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ESCLUSIVE

26 MAGG10 – Hernanes: “Noi ed i tifosi, abbiamo scritto la storia. Che orgoglio!” (AUDIO)

26 Maggio 2013-23, ANDERSON HERNANES in collegamento a ‘SVB’: “Entrati nella storia”

“Siamo entrati nella storia, sono fiero di aver contribuito ad aver fatto il regalo migliore ai tifosi della Lazio. Abbiamo scritto la storia tutti insieme. Sono molto legato alla spiritualità, per la finale di Coppa Italia non feci una preghiera speciale, faceva parte della mia quotidianità. Ovviamente fu così anche quella mattina, dal punto di vista della tensione. Ero molto concentrato, il cervello stava sempre al punto della partita, mentre io cercavo di pensare solo ai dettagli del momento. Già questo è un allenamento alla partita. Non volevo sbagliare nulla, non facevo casa alla motivazione degli altri, volevo che tutto fosse normale. Petkovic? Lui è un tecnico che mi è piaciuto molto. Bene dal punto di vista tattico, ma lui era uno molto bravo soprattutto dal punto di vista dei rapporti ed umano. Era sempre molto tranquillo, bravo nel comunicare con la squadra, questo è un fondamentale molto importante.

La Lazio di oggi forse è anche più completa nei vari reparti. Questo si nota dalla Champions che hanno raggiunto. La nostra era una squadra forte, importante, ma forse quella di Sarri è anche migliore. Io sono orgoglioso della mia carriera, mi è mancato un pezzo importante, il mio fisico. Non avevo una grande esplosione, era tutto basato sulla tecnica e sull’intelligenza di gioco”.

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DICHIARAZIONI

26 MAGG10 – Klose: “Quel derby la felicità. Il mio compagno di stanza diventato Re di Roma…”

Anche Miroslav Klose, ancora molto legato alla Lazio e allo stesso Lulic, ha ricordato quel giorno nel libro di Argentini passando anche per il derby del 2011: «Sono arrivato alla Lazio nel 2011 e ho capito fin da subito che quello della Capitale era un derby speciale. Mi ricordo che quando arrivati erano due anni che la Lazio non ne vinceva uno. Poi arrivò la partita, la vincemmo e io segnai allo scadere il gol decisivo, e vedere la gioia dei tifosi sia quel giorno che i giorni dopo agli allenamenti, dove si strinsero con calore intorno a noi, mi fece capire definitivamente quanto era importante il derby della Capitale».

Poi sull’avvicinamento al 26 maggio: «Ricordo che la società ci mandò in ritiro a Norcia. Ci eravamo andati altre volte quindi quel posto evocava momenti brutti che avevamo passato in alcune occasioni. In quei giorni abbiamo parlato molto, abbiamo scherzato, insomma ci siamo divertiti e avvicinati ancora di più come un gruppo stretto».

Infine sui festeggiamenti: «Quando è finita la partita è stato fantastico. Sono andato subito a prendere Lulić e me lo sono messo sopra le spalle per portarlo in giro per il campo e farlo acclamare dai tifosi della tribuna e della Curva Nord. Lui quel giorno era diventato il Re di Roma. È stato il mio compagno di stanza e soprattutto è un caro amico con cui mi frequento ancora. Ancora oggi quando riguardo i video e le foto dei festeggiamenti provo emozione e mi sento veramente felice».

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RASSEGNA STAMPA

26 MAGG10 – Lulic: “C’è chi ha chiamato Senad il figlio. È per sempre!”

Non chiamatelo eroe. Nemmeno in quello che viene considerato il suo giorno. Il 26 maggio del 2013, esattamente 10 anni fa, Senad Lulic è entrato nella storia della Lazio. Lo ha fatto comunque da eroe segnando, al 71′, il gol che ha deciso l’unico derby della Capitale che abbia mai assegnato un titolo. “Bisogna però tenere in considerazione tutto il percorso, non solo la partita con la Roma – spiega Lulic -. La coppa l’ha vinta la squadra. Ciani è stato fondamentale con la rete al Siena a tempo scaduto, Carrizo parando i rigori. Poi Floccari con il gol alla Juve… Io ho messo la ciliegina sulla torta, ma il trofeo lo abbiamo vinto insieme”.
Cosa ricorda dei giorni precedenti alla gara?
“Eravamo a Norcia e non ne capivo il motivo. Per me non aveva senso isolarsi per la finale. Pochi anni dopo ho capito quanto fosse in realtà importante quella decisione. All’epoca ero arrivato a Roma da poco, non capivo quanto fosse storica quella partita. E penso sia una fortuna, perché oggi la vivrei molto peggio, con più pressione addosso. Mauri e Ledesma, che stavano alla Lazio da parecchio, erano molto più agitati di me. Ma non potevo capire. Ora sono teso solo a parlarne, figuriamoci se dovessi giocare”.
E della partita?
“Petkovic ci aveva preparato in maniera perfetta. Ognuno di noi sapeva cosa fare. Poi l’azione del gol: eravamo pochi dentro l’area romanista. Quando ho visto l’1-2 fra Candreva e Mauri ho pensato di attaccare il secondo palo che era una cosa sulla quale Petkovic martellava molto. Credo di essere stato bravo a non stoppare la palla e non dare tempo agli avversari di reagire”.
Dopo il gol la tensione è aumentata?
“Sembrava che la partita non finisse più. Ricordo la parata di Marchetti su Totti, con la palla che va sulla traversa. Mi si è gelato il sangue. Al fischio finale ho sentito un senso di liberazione. Ogni anno che passa mi sembra che quella partita sia sempre più importante. Si festeggia ancora perché è una coppa che resterà per sempre”.
Molti romanisti pensano che ricordarla così sia da provinciali…
“Anche loro hanno sempre festeggiato molto per qualche derby vinto nel corso degli anni. Se nella storia della città non è mai successo nulla di paragonabile, è inutile che qualcuno provi a sminuirla. Se avesse vinto la Roma, avrebbero festeggiato pure loro. Giustamente fra l’altro, perché è una partita unica. E speriamo resti tale”.
Quando ha capito l’importanza del suo gol?
“Quando ho visto gente che si tatuava il mio volto, l’immagine del gol o la coppa. Per strada si sono fermati e mi hanno baciato il piede. Qualcuno ha chiamato il proprio figlio Senad in mio onore. So che i laziali mi vogliono bene, esattamente come gliene voglio io”. Insomma, un eroe. Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

26 MAGG10 – Stankevicius svela: “Vi dico chi fu determinante…”

E’ il giorno della celebrazione. Il 26 maggio 2023 segna la ricorrenza del anno da quella storica finale. Tra gli eroi nell’ombra di quel 26 maggio 2013 Lalaziosiamonoi.it ha contattato Marius Stankevicius. Il difensore lituano ricorda perfettamente quella giornata. “Il ricordo che ho sono i festeggiamenti dopo la coppa alzata. Ci tenevamo tutti. Fu una settimana molto dura da reggere a livello di pressioni. Diciamo che fu qualcosa di liberatorio”.

Chi o cosa vi portò a conseguire un’impresa simile? 

“Più che la finale, è bello ricordare il percorso che ci ha portati fino a lì, perché non fu semplice. Il nostro trascinatore fu Miro Klose: un campione totale. Aveva vinto tutto e si mise umilmente a nostra disposizione. Difficile trovare in carriera campioni così”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Capitolo addii, Abbate: “Oltre a Radu potrebbe essere l’ultima di Sergej, ma…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’: “Oltre a Radu potrebbe essere l’ultima di Sergej, ma…”

“Oltre a Radu potrebbe essere l’ultima di Sergej, ma…”. Alberto Abbate a ‘NMM’: “Sarri ha gestito le forze anche in questa settimana. Marcos Antonio ha ancora dolore alla caviglia e Cataldi difficilmente rientrerà ad Empoli. Credo che lo rivedremo ad Auronzo, quando avrà risolto la lesione al polpaccio, dato che sono passati 26 giorni dal suo infortunio. Il destino non è stato benevolo con Immobile in questa stagione. Questo finale però lo sta parzialmente ripagando: ha segnato i gol Champions e ha trovato continuità. Il suo vice la prossima stagione? Sarri vuole un giocatore forte, non per forza giovane. Al tecnico piaceva molto Rafa Silva ad esempio, che è sulla soglia dei trent’anni. Settore ospiti per Lazio-Cremonese, siamo ancora in attesa della decisione del GOS. Un centinaio di tifosi ospiti dovrebbero essere dirottati in Monte Mario”.

“Addii oltre a Radu? La risposta più scontata sarebbe Milinkovic, ma non ho tutte queste certezze. Abbiamo seguito l’evoluzione della sua situazione in questi ultimi mesi. Sappiamo che non rinnoverà, ma queste offerte non sono arrivate. La Juve ne farebbe una a ribasso, ma Lotito non ha intenzione di farsi prendere per il collo. Vedremo quando il presidente avrà voglia di fare muro, di tenere il punto. Partiva da una valutazione di 50 milioni, ma Kezman ha promesso un offerta da 40 (che non è ancora arrivata). Il concetto non è solo ‘quanto ci guadagni per la sua cessione’. Piuttosto ‘come’ potrebbe rimanere il giocatore. Io qualche dubbio sulle sue motivazioni ce l’ho, quindi la scelta deve essere presa non solo in base al fattore economico. Sergej ha fatto delle stagioni strepitose e questa non lo è stata. Difficile stabilire cosa lo abbia realmente frenato, se il Mondiale, qualche acciacco o altro. Io mi faccio delle domande su Kezman. Trovo assurdo che la scorsa estate non abbia portato (vista la stagione super positiva) un’offerta congrua. Milan? So che lo segue e l’interesse è forte. Voglio capire se rimane o meno Pioli, che vorrebbe un centrocampista con caratteristiche diverse”.

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APPROFONDIMENTI

Provedel punta al record di clean sheet: 180′ per scrivere la storia

Punta al record Ivan Provedel. Fra i segreti della Lazio di Sarri in questa stagione, c’è sicuramente l’affidabilità difensiva. A due giornate dalla fine del campionato, i biancocelesti hanno la seconda difesa con 28 gol subiti. Romagnoli e Casale certo, ma anche Provedel. Il portiere ex Spezia ha disputato una stagione di altissimo livello, collezionando 20 clean sheet (reti inviolate) . Record condiviso con Buffon, Sebastiano Rossi e De Sanctis. Il primato assoluto ce l’ha il Milan, con 22 gare senza subire gol su 38. La Lazio, nel caso in cui non dovesse prendere gol nelle prossime due partite, si iscriverebbe al club stabilendo un primato (Provedel unico portiere in Serie A, esclusi quei primi – infelici – 5′ di Maximiano contro il Bologna). Non solo il secondo posto quindi, ma anche l’occasione di riscrivere le statistiche. Lazio-Cremonese ed Empoli-Lazio. Questi ultimi 180′ hanno ancora molto da dire. Provedel, 29 anni, ha dimostrato di avere personalità e numeri. Entra di diritto nella lista dei migliori portieri della massima serie e punta al record.

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Cremonese a Giua: precedenti

Lazio-Cremonese, gara valida per la XXXVII giornata del campionato di Serie A TIM, in programma domenica 28 maggio 2023 alle ore 18:00 allo stadio Olimpico di Roma, sarà diretta da Antonio Giua (sez. di Olbia).

Assistenti: Galetto- Rossi L.

IV Ufficiale: Serra

V.A.R.: Banti

A.V.A.R.: Paganessi

I PRECEDENTI – Il fischietto sardo ha diretto la Lazio in quattro occasioni, tre delle quali terminate con la vittoria dei biancocelesti. Una sfida s’è conclusa in pareggio, mentre nessun precedente ha visto i capitolini finire KO. La gara più recedente risale al 6 gennaio 2022, Lazio – Empoli terminata 2-2. Andando ancora indietro nel tempo, si può analizzare Lazio – Udinese dell’aprile del 2021 (2-1), Lazio – Sassuolo del gennaio dello stesso anno, conclusa col medesimo risultato, e infine la goleada del febbraio 2020 contro la Spal, sempre all’Olimpico.

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APPROFONDIMENTI

Gli eroi del 26 maggio: cosa fanno oggi…

La Lazio pronta a festeggiare il 26 maggio. Lo farà nel giorno dell’anniversario dei dieci anni dalla vittoria in Coppa Italia sulla Roma, ma anche domenica, il 28, allo stadio con tutti i tifosi e i protagonisti di quel pomeriggio indimenticabile. Ma che fine hanno fatto i giocatori-eroi che in quella finale erano in campo? Federico Marchetti, portiere titolare agli ordini di Petkovic, è tornato a giocare dopo un breve periodo di inattività. Ha firmato con lo Spezia da gennaio scorso. Quel 26 maggio del 2013 è uno dei momenti più alti della sua carriera.

Lazio, da Cana a Radu: cosa fanno i giocatori del 26 maggio
Difesa composta da Konko, Biava, Cana e Radu. Il terzino di Marsiglia, oggi 39enne, è allenatore dell’Under 16 del Genoa. Biava, classe ’77, dopo la vittoria in Coppa Italia ha chiuso la carriera all’Atalanta, a due passi da casa sua. Lorik Cana è rimasto a vivere a Roma (dopo aver vestito la maglia del Nantes per due stagioni). Fa il papà e l’opinionista per la tv albanese. E poi c’è Radu, l’unico ancora in rosa biancoceleste. È pronto a chiudere un cerchio: domenica, mentre festeggerà i dieci anni da quel trionfo, appenderà gli scarpini al chiodo. Ci sarà da emozionarsi.

Gli altri eroi del 26 maggio: Candreva fa ancora la differenza
Candreva a 36 anni gioca ancora come un ragazzino. Alla Salernitana quest’anno 34 presenze, 6 gol e 4 assist. Servì lui l’assist vincente per Lulic. Onazi dopo aver girovagato per il mondo ha risolto il contratto con la Casertana per firmare con l’East Riffa Club, formazione che milita nella Bahrain Premier League. Ledesma ha chiuso con il calcio giocato nel 2019 con la maglia della Pro Piacenza. Ha intrapreso la carriera da allenatore, ultima presenza in panchina con il Frosinone Under 17. Hernanes fa il vino in Piemonte, Lulic vive in Svizzera e si dedica alla famiglia. E poi c’è Klose, il campionissimo. Ha smesso alla Lazio, la sua carriera da allenatore non è ancora decollata. Menzione speciale per Stefano Mauri, capitano di quella Lazio storica e entrato solo nella ripresa di quella sfida. Scarpini al chiodo dal 2017 (con il Brescia). Oggi fa il procuratore sportivo. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Nuovo DS e programmazione, Sarri in pressing su Lotito per definire il futuro. Dopo la Cremonese…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Sarri in pressing”

Sarri in pressing. “Sulla questione del direttore sportivo, lo scenario è quello già tracciato nei giorni scorsi. Credo si cambierà, tra l’altro anche Sarri da diversi giorni chiede un incontro a Lotito per accorciare i tempi della programmazione definitiva. Ci sono degli obiettivi ancora da centrare, ma non credo che si andrà a fine campionato. Già dopo la Cremonese immagino saranno fatti dei passi importanti. Va deciso, eventualmente, il nuovo direttore sportivo che prenderà il posto di Tare. Il presidente Lotito già da tempo ha avviato sondaggi e contatti con alcune figure per ricoprire un ruolo così importante. Si parla, chiaramente, anche di Angelo Fabiani che è già nell’organico. Dubbi sulla sua competenza non ce ne sono. Spero che oltre al nuovo direttore sportivo, possa essere inserito nell’organico anche una figura simile a quella che occupata da Angelo Peruzzi. Magari presto ci sarà un casting anche per occupare quel ruolo che credo sia importante.

La situazione Juventus è abbastanza caotica, credo rischi di perdere entrambe le sue ultime partite. Intanto la Lazio deve battere la squadra di Ballardini, già retrocessa, per assicurarsi la partecipazione alla prossima Supercoppa Italiana e avvicinare ulteriormente il secondo posto in classifica. Il menù della giornata dell’Olimpico si saprà sabato, ma la struttura del pomeriggio implica il pre-gara dedicato al 26 maggio ed il posto che sarà dedicato a Stefan Radu che chiude la sua avventura da calciatore”.

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RASSEGNA STAMPA

Dopo Tare, da Fabiani ad Accardi: il ruolo di Sarri…

Servirà decidere nel minor tempo possibile per iniziare a progettare la squadra per la Champions. Chi al posto di Tare, si chiede il Corriere dello Sport, nel momento in cui sarà certificata la separazione: c’è un profilo dentro Formello e porta il nome di Angelo Fabiani, ex ds della Salernitana e oggi responsabile della Primavera e della Lazio Women.

Lazio, chi al posto di Tare: i nomi

Nel panorama italiano piace Pietro Accardi, ds dell’Empoli. Sulle sue tracce ci sono diversi club italiani. In Toscana ha fatto benissimo, è giovane, ma già con esperienza di mercato. Un ruolo importante nella scelta del nuovo direttore sportivo ce l’avrà anche Maurizio SarriIl tecnico sogna quattro acquisti base: due a centrocampo e due in attacco. Non gli dispiacerebbero un paio di rinforzi anche in difesa, magari un centrale e un terzino (se non verrà riscattato Pellegrini).

Dopo Tare, LEGGI ANCHE: Confronto notturno Lotito-Tare, verso l’addio: Fabiani fa il salto?

Lunedì sera dopo la cena di Lega è andato in scena il confronto tra Tare e Lotito davanti all’hotel Hilton. Un faccia a faccia durato fino alle tre di notte. Il presidente biancoceleste ha preso una decisione ma non ha intenzione di rivelarla fino a fine campionato per non destabilizzare l’ambiente; intanto, il Ds della Lazio – che si sta guardando intorno – ha studiato una doppia exit strategy: resterebbe in caso di clamoroso addio di Sarri oppure farebbe un passo indietro pur di non lasciare Formello. Il giorno dopo Lotito conferma il vis a vis, ma non entra nel merito: “Alla cena di Lega abbiamo chiarito tante cose, ma non abbiamo parlato di altro. Ora tutti insieme dobbiamo remare per vincere le prossime due partite e tenerci stretto il secondo posto, che vale ulteriori introiti, oltre la Supercoppa e la Champions”.