Uno dei punti fermi di Sarri è sicuramente Rovella e il centrocampista vuole farsi trovare pronto per la nuova stagione.
Lui ama la Lazio e i laziali amano lui: Rovella in poco tempo ha conquistato tutti, in campo e fuori. Anche Sarri lo apprezza molto e lo ha reso uno degli inamovibili della rosa.
Il tecnico toscano ha sempre speso parole al miele per il suo centrocampista ed ora più che mai lo ha reso un punto di riferimento della squadra. Come evidenzia Il Messaggero infatti, l’immagine eclatante che testimonia tutto questo è il sorriso di Rovella al fianco di Mau come un fido discepolo, di nuovo solido al centro del progetto. Lo spauracchio dell’Inter sembra sfumato, la clausola rescissoria da 50 milioni scadrà il 31 luglio.
Nicolò, si legge, è tornato prima a Formello, ulteriore segno di quanto ci tenga davvero a rimanere alla Lazio. Mau aveva inserito Rovella in una lista di nomi per sostituire Leiva come vertice basso: “A Nicolò manca ancora un po’ di palleggio – le parole di Sarri a Castiglione della Pescaia – ma avevo detto che dopo cinquanta partite come play sarebbe diventato un top”.
In ritiro, conclude il quotidiano, il tecnico è convinto di poter migliorare anche l’ultimo fondamentale con l’addestramento. Il regista ventitreenne lo sta ascoltando per migliorare anche la velocità di pensiero e le verticalizzazioni del gioco.
E’ il giorno della manifestazione organizzata dal tifo organizzato biancoceleste per esprimere dissenso nei confronti della gestione societaria della Lazio. Appuntamento a Largo Corrado Ricci alle 18.30, poi il corteo dei tifosi della Lazio -di circa 10 mila unità – si è mosso in direzione Campidoglio, dove è stato richiesto un confronto (da parte di una delegazione) con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “La politica ce l’ha messo, la politica deve toglierlo”, il contenuto dello striscione esposto. 19,45 – Dal palco prende la parola il tifo organizzato: “C’è una delegazione al Campidoglio. Non abbiamo risposte che siano risolutive nell’immediato, il nostro compito è far valere il nostro ruolo e il nostro amore.Dobbiamo farci sentire con le istituzioni, sensibilizzarle, perché non possiamo più andare avanti. La gente ormai non scende più in piazza, noi oggi invece a metà luglio siamo qui fregandocene di tutto e tutti, per il nostro amore più grande. Da cittadini, da liberi tifosi abbiamo le armi per poterlo fare. La politica si deve schierare dopo aver messo questo personaggio. È un problema per cittadini ed elettori, se ne sono fregati fino ad adesso e ora non lo possono più fare. Questo personaggio va avanti per interessi personali, deve alzare i tacchi e andare via”.
Pretendiamo una società che conti il tifoso come un valore aggiunto, non un’entità da combattere. Non c’è cosa più importante del rispetto dei tifosi. Questo non è un presidente, gestisce solo la società. Guardatevi intorno, questa è la Lazio. Oggi ci sono i laziali, c’è la Lazio. Ci sono persone anziane che sono qui, bambini che sono qui, noi siamo qui per loro, per i nostri tifosi. I ragazzi di vent’anni non hanno potuto vivere le cose che abbiamo vissuto noi, non sanno cosa vuol dire sognare. Per questo noi siamo qui: vogliamo sognare! Tredici mesi fa eravamo ventimila persone, oggi abbiamo tutti una grande responsabilità. Questa è la realtà, qui non c’è spazio per i vili. Ragazzi di vent’anni non hanno mai vissuto un 14 maggio del 2000, e se non ci pensiamo noi non lo faranno mai.
In venti anni abbiamo avuto una persona che ha amministrato la Lazio come un condominio, senza mettere un centesimo di tasca propria. Da tempo i presidenti investono, stanno in mezzo alla gente e non avevano la scorta perché erano laziali. Gli altri laziali ci criticano perché ci abboniamo. Il problema è loro, non il nostro. Questa manifestazione ha un senso, se non dovesse bastare ce ne sarà un’altra, sempre le stesse persone troveremo. Diecimila, quindicimila, ventimila, la prossima volta saremo trentamila. Chi ha sfidato i laziali ha sempre perso!Tutti noi facciamo dei sacrifici, senza Lazio non ci sappiamo stare. Inutile spiegarlo a chi non è come noi, noi ci nutriamo di Lazio da sempre, da quando siamo nati. Lo striscione è stato fatto per un motivo ben chiaro: saremo sempre una spina nel fianco per chi non ci vuole in questa città dal 1927.
Siamo stati ricevuti dall’assessore allo sport. Le nostre richieste riguardavano principalmente il Flaminio, volevamo capire se c’è effettivamente l’interesse della Lazio di tornare a casa nostra, perché quella è casa nostra e ci spetta. Abbiamo detto alle Istituzioni che siamo preoccupati e ci aspettiamo che il Comune di Roma prenda una posizione con la società qualora non si dovessero capire le vicissitudini di natura economica. Per quanto riguarda il Flaminio c’è una notizia buona: la Lazio a dicembre ha presentato un progetto per la riqualificazione dello stadio; la parte negativa riguarda i tempi della Lazio”.
Di seguito il reportage video-fotografico a cura della nostra redazione:
Lunedì è cominciato il ritiro della Lazio e il patron biancoceleste non ha lasciato “sola” la squadra”.
Un ritiro diverso dal solito, in un’estate particolare, con una nuova stagione che ripartirà con tanto malumore: le ultime settimane in casa Lazio sono state piuttosto movimentate.
Come sottolinea Il Messagero, il ritorno di Sarri genera entusiasmo e questo va cavalcato. Lotito, si legge, è il primo a farlo e lunedì sera è tornato dopo cena a Formello: è l’unico modo per superare il blocco del mercato, la contestazione galoppante e le difficoltà che arriveranno nel prossimo campionato.
Nel frattempo, oltre alla vicinanza alla squadra, il patron penserà anche ai rinnovi. Al momento ogni situazione legata alla sfera contrattuale è da rimandare ai prossimi mesi ma, come riporta il Corriere dello Sport, Lotito dovrebbe tornare nel weekend a Formello per dalutare la squadra e poi parlerà anche con diversi agenti, in primis quelli di Romagnoli che restano disponibili per il rinnovo di contratto del difensore laziale.
FORMELLO – Terzo giorno di ritiro presso il centro sportivo biancoceleste, altra giornata di doppia seduta con la prima sessione della mattina che è scivolata via, confermando il classico copione sarrista. Lavoro tattico per reparti alternato a fase atletica, sfruttando entrambi i campi a disposizione (centrale e Fersini, più la palestra): centrocampisti ed attaccanti nel primo blocco, difensori nel secondo. Didattica ed esercitazioni sulla base del 4-3-3 con approfondimenti specifici sui movimenti della linea difensiva e della fase offensiva.
Sarri lavora, addestra, corregge, entra sempre più nel dettaglio dei propri concetti, davanti al gruppo si mostra totalmente centrato sulla questione campo. Ha un solo mezzo per uscire da questa estate turbolenta, sfruttare al massimo la fase precampionato per modellare la squadra a propria immagine.E lo fa al netto dei primi contrattempi della stagione. Stop confermato per Castellanos: per l’argentino problema muscolare accusato nella seduta di ieri pomeriggio. Questa mattina non si è visto in campo, così come Hysaj (polpaccio), ormai fermo da due giorni dopo lo scontro di lunedì con Noslin. Rientro confermato per Patric, mentre il percorso di rientro di Zaccagni (ieri in campo) sarà graduale fino alla prossima settimana.
Oggi il terzo giorno di ritiro, Sarri lavora con la squadra per individuare titolari e alternative.
Da lunedì la squadra si è ritrovata a Formello per preparare la nuova stagione. Il mercato bloccato dei biancocelesti ha fatto sì che il tecnico toscano prendesse in mano la rosa dello scorso anno senza variazioni, almeno per il momento (ad ogni modo potrebbero esserci delle uscite e non delle entrate).
Come sottolinea il Corriere dello Sport continuano le prove tattiche agli ordini di Sarri con l’allenatore che mantiene Rovella e Cataldi in regia, mentre Belahyane lavora da mezzala; ieri il marocchino è stato alternato a Vecino e Basic nel terzetto di riferimento. Il tecnico ha impiegato Belahyane da intermedio sinistro per qualche minuto, poi l’ha spostato sul centro-destra per il resto delle esercitazioni a spazi ridotti.
“In questi giorni le notizie sulla Lazio sono poche. Mi ha sorpreso la prima pagina del Corriere dello Sport, la notizia del giorno è la manifestazione di ieri. È una cosa che non succede tutti i giorni e non mi sembra che in altre tifoserie accada. Mi ha sorpreso vedere in prima pagina il titolo su Romagnoli, non c’è una riga sulla manifestazione. Ciò mi fa capire che c’è la volontà di tamponare e non di risolvere.
Credo che il presidente sia ancora deciso ad andare avanti, non lascerà mai la Lazio se non costretto da forze supreme. Lui guida la società non per i soldi, ma per l’immagine, non è un aspetto economico. Castellanos? Una trattativa estiva, ma non credo andrà in porto”.
Nel secondo giorno di allenamenti a Formello, Maurizio Sarri sta iniziando a disegnare la sua difesa per la prossima stagione. Come riporta anche il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, Sarri avrebbe trovato in Patric l’uomo giusto per completare il pacchetto difensivo. Romagnoli e Gila sono le due certezze, imprescindibili ed incedibili per il toscano; Provstgaard sta rubando l’occhio in ritiro: a colpire sono la sua serietà e la sua dedizione al lavoro; il capitano della Danimarca U21 intriga Sarri, che ci sta mettendo mano per plasmarlo con le sue idee. L’ultimo posto disponibile sembrerebbe esser stato riempito da Patric: appena tornato da un infortunio che lo ha tenuto fuori per 4 mesi, l’ex Barcellona ha ripreso ad allenarsi in modo differenziato, ma procede bene con il recupero. Sarri lo considera un difensore di livello alto, ne ha completato la trasformazione da laterale e da centro-destra quando giocava nella difesa a 3 di Inzaghi in centrale puro per la sua difesa a 4. Soltanto uno appare dunque in bilico: Gigot, arrivato la scorsa estate dal Marsiglia, rischia di trovare poco spazio. Si ragiona sul da farsi con il francese, con la mancata qualificazione in Europa che impone obbligatoriamente delle riflessioni.
Cresciuto nella Lazio, Leonardo Di Tommaso è stato uno dei protagonisti in Primavera con la maglia biancoceleste, essendo un punto cardine negli ingranaggi della squadra. Le sue prestazioni gli sono valse la chiamata della Casertana, compagine militante in Serie C. I campani, tramite i propri canali social, hanno ufficializzato l’arrivo del centrocampista.
Il blocco del mercato in entrata condiziona anche le operazioni in uscita della Lazio. Taty Castellanos è finito nel mirino del Flamengo, con il Mengão che era pronto a presentare un’offerta ufficiale superiore ai 25 milioni di euro per l’argentino. Da Formello la risposta è stata chiara, Castellanos è incedibile anche di fronte a offerte irrinunciabili. Il motivo è presto detto, la Lazio ha solo due centravanti in rosa e non può sostituire eventuali giocatori ceduti. Il solo Dia non può bastare per arrivare almeno fino a gennaio, per questo la società biancoceleste non può lasciar partire Castellanos, che nell’allenamento odierno si è anche fermato per un problema muscolare.
Non ci sono solo le voci di mercato in casa Lazio, dato che non arrivano buone notizie per Maurizio Sarri dal secondo giorno di ritiro a Formello. Nella seduta pomeridiana si è fermato Castellanos, costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare al polpaccio. Durante le prove tattiche il centravanti argentino ha sentito un fastidio al polpaccio e si è subito fermato, uscendo dal campo lanciando la pettorina. Castellanos ha avuto problemi muscolari anche durante la scorsa stagione che lo hanno costretto ai box per oltre un mese, la speranza della Lazio è che l’infortunio odierno possa essere meno grave e non condizionare l’intera preseason a Formello. Tuttomercatoweb
“Il primo obiettivo del presidente deve essere quello di riconquistare il popolo laziale, deve ragionare da tifoso; l’entusiasmo è il motore di tutto. Andare avanti così equivale a farsi male da soli. Presidente, perché ti perdi in un bicchier d’acqua? Spesso basterebbe poco per dare un segnale positivo.
Centrocampo Lazio? Rovella in mezzo, con Guendouzi e Vecino ai lati. Sarebbe anche il più completo.
Tavares è un po’ debole dal punto di vista mentale, al minimo dolore si ‘perde’ un po’; tolto questo immagino che la corsia mancina sarà la sua.
Se Cataldi lo vedremo spesso in campo? Sarebbe una sconfitta, non per lui ovviamente, ma per Rovella, significherebbe che è peggiorato. Lo scorso anno era lui, Rovella, che faceva girare la Lazio e mi auguro migliori ancora di più. Opterei per lavorare su Cataldi mezzala, se Sarri vuole farlo giocare per forza.Poi dipende da quello che vuole il mister, in un calcio più propositivo vedo meglio Rovella che sa fare le due fasi.
Dalla Lazio di quest’anno voglio le prestazioni della passata stagione ma con più continuità”.