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Twente-Lazio, Baroni: “Passaggio importante per l’Europa, servirà qualcosa di straordinario. Dele deve avere maggiore…” (AUDIO)

LA CONFERENZA STAMPA DI MARCO BARONI DALLO STADIO DE GROLSCH DI ENSCHEDE ALLA VIGILIA DI TWENTE-LAZIO

Che squadra è il Twente? C’è qualche giocatore che l’ha impressionata?
“È una squadra giovane che gioca bene a calcio, nelle due partite di coppa ha fatto molto bene. Per noi sarà un test provante e difficile, specialmente in casa loro con la spinta del pubblico che li alimenta. Domani ci sarà da fare una prestazione di altissimo livello sotto il sacrificio e l’intensità, oltre che qualità. Il collettivo è la loro forza, hanno fatto diversi cambi ma quello che mi ha sorpreso è la qualità e la mobilità della squadra”.

Nel recente passato la Lazio ha trascurato l’Europa League, sentite di dover dimostrare di essere cresciuti in Europa?
“Noi vogliamo competere in tutti gli obiettivi, chiaramente domani non saranno sufficienti delle motivazioni ordinarie, domani servirà qualcosa di straordinario. Sono le gare con i presupposti più belli, un bello stadio e un avversario giovane che gioca bene con entusiasmo. Occorre qualcosa di fuori dall’ordinario, mi aspetto questo dalla squadra e sono convinto che ci servirà questo. Servirà qualità, sacrificio e compattezza proponendo un buon calcio”. 

Cosa ha lasciato la sfida di sabato tra prestazione e le polemiche?
“Lo dico sempre ai ragazzi, gli episodi che possono avvenire non devono scalfire il nostro percorso. Dico sempre che nelle partite se non vinciamo impariamo, nelle difficoltà contro una squadra come la Juventus abbiamo saputo soffrire. Ci siamo imposti per 22 minuti giocando un gran calcio, poi con l’inferiorità numerica abbiamo trovato anche quell’aspetto difensivo di non prendere gol che rappresenta un’ulteriore crescita”. 

È convinto che la Lazio sia favorita?
“In queste partite non ci sono favorite, ci sono due squadre che esprimono un buon calcio e all’interno di questi aspetti le gare le porti a casa se vuoi qualcosa in più dell’avversario”.

Ci può fare un punto sugli indisponibili?
“Sono delle gare ravvicinate che ti mettono alla prova, abbiamo qualche defezione. Lazzari sta recuperando, Guendo è una scelta conservativa e condivisa per farlo recuperare al meglio. C’è una tale bellezza in queste competizioni e in queste partite che la squadra dovrà cogliere questa opportunità. Teniamo tantissimo anche al campionato, dopo questa gara ci butteremo subito rigiocando dopo due giorni. Adesso però dobbiamo giocare con l’attenzione e l’applicazione che chiede una partita come questa”. 

La Lazio ha perso 17 delle ultime 30 trasferte, c’è un problema di rendimento lontano dall’Olimpico?
“Sicuramente questi dati li vediamo, non mi piace nascondermi perché i numeri qualcosa la dicono. In queste gare sicuramente ci sono state delle situazioni anche anomale, ma dobbiamo prestare attenzione a questi dati. Quando parlo di atteggiamento che non deve mai mancare credo che sia un passaggio importante, la squadra non si deve snaturare. Venivamo dalla trasferta di Torino con il Toro dove la squadra ha fatto veramente bene, anche l’inizio della gara con la Juve è stato fatto molto bene entrando con personalità e con il solo pensiero di giocare per vincere. Oggi siamo nuovamente lontano dall’Olimpico, per questo mi aspetto una gara con i requisiti che ho appena detto”. 

Vuole scoprire qualche altro aspetto della sua squadra?
“No perché dalla squadra mi aspetto una crescita costante, nel nostro lavoro dobbiamo mettere ogni giorno e ogni gara qualcosa. Stiamo lavorando su questo, ci sono tanti aspetti da migliorare per creare un’identità forte, la partecipazione che ci mette la squadra nel lavoro ci fa ben sperare e le prestazioni lo stanno confermando. Ogni gara però ci mette in discussione e dobbiamo confermarci a ogni partita”. 

Come sta procedendo la crescita di Dele-Bashiru?
“Dele è un giocatore forte che sicuramente esploderà, deve avere una maggiore continuità mentale. Viene da un calcio diverso, non è facile entrare nella velocità del pensiero della Serie A. La velocità e la fisicità le ha, deve crescere mentalmente, così come Tchaouna. Sono ragazzi a cui bisogna dare tempo, noi non abbiamo tempo e a me non piace parlare di tempo. C’è però un percorso da dover seguire e rispettare quando passi a una squadra come la Lazio con le competizioni che affronta la Lazio, dovremo dargli tempo anche di sbagliare ma sono convinto che potranno fare il meglio”. 

Si possono fare calcoli sulla classifica con questo format?
“Dobbiamo affrontare gara dopo gara, sappiamo che domani sarà un passaggio importante per la classifica ma sarebbe un errore. So cosa ci aspetterà domani e la squadra dovrà essere prontissima”.

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Twente-Lazio, Pedro: “Vogliamo arrivare fino in fondo come l’Atalanta. Giovani? Li aiutiamo a crescere, sul futuro dico che…” (AUDIO)

LA CONFERENZA STAMPA DI PEDRO DALLO STADIO DE GROLSCH DI ENSCHEDE ALLA VIGILIA DI TWENTE-LAZIO

Vincere l’Europa League?

“La Lazio deve puntare ad ogni obiettivo, ogni competizione è importante. L’Atalanta l’ha vinta, sicuramente anche noi possiamo farcela. Abbiamo la qualità per farlo, ma è presto per dirlo. In Europa non è mai facile, ma per noi è una grande opportunità arrivare fino in fondo. Niente è facile, domani sarà molto difficile, ma siamo qui per prestaizone e punti come nelle ultime due gare europee”.

La crescita personale e di squadra

“Adesso mi sento molto comodo, sto bene a Roma. Per me è un momento molto speciale. Il mister ha cambiato qualcosa, ci sono tanti giovani, ma qui non c’è tanto tempo per aspettare. Stiamo lavorando con buona mentalità e questop è un passo molto importante per noi. Abbiamo fiducia, la mentalità è vincente e vogliamo continuare a crescere”.

Rivincita personale?

“Quando ho l’opportunità di aiutare la squadra cerco di sfruttarla. Ho fatto gol nelle ultime partite, contro il Nizza quello più difficile. Per ogni giocatore è importante segnare, spero di continuare così e avere la fiducia del mister come la ho adesso. Voglio dare il massimo, continuare a lavorare così”.

Cosa miglioreresti nella Lazio e cosa ti ha stupito

“Per il mio futuro parleremo a fine stagione. Darò il massimo finché corpo e testa staranno bene. Non so su cosa possiamo migliorare, tutti lavorano forte e tanti giovani verranno fuori. Un percorso va aspettato, alcuni possono fare più fatica. Noi più esperti dobbiamo dare sempre una mano a loro. Lavoriamo insieme, penso che la Lazio sia una bellissima squadra, poi vedremo i risultati cosa diranno”.

Quanto conta l’esperienza da vincente di Pedro?

“Cerco di dare il mio contributo e di aiutare i più giovani. Sono loro che chiedono consigli, cerchiamo di levargli la pressione di dosso. Bisogna giocare liberi, il mio ruolo è aiutare il gruppo a crescere e dare il 100%”.

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Baroni in conferenza: “Ecco perché ho tolto Dia per Patric. E sugli episodi…”

Finisce 1-0 per la Juventus la sfida dell’Allianz Stadium. La Lazio, in 10 dal 24′, ha tenuto testa fino a pochi minuti dalla fine senza però portare a casa neanche un punto. Così il tecnico biancoceleste Marco Baroni, in conferenza stampa, ha commentato la prova di Torino:

Gli episodi? Io voglio parlare solo esclusivamente della partita. Ho visto una prestazione convincente, la squadra ha fatto la partita che volevamo. Poi c’è stato questo episodio dopo 20 minuti. La squadra ha mantenuto un blocco basso, con personalità, compattezza ed equilibrio. Faccio i complimenti ai ragazzi. Non usciamo da questa gara a mani vuote, ma con una consapevolezza maggiore.

Cambio Dia-Patric? Dia è arrivato due giorni fa e il primo giorno non si è allenato. Ci serviva un giocatore bravo nella difesa della palla e forte di testa. Nel primo tempo abbiamo fatto bene con Zaccagni e Isaksen e non era facile. Ho visto i calciatori addolorati, ma allo stesso tempo è stato un passaggio di crescita importante.

Tavares? Stavo cambiando Gila e lui mi ha chiesto il cambio per crampi.

Rammarico per il risultato o soddisfazione per la prova? Io mi tengo questa Lazio, perché abbiamo sempre creato tante occasioni attraverso il gioco. Io avrei preferito prendere il gol piuttosto che l’espulsione, però sono situazioni difficili da gestire“.

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Baroni in conferenza: “Abbiamo fatto un partitone. Isaksen? Buona prova. E sul rigorista…”

La Lazio batte 2-1 l’Empoli nella settima giornata di campionato. Successo importante che fa andare i biancocelesti alla sosta con quattro vittorie consecutive. Così il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha commentato il successo in conferenza stampa:

Esame superato? Sì, veramente complimenti ai ragazzi. Era una gara contro un avversario difficile da affrontare, con la difesa schierata e che ha subito pochi gol. La squadra ha fatto un partitone: siamo andati sotto, pure per responsabilità del campo, abbiamo sbagliato anche il rigore, ma c’era voglia, determinazione e sentimento.

Questo stadio è meraviglioso. La squadra deve giocare per la gente, perché questo è un aspetto che a me piace: la squadra deve trasferire questa capacità di spendersi oltre i limiti.

Dopo Firenze dissi che preferivo quella sconfitta ad una brutta prestazione. Si può perdere, come al Franchi per altri fattori, ma si può fare una brutta prova. Questo la squadra non lo deve mai fare.

Si può alzare il lavoro e la convinzione. Siamo affamati e la squadra deve rimanere così in campo. Facciamo il lavoro più bello del mondo, non vedo perché i calciatori non devono correre e dare tutto.

Isaksen? Per me ha fatto una buona partita; ha creato scompiglio, ha saltato l’uomo, ha fatto accelerazioni. Gli è mancato il gol. Pedro sappiamo cosa ha costruito nella sua carriera. Isaksen, Noslin e Tchaouna possono fare bene: li metterò in campo, solo giocando possono migliorare.

Rigorista? Io metto sempre il primo, il secondo ed il terzo. Esistono anche dei momenti. Zac aveva fatto gol, a me piace che la squadra non sia egosita, come accaduto a Torino nel secondo gol. Taty ha calciato un buon rigore e lo ritirerà sicuramente.

Provocazioni all’Empoli? Con D’Aversa abbiamo anche lavorato insieme, li capisco perché in questo momento sono poco lucidi. Qui c’è stata una squadra che voleva vincere ed è stata la Lazio. Loro stanno facendo un grande campionato, mettono in difficoltà chiunque ma la Lazio voleva vincere. Sono sicuro che da domani analizzaranno diversamente gli episodi.

Abbiamo attaccato in tanti perché creiamo molto. E’ servito andare nello spogliatoio: ci stavamo innervosendo, il loro portiere perdeva tempo, siamo andati su un calcio frenetico. Poi la squadra ha fatto molto bene nella ripresa.

Rovella? Ho un tale rispetto per Spalletti che so che ha la capacità di scegliere i migliori. Per me Rovella è un mediano, come Guendo, quindi ora si esaltano le sue caratteriztiche,. Unisce mobilità a tecnica.

Per Lazzari si devo fare esami strumentali. A Torino spero di riaverlo insieme a Vecino. Tavares non era in formissima, ha avuto un attacco influenzale; per questo il primo tempo siamo andati più a destra“.

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Rovella in conferenza: “Mi sento un tifoso della Lazio. E sulla Nazionale…”

La Lazio vince contro l’Empoli e tra i protagonisti di giornata c’è anche Rovella che in conferenza stampa ha commentato il successo:

Ogni volta che giochiamo dobbiamo pensare di vincere, lo stiamo dimostrando e dobbiamo continuare.

Se il ruolo mi valorizza di più rispetto a quello della passata stagione? Io credo che sono stati i problemi fisici dell’anno scorso, per la pubalgia, a crearmi difficoltà. Io mi sento molto meglio.

Mancavo un po’ nella verticalizzazioni ma dipendeva anche dall’avversario e dalle richieste del tecnico che quest’anno sono diverse. La stanchezza? Vuol dire che corriamo più degli altri.

Mi sento un tifoso della Lazio. Non sono nato laziale, ma sono felice di esserlo diventato; è un trasporto incredibile, spero di giocare più anni possibili qua.

Quanto posso crescere? Secondo me tantissimo, sto lavorando anche con i fisioterapisti anche per il problema dello scorso anno.

Nazionale? Io non vedo l’ora di giocare con la Lazio, poi chi fa le convocazioni è giusto che valuti, ho grande rispetto per mister Spalletti“.

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Baroni in conferenza: “Carattere, identità e attenzione, spingiamo ancora. Pedro un modello, Taty può fare…”

Seconda vittoria della Lazio in altrettante gare di Europa League. Così in conferenza stampa mister Marco Baroni ha commentato il successo contro il Nizza:

Lazio matura? I ragazzi sono stati molto bravi a interpretare la partita, loro sono una squadra complicata con un ottimo palleggio. La squadra ha saputo tenere bene il campo e ha affondato quando doveva. C’è stato un momento dove ci siamo abbassati e mi sono preoccupato, per questo quando siamo rientrati abbiamo cambiato qualcosa, poi abbiamo ripreso in mano la partita. Al 75esimo è diventato difficile giocare perché il pallone non scorreva più, ma la squadra ha dimostrato carattere e attenzione perché in queste partite sono i dettagli a fare la differenza.

Recupero più complicato visto il terreno? Dovremo essere bravi a recuperare, ci aspetta una partita complicata. Volevo risposte visto che sono andati in campo ragazzi che hanno fiducia da parte mia e dei compagni di squadra, sapevamo di affrontare una squadra difficile e ho avuto le risposte dalla prestazione della squadra. Posso fare queste rotazioni perché vedo come lavora la squadra, se lavorano così non ho dubbi ad alternare. In campo c’erano Marusic, Patric, Pellegrini, Vecino, Pedro che ha ritrovato una condizione importante, ci sono giocatori che per me sono titolari.

I ragazzi sono i principali artefici di quello che proponiamo, dopo il ritiro vi dissi che dovevo ringraziare i ragazzi perché avevo trovato una disponibilità che non era scontata. Quando c’è questo è più facile, la squadra ha capito la proposta e crede in quello che stiamo portando con il mio staff, questo è un acceleratore importante. Dobbiamo spingere ancora, ci sono tante partite e non dobbiamo abbassare la guardia nemmeno di un millimetro.

I confini della forza della sua squadra? Possiamo migliorare ancora, la squadra ha margini, li vedo e i ragazzi lo sanno. Dobbiamo rimanere equilibrati nel lavoro, è chiaro che quando vedi una squadra che lavora come questa i cambi diventano naturali. Potrei fare qualche nome, ma c’è da parlare di tutti, io so di cambiare i singoli ma non cambia l’atteggiamento della squadra in campo, non cambia la filosofia e non cambia l’identità della squadra.

Gigot sta molto meglio, oggi è voluto venire in panchina e adesso arriva la sosta dopo domenica. Sta lavorando con la squadra e sta bene, già domenica può andare in campo qualche minuto se ci sarà bisogno, poi definitivamente rientrerà dopo la sosta. Gila ha preso un pestone, c’è stato un affaticamento di Marusic e di Vecino.

Castellanos? Quando sono arrivato sapevo che fosse un giocatore forte, mi era piaciuto molto vedendo i suoi movimenti. Lo scorso anno aveva un giocatore come Ciro Immobile davanti e ha trovato meno spazio, ma fin dai primi allenamenti ho visto una ferocia e ha le caratteristiche che piacciono a me. Sa chiudere l’azione, sa legare il gioco, ora cerchiamo di farlo migliorare ancora e di segnare tanti gol perché ha le potenzialità per farli.

Pedro tornato ai tempi del Barcellona? Sono d’accordo, lui ha ancora due tre anni ad altissimo livello; non ho mai visto un giocatore allenarsi a questo livello, è un piacere vederlo quotidianamente. È in una condizione fisica straripante, ci fa migliorare giorno dopo giorno. Per noi è un modello, se qualche giovane è intelligente lo deve guardare anche quando si mette gli scarpini in spogliatoio“.

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Baroni in conferenza: “Incoscienti, coraggiosi e padroni del gioco. Ora rafforziamo la nostra identità”

MARCO BARONI in conferenza stampa dopo la vittoria di Torino:

Al netto dei gol presi, è la miglior Lazio?
“Abbiamo fatto benissimo anche in fase difensiva, a volte prendiamo gol anche senza che gli altri facciano azioni. Come prestazioni ci mancano punti, Firenze è stata fondamentale: preferisco perdere con una bella prestazione che vincere con brutta prestazione. L’abbiamo analizzata, poi abbiamo vinto in Europa e a Torino in un campo complicato, che per caratteristiche è squadra fisica e ci avrebbero messo nelle condizioni di fare una gara che noi non facciamo di solito. Faccio i complimenti ai miei, sapevo che secondo tempo sarebbe stato diverso e abbiamo risposto bene a livello mentale”

E’ una rosa competitiva per reggere su più competizioni?
“E’ competitiva quando si gioca di collettivo. Abbiamo avuto partenze importanti nell’ultimo anno solare, ma ha avuto perdite di individualità che hanno fatto gran percorso alla Lazio. Abbiamo diversi giovani, alcuni sbaglieranno e io li sosterrò: devono andare in campo sereni, sono saliti di livello in una piazza importante. Piano piano gli daremo il tempo, io per primo li metterò in campo perché è lì che si cresce, non guardando le partite. L’ho capito già dal ritiro, si gioca come ci si allena”

Oggi siete sembrati più consapevoli: che messaggio manda al campionato e alle rivali?
“Non mi piace fare proclami, mi piace lavorare. Trasferisco incoscienza alla mia squadra, mi piace una squadra che ha coraggio: il calcio è cambiato, noi ci siamo adattati e il pubblico vuole divertirsi con gare di ritmo e intensità. Questa proposta è bene incastrata nel gruppo che ho, già in ritiro ho capito che possiamo fare questo calcio. Vogliamo rafforzare la nostra identità e la nostra mentalità”

Si sente un antieroe? E’ stato accolto con un po’ di scetticismo…E’ il suo successo aver riportato i tifosi a credere nella Lazio e in Baroni?
“Prima di me c’era Sarri, ha fatto un percorso importante. E’ normale che avessi qualche dubbio, io devo lavorare a testa bassa con la squadra. Era importante prendere la squadra, ho trovato grande disponibilità, e insieme abbiamo lavorato sul percorso. Ho una grande responsabilità, ma chi fa il mio lavoro sa che più ha pressioni, meglio sta facendo”

Cosa la rende più orgoglioso?
“La squadra deve lavorare di collettivo. Abbiamo un collettivo importante e giocatori che si mettono a disposizione, io devo cucire addosso alla squadra il vestito giusto. E’ la squadra qualitativamente più importante che ho avuto, ora la cosa più importante è avere l’identità: si parte dalla prestazione e dall’identità di squadra, con questa possiamo fare cose importante. Noi lavoriamo tanto sulla fase di possesso e poco di non possesso, noi dobbiamo comandare il gioco e imporlo. Avevo detto che la chiave di oggi era quando non avevamo il pallone, lo abbiamo fatto bene trovando le giuste distanze. Abbiamo avuto occasioni per chiuderla, abbiamo avuto personalità e loro hanno calciato la prima volta dopo tanto tempo per merito della mia Lazio”

Avete ingabbiato Ricci: era la chiave per la partita?
“Abbiamo visto le loro risorse, abbiamo cercato di neutralizzare i loro movimenti. Siamo partiti imponendo ritmo e gioco, questo Toro se lo porti vicino all’area crea pericoli. Hanno giocatori fisici ed esperti, sapevamo di tenerli alti: faceva caldo, non era semplice e i miei non avevamo mai lasciato le valigie in questi giorni”

Si sta innescando una sana concorrenza?
“Non lavoro mai su 16, ci sono tante gare e spesso è chi gioca meno che fa raggiungere cose importanti. Se li butti nel cestino, trovi solo cose raggomitolate. Noi non possiamo fare a meno di nessuno, la squadra ha dato belle risposte: ora andiamo avanti su questa strada”

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D. Kiev-Lazio, Zaccagni: “Quest’anno l’Europa è un nostro obiettivo. Con umiltà e sacrificio per giocarcela”

LA CONFERENZA STAMPA DI MATTIA ZACCAGNI ALLA VIGILIA DI DINAMO KIEV-LAZIO DAL VOLKSPARKSTADION

Che emozione provi a giocare in Europa con la fascia?
“La fascia deve essere solo un onore, devo dare l’esempio ai giovani arrivati. Siamo una squadra giovane che deve crescere, in questo sarà bravo il mister e dovremo metterli anche noi senatori nelle condizioni migliori”. 

Ti piace questo nuovo ruolo più all’interno del campo?
“È il mio ruolo, avendo anche un giocatore come Nuno che arriva sempre in sovrapposizione mi abbasso di più per mandarlo in profondità. Alcune volte devo buttarmi anche io nello spazio, il mister ci chiede sempre un calcio propositivo e offensivo”.

Con questo nuovo ruolo speri di renderti disponibile anche per Spalletti?
“Con un modulo particolare come quello della nazionale faccio più fatica, questo non toglie che io debba dare il massimo durante il campionato per mettere in difficoltà mister Spalletti”. 

Vi sono mancate motivazioni in passato per arrivare fino in fondo in Europa League?
“Quest’anno per noi è un obiettivo, il mister ci dice sempre che quest’anno il nostro obiettivo è quello di giocarcela con tutte con umiltà e sacrificio. Dobbiamo tornare nello spogliatoio con le tasche vuote ed è quello che stiamo dimostrando in queste partite”.

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Lazio, Baroni in conferenza: “Produciamo tanto, la strada è segnata. Castro bene. Arbitro? Va cambiata l’interpretazione”

Marco Baroni, allenatore della Lazio, parla in conferenza stampa dopo la partita sul campo della Fiorentina, persa 2-1 in rimonta.

La sconfitta nasce solo dai due rigori o c’è altro?
“Difficile spiegare, se non con queste valutazioni. Non voglio essere polemico, ho già detto quello che dovevo e non voglio ripetermi. Io guardo alla prestazione ed è stata importante, di qualità. La squadra ha sempre ricercato lo sviluppo del gioco e della manovra, peccato perché potevamo anche chiuderla. Usciamo fuori con una sconfitta ed è molto doloroso, ma preferisco prestazioni così che vincere con gare mediocri”.

Ha recriminazioni sui rigori?
“Abbiamo arbitri bravi ma diventa difficile anche per noi allenatori proporre un lavoro difensivo quando ci sono situazioni come pestoni non cattivi. Nel primo rigore Guendouzi addirittura leva il piede. Il calcio è di tutti, perché la gente si affezioni serve spettacolo: io cerco un calcio aggressivo e dinamico, spero non ci siano situazioni in controtendenza”.

Ancora doppio centravanti.
“Noslin ha impegnato tanto la loro difesa sulla profondità: è giovane e per necessità lo sto un po’ spostando, per me ha fatto una buona prestazione. E Dia aveva due-tre situazioni in cui poteva segnare, ma non può far gol ogni partita. Magari le situazioni gireranno”.

Le è piaciuto Castrovilli?
“Sì. Per me è uno dei migliori centrocampisti in Italia, un tuttocampista che può fare tutto perché ne ha le qualità. A centrocampo può giocare ovunque, anche sotto la punta”.

Perché è uscito Dia?
“Pronti-via ha avuto una leggera distorsione alla caviglia. Nelle ultime partite ha speso tutto, a fine primo tempo mi ha detto di stare abbastanza bene ma ho visto che qualche difficoltà ce l’aveva. E Pedro è entrato bene, si è smarcato bene al tiro e per noi è una risorsa importante”.

Avete qualche problema offensivo?
“No, abbiamo già segnato tanto. Eravamo primi per corner e tiri in porta, ma anche per minor numero di ingressi degli avversari nella nostra area. Questa è la strada che porterà molti giocatori a fare gol e si va avanti. Spero di tramutare la produzione in realizzazione, finora la percentuale al tiro era altissimo. E questo non poteva continuare. Io cerco di tirare molto in porta e nello stesso tempo di concedere pochi tiri all’avversario, l’equilibrio sta dentro questi numeri. Finché c’è spirito di sacrificio e la squadra si adopera nelle due fasi non sono preoccupato”.

Non è limitante per lei dover rimodulare la manovra in assenza di Castellanos?
“No, Pedro può ricoprire quel ruolo e possiamo utilizzare anche un centrocampista. Quando ho fatto i cambi io pensavo di poter portare a casa la partita. Non mi piace dare input alla squadra di abbassarsi per tenere il risultato, si deve continuare a giocare per trovare l’identità che stiamo costruendo. Ci sono molte cose positive, tantissime. La strada è segnata, io cerco di mettere i giocatori nelle migliori condizioni possibili. Siamo arrivati a cambiare per un motivo, perché la squadra tirava poco in porta. Ora lo fa”.

Con l’arbitro a fine partita di che avete parlato?
“Il confronto tra noi e loro deve essere sereno, diretto e leale. Ho dato un mio pensiero. Secondo me a volte va corretta l’interpretazione, altrimenti dobbiamo correggere noi, usando altre modalità di lavoro sul campo e negli allenamenti”.

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Lazio, Gigot e Dia si presentano: ecco quando

“Domani, mercoledì 11 settembre 2024, alle ore 14:00, presso la sala stampa dell`S.S. Lazio Training Center di Formello si terrà la conferenza stampa di presentazione dei nuovi biancocelesti Boulaye Dia e Samuel Gigot”. Lo ha comunicato il club biancoceleste sul proprio sito ufficiale.