schemi e il suo calcio. Nuovi e veterani insieme, dobbiamo essere bravi a sopperire all’assenza di Sergio sia a livello tecnico che nello spogliatoio. Lui ha fatto la sua scelta in estate».

Opposta a quella di Ciro, ma dall’Arabia continuano a bussare per gennaio.
«È una soluzione che avevo preso in considerazione quest’estate quando era arrivata qualche offerta, poi però ho deciso di rifiutarla per la Nazionale e la Champions. Dopo un inizio di campionato così, qualche domanda me la sono fatta, specialmente dopo le critiche di alcuni, fortunatamente non tutti, che non hanno visto e apprezzato il gesto ma hanno subito presentato il conto. Questo mi fa male, anzi mi fa vacillare. E ora il mio pensiero non è più lo stesso di luglio. Alcuni giorni, quando ero più giù di morale, ho pensato “era meglio se me ne andavo”».

Sente ancora la fiducia di Sarri e Lotito?
«Del mister sempre, ci parlo tutti i giorni e sono tranquillo. Per il presidente io sono un figlio, ci siamo sempre detti le cose in faccia. Quindi, quando arriverà il momento in cui io non riesco più a dargli quello che si aspetta, le nostre strade si divideranno».

Smentiamo un falso mito: Immobile non ha mai voluto un vice che potesse sostituirlo.
«Da un lato mi fa piacere che si pensi che io abbia così tanto potere qui da decidere chi acquistare e in quali ruoli, ma il mio unico “potere”, in quanto capitano, sta nello spogliatoio. Fuori, può al massimo esserci stata qualche chiacchierata su qualche rinforzo».

Ma come, due anni fa firmò una carta privata con Sarri e Lotito per gli acquisti da fare sul mercato…
«È stata più una cosa simpatica, non dal valore reale, il mio sigillo. Diciamo che ho fatto da garante e testimone su un patto per gli acquisti che erano già stati decisi dal mister e dal patron».

In quel foglio c’era il nome di Caputo.
«Sì, è vero, poi si fece male e cambiarono i programmi. Non è vero invece che io non ho mai voluto un sostituto perché con il calcio che giochiamo, a ritmi altissimi, serve un altro bomber pronto, che ci possa dare una mano. Se una società vuole crescere in termini di obiettivi e poi di risultati, è fondamentale avere due giocatori per ogni ruolo».
Un giorno Castellanos sarà il suo erede?
«Non voglio mettere pressione al Taty. Ha un peso essere il mio successore e io non lo auguro a nessuno. Mi è capitato a Dortmund con Lewandovski e a Siviglia con Bacca, non è il massimo».

Il ricordo più bello e il rammarico più grande.
«Il rimorso è sicuramente il finale di stagione del 2020. Eravamo davvero in un periodo forte, ci sentivamo un rullo compressore, un treno che andava a mille all’ora e non poteva fermarci nessuno. Invece ci ha stoppato il Covid, è finito tutto, anche il sogno scudetto. Sia con Inzaghi che con Sarri ho vissuto tanti bei momenti. Ho amato i derby in cui non ho giocato e me li sono goduti, senza ansia, grazie al successo».

Come vive le stracittadine dopo tanti anni?
«Ancora in maniera particolare. Qui è una partita unica, non esiste nulla di simile in giro per il mondo. Nella capitale può spostare gli equilibri mentali per mesi, anche nella tua vita quotidiana. La rivalità va oltre ogni pensiero».

E come ha coltivato allora l’amicizia con Pellegrini, capitano dell’altra sponda?
«Prima con Lorenzo ci vedevamo di più, a casa o in qualche ristorante. Sopratutto quando sono nati i nostri figli, a pochi giorni di distanza, nella stessa clinica».

Martedì la Nazionale torna a Wembley dov’è arrivato il trionfo dell’Europeo.
«Un’emozione pazzesca. Vincere con l’Italia in casa degli avversari è qualcosa di unico. È stata una cavalcata bellissima, mi porto dentro tutto il viaggio: dal ritiro in Sardegna alla finale. Eravamo un gruppo con fame di vittoria e saremo legati per sempre».

Eppure il suo rapporto con l’Italia sembra sempre così problematico.
«Mai avuto un problema con nessun ct, è stato creato tutto dall’esterno. Ormai, anche chi non vede le partite mi critica, va di moda. Quando ti mettono un marchio addosso, è difficile toglierselo».

Non le dà fastidio sentire che non esistono centravanti nel nostro Paese?
«Ho vinto la Scarpa d’Oro, ma magari si aspettavano più gol da me. Invece di 200, dovevo farne 400».

Com’è il nuovo rapporto con Spalletti?
«Ottimo, mi ha fatto molto piacere che mi abbia dato la fascia da capitano, è stato un gesto importante che non mi aspettavo. Ho chiamato subito la mia famiglia, ero emozionato. Farà un bel percorso perché parla molto con i giocatori, le motivazioni sono fondamentali e lui riesce sempre a darle a ognuno».

Su quale attaccante scommetterebbe per il futuro azzurro?
«Quelli a disposizione sono tutti bravi, ma gli manca la continuità. Fare una stagione da 20 reti è facile, farne 4-5 allo stesso ritmo è più complicato. Se fai la punta, devi metterti almeno 2-3 annate consecutive con certi numeri nel curriculum. A me piace molto Raspadori. È umile e ha il veleno, tecnicamente bravo, ha personalità e sa fare tutto. È entrato nell’Europeo ed è continuo pur avendo davanti Osimhen e non giocando spesso».

E di Berardi che dice: non lo ha convinto a venire alla Lazio?
«No (ride, ndr), l’ho visto in Nazionale ma non ne abbiamo parlato perché è andato via subito».

Pensa ancora di chiudere la carriera alla Lazio?
«In questo momento dico sì e no. Non vorrei rispondere al volo, ci sto pensando da un po’ con la mia famiglia. Intanto devo tornare in forma e in campo al meglio. Una volta che ci sarò riuscito, potrò decidere davvero. Ora direi di no perché sono in un periodo negativo e sono infortunato, ma se avessi fatto 20 gol direi sì. Quindi la mia decisione non deve essere dettata dal momento. Sicuramente se prima ero convintissimo di rimanere a vita, ora lo sono un po’ meno. Sono un po’ ferito».

E come vede il suo futuro?
«Sicuramente alla Lazio, ma non so in quale ruolo. Deciderà il presidente, mi troverà qualcosa, lui non metterà mai in dubbio tutto ciò che ho fatto. Io amo la Lazio. E si dice che più ami qualcosa e più ci rimani male ed è quello che sta capitando a me. Quello che ho sempre detto, e che mi dispiace, è che prima di valutare quello che viene fatto in campo, mi piacerebbe che la gente mi valutasse anche per quello che sono fuori, come uomo. Non ho mai detto una parola fuori posto, i tifosi della Roma quando mi incontrano per strada mi dicono “Non ti abbiamo mai visto fare una provocazione verso di noi” e per questo mi rispettano. I veri laziali mi hanno sempre riconosciuto prima come persona e poi come calciatore, e lo abbiamo visto anche domenica pomeriggio. Anche qui in società hanno deciso di farmi capitano, non perché avessi più presenze, ma per il ruolo e le responsabilità che mi assumevo. Ci sono tante componenti che mi hanno spinto a dare tutto per la maglia che indosso».

In conclusione, per quello che ci ha raccontato, immaginiamo che il titolo di questa intervista non potrà essere “Lazio per sempre”, vero?
«No, perché poi la gente si fermerebbe solo al titolo, mentre io non so cosa succederà a gennaio o giugno. Non ho mai avuto paura di mettermi in discussione, né quando sono andato all’estero né quando sono tornato qui. Vedremo».
Il Messaggero

Categorie
DICHIARAZIONI

Tare e l’Albania: “Tutti forti, se fossi ancora alla Lazio li prenderei tutti”

Igli Tare e la sua Albania. La nazionale dopo aver battuto per 3-0 la Repubblica Ceca è volata in testa al Girone E valido per le qualificazioni ad Euro 2024. Un gruppo mica facile per la squadra allenata da Sylvinho con Polonia, Repubblica Ceca, Moldavia e Isole Faraoe. L’ex ds della Lazio, ai microfoni della tv albanese, ha commentato: “La squadra è stata perfetta, complimenti a tutti dal primo all’ultimo. Per la prima volta per un allenatore della nazionale albanese avrà grattacapi nella scelta, visto che ci sono tanti giocatori di qualità. Sylvinho ha costruito un gruppo competitivo che non solo può qualificarsi, ma anche fare miracoli all’Europeo. Se fossi ancora il direttore sportivo della Lazio prenderei tutta la squadra”. Da ds Tare ha portato diversi giocatori albanesi in biancoceleste. E oggi gioca ancora Hysaj, fedelissimo di Sarri e colonna della nazionale.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “C’è grande confusione, Spalletti deve lavorare sulla testa del gruppo e compattarlo” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

“Il lavoro di Spalletti oggi è sulla testa dei giocatori. Devi ricompattare un gruppo. Ora c’è molta confusione, si rischia di farne ancora di più buttando nomi a casaccio. Il fatto che la polizia sia a Coverciano rende difficile parlare di calcio. C’è da giocare però, c’è da fare risultato con Malta per poi andare in Inghilterra. Zaccagni? Se la caviglia si asciuga un pochino, potrebbe farcela per martedì a Wembley. Bonaventura? E’ stato bravo, da grande professionista a mantenere il livello. E la sua Fiorentina è una squadra nettamente migliorata rispetto alla scorsa stagione, hanno una rosa veramente importante e di qualità”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Bruno-Giordano-13102023-e2ahiuh
Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Bisogna capire se i giocatori abbiano scommesso sulla propria squadra. Expo2030? A breve…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Bisogna capire se i giocatori abbiano scommesso sulla propria squadra. Expo2030? A breve…”

“Bisogna capire se i giocatori abbiano scommesso sulla propria squadra. Expo2030? A breve…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Ci sarebbe un giro di ricattatori che dovrebbero ricevere dei soldi di giocatori. Mi sembra incredibile che manchino le parole di Gravina, in questo momento. Vorrei capire se veramente Zaniolo stava scommettendo dalla panchina, il ruolo degli ispettori federali. Come fa un tesserato a portare un cellulare in panchina? Dal punto di vista sportivo l’art. 24 esclude per 3 anni il giocatore dalle competizioni. Bisogna capire se questi giocatori abbiano scommesso sulle partite della propria squadra”.

“Zaccagni è andato in ritiro con la Nazionale, ma le sue condizioni non gli permettono di giocare contro Malta. Fino a lunedì non può correre, è probabile che abbia raggiunto Coverciano anche per scacciare quelle voci riguardo il suo rapporto con la maglia azzurra. A Formello intanto, in questi giorni si lavorerà per registrare la difesa. Sistemare un reparto che ha mostrato lacune in questo inizio di stagione. Marusic? Prima dell’Atalanta era affaticato, ma non risultano infortuni. Per Immobile lunedì nuova risonanza. Lo stesso Luis Alberto tornerà ad inizio della prossima settimana, dopo lo stop di sabato e domenica. Ci dovrebbe essere un incontro con la sorella di Felipe Anderson settimana prossima. Bisogna capire se le parti si verranno incontro, se la Lazio vorrà accontentare il brasiliano”.

“Dovrebbe arrivare il via libera a breve per la maglia Expo 2030 già per la sfida contro il Sassuolo”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Alberto-Abbate-13102023-e2ahf3s
Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Scommesse, la cerchia destinata ad allargarsi: una decina di calciatori a rischio

Ci sarebbero un secondo giocatore della Juventus (di seconda fascia) e almeno una decina di altri calciatori a rischio, nell’indagine per scommesse su piattaforme non autorizzate. Ai tre che compaiono già sul registro degli indagati – Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo – la squadra mobile di Torino ha sequestrato cellulari e tablet, in modo da setacciare i movimenti delle puntate e conversazioni in chat che potrebbero allungare ulteriormente la lista dei giocatori coinvolti. Non sarebbe il filone centrale dell’indagine aperta alcuni mesi fa dalla Procura del capoluogo piemontese: il pm Manuela Pedrotti voleva accendere i riflettori su un giro di scommesse parallele, illegali, attraverso piattaforme online che facevano da sponda al riciclaggio di denaro o a chi – evidentemente – non poteva comparire da semplice scommettitore regolare. Tra questi sono comparsi sulla scena alcuni calciatori, che non potendo puntare sulla propria disciplina (secondo l’articolo 24 del Codice sportivo) ora rischiano multa e squalifica anche sul piano sportivo. 

Fagioli ha già ammesso di aver scommesso nel calcio e si è autodenunciato alla Procura della Figc lo scorso 30 agosto. Tonali e Zaniolo sono stati raggiunti a Coverciano subito dopo l’audizione di Fabrizio Corona, ascoltato dalla Polizia come persona informata dei fatti dopo le anticipazioni per mezzo social e attraverso il suo sito Dillingernews. L’accelerazione delle azioni nelle ultime ore sono dipese dal rischio di una fuga di notizie, per niente utile allo svolgimento delle indagine e degli accertamenti in corso. Come da quelli di Fagioli, anche dai dispositivi dei due giocatori della nazionale – che hanno lasciato il ritiro azzurro perché non in “condizione per affrontare gli impegni in programma nei prossimi giorni” – potrebbero emergere altri dettagli utili alla ricostruzione dei fatti e all’individuazione della rete degli scommettitori. La Juve resta in attesa della conclusione degli accertamenti: per adesso Fagioli si allena regolarmente, nessun altro giocatore ha ricevuto notifiche di atti d’indagine dalla Polizia. gazzetta.it

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Se calciatori hanno scommesso, pene severe. Sport e spettacolo devono rimanere distanti” (AUDIO)

Poco garantista se sono colpevoli, MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Io sarei poco garantista se fosse accertato il tutto nei confronti dei calciatori, ma la fonte è Corona che è un pregiudicato. Onestamente aspetterei prima di dare giudizi e di dare per certe alcune cose. Di calciatori stupidi ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno, quindi non sarebbe una novità, ma onestamente è presto per fare congetture. Il mondo dello sport dovrebbe rimanere separato da quello dello spettacolo. Mi spiace che ci vada di mezzo una categoria per colpa di qualche stupidotto che scommette non certo per guadagnare, ma per vizio. Il mondo dello sport e quello dello spettacolo devono rimanere separati proprio per evitare queste cose, mentre ormai si va sempre di più nella direzione opposta.

Riguardo Immobile devo dire che Spalletti ha diritto a decidere come meglio crede. Ad esempio è pieno di giocatori che vengono convocati e non giocano mai. E’ sempre accaduto. La fascia di capitano non è la garanzia di giocare titolare a vita. Ora Immobile non sta bene e giustamente valuta altri giocatori, Ora è inutile creare polemiche. Quando sarà al top lo valuterà e lo convocherà senz’altro.

L’idea di vedere Insigne alla Lazio mi piace ad esempio come sostituto di Pedro”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Massimo-Piscedda-13102023-e2ahad3

Alessio Buzzanca

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lotito interessato a sviluppare area attorno al Flaminio, ma ancora nulla di concreto” (AUDIO)

Flaminio e Provedel il russo, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Provedel non ha nemmeno la nazionalità e dunque non è russo, quindi a oggi non potrebbe nemmeno essere preso in considerazione. Non si sa come sia uscita questa notizia, ma non ha fondamento.

Ogni tanto torna forte l’intenzione del Presidente sul Flaminio, ma finché questa intenzione non si trasforma in un progetto concreto si fa fatica a crederci a 360 gradi. Ciò che abbiamo saputo è che Lotito sarebbe interessato a sviluppare l’area intorno al Flaminio con negozi, ristorante.

La teorica ristrutturazione del Flaminio dovrebbe comunque superare seppur di poco i 40.000 spettatori di capienza per essere appetibile per una squadra come la Lazio.

La polemica tra Sarri e Spalletti c’è stata e il recupero in Nazionale di Zaccagni ha contribuito a far tornare un po’ il sereno. Il piano di Spalletti è di giocare con Chiesa e Zaccagni a Wembley martedì sera contro l’Inghilterra. Il malanno dell’ala laziale c’è ed è stato anche constatato dai medici della Nazionale e il suo mettersi comunque a disposizione ha bendisposto il CT Azzurro.

Sarri ha detto quello che pensano tutti gli allenatori di club sulla Nazionale e sull’impiego dei giocatori in Azzurro, ma gettare altra benzina sul fuoco dei rapporti tra la Lazio e l’Azzurro, rapporti che non sono mai stati type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idilliaci, non mi è sembrata una mossa giusta da fare da parte di Sarri”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-13102023-e2ah9ut

Alessio Buzzanca

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Scommesse, Corona fa il quarto nome coinvolto: “Gioca nella Roma”

Fabrizio Corona dà ancora una scossa al calcio italiano. Sui suoi profili ha annunciato che oggi pomeriggio farà il nome del quarto giocatore coinvolto dopo Fagioli, Zaniolo e Tonali: “Gioca nella Roma”, ha spiegato. Per il momento dalla Procura, da Coverciano e da Trigoria bocche cucite: sarà un’altra lunga giornata.

LEGGI ANCHE: Indagine scommesse: i pm sequestrano telefoni e tablet di Tonali e Zaniolo: c’è il sospetto che dietro ci sia la criminalità organizzata