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DICHIARAZIONI PROGETTO STADIO

Ass. Onorato: “Derby di lunedì sera l’ideale per i tifosi. Flaminio? Siamo sereni, saranno le autorità a stabilire se il progetto è compatibile”

Intercettato in occasione della presentazione di Piazza di Siena, l’evento ippico di Roma, l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato ha parlato degli sviluppi sul progetto della Lazio per la riqualificazione dello Stadio Flaminio. Ecco cosa ha dichiarato.

“Report? Non ho fatto in tempo a vedere il servizio. Noi siamo super sereni, l’iter verso situazioni complesse come gli stadi sono trasparenti. Le documentazioni presentate dalla Lazio, se ho capito bene, sono complete e credo che nei prossimi giorni ci sarà la conferenza dei servizi. Poi saranno le diverse autorità coinvolte a dire se lo stadio, dal punto di vista tecnico, è compatibile o meno”.

Le parole dell’assessore Onorato sul derby Roma Lazio

“Roma ha dimostrato di essere in grado di gestire in simultanea qualunque cosa. Non ci spaventa la finale degli Internazionali e il derby insieme. Certo che la logica vorrebbe i due eventi divisi, per questo semmai la partita si potesse spostare a lunedì, penso a un orario come quello delle 21 per dare la possibilità ai tifosi, alla gente che lavora, di tornare a casa e fare tutto. A Roma dobbiamo aver paura di fare un derby la sera? Per gli scontri? Ma stiamo scherzando? È giunta l’ora che chi fa gli scontri venga assicurato alla giustizia. Da parte del Governo nazionale ci aspettiamo parole molto nette su questo”.

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ARBITRI COPPA ITALIA

L’arbitro della finale: Lazio-Inter a Guida, i precedenti

La designazione arbitrale della finale di Coppa Italia Frecciarossa ha assegnato la direzione della gara Lazio-Inter al signor Marco Guida della sezione di Torre Annunziata.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Alassio e Baccini: Zufferli sarà il IV ufficiale mentre Mazzoleni e Di Paolo sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 33° incrocio tra Guida e i biancocelesti, con 12 vittorie, 8 pareggi e 12 sconfitte, mentre sono 33 i precedenti con i nerazzurri: 17 successi, 10 pari e 6 k.o. lo score.

Sarà il 4°incontro diretto tra le due squadre, il secondo in Coppa Italia (vinto dalla Lazio): bilancio in perfetta parità finora.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, titolari e tifosi per un sogno in cui credere: Sarri prepara la finale

La Lazio si avvicina alla finale di Coppa Italia contro l’Inter con una certezza: Maurizio Sarri cambierà volto alla squadra rispetto all’ultima uscita di campionato. Il tecnico biancoceleste è pronto a rilanciare tre uomini chiave: Nuno Tavares, Kenneth Taylor e MattiaZaccagni. Tre rientri pesanti, tre pedine destinate a ridare forza, qualità e profondità a una Lazio che vuole giocarsi fino in fondo il sogno di alzare il trofeo.

La sfida con l’Inter non sarà soltanto una questione tattica. Sarà anche una partita emotiva, da vivere con l’energia di uno stadio Olimpico annunciato stracolmo di tifosi biancocelesti. Una curva, un popolo, una squadra: Sarri sa che per battere l’Inter servirà tutto.

Rispetto alla gara di campionato, la Lazio potrà contare su energie fresche e qualità superiori. Tavares è pronto a riprendersi la corsia sinistra, dove la sua spinta può diventare un’arma fondamentale per allungare la squadra e mettere pressione alla difesa nerazzurra. La sua assenza si è sentita e il rientro arriva nel momento più importante della stagione.

In mezzo al campo toccherà a Taylor, chiamato a dare equilibrio, ritmo e inserimenti. L’olandese rappresenta una soluzione preziosa per aumentare l’intensità della manovra e accompagnare l’azione offensiva. Davanti, invece, tornerà Zaccagni, uomo di strappi e giocate decisive, capace di accendere la Lazio negli ultimi metri.

Il titolo del quotidiano racconta bene il clima: “Tre uomini e una curva per il sogno”. La Lazio non sarà sola. L’Olimpico si prepara a diventare una cornice biancoceleste, con la tifoseria pronta a spingere la squadra dal primo all’ultimo minuto.

Sarri chiederà una partita intensa, coraggiosa, ma anche lucida. Contro l’Inter ogni errore può costare caro. Servirà una Lazio compatta, capace di soffrire quando necessario e di colpire nei momenti giusti.

La finale porta con sé anche il peso delle rivincite. La Lazio vuole chiudere la stagione con un trofeo e riscattare i momenti più complicati del suo percorso. L’Inter resta un avversario di livello altissimo, abituato alle grandi partite e forte in ogni reparto, ma Sarri conta sul ritorno dei suoi titolari e sull’impatto del pubblico.

La missione è chiara: trasformare la spinta dell’Olimpico in energia, aggressività e convinzione. La Laziovuole credere nel sogno, con tre uomini in più e una curva pronta a trascinarla. Il Messaggero.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio verso la finale, Sarri alla squadra: “Niente paura, facciamo vedere chi siamo davvero!”

Il Messaggero nella sua edizione odierna riporta il discorso fatto da Maurizio Sarri per caricare la Lazio nel ritiro di Formello dopo il ko con l’Inter in vista del secondo round in finale di Coppa Italia.

“Ci siamo fatti male da soli con quell’approccio moscio, ma non deve restare nessuna scoria. Sarà un’altra partita. Non voglio mai più vedere quella paura negli occhi, con la testa abbiamo dimostrato di poter fare tutto. Abbiamo lottato una stagione, facciamo vedere davvero chi siamo”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “In Coppa sarà un’altra partita. Mi auguro che la Lazio possa giocarsela fino alla fine” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sabato approccio sbagliato, passivo. Poi giochi contro grandi calciatori che prima o poi trovano la chiave giusta. Il secondo tempo è stato migliore; chiaro poi che quando hai due o tre occasioni contro queste squadre devi capitalizzare. Mercoledì sono sicuro che sarà una gara diversa, ci sarà un’attenzione diversa. Ce la giochiamo, sono fiducioso.

Il dubbio di formazione riguarda il play, io farei giocare chi sta meglio. Proverei a far ripartire Rovella, ma abbiamo giocatori che non sono al top, lo stesso Cataldi non penso sia al 100% e non so quanto sia indicato farlo rientrare in una gara del genere.

Davanti penso ci saranno Isaksen, Noslin che nell’ultimo periodo mi sembra garantisca qualcosa in più degli altri, e Zaccagni con la speranza che abbia recuperato bene.

Partita importante, la partita dell’anno. Mi aspetto una grande prova, poi da qui a dire che si vincerà c’è differenza ma mi auguro che la Lazio possa giocarsela fino alla fine”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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Lazio, Romagnoli salta il derby e cerca il riscatto in finale

Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione.

Doveva essere la sua settimana da derby, due con l’Inter (da ex capitano del Milan) e quello romano a seguire. Non è iniziata come sperava Romagnoli, non è andata come avrebbe voluto. L’intervento su Bonny gli è costato il rosso sabato. Quello subito contro i nerazzurri, evidenzia il Corriere dello Sport, è l’ottavo rosso per la Lazio in questo campionato. Negli ultimi dieci anni, solo nella stagione 2015-16 i biancocelesti hanno fatto peggio (dieci espulsioni). Un’altra sanzione che peserà particolarmente, perché quel cartellino rosso ha conseguenze dirette. Il centrale salterà il derby contro la Roma (gli sarà inflitta una giornata di squalifica: si tratta di un grave fallo di gioco, non c’è condotta violenta), una partita che per lui vale inevitabilmente qualcosa in più. Una perdita pesante, non solo tecnica ma anche emotiva, per un giocatore che quella sfida la vive da tifoso prima ancora che da professionista.

Dentro questo scenario, comunque, c’è anche una notizia positiva. Il calendario offre immediatamente la possibilità di riscatto contro i nerazzurri. E proprio su mercoledì, conclude il quotidiano, si concentra tutta la sua attenzione, tutta la sua voglia di rivincita. Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione. E allora la finale diventa qualcosa di più di una partita. Diventa un passaggio personale, un’opportunità per rimettere le cose a posto, per dimostrare che quello scivolone in campionato è stata solo una parentesi. Romagnoli non si è mai tirato indietro. Non lo farà adesso. La possibilità di rivincita è già scritta nel calendario. Sta a lui trasformarla in una nuova storia.

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Lazio, caccia ai giovani talenti: occhi su Kenji, Dieng si libera

Diversi i profili seguiti dalla talent room di Formello.

Spuntano nomi di attaccanti. Uno, riporta il Corriere dello Sport, arriva dal Brasile, si chiama Kaique Kenji Takamura Correa, brasiliano, origini giapponesi, ala sinistra, classe 2006, 20 anni compiuti, gioca nel Cruzeiro. Freschissimo il suo gol contro il Bahia, è di ieri; è entrato e ha regalato la vittoria ai suoi (1-2). Un sinistro a giro, il segno della sua classe. La Lazio lo sta studiando. Un vice Zaccagni non c’è, sempre che il capitano resti, ci sono voci che lo riguardano da un paio di mesi, in Francia hanno rilanciato l’interesse dell’Olympique Marsiglia. Il riscatto di Maldini è legato all’Europa, raggiungibile con la Coppa Italia. Dia sarà riscattato. Noslin è cresciuto. Gli scenari sono da definire.

Se restasse un posto, si legge, occhio a Bamba Dieng, 26 anni, centravanti senegalese. Si libera il 30 giugno, può prendersi a zero. Quattordici gol in 23 presenze con il Lorient, 9 in Ligue 1, 5 in Coppa di Francia. Si è scatenato da gennaio in poi, le 9 reti sono del nuovo anno. Classe 2000, ha iniziato nel Diambars, club senegalese. Poi il salto all’Olympique Marsiglia e al Lorient. Un centravanti baby è Omar Janneh, classe 2006, attaccante spagnolo-gambiano del Losanna; è arrivato a gennaio dall’Atletico Madrid, 8 gol in 17 gare, è seguito da Borussia Monchengladbach, Udinese e Sporting Lisbona. Profili seguiti dalla talent room di Formello, per ogni finestra di mercato si valutano giovani talenti su cui investire.

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Derby e tennis, che caos: la Lega vuole la Champions a pranzo, la questura punta su lunedì

Gli appelli al buon senso rischiano di fare ancora una volta a cazzotti – a proposito di ordine pubblico – con le esigenze commerciali. Solo che stavolta, oltre alle necessità predominanti delle emittenti televisive, che nel calcio di oggi pagando la banda e vorrebbero ovviamente scegliere la musica, ci sono quelle relative alla regolarità di un campionato che rispetto alla classifica arriva agli ultimi 180 minuti nell’incertezza più totale al netto della vetta già conquistata dall’Inter. Così il derby della Capitale, quello che il calendario ha posizionato nel weekend in cui va in scena, proprio nello stesso complesso sportivo, un evento mondiale come gli Internazionali di Tennis, rischia di trascinare con sé altre quattro partite: di sicuro Juve-Fiorentina, Como-Parma e Genoa-Milan, i match delle altre squadre ancora in corsa per la Champions, più Pisa-Napoli se Conte non battessa stasera il Bologna. Domani è il giorno degli anticipi e dei posticipi e la Lega ha cerchiato in rosso l’orario delle 12.30 di domenica 17 maggio per garantire la contemporaneità

E per fortuna, penserà qualcuno, che il successo di ieri sera dell’Atalanta a San Siro ha reso il 7° posto ormai irraggiungibile per l’Udinese. Se la Dea non avesse vinto, allo stesso orario di Lazio-Roma si sarebbero dovute disputare persino le tre sfide salvezza, quella della Cremonese proprio contro i friulani e poi, di conseguenza, Cagliari-Torino e Sassuolo-Lecce, più ovviamente Atalanta-Bologna. L’eventuale show di Sinner avrebbe insomma costretto Via Rosellini a fissare tra le 8 e le 9 partite nello stesso orario, tutte tranne Inter-Verona. Come ai vecchi tempi, tutto il calcio minuto per minuto: un’operazione nostalgia dettata dalla modernità. Ora invece le sfide in contemporanea potranno essere tre o quattro a seconda del risultato del Napoli.

Ma è davvero possibile evitare il caos al Foro Italico con due eventi così impattanti a distanza di poche ore? «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali e un evento altrettanto importante come il derby», ha detto ieri il Questore, Roberto Massucci, a margine della ‘Race for the Cure’ al Circo Massimo. Chi gestisce l’ordine pubblico nella città più complessa d’Italia avrebbe decisamente preferito far slittare il derby di 24 ore portandolo al lunedì, possibilmente nel pomeriggio, visto che gli scontri tra tifoserie del recente passato fanno escludere la possibilità che la gara si disputi in notturna. A cavalcare l’idea del derby a inizio settimana, nei giorni scorsi, era stato anche l’assessore allo sport della città eterna, Onorato. «Avrebbe senso evitare un sovraccarico», aveva aggiunto pure il ministro Abodi. Le emittenti, però, in un giorno feriale e in un orario lavorativo (le 18.30) perderebbero una grossa fetta di pubblico, senza dimenticare la possibilità che gli stadi restino semi-vuoti. Secondo la Serie A, sarebbe un pasticcio nel pasticcio. Così la Lega punta sul male minore: tutti in campo a mezzogiorno e mezza. A meno che il Questore di Roma non imponga la soluzione alternativa con un provvedimento. Ma sarebbe come ammettere il timore di non riuscire a gestire le cose. Per tale ragione, questa resta l’ipotesi meno concreta. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Collovati: “Inter affamata, ma la Lazio non sarà quella di sabato. Tecnico che può fare la differenza? Sarri, ecco perché…” (AUDIO)

FULVIO COLLOVATI in collegamento a ‘SVB’

“La finale di Coppa Italia? Inutile dire che se dovessi dare un giudizio attuale, dopo la sconfitta di sabato della Lazio e per come sta giocando l’Inter, darei per favoriti i nerazzurri. L’Inter è affamata, vuole vincere un altro trofeo. Però ogni gara è a sé e la mia carriera mi ha insegnato che nessun avversario va sottovalutato. Se pensano di trovare la Lazio di sabato, sbagliano.

L’Inter ha un suo gioco lineare, che sfocia sugli esterni. Hanno tanto giocatori rappresentativi a centrocampo ma poi il gioco si sviluppa sugli esterni, che diventano le ali di una volta. La Lazio dovrà essere brava quindi ad arginarli, poi comunque ricordiamo che davanti ci sono Lautaro e Thuram. Hanno una rosa completa, la migliore d’Italia. La Lazio deve essere te brava a livello difensivo, poi l’Iner si concede qualche errore dietro.

Se c’è un tecnico che può fare la differenza è Sarri e non è un paragone sulla bravura perché Chivu ha dimostrato di essere bravo. Lui però ha quella rosa e l’imbarazzo della scelta, la Lazio deve trovare il meglio di sé dopo sabato, deve recuperare energie fisiche e mentali e in questo può aiutare solo un tecnico esperto come Sarri; la rosa è quella, la Lazio non ha attaccanti in doppia cifra, ha recuperato solo ora Rovella. Dall’altra parte c’è esperienza decennale.

L’Inter è favorita ma le finali sono finali. Vuole fare il doublete ma non è così scontato”.