A Formello riprendono gli allenamenti, e ci sono delle sorprese non positive per la Lazio. Dopo i due giorni di riposo mancavano infatti Casale e Sepe. Senza il difensore ex Verona per Tudor sarebbe un problema: con Gila ancora infortunato, e sicuramente indisponibile con l’Empoli, dovrebbe adattare Hysaj in difesa (vedi Monza). Non ci sarebbero infatti calciatori di ruolo a disposizione di Tudor. Non sarebbe una questione di poco conto, anche se per il momento – a cinque giorni dal match – non si può parlare di allarme scattato. La situazione dell’ex Hellas è sotto osservazione, siamo ancora nel campo della gestione.
La rosa della Lazio fa discutere. I biancocelesti puntavano alla qualificazione in Champions, ma sono settimi. Una stagione deludente, che ha portato alla separazione da Sarri. L’ex allenatore laziale ha sottolineato più volte che per portare la squadra fra le prime quattro servisse un miracolo. Per confermarlo ha chiesto Milik (che ha eliminato la Lazio dalla Coppa Italia con il suo gol nel ritorno della semifinale), Zielinski (anche a lui a segno contro i biancocelesti in campionato), Loftus-Cheek (6 centri in Serie A) e Berardi. Era convinto servissero calciatori di spessore. La società invece ha dato forse per assodato il fatto che i 10 titolari confermati (venduto solo Milinkovic) potessero confermarsi. E così anche Tudor, arrivato da poco più di un mese, ha cominciato a sottolineare alcune mancanze strutturali. Se a Sarri mancavano alcune pedine fondamentali per il suo gioco, il tecnico attuale, che ha una filosofia diversa, è insoddisfatto per l’intensità e l’aggressività che la squadra, per caratteristiche, non riesce a garantire. La sensazione è che il calcio diventi sempre più veloce e atletico e che la Lazio invece abbia fatto troppo affidamento su giocatori compassati che quindi più che con gli allenatori faticano proprio nel calcio attuale.
Ci si avvicina ai festeggiamenti per lo scudetto che la Lazio ha vinto nel 1974, esattamente 50 anni fa. Durante la trasmissione “Quelli della libertà” è intervenuto Lino Della Corte, responsabile della Lazio Club Paracadutismo, per parlare proprio della festa scudetto della Lazio.
“Per me sarà uno dei lanci più belli di sempre. Grazie al comando generale dell’Arma dei Carabinieri che ci ha messo tutto a disposizione. Salteremo domenica mattina dalle 9:15 alle 9:30. Salterà tutto il team della Lazio e salterà il campione del mondo Giuseppe Tresoldi, colui che ha portato la bandiera a Mattarella il 2 giugno 2018. Porteremo un tricolore di 220 metri, poi riporteremo giù la bandiera che abbiamo già portato al primo ‘Di Padre In Figlio’ e seguiremo il tricolore fino all’atterraggio al centro del campo. So che verranno i ragazzi del Sodalizio con le bandiere storiche. L’entrata è limitata a 1000 persone per problemi di ordine pubblico. Ma il lancio lo si vedrà anche da fuori, salteremo da 1700 metri. Ci sarà una bravissima cantante che intonerà una bellissima canzone mentre scenderemo giù. Poi prenderemo la bandiera piccola e andremo al busto di Tommaso Maestrelli. Sarà una cosa semplice, bella e intima. E poi ci sarà una targa che porterà la Polisportiva. Le condizioni meteo sono buone, sarà una settimana biancoceleste. Noi integriamo la lazialità a 360°, vogliamo il cielo biancoceleste”.
L’agente di Giovanni Simeone ha parlato del futuro del suo assistito a margine del “Gran Galà del Calcio” a Roma. Alessandro Moggi ha anche commentato l’ipotesi di un possibile scambio dell’attaccante argentino con Ciro Immobile.Queste, infatti, le sue dichiarazioni a Tuttomercatoweb.com: “Il Napoli ha fatto un investimento importante per un giocatore importante (Simeone, ndr), è una storia ancora tutta da decifrare. Simeone alla Lazio e Immobile al Napoli è un’idea? Totalmente priva di fondamento allo stato attuale, una notizia di mercato creata dai giornali. Un’idea affascinante per motivi storici, ma priva di significato”.
L’ex difensore della Lazio di Maestrelli, Luigi Martini, in collegamento a Radiosei
Una ricorrenza unica, emozionante
“Della nostra Lazio, la cosa meno importante era la questione tecnica, malgrado la presenza di grandi campioni. La cosa decisiva da sottolineare è che non esiste altra squadra della storia del calcio che abbia quel tipo di storia. Un romanzo incredibile, una storia unica, gente che si lanciava con il paracadute, ma soprattutto il lato umano di quella squadra. Chi nel mondo può dire di aver fatto quello che ha fatto Oddi, portando Giorgio e Pino a riposare con il Maestro nella stessa cappella. Con queste cose ci fai una serie televisiva infinita, è una storia che oscura tutto ed è la ragione per cui i tifosi non se lo dimenticano. Sono storie che ti prendono l’anima. Chi non si emoziona davanti a tutto questo sbaglia. Domenica all’Olimpico sarà una gioia, io devo tutto alla Lazio, parte tutto da lì, anche la mia carriera politica e da pilota. Quando penso a quella Lazio mi commuovo, i miei compagni sono stati più di amici. Quando penso a loro penso a qualcosa che è dentro di me”.
Lenzini, un Presidente spesso poco citato
“La figura del presidente Lenzini merita di essere portato al centro del romanzo. Il binomio con Maestrelli è stato incredibile, è stata una fusione perfetta. Tutti i venerdì andavo a casa sua, voleva sapere tutto, come andavano le cose, come andava con Chinaglia. Era un uomo di una forza morale incredibile, ho vissuto il declino con lui”.
Maestrelli, la svolta tattica
“La scelta di Maestrelli di spostarmi nel ruolo di terzino l’ho capita subito, ma non l’ho mai accettata (ride, ndr). In quegli anni i terzini spesso erano degli scarponi, mentre le mie caratteristiche erano molto offensive. Fu la grandezza di Maestrelli, la sua capacità di entrare dentro le persone con la sua persuasione, a convincermi”.
“Anche la fase difensiva della Lazio ha subito uno scossone con l’arrivo di Tudor. Marcare in tutte le zone del campo i riferimenti avversari necessita di caratteristiche giuste e di abitudine a farlo. Nei gol subiti a Monza credo ci sia più la responsabilità dei singoli che un difetto di mentalità dell’intera squadra. Nella circostanza del secondo gol di Djuric c’è stato un errore di marcatura di Romagnoli e Casale. Serve la marcatura sull’uomo e quella preventiva. La Lazio ha buttato via due punti importanti, ma era cosa nota che la Lazio avrebbe avuto bisogno di tempo in quei fondamentali specifici. C’è stato questo, ma soprattutto la delusione per una squadra che ha confermato che spesso difetta di voglia e della giusta fame di prendersi le partite”.
Servono due difensori a Tudor per l’anno prossimo. Questa una delle richieste del tecnico della Lazio alla dirigenza, per completare il passaggio al 3-4-2-1. In estate Lotito e Fabiani proveranno ad accontentarlo e per questo il ds è già al lavoro per studiare alcuni profili. Uno dei difensori richiesti potrebbe arrivare dalla Serie A.
Come scrive oggi il Corriere dello Sport, c’è Lorenzo Pirola sotto la lente di ingrandimento del direttore sportivo biancoceleste. Ex nazionale Under21, di proprietà della Salernitana, potrebbe partire a un prezzo scontato, vista la retrocessione del club granata.
In alternativa al classe 2022, è spuntato negli ultimi giorni il profilo di Chancel Mbemba. Più esperto (ha 29 anni) e con il vantaggio di aver già lavorato con Tudor, il centrale congolese di proprietà dell’Olympique Marsiglia ha il contratto in scadenza nel 2025. Anche lui quindi può essere un potenziale affare low cost, in linea con quelle che saranno le esigenze del club in estate. Senza le risorse della Champions e con i paletti di bilancio da rispettare la Lazio dovrà infatti necessariamente orientarsi su profili di questo tipo nella prossima sessione di mercato.
E’ rimasto l’amaro in bocca per il pareggio di Monza… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“E’ rimasto l’amaro in bocca per il pareggio di Monza e oggi ci sarà il confronto tra Tudor e la squadra. Il mister croato è tornato a parlare di valore della rosa come più volte ha fatto Sarri in passato e questa forse è la cosa che più mi preoccupa. Vedere il suo sconforto non è stato un buon segno.
Ora però non voglio sentire quelli che dicono che c’è una congiura contro Tudor, che ci sia qualcuno che rema contro. Non voglio rivedere il film visto con Sarri. Ci sono solo problemi oggettivi di rosa che erano già chiari prima.
Ad esempio Luis Alberto è uno di quei giocatori che viene lasciato in campo perché si pensa sempre che uno o due passaggi di quelli fenomenali potrebbe sempre farli. Ma dal punto di vista dell’aiuto della squadra è sempre disastroso, persino nelle partite in cui costruisce qualcosa. Quello è oggettivamente un problema perché manda in difficoltà tutta la squadra.
Secondo me se la stagione finisse così, non potremmo dire che sia stata una stagione soddisfacente. Non disastrosa per carità, ma non soddisfacente. Si può fare di più. In virtù del mercato estivo pensavo che sarebbe arrivata quinta o sesta. Se dovesse arrivare settima, sarebbe sotto le aspettative. Non posso dimenticare partite come quelle contro il Monza, il Lecce, il Genoa, la Salernitana, che hanno condizionato il cammino della Lazio e l’hanno portata alla posizione attuale di classifica”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Sicuramente in questa mattinata a Formello, squadra e Tudor avranno molto da discutere. Il tecnico è uscito molto amareggiato dalla prestazione di Monza, dove si è sgolato a chiedere alla squadra di riacquistare quell’aggressività che è sempre mancata durante il match. C’è stato un po’ un corto circuito, ecco perché ho parlato di certezze perdute che vanno ritrovate. Vedo in tilt l’organizzazione difensiva della squadra, non a caso Tudor dice che sta lavorando soprattutto sull’attacco. Sabato pomeriggio abbiamo rivisto quell’ibrido che anche con Sarri spesso caratterizzava le prestazioni della squadra. C’è indecisione nel portare il pressing sull’avversario, ci sono calciatori come Patric che si esaltava nel difendere a zona e va in difficoltà nell’uno contro uno. Luis come altri.
Il centrocampo di Tudor e la fisicità richiesta
La cosa importante è che la società creda in Tudor, vada avanti con questo progetto facendo scelte che siano corrispondenti con le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee di gioco. Lui, per esempio, su Rovella è stato chiaro, il tecnico vuole calciatori che abbiano struttura e fisicità, questo è il suo calcio.
Si parla molto dell’incompatibilità con Guendouzi, ma poi va detto che le sue scelte comprendono sempre il francese. Sceglie sempre lui e Kamada, anche se poi quella scelta a Monza si sostituire il giapponese è abbastanza inspiegabile. Vecino è sempre uno spettacolo a livello tattico, è sempre nella posizione giusta ed il gol che fa a Monza non è scontato”.
La Lazio ha sufficiente margine di vantaggio su Napoli e Fiorentina… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“La Lazio ha sufficiente margine di vantaggio su Napoli e Fiorentina per considerarsi in Europa League. Non dobbiamo lasciare nulla di intentato nelle ultime tre partite perché un pensierino alla Champions lo possiamo ancora fare. L’Atalanta potrebbe lasciare punti per strada perché se giovedì va in finale, immagino potrebbe concentrarsi più su quella partita che sul campionato. Insomma al di là dei conti, potrebbe liberarsi l’ipotesi sesto posto per la Champions e non averci provato fino alla fine potrebbe generare molti rimpianti.
Pensando a Monza, tutti rimproverano a Tudor di aver sostituito Zaccagni con Casale, ma le avvisaglie della Lazio poco brillante e in sofferenza si erano già ampiamente viste. La prima mezz’ora è stata come il resto della partita. Con Zaccagni o senza Zaccagni. Non è stato certo l’ingresso di Casale ad aver cambiato la partita.
Ciò che deve fare la Lazio nella prossima stagione è placare il malcontento dei giocatori. Dovranno essere molto decisi e l’idea che ho è che i calciatori siano diventati i veri ‘padroni’ della società. Va dato un taglio netto col passato e Fabiani dovrà intervenire in modo deciso. Troppi giocatori che si lamentano e protestano, del contratto, della sostituzione, del ruolo in campo… così non si può andare avanti”.