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Lazio, Caicedo: “Con l’Inter sarà dura, ma un trionfo segnerebbe la svolta. Bravo Sarri, non solo con il gruppo. Tifosi? fantastici”

L’ex Lazio Felipe Caicedo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato anche dell’imminente finale di Coppa Italia:

“Devo ammettere che le due stagioni sono molto simili (questa e quella del 2028-2019, ndr). All’epoca eravamo in difficoltà, ma quella vittoria riuscì a cancellare tutto. La Coppa Italia è sempre un grande traguardo”.

La stagione della Lazio: “Non può essere positiva. La classifica non è buona, ma il percorso in coppa è ottimo. La squadra ha fatto fuori Milan, Bologna e Atalanta: non era semplice. Vincere questa competizione sarebbe fondamentale. Il trionfo rappresenterebbe una svolta. Me lo auguro con tutto il cuore”.

Sarri: “Il suo lavoro è davvero molto, molto buono. La squadra ha ormai automatismi evidenti. Questo soprattutto a livello difensivo. La retroguardia è collaudata, la linea si muove sempre molto bene. La sua mano si vede, anche perché fin da inizio anno aveva detto che avrebbe dato importanza alla fase difensiva e i miglioramenti si vedono. Ma non ha migliorato solo il collettivo. Secondo me sono migliorati anche i singoli. L’esempio più evidente è Nuno Tavares, che ora difende veramente bene. Poi Taylor si è inserito molto bene e in maniera rapida. Infine Basic: rispetto a inizio anno è cresciuto tanto”.

Lazio-Inter: “Alla Lazio servirà la partita perfetta. Loro sono molto forti, probabilmente sono favoriti, ma è pur sempre una finale e quindi tutto può succedere. L’importante è che la Lazio riesca a fare una gara per la quale alla fine non abbia nulla da rimproverarsi”.


La protesta dei tifosi: “Non posso giudicare perché pur seguendo la Lazio vivo lontano. Non conosco nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a questa protesta. Posso però dire che i tifosi sono importanti per la squadra e che tutti i giocatori vorrebbero sempre vedere lo stadio pieno. Spero che tutto torni alla normalità il prima possibile perché il pubblico laziale è fantastico. Atmosfera incredibile contro il Milan, la carica trasmessa ai giocatori si è rivelata fondamentale. Questo tipo di ambiente, contro l’Inter, potrebbe davvero essere determinante. Lo stadio pieno fa la differenza. Il pubblico trasmette alla squadra l’energia nei momenti più difficili e dà la spinta decisiva nei momenti più delicati”.

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Lazio, Pedro prepara l’addio in grande stile: dopo il derby festa con la squadra

Pedro si prepara a vivere le ultime settimane da calciatore della Lazio. Lo spagnolo, 38 anni a luglio e contratto in scadenza a giugno, ha ormai confermato la scelta dell’addio. Il futuro sarà svelato più avanti, ma intanto il club biancoceleste sta organizzando il modo migliore per salutare uno dei protagonisti più amati degli ultimi anni.

L’idea è quella di una doppia passerella. La prima dopo il derby, quando Pedro festeggerà con la squadra nella settimana che precederà la partita contro il Pisa. La seconda arriverà proprio nell’ultima gara di campionato all’Olimpico, dove la Lazio renderà omaggio allo spagnolo davanti ai propri tifosi.

Secondo quanto raccontato dal Corriere dello Sport, Pedro avrebbe già scelto la location per una cena con i compagni. Un momento privato, pensato per condividere il saluto con il gruppo e chiudere nel modo più emozionante la sua esperienza romana.

Il legame con la Lazio è stato forte sin dall’inizio. Arrivato nel 2021, Pedro ha saputo ritagliarsi un ruolo importante dentro e fuori dal campo, diventando un riferimento per esperienza, qualità e mentalità.

I numeri di Pedro con la Lazio

Con la maglia biancoceleste Pedro ha collezionato 205 presenze e segnato 38 gol, lasciando un’impronta evidente nel percorso della squadra. In questa stagione ha trovato meno spazio, ma il suo peso nello spogliatoio è rimasto centrale.

La possibilità di restare in società, almeno per il momento, sembra rinviata. Pedro vuole capire se potrà continuare ancora a giocare, prima di decidere quale strada prendere dopo il ritiro. La Lazio, intanto, prepara il saluto: un doppio evento per rendere omaggio a un campione che ha attraversato il calcio europeo lasciando il segno.

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Lazio-Inter, squadre diverse ma stessa solidità difensiva: il confronto tra le due filosofie

Il dato complessivo sui gol subiti conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio.

Squadre, campionati e ambizioni sono molto differenti, ma c’è comunque un punto in comune tra Lazio e Inter. Sì, perché la doppia sfida nel giro di 4 giorni, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà soprattutto un confronto tra due sistemi difensivi solidi, strutturati, diversi ma ugualmente efficaci. Due modi di proteggere la porta, due filosofie opposte che si incrociano nel momento più delicato della stagione.

L’Inter campione d’Italia, si legge, è la squadra che ha subito meno tiri in Serie A, appena 313. Un numero che racconta il controllo, la capacità di difendere lontano dalla propria area, di limitare al minimo i pericoli. La Lazio, al contrario, ha concesso molto di più (468 conclusioni subite, solo 5 squadre nel torneo hanno fatto peggio), ma questo non significa fragilità. Anzi, evidenzia un altro tipo di resistenza, più reattiva che preventiva. I biancocelesti hanno costruito la propria solidità sulla capacità di reggere l’urto, di concedere ma mai in modo pulito, di soffrire e restare in piedi. Non è un caso che abbia collezionato 15 clean sheets, contro i
17 dell’Inter.
Quella biancoceleste è una difesa che magari concede, ma che spesso resiste.


Le differenze e le analogie emergono anche nei dettagli. L’Inter è quasi impeccabile nel gioco aereo: appena tre gol subiti di testa, il minimo in campionato (al pari di Juventus e Roma). La Lazio ne ha concessi sei, un dato comunque contenuto. Dove i ragazzi di Sarri eccellono è nella gestione delle transizioni, visto che sono l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol in contropiede. Quella di Chivu, invece, ha incassato sei reti in queste situazioni, segno di una struttura più offensiva, a volte più esposta quando perde palla: una possibile chiave tattica per i velocisti di Mau.
Anche sulle palle inattive il confronto è equilibrato. I nerazzurri hanno subito nove gol da sviluppi di calcio piazzato, la Lazio dieci.


Il dato complessivo sui gol subiti, conclude il quotidiano, conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio. Tre reti di differenza che raccontano quanto siano vicine le due difese, nonostante le sette posizioni di distanza in classifica. Anche la distribuzione dei gol nel corso della partita offre spunti interessanti. La Lazio tende a concedere qualcosa in più nella ripresa (19 gol contro i 15 del primo tempo), mentre l’Inter mantiene un andamento più lineare. Ma il dato più significativo riguarda il finale: i nerazzurri hanno subito ben 11 gol negli ultimi 15 minuti, quasi il doppio dei 6 incassati dalla Lazio (specialista invece nel segnare in extremis).

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Lazio, rebus Tavares. Gila convocato, dubbio Cataldi

Tra campo e gestione, ogni scelta potrà fare la differenza.

Dopo il giorno di riposo concesso mercoledì, ieri a Formello è scattata ufficialmente la preparazione al primo incrocio con l’Inter, l’inizio di un mini-ciclo intensivo e decisivo che porterà i biancocelesti ad affrontare due volte i nerazzurri e poi la Roma nel giro di pochi giorni. Tra i temi principali, riporta il Corriere dello Sport, c’è la situazione di Nuno Tavares. Il portoghese arriva da una prestazione devastante contro la Cremonese, ma resta un elemento da dosare. In carriera ha spesso sofferto gli impegni ravvicinati, motivo per cui Sarri sta valutando l’ipotesi di preservarlo nella sfida di campionato per averlo al massimo nella finale di Coppa Italia. A spingere ulteriormente verso questa opzione c’è pure la questione disciplinare. Tavares è diffidato e, in caso di ammonizione contro l’Inter, salterebbe il derby con la Roma. Una situazione condivisa anche da Taylor e Pedro, altri due elementi chiave a rischio squalifica. Anche questo fattore potrebbe incidere sulle scelte dell’allenatore.

Sarri dovrà trovare il giusto equilibrio tra competitività immediata e prospettiva, cercando di arrivare alla finale con i titolari nelle migliori condizioni possibili. Dall’infermeria, si legge, arrivano segnali positivi da Gila, che sarà regolarmente convocato per la sfida contro l’Inter, anche se il suo impiego verrà valutato nelle prossime ore. Più incerta la situazione di Cataldi, ancora alle prese con alcuni fastidi muscolari e in dubbio per la gara.

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Lazio, Taylor insostituibile ma ora potrebbe riposare: Dele si candida per una maglia dal 1′

Sarri non l’ha fatto mai riposare, gli ha solo evitato un po’ di minutaggio cambiandolo in corsa.

Non è stato solo il suo arrivo, ma ha contribuito alla svolta. Il gioco e il destino si sono messi a girare nei versi giusti. Sarri piano piano ha trovato la quadra, Taylor aveva i segni particolari adatti per rinforzare il centrocampo orfano di Guendouzi. Non un mediano ringhiante, una mezzala con i tempi di gioco giusti per Mau, con la forza del tiro, brava a sentire la porta; è successo qualcosa quando Taylor si è inserito nella Lazio. Nella squadra da strappo costruita in corsa da Sarri s’è rivelato adatto da fionda e sasso. Bravo nelle avanzate per triangoli, bravo a sacrificarsi in fase di non possesso, bravo a garantire soluzioni. Da gennaio a oggi, sottolinea il Corriere dello Sport, l’olandese è diventato insostituibile. Sarri non l’ha fatto mai riposare, gli ha solo evitato un po’ di minutaggio cambiandolo in corsa.

Siamo arrivati al bivio: tre partite in una settimana, finale e derby compresi. In più la diffida in campionato. Mai come stavolta Sarri pensa di dare un turno a Taylor. Salterebbe l’Inter domani evitando di correre il rischio di un giallo, lo escluderebbe dal derby. Un turno domani per arrivare fresco alla finale. In questo caso, si legge, rientrerebbe in gioco Dele-Bashiru, con Basic a sinistra; è un’ipotesi in ballo da qualche partita, finora mai realizzata. Taylor dall’11 gennaio ha giocato 16 partite su 16 in campionato, 10 da 90’. Più tre partite su tre in Coppa Italia, una da 90 (il Bologna), una da 83 (l’Atalanta all’andata), una da 120 (l’Atalanta al ritorno). Di partite ne mancano 4 con la Coppa. Sarri ha sempre riflettuto sulla necessità di
fermarlo, non l’ha mai fatto. Finale e derby sono due ottimi
motivi per prendere questa decisione.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio-Inter di campionato, Rambaudi: “Ho paura che Taylor rimanendo fuori perda i giri. Davanti mi aspetto Maldini” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’idea di non voler centrare la Conference League non mi sembra in linea con una società che deve ripartire, step dopo step. Si devono mettere dei mattoni saldi alla base, mattoni che non ci sono. Poi è chiaro che la speranza è che la Lazio possa tornare a lottare per altre posizioni, quelle che le competono.

Sono curioso di vedere come Sarri gestirà questa situazione anomala del doppio confronto ravvicinato con l’Inter. Io credo che gestisca tutto come sempre, ossia facendo giocare chi è in condizione.

Ho paura che Taylor rimanendo fuori perda i giri. Bisogna davvero avere il controllo della situazione vivendo lo spogliatoio, conoscendo bene i calciatori. Davanti mi aspetto ancora Maldini.

Ballottaggio Cancellieri-Isaksen? In finale, stando alle ultime settimane, credo metterà Cancellieri, soprattutto per tagliare in mezzo. Poi Isaksen può dare una mano a gara in corso.

Come atteggiamento vedremo un copia e incolla di mercoledì”.

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La lunga settimana della Lazio: contestazione e sold out, tre stadio Olimpico diversi fino al derby

Tre partite, una settimana, lo stesso stadio. Ma l’Olimpico che accompagnerà Lazio-Inter (campionato), la finale di Coppa Italia e il derby sarà ogni volta diverso. Non per struttura, ma per anima.

I tre match e le risposte

Si parte domani con la sfida ai nerazzurri in Serie A, antipasto di lusso ma con un’atmosfera surreale. Circa 16.000 i biglietti venduti, uno stadio ben lontano dalle grandi occasioni. Non è una questione di scarso interesse, ma di posizione. I gruppi organizzati della Lazio non entreranno per proseguire la contestazione nei confronti del presidente Lotito. E a loro si uniranno, in segno di solidarietà, anche gli ultras dell’Inter, storicamente gemellati con la tifoseria biancoceleste. Quattro giorni dopo, però, cambierà tutto. Ancora Lazio-Inter, ma questa volta con un trofeo in palio. La finale di Coppa Italia riporterà l’Olimpico al centro del calcio italiano, nella sua versione più piena, più calda, più vera. I biglietti sono stati polverizzati, il sold-out è totale. Sarà l’unica notte di questo finale di stagione in cui i tifosi della Lazio torneranno allo stadio, mantenendo la promessa fatta alla squadra e al mister. Un’eccezione alla protesta, un ritorno carico di significato. E poi, il derby. Formalmente in trasferta, ma sempre all’Olimpico. Storicamente la partita più sentita, quella che divide la città e accende ogni angolo della Capitale. Ma anche qui il contesto sarà particolare. I tifosi della Lazio non ci saranno, riprendendo nella loro linea di assenza. La Curva Nord non offrirà il solito spettacolo da esportazione con le sue coreografie, nell’impianto sarà presente la sola versione giallorossa. Sarà un derby monco, privo di quella contrapposizione che lo ha sempre reso unico.

Tre partite, tre scenari. Un Olimpico prima vuoto, poi pieno, infine sbilanciato. È questo il paradosso di una settimana che dovrebbe esaltare la passione del tifo biancoceleste e che invece ne racconterà tutte le difficoltà vissute in questa stagione. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio tra campionato e finale, Cardone: “Sarri alternerà gli attaccanti. Dubbi a centrocampo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Tra campionato e Coppa Italia sicuramente verranno alternati gli attaccanti. Oggi la squadra torna ad allenarsi e avremo indicazioni sul centrocampo, in base a come starà Cataldi. Intanto Rovella me lo aspetto titolare sabato, anche perché ha chiuso in crescendo lunedì; è stato il giocatore combattivo di sempre. Se poi sabato darà buone indicazioni, se la giocherà anche per la finale.

Con tutti e tre al 100%, lui, Patric e Cataldi, Sarri probabilmente opterebbe per Basic, Cataldi e Taylor mercoledì. Ma al momento al 100% non sono né Rovella né Cataldi, e Patric di base un centrocampista non è; è un rompicapo”.

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Lazio, anche il Napoli piomba su Gila: la situazione

Lo spagnolo è diventato uno dei principali obiettivi del club azzurro.

Il Napoli accelera per Mario Gila. Il difensore della Lazio, come riporta La Gazzetta Dello Sport, è diventato uno dei principali obiettivi del club azzurro in vista della prossima stagione, soprattutto in caso di qualificazione alla Champions League.

Il Napoli, si legge, rappresenterebbe una destinazione molto gradita al giocatore. Gila sarebbe in cima alla lista delle preferenze della dirigenza azzurra per rinforzare la retroguardia. Lotito proverà a trattenere il difensore, in scadenza il prossimo anno, ma c’è un dettaglio che pesa: il club capitolino dovrà versare al Real Madrid il 50% sulla futura rivendita del calciatore. Gli azzurri, conclude il quotidiano, attendono ora soltanto la certezza matematica della qualificazione in Champions League per affondare il colpo.

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Lazio, Motta in cerca di riscatto. E possibile rinnovo con adeguamento per lui

Ora per il giovane portiere la priorità è una sola: rispondere sul campo.

A Cremona un’incertezza sul gol di Bonazzoli. Sono situazioni che possono capitare e che si cancellano solo in un modo: tornando subito in campo. E il calendario, in questo senso, non concede tregua. Davanti a Motta c’è una settimana che può cambiare tutto. Arrivato a sorpresa a gennaio e in punta di piedi, si è preso la porta della Lazio in una fase delicata, trasformando l’emergenza in opportunità. Ha risposto presente, ha dato sicurezza, ha costruito credibilità.

Per lui, si legge, un eventuale rinnovo con adeguamento è una possibilità concreta, legata anche alle prestazioni di questo finale di stagione. Ma Motta, almeno per ora, non guarda oltre. La priorità è una sola: rispondere sul campo. Dimostrare  di essere all’altezza, confermare quanto di buono fatto finora, mettere definitivamente alle spalle quell’errore. I grandi portieri si riconoscono così, nella capacità di reagire. E allora questa diventa la sua settimana. Due partite per ribadire il proprio valore, per difendere la porta della Lazio nel momento decisivo, per trasformare una piccola sbavatura in un nuovo punto di partenza.