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Lazio, Pedraza è arrivato a Roma: a breve ufficiale il suo ingaggio

Il terzino ha salutato lo scorso fine settimana il Villarreal.

Ieri è atterrato in città Pedraza (che lo ha subito fatto sapere con una storia sul proprio profilo Instagram), l’esterno sinistro difensivo arrivato a parametro zero dal Villarreal. A giorni, riporta Il Messaggero, l’annuncio del suo ingaggio, il primo innesto estivo. Uno da quel lato tra Pellegrini e Nuno Tavares è destinato a salutare. Basic è del Venezia: tre anni di contratto.

Nel fine settimana il Villarreal ha salutato Pedraza, in occasione della sua ultima gara con la maglia del club spagnolo. Il terzino ha ricevuto in dono una maglia con il suo cognome e il numero 235, come le presenze disputate con il Villareal.

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Lazio, intreccio Provedel-Mandas: il club vuole trattenerne uno, Motta vice

Su Ivan Bologna, Inter e Fiorentina.

Provedel è in ripresa dopo l’operazione alla spalla, Gattuso
ha chiamato anche lui nei giorni scorsi. L’Inter lo tiene in pole da vice Martinez, sarebbe una grande occasione. Il Bologna ci pensa da tempo, potrebbe puntarci da primo. La Fiorentina lo farebbe in caso di addio di De Gea. E la Lazio? Come ribadisce il Corriere dello Sport, i rinnovi sono congelati da gennaio. Il futuro di Provedel rischia di essere intrecciato al futuro di Mandas. Il Bournemouth ha solo sfiorato la Champions, è andato in Europa League. Il riscatto del greco, per 18 milioni, sarebbe scattato solo con la Champions. Il club inglese sta riflettendo sull’opportunità di acquistare comunque Mandas offrendo qualche milione in meno. La Lazio è ferma sulla valutazione di 18 milioni, nei prossimi giorni si capirà se i biancocelesti saranno disposti a fare un piccolo sconto. Se Mandas tornerà a Formello i portieri saranno tre: Provedel, Mandas e Motta. Troppi.

L’idea della Lazio, conclude il quotidiano, è tenere solo uno dei primi due lasciando crescere Motta da vice. In ballo anche il futuro di Furlanetto, il quarto portiere utilizzato da Sarri in stagione dopo gli infortuni di Provedel e Motta e l’addio di Mandas a gennaio. I posti sono tre ed entro l’inizio del ritiro andranno assegnati. La Lazio deve garantirsi un numero uno affidabile aspettando la consacrazione di Motta

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, patrimonio Provstgaard: premio rinnovo e futuro da protagonista

l caos di una stagione complicata, tra contestazioni, infortuni, cambi di scenario e una classifica che non può far sorridere, la Lazio prova almeno a ripartire dalle poche certezze. Una di queste si chiama Oliver Provstgaard, diventato una delle poche note positive dell’ultimo campionato biancoceleste. Tanto che adesso il club sta già lavorando per blindarlo. L’idea della società è chiara: proseguire insieme e premiare la crescita del difensore danese con un rinnovo di contratto e un adeguamento dell’ingaggio. Le parti sarebbero già vicine a un accordo per il prolungamento, con la Lazio pronta ad aumentare uno stipendio che oggi si aggira attorno ai 500mila euro stagionali. Una scelta che racconta bene quanto il club creda nel classe 2003 arrivato dal Vejle nel febbraio del 2025 quasi in sordina e diventato invece, col passare dei mesi, un punto fermo della squadra. Provstgaard si è preso
la Lazio attraverso il lavoro, le prestazioni e soprattutto la capacità di farsi trovare pronto in ogni momento della stagione. Quando Sarri ha avuto bisogno di lui, il danese ha risposto presente. Sempre.

Alla fine i numeri raccontano una crescita evidente: 26 presenze in Serie A, 1527 minuti giocati e soprattutto 17 partite consecutive disputate nel finale di campionato, un periodo in cui ha dovuto alternativamente sostituire Gila e Romagnoli diventando praticamente indispensabile per tenere in piedi una difesa costantemente in emergenza. Il centrale ha mostrato personalità, fisicità e una sorprendente maturità nonostante la giovane età.

La sua crescita non è passata inosservata nemmeno in patria. Per la Danimarca è uno dei profili su cui costruire il nuovo corso della Nazionale dopo il fallimento della mancata qualificazione al Mondiale.
Ecco perché Provstgaard è considerato dalla Lazio uno dei patrimoni tecnici da cui ripartire e il suo rinnovo rientra perfettamente in questa strategia. Non solo un premio per quanto fatto vedere finora, ma anche un investimento per il futuro. Perché il danese ha dimostrato di avere margini di crescita e caratteristiche che potranno fare comodo anche a Gattuso: personalità, affidabilità e capacità di adattamento

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PROGETTO STADIO

Lazio, progetto Flaminio: oggi il via alla Conferenza dei Servizi preliminare. La nota del club

La Conferenza dei Servizi preliminare relativa al progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio, presentato ai sensi dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n.38/2021, partirà oggi. La Lazio, in una nota, sottolinea di accogliere “con profonda attenzione istituzionale e senso di responsabilità l’avvio della Conferenza dei Servizi preliminare” e che parteciperà insieme ai propri tecnici, professionisti e consulenti con spirito di massima collaborazione, trasparenza e disponibilità al confronto con tutte le amministrazioni competenti”.

La società biancoceleste, poi, ribadisce ancora come “l’obiettivo del progetto è restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi simbolici più importanti attraverso un intervento di rigenerazione urbana, sostenibilità, innovazione infrastrutturale e valorizzazione architettonica, nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente e dei vincoli esistenti”. Il Flaminio, infatti, per il club biancoceleste rappresenta “una sfida che va oltre la dimensione sportiva: un’infrastruttura moderna, integrata nel tessuto urbano, capace di generare valore sociale, occupazionale, culturale ed economico per il territorio” con la Lazio che continuerà ad affrontare ogni fase del percorso con la massima serietà, professionalità e visione di lungo periodo, nella consapevolezza che “la riqualificazione dello Stadio Flaminio, abbandonato da anni, rappresenta un’opportunità concreta di recupero e valorizzazione dell’intero contesto urbano che lo circonda”, conclude la nota del club laziale.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, non solo senza Europa: è flop Mondiale dopo 40 anni

La Lazio guarderà da spettatrice totalmente disinteressata l’appuntamento più importante del quadriennio calcistico. Al Mondiale 2026 non parteciperà neanche un calciatore biancoceleste. Basterebbe questo per spiegare l’involuzione tecnica vissuta a Formello negli ultimi anni. Il tutto diventa più preoccupante se si pensa che quello americano sarà il primo Mondiale allargato a 48 squadre. Con il limite portato a 26 calciatori per nazionale, i calciatori che saranno protagonisti in estate saranno 1248. Tra questi ci saranno calciatori di 18 squadre della Serie A appena conclusa e la Lazio non figura in questa lista. Già 17 squadre sono sicure di avere almeno un calciatore al Mondiale, il Verona aspetta la lista dell’Algeria dell’ex biancoceleste Vladimir Petkovic per certificare la convocazione di Belghali. Solo il Lecce vivrà un’estate “tranquilla” come la Lazio senza calciatori protagonisti al Mondiale.

Per la Lazio non mandare un calciatore al Mondiale è un evento piuttosto raro, visto che non si verificava da Messico 1986. Allora però i biancocelesti erano impantanati nella Serie B e difficilmente, in un calcio Ad ben meno aperto agli stranieri, sipotevano avere calciatori convocabili per un Mondiale stando nella serie cadetta. Anche nel 1982 i biancocelesti non avevano un rappresentante in Spagna, ma anche lì la Lazio viveva in Serie B. Per tornare all’ultimo Mondiale senza un calciatore della Lazio convocato con i biancocelesti in Serie A bisogna risalire addirittura al 1970. L’anno successivo i capitolini retrocedettero in Serie B, l’augurio è che il destino non si ripeta quest’anno. Dal 1990 ad oggi la Lazio ha avuto 33 convocati al Mondiale in nove edizioni, con il record di sette protagonisti nel 2014 in Brasile. Nei giorni dell’approdo in biancoceleste di un campione del Mondo come Rino Gattuso, non vedere un “laziale” al Mondiale è l’ennesimo fallimento. Tuttomercatoweb

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Lazio, le chiamate di Gattuso: Romagnoli non garantisce sulla permanenza, Provedel…

Come riportato dal CdS nella sua edizione odierna, la chiamata telefonica tra Gattuso e Romagnoli è avvenuta, ma il difensore non sembra aver dato garanzie di permanenza. Alessio sta valutando di nuovo il suo futuro, cosa fare per il suo proseguo di carriera e come agire in caso di permanenza in biancoceleste. Il dato è che era intenzionato a partire prima, e al momento lo è ancora.

Come riporta il CdS nella sua edizione odierna, Gennaro Gattuso avrebbe chiamato anche Ivan Provedel in vista della prossima stagione. Il portiere biancoceleste sta recuperando dall’infortunio ed è pronto a ripartire, ma le incognite sono ancora molte. Su di lui c’è ancora l’interesse dell’Inter, club nel quale andrebbe a fare il vice Martinez, come anche quello di Bologna e Fiorentina. Il dato più interessante, però, è che il suo futuro è intrecciato a quello di Mandas. Se il Bournemouth riscatterà l’estremo difensore greco, ecco che le chances di rimanere alla Lazio per Ivan aumenterebbero esponenzialmente.

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Lazio, Isaksen e il mancato ingresso contro il Pisa: il motivo

Solo riscaldamento e poi il rifiuto ad entrare: la ricostruzione.

Sul fonte esterni a Gattuso piace Isaksen più di Cancellieri, ma saranno le offerte a decidere il futuro. Gustav, riporta Il Messaggero, ha spiegato alla società di non essere entrato con il Pisa perché sentiva tirare l’inguine, eppure sembra così felice del cambio tecnico. Poi però, dopo oltre tre anni, il danese dovrebbe diventare più decisivo. Le chiacchiere stanno a zero, servono più reti e meno fumo. A scanso di equivoci Lotito e Fabiani farebbero bene a regalare subito a Gattuso un centravanti matricolato in termini di gol. Un cecchino.

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Lazio, il club ha promesso di trattenere Gila. Romagnoli aspetta l’Al Sadd

Gattuso non avrebbe posto nessun veto alla cessione di Alessio.

La Lazio vuole trattenere Gila, lo ha promesso a Gattuso. Nonostante Mario abbia un solo anno di contratto e nonostante quel post criptico del giocatore sui social dopo l’ultima partita di campionato che aveva il sapore di un addio anticipato. Il ds Angelo Fabiani, anche senza rinnovo, stando a quanto riporta Il Messaggero, vuole respingere le offerte che potrebbero arrivare per il difensore spagnolo. Un doppio target: aiutare il club a tornare in Europa – o almeno giocarsela – e far crescere ulteriormente Provstgaard (in odore, lui sì, di prolungamento con adeguamento per non ripetere la situazione attuale) al suo fianco. Evidente, in questo modo, che il futuro di Alessio Romagnoli sia quasi segnato. A gennaio il saluto non si è consumato per un soffio, il club vorrebbe risparmiare i 3,5 milioni di euro d’ingaggio per altri 12 mesi, e ci si aspetta una nuova offerta dell’Al Sadd per il via libera definitivo. Rino non ha posto nessun veto alla cessione di Alessio.

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SOCIETA'

UFFICIALE – La Lazio e Sarri si dividono: accordo di risoluzione consensuale. Il comunicato

Lazio-Sarri, anche il secondo addio è ufficiale. Lo comunica il club biancoceleste in una nota divulgata agli organi di informazione: “S.S. Lazio ha raggiunto nella serata odierna la risoluzione consensuale del rapporto contrattuale con l’allenatore Maurizio Sarri ed il suo staff tecnico”.

AGGIORNAMENTO – La Società ha diffuso nella giornata di oggi un comunicato ufficiale con tutti i dettagli.

“La S.S. Lazio comunica di aver depositato presso la Lega di Serie A la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l’allenatore Maurizio Sarri e il suo staff.

La Società prende atto della conclusione del rapporto professionale e formula al tecnico e ai suoi collaboratori i migliori auspici per il prosieguo dell’attività professionale”.

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Lazio, la carica di Gattuso: “So tutte le difficoltà ma sono pronto”

Il tecnico è carico per la nuova avventura, atteso a Roma la prossima settimana.

«Sono carico, so tutte le difficoltà che incontrerò ma non ho paura di niente e nessuno». Con queste parole da guerriero Gattuso, riporta Il Messaggero, ha accettato la nuova sfida nella call dell’altro ieri con Lotito. Al suo fianco c’era il ds Fabiani, che lunedì mattina lo ha raggiunto con un blitz nella sua casa a Forte dei Marmi, acquistata lo scorso autunno come base strategica perché a breve distanza da Coverciano. Lo choc azzurro della bruciante sconfitta nei playoff con la Bosnia non ha intaccato il suo spirito battagliero, ma rimane una macchia troppo recente (era solo il 31 marzo) negli occhi di quei tifosi biancocelesti già affranti dall’addio di Sarri e preoccupati dal futuro. Dovrà essere bravo Rino a sconfiggere lo scetticismo.

Secondo la società, in un momento così delicato, dopo un nono posto amaro e nessun introito Uefa a bilancio, serviva un allenatore da crociata, più pragmatico rispetto a un nuovo Comandante con un’unica idea di gioco. Come accaduto in Nazionale col 3-5-2, infatti, Gattuso è pronto a ripartire dal 4-3-3 senza creare immediati scompensi nel gruppo, prima di tornare eventualmente al suo amato 4-2-3-1. La difesa sarà a quattro, ma i moduli possono mutare strada facendo. Non è escluso nemmeno il 4-3-1-2, se sbucheranno le punte giuste dal cilindro.

A Forte dei Marmi, conclude il quotidiano, Gattuso e Fabiani non hanno approfondito il discorso mercato perché non si sa ancora se sarà libero o a saldo zero, e perché l’allenatore vuole prima valutare dal vivo tutto l’organico. Rino ha visto tante partite della Lazio negli ultimi due anni, non ha capito il crollo da gennaio 2025 e si è prefisso il primo obiettivo: «Questa squadra deve ritrovare l’entusiasmo».