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Volata all’Olimpico, numeri positivi ma solo una vittoria nelle ultime cinque

Casa dolce casa. Dieci partite, sette all’Olimpico: la Lazio si prepara ad affrontare il rush finale di campionato sapendo che, dalla sua parte, avrà il fattore campo. Tolte le trasferte contro GenoaSpeziaJuventus, alla penultima giornata, la squadra di Sarri giocherà tutti gli altri turni nella Capitale: Venezia, Roma (il derby è formalmente in casa dei giallorossi, ma in pratica cambia poco), Sassuolo, Torino, Milan, Sampdoria e Verona.

Come sta andando la Lazio in casa quest’anno?
In campionato, il bilancio è positivo con 7 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, contro Juventus e in extremis contro il Napoli. Ventiquattro punti conquistati su 36: 2/3 di quelli a disposizione, una media di 2 punti a partita. Meno entusiasmante invece il dato in Europa, dove quest’anno la Lazio è vero che non ha mai perso, ma ha vinto solo una volta su 5 partite (2-0 contro la Lokomotiv Mosca): poi tutti pareggi (Marsiglia, Galatasaray, Porto in Europa League e Udinese in Coppa italia, battuto solo ai supplementari). 

Macchina da gol
In totale all’Olimpico in Serie A ha segnato 32 volte: solo l’Inter, con 35, viaggia con cifre migliori. Stride però il passivo delle reti subite, 18: nessuno ha fatto peggio. Anche se ovviamente sul dato negativo influisce il rendimento altalenante del girone d’andata, quando la squadra di Sarri non aveva ancora trovato la continuità e la solidità difensiva di adesso: nelle ultime 7 partite è infatti quella preso meno gol di tutti in Serie A. Dati che testimoniano la crescita del gruppo biancoceleste e che, uniti al fattore campo, possono far ben sperare nell’ultima parte di stagione. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

I tifosi sempre più con Sarri ed il derby si fa giá sentire

Le parole sono dedicate solo al Venezia: non penseremo a nient’altro, vincere è indispensabile per continuare a inseguire l’Europa. Ma la testa vola altrove: domenica 20 marzo, ore 18, derby. Ci pensano i tifosi della Lazio, i quali lo dimostrano attraverso la corsa al biglietto: quelli dei settori biancocelesti sono stati venduti quasi tutti, la curva Nord è esaurita, presto non si troveranno più tagliandi per vivere da vicino la gara. Ma inevitabilmente la Roma entra anche nella testa di chi queste due partite deve viverle dall’interno. Come Maurizio Sarri stesso, ad esempio, e come la squadra. Tutto molto normale, quasi scontato: impossibile imporre alla mente di essere concentrata su un evento, quando ne sta arrivando uno fondamentale. I tifosi della Lazio stanno riscoprendo l’amore per il team. Se ne sono allontanati, forse delusi dai risultati non entusiasmanti, certo, indispettiti dalle scelte di Lotito. Sono tornati all’Olimpico in buon numero, sostengono la squadra e se la prendono soltanto con il presidente e con Acerbi, il nuovo nemico. La sensazione è che l’allenatore li stia coinvolgendo sempre di più, il derby potrebbe rappresentare un momento culminante. Corriere della Sera

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Il Mago chiede lezioni extra: con Sarri è amore e i numeri confermano

Il Messaggero analizza la situazione in casa Lazio. Dopo un periodo iniziale condito da litigi, tra Luis Alberto e Sarri sembra sbocciato l’amore, con lo spagnolo che addirittura avrebbe chiesto delle lezioni extra al tecnico toscano. Lo stesso ex Chelsea appare stupito dalla nuova dedizione del Mago che a Cagliari ha dimostrato di poter essere utile persino in fase difensiva. L’occhiolino di intesa con Sarri è un segnale e la Lazio può solo guadagnarci.

(Corriere dello Sport) – Ex peccatore convertito al sarrismo, al culto del gioco coniugato al rambismo e al podismo, Luis Alberto, Mago brontolone, oggi santifica Mau e si sta esibendo nella versione più compiuta. Analizzando i dati della Lega di A è il giocatore della Lazio che crea più occasioni da gol (45), è secondo per assist (7), terzo per tiri (33) ed è ad un passo dalla top fivedei corridori ( ora è sesto con 9,848 chilometri percorsi in media a partita). In estate Luis Albertoaveva rianimato tutte le ombre del passato. Ad agosto aveva litigato con Sarri, gli era sembrato un persecutore e s’era ritrovato in panchina alla prima di Empoli. A ottobre aveva messo un like al post di un tifoso anti-Mau. Da Sarri, sempre a ottobre, Luis Alberto s’era sentito dire: “Non possiamo permetterlo” salvo vedersi catapultato in campo contro la Fiorentina. Il finale di anno è stato altalenante, da metà dicembre in poi gli è scattato qualcosa come a tutta la Lazio. Il 17 dicembre, contro il Genoa, entrando in corsa, Luis servì due assist. A Venezia, il 22 dicembre, sempre subentrando, segnò l’1-3. Dal 6 gennaio in poi (Lazio-Empoli) ha sempre giocato titolare tranne con l’Inter. Non ha solo giocato, ha regalato colpi d’autore, un altro assist (a Bologna) e la rete contro il Cagliari, ispirato da un suo contropiede. Cosa sarà del suo futuro nessuno lo sa. A metà febbraio erano rimbalzati rumors legati al mago e alla Liga, il portale todofichajes.com aveva scritto che il Villareal era pronto a mettere sul piatto 35 milioni di euro per averlo. Luis ha sempre sognato di giocare nel Siviglia. Prima del ritorno con il Porto lo spagnolo, in conferenza stampa, aveva sintetizzato la sua metamorfosi sarriana e rinviato ogni discorso futuro: “Sono cresciuto tanto fisicamente e difensivamente, come mi ha chiesto il mister. Come qualità credo di poter fare di più e aiutare la squadra. Sono tranquillo e sono felice, ho ancora 3 anni di contratto e non ho problemi a rimanere qui“.

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Olimpico, Rudi Voller lancia la polemica: “I tifosi di Lazio e Roma mi fanno un po’ pena”

L’amministratore delegato del Leverkusen, Rudi Voller, che in passato è stato attaccante e allenatore della Roma, ha parlato a Sky Sport prima della sfida fra i tedeschi e l’Atalanta (gara valida per gli ottavi di Europa League), dice la sua sul campionato e degli stadi italiani: “In Italia servono stadi nuovi. In Germania abbiamo stadi eccezionali, sfruttiamo i Mondiali del 2006 con tanti impianti nuovi. Purtroppo solo Udinese, Juve e poche altre hanno uno stadio bello. Mi fanno un po’ pena i tifosi della Roma e della Lazio che non vedono niente. Spero facciano nuovi stadi. Seguo ancora la Serie A, ma non è più come negli anni ’80 ’90, che era la numero uno al mondo. Ora la Premier League è imbattibile, lo dimostra la Champions League. La cosa bella dell’Italia, a differenza della Germania, è che il campionato è equilibrato, da noi domina solo il Bayern, è più noioso”.

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Calciomercato Lazio, Vavro: “Non voglio tornare in Italia. Non mi piace”

Denis Vavro non vuole tornare in Italia. Dopo la deludente esperienza in biancoceleste, il difensore slovacco a gennaio è tornato in Danimarca per vestire la maglia del Copenaghen. Lì ha ritrovato serenità e continuità, come ha raccontato ai microfoni di TV 2 SPORT: “Sono felice di essere tornato a Copenaghen. Quando sono arrivato per la prima volta all’FCK, non avevo mai visto 20.000 persone in uno stadio. E ora gridano il mio nome. Devo ammettere che sono nervoso prima di ogni gara. Probabilmente è la paura di sbagliare o di perdere la partita. Non lo so. C’è pressione dall’esterno. E dal personale. Devi solo giocare, giocare e giocare, dicono. Voglio davvero giocare, ma a volte succede qualcosa nella mia testa. Ho paura di sbagliare o di perdere la palla e poi la butto via o qualcosa del genere. Sono solo i primi dieci minuti, poi passa. Il mio cuore batte solo per FCK ora. Spero di rimanere qui forse per un altro anno, forse due. Voglio restare qui all’FCK. Non tornerò in Italia. A gennaio, prima della breve pausa della nazionale, hanno chiamato e hanno detto che c’erano diverse offerte dall’Italia. Ma ho detto di no, perché non mi piace l’Italia. Non resterò mai in Italia. Perché no? Perché voglio restare al Copenhagen”

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Felipe on fire: lo staff smentisce bonus-assist

AGGIORNAMENTO – Arriva la smentita da parte dello staff che cura gli interessi di Felipe Anderson circa la presenza sul contratto di un bonus pronto a scattare in caso di raggiungimento di almeno 10 assist in campionato.

Il traguardo è vicino ed ogni assist ora per Felipe Anderson può valere un tesoro. Ne mancano appena tre – sottolinea infatti Il Messaggero – per far scattare il bonus da quasi un milione pattuito nel suo contratto con la Lazio a luglio. Il brasiliano si era decurtato lo stipendio pur di tornare in biancoceleste, al West Ham avrebbe guadagnato addirittura 5 milioni quest’anno, invece ha deciso di rimettersi in gioco con un quadriennale da poco più di 2 e di riconquistarsi il resto col merito. A 10 passaggi decisivi, scatterà il premio monstre di Lotito al figliol prodigo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Venezia troppo importante, no calcoli per il derby. Gestione Radu, Lazzari può andare in panchina”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘!

Non credo che Sarri farà calcoli sui diffidati in ottica derby, così come lui chiede alla squadra di dare il massimo gara dopo gara. Si ragiona solo sul prossimo match, Venezia è una gara troppo importante per poter fare ragionamenti particolari. Luiz Felipe, per capirci, sarà regolarmente al centro della difesa. Radu non al meglio? Sinceramente credo che giocherà, mi risulta che lo stiano solo gestendo per averlo dall’inizio lunedì. Vediamo oggi come andrà la doppia seduta di oggi. Lazzari credo possa andare in panchina con il Venezia. C’è molta incertezza su di lui, mentre Cataldi sarà ancora out”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Ecco le differenze tra la Lazio di Cragnotti ed il PSG di oggi”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘!

Cragnotti fece un’operazione diversa rispetto a quella degli sceicchi del PSG. Ha creato una squadra, un gruppo ed avviato una scalata graduale. Durò troppo poco per poter competere alla vittoria della Champions. Se la sua gestione fosse durata di più, avrebbe fatto altra storia europea. Il PSG è una squadra antipatica perché dà il senso dell’opulenza e dello spreco. I loro proprietari si sono comprati anche il Mondiale stravolgendo il calendario internazionale. Eriksson più che un tecnico fu un gestore, ebbe una grande capacità di essere l’uomo giusto al momento giusto e nel posto giusto. Nessuno come lui fu capace di lasciare in panchina grandi campioni mostrandogli il sorriso. Sicuramente Signori aveva raggiunto il top della sua carriera. Forse era talmente lui la Lazio che non ha retto quando Signori ha alzato il livello di concorrenza e competitività della squadra. Ha sofferto la perdita della leadership”.

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Con il Venezia in onore di Wilson: tutte le iniziative per ricordarlo

 La Lazio pronta a celebrare Pino Wilson all’Olimpico nel match di lunedì prossimo contro il Venezia. Sarà la prima occasione allo stadio per onorare l’addio del grande capitano del primo scudetto scomparso il 6 marzo. 

Come sottolinea il Corriere dello Sport, la dirigenza biancoceleste ha intenzione di invitare i campionai del ’74 come Oddi, Martini, D’Amico, Petrelli e Garlaschelli. In Monte Mario poi, troverà posto la famiglia del capitano: la compagna Daniela e i figli James e Gilda. Volerà Olympia come di consueto, poi sui maxi schermi verrà proiettato un filmato sulle gesta di Pino, Maestrelli e Chinaglia. Seguirà il minuto di silenzio e tutti i giocatori scenderanno in campo con il lutto al braccio. Ciro Immobile indosserà una fascia da capitano rossa, in stile anni settanta, come faceva l’indimenticabile Wilson.

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Lazio, la potenza dell’attacco: è il migliore del 2022

Difesa sistemata, attacco sempre efficace. La nuova Lazio del 2022 è tutta qua: appena 3 gol nelle ultime sette giornate di campionato e gol a raffica per Immobile e compagni. L’attacco funzionava già nei primi mesi dell’era Sarri: secondo miglior reparto (57 reti) dietro solo all’Inter quando si chiudeva il 2021. Ma nel 2022 nessuna altra squadra ha segnato quanto la Lazio: 18 gol in 9 partite, con una media precisa di una marcatura ogni 90 minuti in campionato. Tra le big sono i biancocelesti a comandare. La Roma e la Juve hanno realizzato 15 gol, il Milan e il Napoli 14, l’Atalanta e la Fiorentina 12 (con una partita in meno) e l’Inter appena 11. Conta tanto Immobile, è vero, ma anche Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Zaccagni. E un dato sorprende: i biancocelesti hanno segnato cinque volte su nove 3 gol, vincendo con uno scarto altrettanto ampio in quattro occasioni. Il divertimento alla base del gioco. La mano di Sarri, soprattutto in attacco, si vede eccome. Corriere dello Sport