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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Lotito inconsapevole della situazione. Dovrebbe fare tre mosse…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Le parole di Lotito fanno arrabbiare perché sono la dimostrazione, forse definitiva, della sua inconsapevolezza della situazione. Il fatto che i tifosi non c’erano al derby segna il punto di non ritorno, quindi dalle dichiarazioni successive ci si aspettava una presa di coscienza. La risposta è stata disarmante, allarmante; torno serafico, tranquillo, come se non fosse successo nulla. Non ha compreso la situazione, cosa è successo.

In questa situazione Lotito non si può permettere di sbagliare anche la scelta dell’allenatore.

Lotito dovrebbe fare tre mosse: mettere un presidente di garanzia, che sia empatico, rispettato e crei un clima positivo con la gente; chiamare Conceicao, allenatore di spessore e amato dalla piazza e allestire una squadra forte. Sappiamo che tutto questo è di difficile realizzazione, anche perché i passaggi due e tre sono legati: senza una rosa competitiva, il grande allenatore non arriva”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tante incognite in difesa: Romagnoli aspetta segnali dall’Al-Sadd, Napoli su Gila

A fine campionato in tanto inizieranno a pensare al futuro.

Tra i 2027 in scadenza c’è Romagnoli. Aspetta segnali dall’Al-Sadd dopo gennaio. Saltò tutto all’ultimo, ma il club promise al difensore di richiamarlo a giugno. Starà a Romagnoli decidere cosa fare. La guerra aveva frenato il desiderio di andare a Doha, Alessio, riporta il Corriere dello Sport, rifletterà di nuovo su tutto. Prima chiuderà il campionato, sabato tornerà in campo, nel derby era squalificato. Poi, come tanti altri compagni, inizierà a valutare il mercato. A gennaio, se rimarrà in estate, sarà nella condizione di trattare per giugno 2027 a parametro zero.

Gila invece, conclude il quotidiano, è sempre più un obiettivo del Napoli, potrebbe ritrovare Sarri. Sempre che Mau accetti di tornare da De Laurentiis.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Per Lotito resistere equivale ad avere ragione ed il valore assoluto è la sua permanenza anche senza tifosi e consenso”

L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni:

“L’intervento del presidente della Lazio sembra un trattato involontario di metafisica applicata al calcio italiano: il tempo, per Lotito, diventa categoria morale. Ventidue anni non sono presentati come una durata, ma come una prova ontologica di legittimazione: resistere equivale ad avere ragione. Una concezione che avrebbe affascinato tanto Hegel quanto certi imperatori bizantini convinti che la sola permanenza sul trono costituisse una forma di verità storica. 

Eppure il passaggio più raffinato, quasi proustiano nella sua inconsapevole ironia, è quell'”alla lunga“. Perchéalla lunga‘ è l’espressione perfetta di ogni potere che trasforma il futuro in una perpetua promessa escatologica: il compimento è sempre rinviato di qualche stagione, di qualche mercato, di qualche piano più o meno industriale. Non è più il tifoso a dover giudicare il presente: è il presente che deve eternamente pazientare davanti al futuro. 

C’è qualcosa di barocco nella retorica lotitiana: la società “forte, autonoma e indipendente” evocata come un Regno dei Cieli calcistico intravisto ma mai pienamente rivelato. E il tifoso, nel frattempo, assume quasi il ruolo del fedele chiamato ad avere fiducia nell’opera invisibile della Provvidenza gestionale. 

La grandezza comica della frase risiede proprio nel verbo iniziale: “resisto“. Non ‘guido’, non ‘costruisco’, non ‘vinco’. Resisto. È il lessico di Stalingrado trasferito in un consiglio di amministrazione. Come se il rapporto con una parte della tifoseria non fosse più quello tra il presidente e il popolo sportivo, ma tra una guarnigione assediata e il mondo esterno. 

E forse è proprio qui il capolavoro involontario dell’intervista: trasformare la gestione di una squadra di calcio in un’epopea esistenziale dove il consenso diventa superfluo perché la permanenza stessa viene elevata a valore assoluto.

Una forma di gattopardismo manageriale in cui il tempo non serve a cambiare le cose, ma a convincere tutti che il semplice trascorrere degli anni coincida con il progresso. Lotito resiste e i Paradiso non possono più attendere”. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, prima la rescissione con Sarri poi il nuovo tecnico con una squadra da ricostruire. Motta e le alternative…

Maurizio Sarri e la Lazio sono sempre più vicini alla separazione. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’ultimo incontro tra l’allenatore toscano e il club servirà soltanto a formalizzare l’uscita: manca l’accordo sulla rescissione, poi il tecnico saluterà di nuovo Formello dopo il ritorno in biancoceleste. Il clima è quello di una fine annunciata. Sarri aveva accettato la Lazio con la speranza di aprire un nuovo ciclo, ma il progetto non è decollato come immaginato. Alla base della rottura ci sarebbero le solite distanze: mercato, ambizioni, programmi futuri e margini di intervento sulla rosa.

Il nodo della rescissione

Il punto da risolvere resta economico. Sarri ha un contratto importante e la società dovrà trovare l’intesa per chiudere il rapporto senza strappi. Solo dopo la fumata bianca, Lotito potrà accelerare in modo definitivo sul nuovo allenatore. Il tecnico, intanto, guarda già al futuro. In prima fila ci sono Napoli e Atalanta, due scenari possibili per ripartire subito. A Napoli, in particolare, De Laurentiis osserva da vicino la situazione, mentre l’Atalanta resta un’ipotesi da monitorare in base agli sviluppi interni.

Il nome che emerge con forza è quello di Thiago Motta. Lotito lo avrebbe già contattato per sondarne la disponibilità. L’ex allenatore della Juventus è considerato un profilo moderno, capace di lavorare su un’idea precisa di calcio e di dare alla Lazio una nuova identità tecnica. Il titolo de Il Messaggero è chiaro: “Sarri, l’addio è deciso. Spunta Thiago Motta”. Una frase che fotografa il doppio binario del momento: da una parte la chiusura dell’era Sarri, dall’altra la ricerca di un successore in grado di aprire una fase diversa.

Palladino, Conceição e Pisacane: tutte le alternative

Thiago Motta non è l’unico nome sul tavolo. Nella lista della Lazio resta anche Raffaele Palladino, profilo giovane e già seguito in passato. C’è poi Sergio Conceição, allenatore di carattere e personalità, mentre vengono citati anche Fabio Pisacane e altri candidati come possibili soluzioni alternative.

Lotito vuole evitare scelte affrettate. La società valuta esperienza, costi, compatibilità tecnica e capacità di reggere una piazza scossa da contestazioni e delusioni. Il prossimo allenatore dovrà non solo guidare la squadra, ma anche contribuire a ricostruire un rapporto con l’ambiente.

Una Lazio da ricostruire

Il dopo Sarri non sarà soltanto una questione di panchina. La Lazio dovrà intervenire sul mercato, chiarire il futuro di diversi giocatori e restituire entusiasmo a una tifoseria che vive una fase di forte distacco. La scelta del tecnico sarà quindi il primo vero segnale della nuova stagione.

Lotito sa che il margine d’errore è minimo. Dopo una stagione complicata e un rapporto sempre più teso con il popolo biancoceleste, servirà una decisione forte. Thiago Motta rappresenta oggi l’idea più suggestiva, ma il casting resta aperto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, nove calciatori in scadenza nel 2027. Lotito attende l’esito dei controlli della commissione di vigilanza sui conti

La commissione si pronuncerà a fine maggio.

Pedro ha annunciato l’addio ad ottobre, Hysaj ha già salutato e Basic è l’unico in scadenza a giugno in attesa di una chiamata che forse non arriverà più. Restano, evidenzia il Corriere dello Sport, nove giocatori in scadenza nel 2027: Gila, Romagnoli, Cancellieri, Lazzari, Cataldi, Pellegrini, Provedel, Patric e Gigot. Praticamente tutta la difesa tranne Marusic, Provstgaard e Tavares.

La società, si legge, prima di scegliere la linea da adottare attende l’esito dei controlli della commissione di vigilanza
sui conti. L’ultima fotografia è del 31 marzo, la soglia da rispettare del costo del lavoro allargato è 0,7, non più 0,8. Lotito era riuscito a rientrare nella soglia 0,8 a dicembre, ottenendo il mercato riaperto a gennaio. Rischia il saldo zero in estate: cessioni per acquisti. Sta provando a far leva sui 15-20 milioni che la Lega riconoscerà a tutte le società di A dopo la transazione con IMG, frutto di una vecchia vertenza sui diritti tv. Questi soldi saranno riconosciuti, è sicuro. Non si conoscono i tempi. Tutto ruota attorno a questo. La commissione si pronuncerà a fine maggio, i tempi sono stretti.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Bucciantini: “Frattura irrimediabile, identità persa. Allenatore? Servirebbe un cambio di proprietà” (AUDIO)

MARCO BUCCIANTINI in collegamento a ‘SVB’

“Il giudizio della stagione è meno importante del giudizio generale sull’avventura, secondo me. Stagione per certi versi deludente, sembra che tutto sia cominciato con l’ultima gara dello scorso campionato, quando la Lazio ha perso una partita passata interamente nell’area del Lecce e bastava un gol per tornare in Europa. Di questa annata rimane la professionalità di un tecnico che è ritornato a Roma e di una squadra che dignitosamente ha portato avanti l’anno. La Lazio riesce spesso a tenere, a trovare soluzioni intelligenti, coraggiose, ha fatto vedere qualcosa e soprattutto ha fatto una grande Coppa Italia. Nell’ultima parte fa anche risultati impensabili.

Dal punto di vista del gruppo ho visto tanta serietà e dignità. La vicenda della Lazio mi lascia una domanda, la cui risposta è la più difficile: ‘Una squadra di chi è? Di una proprietà o di un popolo che tramanda la passione?’ La risposta che mi do è che è di tutti e due ma se non c’è più convivenza tra queste due parti, resta del popolo; la Lazio può tornare una squadra credibile solo se la proprietà fa i conti con questo.

Un frattura ci può essere per tanti motivi e potrebbe essere anche sanabile. In passato quando ci sono stati questi momenti Lotito ha cercato di mantenere competitiva la squadra vincendo trofei. Tante volte mi sono messo accanto alla proprietà però quello che è accaduto negli ultimi 12 mesi è irrecuperabile. È mancata la serietà della spiegazione, l’emotività di condividere insieme un momento difficile, la comunicazione. Ora manca lo sfondo e restano tante domande sul futuro. Protesta durissima del popolo laziale ma composta.

Futuro e tecnico? Parlerei più di nuovo proprietario che di nuovo allenatore. Se rimaniamo al campo, questa è una piazza importante che un nome importante per la panchina lo trova. Thiago Motta penso che sia un allenatore bravo, anche Palladino ha fatto bene con Monza, Fiorentina e Atalanta. Il marchio Lazio è forte però va fatta che una valutazione su chi rimane tra i giocatori, la Lazio con e senza Gila e Romagnoli cambia, se li hai o meno ballano 15 punti. All’attacco va dato una forma. L’attacco della Lazio è precario, vanno trovati dei protagonisti, partendo da Zaccagni se sta bene. E poi nel calcio siamo spesso davanti a storie di continuità, che funzionano”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Sarri-Napoli: c’è già la stretta di mano, ma l’Atalanta non molla

Arrivano conferme sull’immiente addio di Antonio Conte e il possibile ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli. Nel corso di Sky Sport 24, è intervenuto Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di mercato: “Si va verso una separazione tra Antonio Conte e il Napoli. Saranno i protagonisti a decidere quando verrà comunicata. Da quello che ci risulta, si saluteranno in maniera serena. I rapporti restano straordinari. Evidentemente da una parte e dall’altra sono mancati i presupposti per continuare fino al termine del contratto. A quel punto Conte sarà libero di valutare l’ipotesi Nazionale se dovesse concretizzarsi in maniera forte come pensiamo possa accadere”.

“Mentre dall’altra parte il Napoli può stringere con Maurizio Sarri che è il candidato numero uno. Da come ci risulta De Laurentiis e Sarri la mano se la sono già stretta, ma per formalizzare l’intesa serviranno ulteriori passaggi con lo spettro dell’Atalanta che aleggia sul mister. Il rischio c’è perché il rapporto che ha con Giuntoli è fortissimo, ma Sarri ha fatto capire al Napoli che la priorità per lui è il ritorno in azzurro. Qualora non dovesse essere Maurizio Sarri, occhio al nome di Massimiliano Allegri”. 

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CALCIOMERCATO

Lazio, scatto del Venezia per Basic: parti vicine, la situazione

Il croato ha altre proposte, anche dall’estero.

Toma Basic è in scadenza di contratto, la trattativa con la Lazio si è arenata dopo un principio di accordo, il centrocampista classe 1996 si è rilanciato dopo un periodo difficile e adesso sta valutando diverse offerte. Come riporta Alfredo Pedullà, nelle ultime ore c’è stato uno scatto importante del Venezia, destinazione gradita: le parti sono vicine a un accordo, ci sono le basi per andare fino in fondo. Basic ha altre proposte, anche dall’estero, ma lo scatto del Venezia può essere quello decisivo.

Con Basic la società biancoceleste aveva avuto contatti per il rinnovo, ma l’accordo non è stato trovato e quindi il croato sarà libero di muoversi a giugno.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Lotito, servono motivazioni in questo ambiente depresso. Thiago Motta…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“A parole Lotito dice che servono i fatti ma poi non li fa. La cosa fondamentale è che lui aggiunga qualcosa per avvicinare i tifosi e creare entusiasmo. Servono motivazioni in questo ambiente depresso. Occorrono le persone giuste al posto giuste per creare un percorso.

A Napoli si parla di Sarri già da tempo. Per le rose a disposizione, credo che il progetto dei partenopei sia più allettante per lui rispetto a quello dell’Atalanta.

Per quello che ho visto a Bologna, per il post Sarri, prenderei Thiago Motta tutta la vita. A Bologna bel calcio, organizzato, coraggioso, alla Juve un po’ meno. Questo significa che prendendo Motta servono certe caratteristiche.

Tutto comunque parte dalla base, con questa depressione ambientale non si va da nessuna parte”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri di nuovo senza regista: col Pisa Basic vertice basso

Da inizio stagione in regia è stato un susseguirsi di infortuni.

Tre su tre fuori, salvo sorprese o recuperi che avrebbero poco senso vista l’importanza (inesistente) della prossima partita. L’unica consolazione, amarissima, è che ormai non c’è più niente in ballo. Rovella squalificato (un turno e 10.000 euro di multa), Cataldi e Patric infortunati. Basic in preallarme, dovrebbe, riporta il Corriere dello Sport, toccare a lui contro il Pisa per mancanza di alternative. Il croato vertice basso del centrocampo, quindi. A parte Belahyane, mai preso in considerazione, non ci sono altre soluzioni. Una vera maledizione, iniziata a settembre e praticamente mai interrotta. Più giornate out che in campo, in regia è stato un susseguirsi di infortuni trascinati e improvvisi, problemi tornati a bussare e altri fortuiti. Sabato l’ennesima gara con le pedine contate o giocatori da adattare.