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APPROFONDIMENTI

Lazio, il CIES conferma: tra le peggiori per età media ed utilizzo di giovani

L’ultimo report del CIES Football Observatory fotografa una realtà chiara: la Lazio è tra le squadre che concedono meno spazio ai giovani in Europa. Il dato non sorprende del tutto, ma colpisce per la sua dimensione. Nei principali campionati europei, i biancocelesti si collocano nelle posizioni più basse per minutaggio agli Under 23. Un segnale che racconta una filosofia precisa, ma anche un potenziale limite strutturale.

Secondo lo studio del CIES, la Laziorientra tra i club con l’età media più alta, il minor utilizzo di giocatori giovani e la percentuale ridotta di minuti agli Under 23. In un calcio europeo sempre più orientato allo sviluppo dei talenti, il dato assume un peso specifico importante. Club come quelli della Bundesliga o alcune realtà di Ligue 1 dominano questa classifica, puntando su giocatori giovani sia per necessità economiche che per strategia tecnica.

Il confronto con l’Europa

Il gap con il resto d’Europa è evidente. In molti club i giovani sono considerati degli asset centrali: vengono valorizzati, rivenduti e rappresentano una risorsa economica oltre che tecnica. La Lazio, invece, si trova in una posizione più conservativa, con un modello meno orientato al ricambio generazionale.

Prospettive future

Negli ultimi mesi si intravedono segnali di cambiamento. Alcuni innesti più giovani indicano una possibile inversione di rotta, anche se i numeri restano ancora lontani dagli standard europei. Il vero nodo sarà capire se si tratta di una scelta strutturale o di una fase di transizione.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dieci giorni decisivi: da Firenze a Bergamo, un finale che vale il futuro

La Lazio si prepara a vivere il tratto più pesante e decisivo della propria stagione. In dieci giorni, tra campionato e Coppa, la squadra di Maurizio Sarri affronterà Fiorentina, Napoli e Atalanta, un mini ciclo che può cambiare tutto: classifica, ambizioni europee e valutazioni complessive sul lavoro portato avanti fin qui.

Il percorso che attende i biancocelesti ha il peso specifico delle grandi occasioni. La Lazio arriva a questo snodo dopo una fase in cui sembrava aver trovato ritmo e continuità, prima del nuovo rallentamento che ha rimesso in discussione alcune certezze. Adesso non c’è più margine per errori: ogni partita ha un valore che va oltre il singolo risultato.

Il confronto con la Fiorentina apre una sequenza ad altissima intensità, seguita dalla sfida con il Napoli e poi da quella con l’Atalanta. In mezzo c’è anche il tema Coppa, che rende ancora più denso e significativo questo tratto di calendario. Sarri sa di giocarsi molto, forse tutto, in pochi giorni.

Il tecnico biancoceleste è chiamato a dare una risposta forte. Questo finale di stagione può infatti consolidare il progetto oppure riaprire interrogativi sul futuro. La sensazione è che il giudizio sull’annata della Lazio passerà soprattutto da qui, da questa sequenza ravvicinata di impegni contro avversarie di alto livello.

Non si tratta soltanto di raccogliere punti, ma di dimostrare tenuta mentale, qualità e capacità di restare competitivi nei momenti in cui il peso della stagione si fa più forte. Per questo il “girone di fuoco” evocato attorno alla Lazio appare come il vero crocevia dell’anno.

Le prossime partite, oltre a incidere sulla classifica, possono avere un riflesso anche sulle scelte future. Un finale convincente darebbe forza all’ambiente e continuità al lavoro impostato. Al contrario, un altro stop o un crollo nel momento decisivo rischierebbero di riaprire riflessioni profonde. La Lazio è arrivata al punto in cui ogni dettaglio pesa e ogni gara può lasciare un segno. Il Corriere dello Sport.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ventura: “Crisi Italia? Io sono la prova, non basta cambiare Ct, deve subentrare il Governo. La Lazio il mio grande rimpianto, Sarri…” (AUDIO)

L’ex Ct della Nazionale, GIAN PIERO VENTURA in collegamento a ‘NMM’

“Già dopo l’eliminazione nel 2017 della mia Nazionale contro la Svezia si diceva che era necessario un cambiamento. Mi terrorizza sentir dire che il problema si risolva cambiando il presidente federale o il Ct. Credo che ci siamo molto da fare, molte domande dovrebbero porsi, inutile solo cercare dei responsabili. E’ tempo di iniziare un percorso che ci permetta di tornare ad essere protagonisti. Una volta andavamo al Mondiale per vincere, ora sogniamo semplicemente di andarci. Il vero grande problema è che già se ne parla meno, ci rituffiamo sul campionato come se nulla fosse. Qui dovrebbe subentrare anche il nostro Governo, c’è da ricostruire e per farlo bisogna ripartire dal basso, dalle fondamenta. Da tutto quello che non c’è più, ci sarebbe da costruire dei centri federali in tutta Italia, da scegliere tecnici preposti per un obiettivo ben preciso. Che non è il risultato, ma la formazione tecnico-calcistica del giovane. Una volta fatti crescere, c’è da capire come immetterli. Nel passaggio Primavera-prima squadra il talento viene disperso, visto che in Italia i giovani non vengono poi utilizzati. Il percorso non lo fai con le parole, ma con i concetti e con i mezzi. Ci sono Paesi in cui vengono investiti 150-200 milioni di euro per i centri federali. Da noi mi auguro che avvenga, ma ho qualche dubbio.

E’ la qualità dei giocatori che determina, noi ci entusiasmiamo per Pio Esposito e Pisilli che certamente hanno un futuro, ma che hanno bisogno anche di tempo per affermarsi. Il problema è che parliamo di due giocatori. Dopo tre partite Vergara è stato definito il nuovo Sivori. In Italia funziona così, allora mi chiedo come mai è stato lanciato solo a causa di un’emergenza infortuni. Il nostro calcio è andato a sparire, questo vale anche per il nostro campionato, non più paragonabile agli altri top. Il Napoli ha preso sei gol dal PSV, la Juventus ne ha presi cinque dal Galatasaray. Oggi in Serie A, ogni volta che un giocatore fa un contrasto aereo resta a terra per minuti. Oggi, non si riesce più a vedere con piacere una partita nel campionato italiano, lo spettacolo è davvero sceso. Se togli l’emozione dal calcio è finita e l’emozione è il gesto tecnico, l’intuzione.

Il trammento che ha ricevuto dopo l’eliminazione con la Svezia ha influito sul mio addio alla panchina? E’ così. Qualche riflessione la dovrebbero fare quelli che hanno giocato su questo. Sono stato e resto un grandissimo tifoso della Nazionale, ho sofferto molto dopo i rigori contro la Bosnia.

Succesore Gattuso? Mi viene difficile rispondere, non credo che Allegri andrà mai in Nazionale. L’unico che davvero vuole andare, credo sia Mancini. Ma dopo quanto accaduto è difficile. Ancellotti sarebbe un nome che metterebbe d’accordo tutte le componenti del calcio italiano”.

“Rimpianto Lazio”

E’ chiaramente un’annata che non verrà ricordata come straordinaria. Dall’assenza dei tifosi, ai tanti infortuni, passando per alcune prestazioni non all’altezza. A volte ho visto delle reazioni che non è da squadra di Sarri. Quando ti trovi a dieci punti dalla Conference non può essare un’annata da ricordare. Sarri sa facendo tutto quello che può in un contesto in cui non è facilissimo fare.

Rimpianto di non aver scelto la Lazio piuttosto che la Nazionale? Assolutamente si, la Lazio aveva una grande squadra, mentre per me non c’erano i presupposti per andare ad allenare la Nazionale senza una rete. Il rammarico è per la qualità di quella Lazio, è il mio grande rammarico nel calcio. Quella squadra lì aveva valori assolutamente superiori a quella di oggi”.

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FORMELLO

FORMELLO – Altri due rientri per Sarri: Patric e Pellegrini recuperati. Zac spera

Dopo il pari col Parma per la Lazio si avvicina l’ostica trasferta di Firenze che chiuderà la 32esima giornata del campionato di Serie A. 

Da Formello arrivano notizie confortanti per il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri che ritrova Patric e Pellegrini, entrambi tornati ad allenarsi in gruppo e dunque a disposizione per la gara del ‘Franchi’.

In terra toscana spera di esserci anche Mattia Zaccagni: l’esterno biancoceleste lavora per recuperare in tempo utile, ma una decisione definitiva verrà presa solo a ridosso del match. 

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STATISTICHE

Lazio, cercasi svolta in trasferta: due vittorie di fila mancano da quasi un anno

Dati Opta verso Fiorentina-Lazio

La Lazio ha vinto l’ultima trasferta in Serie A a Bologna e in questo campionato non è ancora riuscita a ottenere due successi di fila fuori casa: l’ultima volta risale ad aprile-maggio 2025 (tre consecutivi contro Atalanta, Genoa ed Empoli).

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POLITICA SPORTIVA

Gravina si difende, ecco il documento Figc: l’accusa alla politica e al sistema calcio dopo il caos playoff

Ci sono materie in cui «gli interessi delle componenti si sovrappongono a tal punto da arrivare a ingessare il sistema». Dopo aver lasciato la presidenza in seguito alle pressioni del governo e dell’opinione pubblica, Gabriele Gravina ha rilanciato, mettendo a nudo il sistema ed esponendo anche le leghe, i club e la politica alle proprie responsabilità. Lo ha fatto oggi con un corposo documento di 12 pagine ricco di spunti che avrebbe sottoposto alla VII Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera se solo gliene avessero dato la possibilità. L’audizione, programmata subito dopo la debacle della Nazionale, è stata infatti cancellata in seguito alle dimissioni di Gravina, «come se i problemi del movimento calcistico fossero conseguentemente risolti». Della serie: saltata la testa del responsabile del sistema, non interessa più approfondire i problemi?

Secondo Gravina il sistema è «economicamente insostenibile» perché le risorse generate non bastano a coprire i costi. A causa degli inadempimenti economico-finanziari, tra il 1986/87 e il 2024/25 non sono state ammesse ai campionati professionistici ben 194 società, mentre solo negli ultimi 13 anni sono stati inflitti 519 punti di penalizzazione. Il calcio italiano perde ancora oltre 730 milioni di euro l’anno. Complessivamente, nelle tre stagioni toccate dal Covidi club professionistici italiani hanno perso 3,6 miliardi di euro e nell’ultimo quinquennio il costo del lavoro è aumentato in tutte le categorie. Nonostante diverse misure approvate dal consiglio federale, l’incidenza dei debiti sul totale delle attività è ancora leggermente superiore all’epoca pre-Covid (80,6%), con 5,5 miliardi di indebitamento totale. Un esempio di come nel tempo le cose siano peggiorate: nel 2007/08 i ricavi aggregati erano in grado di coprire il 97% dell’indebitamento totalenel 2023/24 questa percentuale è scesa all’83%. Un calcio con poca visione e una discreta proporzione allo sperpero ha visto poi toccare, nel 2025, il valore più alto di sempre relativo alle commissioni per gli agenti: oltre 300 milioni di euro. Il numero elevatissimo di club professionistici  ingolfano il sistema e le sue risorse: solo Messico, Turchia, Argentina, Thailandia, Arabia Saudita hanno più club professionistici dell’Italia (97). E veniamo all’annoso problema infrastrutturale. L’Italia non figura tra le prime dieci nazioni europee per numero di stadi costruiti/ammodernati tra il 2007 e il 2024. La burocrazia attanaglia il Paese e chi intende investire. Secondo la Figc, poi, una legge ha dato una sorta di mazzata definitiva: il decreto legislativo 36/2021 che, tra le altre cose, ha abolito il “vincolo sportivo” «con danni probabilmente irreversibili arrecati alla valorizzazione dei vivai e quindi anche alla crescita di calciatori potenzialmente utili alla Nazionale». A seguito del famoso “emendamento Mulè”, le leghe professionistiche godono inoltre di una sostanziale autonomia nell’organizzazione della propria attività e di una sorta di “diritto di intesa” su temi fondamentali quali, ad esempio, la definizione del sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione ai campionati. Così per la federazione è quasi impossibile mettere mano ad alcune riforme, su tutte quella dei campionati con la riduzione di Serie A e Serie B a 18 squadre e la riduzione dell’area professionistica della Lega Pro. A febbraio del 2026 Gravina ha consegnato alle componenti federali la diciassettesima bozza di lavoro su questo fronte. Una delle tante accuse indirizzate alla politica nel documento riguarda l’assenza di stanziamenti economici per l’Europeo del 2032. «Al contrario di quanto è avvenuto per eventi con ricadute socio-economiche e visibilità mediatica inferiori, come le Olimpiadi di Milano-Cortina, l’America’s Cup di Napoli o i Giochi del Mediterraneo a Taranto, che hanno avuto finanziamenti anche plurimiliardari». Senza dimenticare i costi del passaggio al professionismo femminile, che non è stato più sostenuto dopo una misura spot iniziale.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Flop Maldini? Questione anche di carattere. Ecco perchè è destinato a restare nel limbo…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Maldini da centravanti non mi piace, fa fatica. Non lo ritengo neanche un esterno, ma un trequartista con una punta davanti. Con la difesa addosso fa fatica, inoltre non attacca la profondità e la porta. Il suo ruolo non è questo, se Sarri riuscirà nel miracolo gli faremo i complimenti. Poi, va considerata anche la sua discontinuità. E’ quel tipo di giocatore che può farti una grande gara per poi sparire nelle successive. Lui ha qualità tecniche molto buone, ma per essere protagonista in una Serie A di un certo livello devi avere qualcosa in più a livello di carattere. Per me, questo è un ragazzo che resterà nel limbo di essere un buon giocatore e basta. Spero di sbagliarmi, ma oggi è un giocatore che può essere protagonista in una squadra di bassa Serie A, portando magari la stessa alla salvezza”.

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ARBITRI

Designazioni, Fiorentina-Lazio a Fabbri: i precedenti

La designazione arbitrale della 32ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Fiorentina-Lazio al signor Michael Fabbri della sezione di Ravenna.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Vecchi e Zingarelli: Perri sarà il IV ufficiale mentre Paterna e Aureliano sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 20° incrocio tra Fabbri e i biancocelesti, con undici successi, due pareggi e sei sconfitte. Sedici precedenti con la Fiorentina: sei vittorie, tre ‘X’ e sette k.o. il bilancio.

Seconda gara diretta tra le due squadre, dopo il 2-1 biancoceleste in casa del giugno 2020.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio perde incassi, futuro preoccupante. Inevitabile ridimensionamento tecnico. Su Sogliano e Sarri…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai mancano due partite o una partita e mezza, il derby conta solo per la rivalità cittadina. Il risultato col Parma avrebbe cambiato poco. Il presente si guarda qualche apprensione, il futuro preoccupa di più.

Trattenere Gila è vederlo andare via a zero, non è una bella notizia. Basic potrebbe andare via a parameto zero tra tre mesi. Poi oltre a Gila ce ne sono tanti, da Romagnoli a Provedel, Patric e diversi altri. Sono 10 giocatori in tutto in scadenza: perderne 10 a parametro zero sarebbe una follia, ma anche solo ne perdessi 3 o 4 come li rimpiazzeresti? La Lazio non ha soldi per acquistare, prenderebbe i soliti sconosciuti che sono scommesse: il discorso andrebbe bene, ma vedi poi Przyborek o Ratkov.

La conoscenza di Sogliano è da metà classifica, è il target che è sbagliato. Vuoi migliorarti? Con tutto il rispetto per lui e Fabiani, io cerco di prendere Sartori.

Già questo finale di stagione ha portato ad un calo di incassi, a partire dalla semifinale senza i tifosi; a questo calo aggiungiamo i prossimi abbonamenti. La Lazio perde incassi, abbassa il monte ingaggi e il ridimensionamento economico porta ad un, inevitabile, ridimensionamento tecnico.

Credo che Sarri resterà. Il punto è che se gli dai dei giovani lui può lavorarci sopra, ma intanto la stagione va avanti. Il problema di fondo è che non ci sono i soldi, il problema c’è e resta”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “Dal mercato alle scelte tecniche su Maldini, Ratkov e Noslin. Tra Sarri e società ancora differenze di vedute” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Flaminio? Credo che entro un mese avremo la risposta definitiva sulla sua eventuale fattibilità.

Si può ipotizzare un domino di panchine di Serie A che potrebbero cambiare in base a chi andrà ad allenare l’Italia. Sarri ha ancora un contratto con la Lazio, ma oggi ci sono divisioni di pensiero con la società. Il non impiego di Ratkov lo conferma. Alla società piacerebbe vedere più Ratkov o Noslin al posto di Pedro. Oppure Maldini, in assenza di Zaccagni, nel suo vero ruolo: detto questo, non è che la società va da Sarri a chiedere di fare cambi. Ma comunque ci sono lamentele. Tuttavia, le scelte stanno a Sarri, come il mercato sta alla società. In definitiva, ci sono vedute tecniche diverse sull’utilizzo di alcuni calciatori.

Rispetto al prossimo futuro, questa Lazio, secondo me, non si può permettere di perdere Sarri. Detto questo, è possibile andare avanti con il tecnico che fa un nome e la società che prende un altro profilo?”.