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Lazio, garanzia Gila. Tra gestione e finale: potrebbe tornare direttamente mercoledì

Adesso Sarri deve solo decidere se utilizzarlo sabato con l’Inter oppure se tornare a schierarlo direttamente per il confronto di mercoledì prossimo.

È la Coppa Italia di Gila, nel senso che ogni sua energia è stata preservata per la competizione che ha permesso alla Lazio di sognare. Troppo importante la presenza dello spagnolo. Determinante, come dimostrato dalle scelte di Sarri da due mesi e mezzo. Il tecnico, sottolinea il Corriere dello Sport, ha pensato soltanto alla migliore gestione possibile, all’impiego centellinato in campionato in vista delle gare di Coppa. Il discorso, a maggior ragione, comprende la sfida del 13 maggio. Gila ha saltato 6 delle ultime 10 giornate di Serie A. La classifica finora ha lasciato poco spazio alle ambizioni, ha spinto l’allenatore all’impiego calcolato e propedeutico ai successivi impegni in cui ci si giocava il passaggio del turno.

Adesso Sarri, si legge, deve solo decidere se utilizzarlo sabato con l’Inter oppure se tornare a schierarlo direttamente per il confronto di mercoledì prossimo. Più facile la seconda ipotesi con Romagnoli Provstgaard confermati come coppia centrale. Gila non ha bisogno di test, quest’anno ha impressionato per velocità e senso tattico, è riuscito a migliorare ulteriormente, ha concluso il percorso di maturazione con il ritorno del Comandante in panchina.

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Lazio, rebus playmaker: finalmente Sarri può scegliere il regista

Le gerarchie non fisse, fino ad ora sono state modificate strada facendo.

Poche settimane fa Sarri era rimasto senza nemmeno un play. Rovella ha trascorso più tempo ai box che in campo, Cataldi si era fermato contro il Sassuolo per un problema al polpaccio. Vecino ceduto nel mercato di gennaio, Basic frenato dalla lesione muscolare fino alla trasferta di Firenze, Belahyane non è mai entrato nelle grazie del Comandante. È stata necessaria, evidenzia il Corriere dello Sport, un’intuizione, un’invenzione. La scelta è ricaduta su Patric come vertice basso, l’esperimento è talmente riuscito che lo spagnolo è stato schierato titolare anche nella semifinale di ritorno contro l’Atalanta. Risultati soddisfacenti. Adesso va preparata la finale, ogni mossa può risultare decisiva per la sfida del 13 maggio, anche quelle prese per l’antipasto di campionato.

Le gerarchie non sono fisse, finora si sono modificate strada facendo per lo stato di forma individuale, tutto può essere rimescolato all’improvviso. Potrebbero pure dipendere, si legge, dalla gara imminente con l’Inter, che sarà l’ultima prima dei novanta minuti con in palio un trofeo e la qualificazione alle prossime coppe europee. I posti assicurati, viste le prove recenti, sono quelli delle due mezzali, Basic a destra e Taylor a sinistra. Sarri non ha incertezze sugli interni, il punto interrogativo riguarda la maglia in regia, in questo momento senza un vero padrone. Patric, Cataldi e Rovella si contendono lo spazio dopo lunghi periodi di sofferenza.

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Lazio, Marusic insegue Lulic e Negro: riparte dell’Inter, sua “bestia nera”

Solo de Roon, Lautaro e Cristante vantano più gare con la stessa maglia.

Marusic ha festeggiato lunedì le 350 apparizioni con la Lazio e avvicinato Lulic (371) e Negro (378) nella classifica dei più presenti di sempre, ai piedi del podio di Wilson (396), Favalli (401) e Radu (427). Ben 156 sono dell’era Sarri, cruciale per la permanenza del montenegrino e per la deroga ai rinnovi congelati da un anno: il prolungamento di gennaio fino al 2028 (con opzione 2029) ha reso il classe ’92 l’unica pedina salda di una difesa che a giugno saluterà Hysaj e ha tutti i veterani (Patric, Romagnoli, Gila, Gigot, Provedel, Lazzari e Pellegrini) in scadenza tra un anno. Adam, evidenzia Il Messaggero, debuttò vincendo la Supercoppa ad agosto 2017 (2-3 alla Juve). Da quel giorno solo de Roon (405), Lautaro (372) e Cristante (360) vantano più gare con la stessa maglia. Ora intende chiudere il cerchio con la bestia nera Inter (4 vittorie in 17 incroci) per esorcizzare la macchia del recente 0-6, quando gli infortuni di Romagnoli, Gila e Gigot lo costrinsero a sfigurare da centrale, con evidenti colpe sui gol di Dimarco, Carlos Augusto e Thuram.

Dopo il record di reti con Baroni (4), ha ritrovato, si legge, con Genoa (al Taty) e Milan (a Isaksen), un assist che in A mancava dal febbraio 2023. Trasformista consolidato, un anno fa al Meazza diede il la all’1-1 di Pedro per poi farsi beffare dallo spauracchio Dumfries (2-1). In cerca di riscatto, vuole riprendersi lo scettro di più impiegato in rosa, di recente passato a Romagnoli. Senza di lui Gosens (Fiorentina) e Bayo (Udinese) hanno colpito Sarri saltando sulle spalle di Lazzari, sfruttandone i limiti strutturali. Mau ha bisogno della fisicità del suo fedelissimo e sabato non lo spremerà a lungo.

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Lazio, per l’attacco piace Bayo ma c’è da sfoltire il reparto avanzato

Davanti c’è abbondanza a livello numerico.

È stato accostato Mohamed Bayo, attaccante di proprietà del Lilla, ora in prestito al Gaziantep. Come riporta il Corriere dello Sport, il club turco potrebbe riscattarlo in estate per 4 milioni di euro per poi rivenderlo subito a una cifra più alta. Sui classe 1998, oltre alla Lazio, ci sarebbero anche Stoccarda, Friburgo, Celta Vigo, Fenerbahce e Besiktas. In questa stagione ha collezionato 30 partite (2.304 minuti complessivi) realizzando 14 gol. Al conto vanno aggiunti 3 assist, la media importante ha acceso l’interesse di tante squadre.

A Formello, Bayo a parte, viene monitorato il mercato ma, si legge, vanno risolte prima le situazioni interne. C’è abbondanza a livello numerico. Dia dovrà essere riscattato dalla Salernitana dopo due anni di prestito (11,3 milioni di euro), Maldini sarà acquistato a titolo definitivo in caso di trionfo in Coppa Italia (per la qualificazione alle prossime competizioni europee). Per Ratkov sono stati spesi 14 milioni nella sessione di gennaio. Le mosse dipenderanno anche dalla permanenza di Sarri e se saranno seguite le sue indicazioni.

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Lazio-Inter, in campionato turnover per Sarri: fuori i diffidati Taylor e Nuno

Al posto dell’olandese vedremo Dele-Bashiru, mentre Pellegrini sostituirà il terzino portoghese.

A Formello Sarri studia il turnover per la gara di campionato, sabato all’Olimpico contro l’Inter: probabile panchina, riporta La Repubblica, per i tre diffidati, cioè Tavares, Taylor e Pedro, per evitare il rischio della squalifica in vista del derby. I primi due, poi, saranno titolari nella finale di Coppa — a Bergamo erano rimasti in campo per 120 minuti e avevano tirato i rigori — e quindi c’è anche l’esigenza di tenerli a riposo per averli al massimo il 13.

Al posto dell’olandese, si legge, vedremo Dele-Bashiru, mentre Pellegrini sostituirà il terzino portoghese come contro l’Udinese. Pedro invece una parte di gara la giocherà. Per la sfida di sabato (ore 18), sciopero dei gruppi del tifo organizzato di Lazio e Inter: circa 16mila i biglietti venduti.

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Lazio, trend da invertire: i numeri contro l’Inter in campionato

Testa alla finale, ma sabato c’è la Serie. Appuntamento sempre con i nerazzurri e sempre all’Olimpico.

Prima della Coppa Italia, c’è il campionato. Per la squadra di Sarri sarà l’occasione per provare a spezzare una serie di tabù contro i nerazzurri: i biancocelesti, infatti, come riporta il Corriere dello Sport, non hanno vinto alcuna delle ultime sei sfide in Serie A contro l’Inter (due pareggi e quattro sconfitte), dopo aver vinto la metà di altrettante gare precedenti (tre vittorie, un pareggio e due ko).

Se dovesse vincere la squadra di Chivu, si legge, si tratterebbe della prima volta del 2016/17 in cui questa riesce a imporsi in entrambe le gare di campionato (dopo il 2-0 di San Siro del 9 novembre). A favore della Lazio, però, c’è un altro dato: non ha mai perso nelle ultime cinque sfide contro la formazione capolista a inizio giornata in Serie A (due successi e tre pari), dopo che aveva perso sei delle precedenti sette gare di questo tipo, l’ultima proprio in casa contro l’Inter a dicembre 2023.

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Lazio, ancora valutazioni in corso sulla data del derby: le ultime

Poco più di trecento finora i biglietti acquistati dai tifosi laziali.

Sono giorni sospesi, per la Lazio, in attesa della settimana più importante dell’anno, con la finale di Coppa Italia del 13 e il derby di domenica 17 alle 12.30. Sempre che la sfida con la Roma, sottolinea La Repubblica, non venga spostata in un’altra data per la concomitanza con la giornata conclusiva degli Internazionali di tennis, ipotesi al momento improbabile — per esigenze televisive, visto che chi ha i diritti è contrario a trasmettere gare in orari diurni di giorni lavorativi — anche se continuano le valutazioni da parte delle autorità competenti. A proposito della stracittadina, poco più di trecento finora i biglietti acquistati dai tifosi laziali (martedì è partita la prelazione per gli abbonati). 

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lotito-Sarri e il futuro, Rambaudi: “Ad oggi credo sia difficile proseguire insieme” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Giusto parlare dei nomi o del futuro, ma c’è una base che il presidente deve mettere altrimenti il problema non lo risolvi. Bayo sarà un profilo che Fabiani ha visionato, sarà quindi bravo, ma cosa vuole fare la Lazio?

Nel calcio vanno seguite le indicazioni del tecnico; si deve viaggiare con il direttore sportivo e la dirigenza. Analizzando il percorso di Sarri alla Lazio e quello del presidente con l’allenatore, c’è sempre stato qualcosa che non andava quindi credo sia difficile andare avanti. Ad oggi io ho difficoltà a pensare che possano proseguire insieme, perché tante cose a livello di rapporto non sono andate.

Serve ritrovare credibilità agli occhi di tutto l’ambiente, ed entusiasmo. Si deve avere un progetto chiaro, questa deve essere la priorità.

Come gestire il centrocampo tra campionato e Coppa? Rovella sabato sì ma in finale devo andare sulle certezze e devo capire chi mettere all’inizio e chi a gara in corso tra Patric e Cataldi. Al momento lo spagnolo è quello che mi dà maggiori certezze”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Per la data del derby c’è da attendere il 12 maggio. Sarri-Napoli? Pista concreta, ecco perché…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Si deciderà il 12 maggio quando e a che ora si giocherà il derby, nel frattempo vanno avanti diversi confronti. Le autorità spingono per lo spostamento della gara, situazione complessa per la Lega vista la contemporaneità delle partite delle squadre che giocano per gli stessi obiettivi.

Sarri-Napoli? Pista concreta, l’ipotesi di Conte in Nazionale e Sarri a sostituirlo a Napoli è concreta. Tuttavia, c’è un contratto fino al 2028 e il rapporto tra Lotito e De Laurentiis è sempre altalenante, non credo che Lotito lasci andare Sarri senza una richiesta di indennizzo quindi vedremo come andrà. Sono discorsi prematuri, anche perché deve essere ancora nominato il presidente della Federcalcio. Ma comunque le cose si stanno muovendo in questa direzione”.

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Lazio, il club porta in Comune le integrazioni per il Flaminio: le ultime

Nell’attesa l’architetto Nervi ha inviato un’ulteriore lettera in Campidoglio sottolineando la bontà dell’opera presentata dalla Lazio.

La Lazio ha consegnato al Comune di Roma tutta la documentazione richiesta per lo Stadio Flaminio, integrando anche le parti che erano rimaste in sospeso. Adesso, spiega il Corriere dello Sport, resta soltanto da attendere che tutto il materiale venga analizzato da parte degli uffici competenti del Comune per far partire la conferenza dei servizi preliminare, nella speranza che al termine di questa venga concesso il pubblico interesse al progetto di riqualificazione, per poter entrare nel vivo del piano del club biancoceleste.

Nell’attesa, si legge, l’architetto Pierluigi Nervi (nipote dell’omonimo architetto che progettò lo Stadio Flaminio), parte dello staff di esperti del presidente Lotito, ha inviato un’ulteriore lettera in Campidoglio sottolineando la bontà dell’opera presentata dalla Lazio: «La maggior parte degli impianti sportivi dedicati al calcio in Italia e all’estero sono in via di ristrutturazione, sia in corso sia in progetto. Le norme sono cambiate, gli stadi si devono adeguare. In tutti i casi gli interventi sono ovviamente strutturalmente importanti, in generale tali da alterare la percezione dell’esistente rispetto al nuovo. In alcuni casi addirittura l’impianto precedente è stato demolito per realizzare quello nuovo. Non ci si è preoccupati di preservare la struttura attuale, anzi si è demolita».