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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Il vero Lotito si è visto alla fine. Il flop della conferenza lo certifica il ribasso in borsa” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Avevo già parlato del comizio che ci sarebbe stato, è un libro aperto il presidente Lotito. Il titolo del Corriere dello Sport di oggi fotografa il momento ‘stadio nuovo, vecchio Lotito’.

Ciò che ha letto ad inizio presentazione non era il vero Lotito, era qualcuno da far passare diversamente, ma il vero Lotito è uscito fuori alla fine, quando è andato a braccio.

Il flop di questa conferenza stampa lo certifica la borsa: dopo una presentazione così importante i titoli di una società quotata in borsa in genere salgo, invece in questo caso ha chiuso in ribasso con una perdita del 4%.

Io leggo da 22 anni sempre dello stesso libro; è accecato dal suo egocentrismo, pensa di andare a piedi sulla luna ed convinto di riuscirci”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, presentazione del progetto Flaminio: tutti gli interventi della conferenza ed il render (VD/AD)

Martedì 17 febbraio, alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio, già consegnato al Comune di Roma.

Nel corso dell’incontro, presentato da Alessio De Giuseppe di DAZN, prenderanno la parola il Presidente della S.S.Lazio Sen. Claudio Lotito, l’architetto Pierluigi Nervi, il Prof. Arch. Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma), il Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre), l’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati), Giuseppe Rizzello (Direttore Generale Legends Global Italia) e Andrea Caloro (Legends Global Ambassador)”.

Prende parola Lotito, che legge un discorso scritto:

«Buongiorno a tutti, ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter. Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione.

La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale. L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti. il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche.

La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future. Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo. Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità. Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia.

Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo “Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile”. una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club. In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sortiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano. Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione. ‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo per renderla immortale. Grazie a tutti».

Prende parola l’architetto Pierluigi Nervi, che legge un discorso scritto:

«Buongiorno a tutti i presenti che ringrazio per la partecipazione, desidero ringraziare inoltre l’ing. Alessandro Lanzetta per aver creduto nella prima ipotesi progettuale ed averla sottoposta al presidente Lotito quando gli fu mostrata circa quattro anni fa, nel corso del nostro primo incontro qui a Formello. Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma per l’attenzione e l’interesse riservati al progetto ed alle indicazioni di approfondimento fino ad oggi ricevute. Un ultimo doveroso ringraziamento all’architetto Marco Casamonti che ha fatto suo il progetto e grazie alla propria esperienza e sensibilità ne ha reso possibile lo sviluppo e l’esecutività, spero fino alla realizzazione. Premesso che nel corso degli anni, per gli impianti dedicati al calcio internazionale, sono state create ed imposte nuove regole, tali da rendere necessarie modifiche e conseguenti ristrutturazioni circa gli adeguamenti da adottare, si è reso opportuno ipotizzare gli adeguamenti e gli interventi obbligati per un impianto nato per ospitare incontri internazionali. Una breve illustrazione dell’intervento in esame. Il progetto si basa unicamente sul metodo adottato da mio nonno, l’ing. Pier Luigi Nervi, ad esempio nella proposta da lui sottoscritta e pubblicata all’epoca da numerose riviste del settore, per lo stadio Comunale di Firenze, da lui progettato e costruito alla fine degli anni venti. In pratica, senza eccessive fantasie o esagerazioni, replicava la struttura di base, realizzando dei telai analoghi agli esistenti della stessa forma e caratteristiche, posti al di sopra degli stessi, dopo averne rinforzato l’armatura ed aumentato la dimensione. Per lo stadio Flaminio è stato adottato lo stesso metodo; riprendendo alcuni schizzi dei progettisti (arch. Antonio Nervi e ing. Pier Luigi Nervi) sono stati ipotizzati dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova. Questi telai sono posti ad un intervallo doppio rispetto agli attuali (m 12,00 invece di m 6,00); in questo modo la nuova struttura rende del tutto visibile dall’esterno quella esistente garantendone trasparenza e percezione. L’intervento è chiaro che modificherà i flussi e la mobilità nella zona, almeno in occasione degli eventi e manifestazioni nel nuovo impianto. Così come sarà necessaria una nuova educazione per tutti coloro ce si recheranno allo stadio, che potrà ospitarli con nuove adeguate caratteristiche. È infine opportuno sottolineare che verranno ripristinati tutti gli ambienti originari quali le palestre, la piscina, ecc. Uno studio attento della mobilità e delle infrastrutture relative è stato fatto dall’ing. D’Olimpio che ne illustrerà in seguito i dettagli. Ringrazio tutti per l’attenzione».

Parla Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma):

“La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio è stata interpretata come una occasione per rigenerare un comparto urbano che attualmente evidenzia segni di degrado, architettonico e ambientale, comparto inserito in un ambito urbano che è caratterizzato dalla presenza di quello che è considerato dalla letteratura scientifica, architettonica e urbanistica, uno dei migliori quartieri residenziali di iniziativa pubblica di Roma realizzato secondo i principi del movimento moderno. In tale scenario, l’operazione di rifunzionalizzazione dello Stadio suggerisce specifiche direzioni e strategie progettuali: Lo Stadio Flaminio non può essere considerato come un manufatto edilizio fine a se stesso ma deve necessariamente essere considerato nell’ottica di una rifunzionalizzazione e rivitalizzazione dell’ambito urbano che gli appartiene Negli obiettivi di fondo c’è stato anche quello, importante, di risolvere e dare una concreta risposta alle condizioni di criticità che oggi caratterizzano l’area del quartiere Flaminio, con particolare riferimento all’ambito del Villaggio Olimpico. Criticità che possono essere sostanzialmente definite in: congestionamento dell’intera zona dovuto al traffico veicolare e alle necessità di parcheggio soprattutto nelle ore immediatamente prima e soprattutto immediatamente dopo gli eventi sportivi che si svolgono allo Stadio Olimpico, a testimonianza che il problema legato al traffico veicolare e ai parcheggi è un problema attuale esistente che non riguarda lo Stadio Flaminio, la cui realizzazione, nei termini indicati e proposti, va anzi a risolverlo. La situazione attuale, infatti, nelle giornate degli eventi sportivi che si svolgono nello Stadio Olimpico, è caratterizzata, relativamente alla problematica dei parcheggi, da una situazione caotica e poco controllata, come evidenziato da specifiche analisi del traffico; presenza di ambiti e zone urbane degradate e non controllate dal punto di vista progettuale, associate spesso a condizioni di degrado anche sociale; condizioni precarie della vegetazione diffuse nell’intero quartiere, con degrado delle specie arboree e con la presenza di specie vegetali infestanti nonché radicatesi spontaneamente grazie all’incuria e alla mancanza di manutenzione; qualità dell’aria e del microclima spesso problematica, come dimostrato dai dati forniti dalla vicina stazione di monitoraggio ambientale di Corso di Francia.

Le risposte elaborate, in termini strategici, possono essere sintetizzate in 5 tematiche nodali.

1) Delocalizzazione e azzeramento dei parcheggi auto connessi alla fruibilità dello Stadio Flaminio che insistono nelle aree del quartiere Flaminio e del Villaggio Olimpico. Più in particolare è prevista la delocalizzazione dei parcheggi in zone non residenziali per minimizzare l’impatto della mobilità privata ed evitare nella specifica zona ingorghi e congestionamenti del traffico e quindi inquinamento atmosferico ed acustico nel quartiere.

2) Incentivazione, all’interno dell’area in questione, del TPL – Trasporto Pubblico Locale, autobus e metro. L’area di riferimento è caratterizzata da una rete di servizio di autobus pubblici molto articolata e in grado di collegare l’area dello stadio in maniera costante ed efficace con i diversi settori dell’area metropolitana. Si punta all’incentivazione, attraverso potenziamento, del TPL, nell’ottica del conseguimento della quota di aumento del 20% degli utenti individuata dagli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano. In particolare, si prevede il Potenziamento delle linee TPL che intersecano l’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio e della mobilità dolce. La fermata della metro A di piazzale Flaminio, è ad esempio ai margini dell’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio e per la maggior parte degli utenti non occorrerebbe un secondo vettore di trasporto verso lo Stadio come nel caso in cui occorre raggiungere lo Stadio Olimpico. Inoltre, occorre anche tenere presente che secondo i programmi, nel periodo in cui si potrebbe prevedere l’entrata in funzione dello Stadio, dovrebbe essere stata realizzato o dovrebbe essere in procinto di esserlo, il completamento della linea metro C fino alla Farnesina, con specifica fermata proprio a Piazza Appollodoro, davanti allo Stadio Flaminio. E’ prevista altresì la realizzazione di nuove infrastrutture di collegamento (pedonale/ciclabile), come il ripristino dell’ex Ponte Bailey realizzato nel 1962, quando il ponte Flaminio venne chiuso a causa del cedimento di un pilone e rimosso verso la fine degli anni ’60 lasciando tuttavia in opera le strutture verticali, ovvero i piloni, che dal punto di vista ambientale e del paesaggio urbano denotano un impatto da risolvereIl Ponte, ubicato all’altezza della centrale ENEL di viale di Tor di Quinto, consentirebbe di raggiungere lo Stadio direttamente dalle nuove aree di parcheggio di viale Tor di Quinto in meno di 30 minuti a piedi, con circa 15 minuti per arrivare dai parcheggi al ponte e successivi 15 minuti per raggiungere lo Stadio attraverso una passeggiata all’interno del Villaggio Olimpico. Occorre rilevare che i tempi di percorrenza a piedi dalle aree di parcheggio site a piazzale Clodio o proprio al villaggio Olimpico che servono attualmente lo stadio Olimpico sono di circa 30 minuti o anche maggiori.

3) Incentivazione della mobilità dolce ciclabile e dell’uso del motociclo, con creazione di specifici percorsi pedonali/ciclabili e aree di parcheggio per biciclette e motocicli, anche nell’ottica di raggiungere le percentuali, su base cittadina, individuate negli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano.

4) Trasformazione dell’area di riferimento dello Stadio Flaminio in isola ambientale, nell’ottica del conseguimento degli obiettivi del Piano Generale del Traffico Urbano che prevedono la realizzazione di almeno un’isola ambientale per ogni Municipio e nell’ottica della non interferenza e continuità con le linee di sviluppo programmatiche degli scenari di trasformazione urbana e ambientale correlati agli interventi previsti nel Villaggio Olimpico in funzione del progetto della Città dei 15 minuti.

5) Ristrutturazione dell’ambiente urbano, attraverso l’implementazione delle aree verdi in continuità programmatica, ove possibile, con gli scenari previsti dal progetto della città dei 15 minuti elaborato per il II Municipio, e attraverso il recupero e la riqualificazione degli spazi urbani degradati, con particolare riferimento ad alcune aree del sotto-viadotto di Corso di Francia attraverso la realizzazione di parcheggi destinati ad autorità e addetti ai lavori.

Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre):

“Il progetto energetico nasce nell’ambito di un accordo tra la Lazio e il nostro dipartimento. Abbiamo iniziato questa avventura, complessa, per quanto riguarda l’analisi energetica del Flaminio e per la progettazione degli impianti tecnologici. L’analisi è partita dal fabbisogno energetico del quadrante Flaminio, dove si trova lo stadio che è il cuore dell’area. È stata modellata l’influenza della produzione dell’energia elettrica dell’impianto fotovoltaico per poter autofinanziare lo stadio e cedere l’energia prodotta alla comunità circostante. Una sorta di progetto come quello del Bluenergy Stadium di Udine. La quantità di energia elettrica che potrà produrre lo stadio è pari a 1135 pali cittadini. Eviteremo impianti a combustione, utilizzando energia elettrica per cercare di limitare la CO2 in atmosfera per l’ecosostenibilità. Abbiamo cercato di fornire lo stadio di centraline di monitoraggio monoclimatico attraverso un sistema di controllo e retroazione. Avevamo pensato anche di utilizzare un sistema di accumulo innovativo, con il riuso di batterie di autovetture elettriche ‘second life’. Questo prototipo è già stato utilizzato all’Amsterdam Arena, considerato tra i più innovativi. L’obiettivo è di garantire un progetto solidale per la comunità”.

L’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati): 

“Il progetto ha delle parole chiave ruota intorno a dei concetti principali. Per quanto riguarda il Flaminio i concetti principali sono responsabilità mi è stato detto bene dal presidente Lotito di presentazione. Rispetto e visione. ecco queste sono le parole chiave. Iniziamo dalla responsabilità: la società sportiva Lazio e il presidente Lotito potevano scegliere un qualsiasi altro luogo per fare il proprio impianto. La scelta del Flaminio significa anche assumersi la responsabilità dell’onore di restaurare un monumento che sarebbe sennò destinato a una fine certa, perché è un’opera in cemento armato abbandonata da anni in condizioni di degrado, ha perciò un destino segnato. Quindi la responsabilità di prendere un edificio che esiste, di decidere di restaurarlo, è un’opera complessa e di assumersi l’onere e anche l’onore di lavorare su un monumento, io credo che vada sottolineato. Poi c’è la parola rispetto che è altrettanto importante, sta alla base di questo progetto rispetto degli abitanti circostanti. La parola rispetto è fondamentale: rispetto delle persone, rispetto dei cittadini, anche rispetto del monumento nella scelta della responsabilità. Ecco questa è una parola chiave, quindi tutti gli studi acustici che sono stati fatti, le analisi del traffico, l’analisi della mobilità vanno nella direzione di un fondamentale rispetto e attenzione per la realizzazione di questa opera e nel suo utilizzo futuro nei confronti dei cittadini.

Poi c’è la parola chiave visione. Cè una visione certa in questo progetto, almeno per quanto ci riguarda e quando il presidente ci ha chiamato per dire vogliamo fare del Flaminio un’opera straordinaria. Ci siamo andati a ristudiare e ringrazio ancora una volta il nipote Pierluigi Nervi di averci anche messo a disposizione gli schizzi del nonno, i dettagli e gli studi che Nervi in principio aveva fatto non soltanto per la realizzazione dello Stadio Flaminio, ma soprattutto per l’ampliamento dello stesso. Abbiamo concepito un sistema di cavalletti che tengono uno stadio su uno stadio: questa è una visione.  Noi costruiamo uno stadio che vola sopra il vecchio stadio, quindi c’è uno stadio di cemento armato che è un’opera straordinaria e sopra c’è uno stadio che ci vola sopra letteralmente, costruito in acciaio perché l’opera di Nervi era inarrivabile in cemento armato. Il nuovo materiale deve essere leggero, ci vogliono tecnologie più avanzate. Immaginiamo 46 cavalletti che sostengono e sospendono questo stadio in acciaio. Lo stadio progettato da Pierluigi Nervi aveva in origine 40.000 posti, ma tante persone in curva stavano anche in piedi. La capienza attuale diventerà di 50mila. Viene importata a 20.000 posti seduti perché devono essere molto confortevoli la base sotto e gli altri 30.000 posti che saranno sulla parte superiore, come se ci fossero due anelli”.

Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Ringrazio chi mi ha preceduto, hanno tutti descritto ampiamente il progetto. Ringrazio soprattutto il presidente Lotito per la visione. Lavoro con Legends Global, che si occupa di intrattenimento e gestisce più di 500 venue nel mondo, ovvero stadi e arene. Abbiamo contatti con i più grandi organizzatori di eventi live nel mondo e siamo subito entrati a far parte di questo progetto perché è il più importante a livello di infrastrutture oggi in Italia. Abbiamo subito capito la portata e l’importanza. Le infrastrutture sportive in Italia sono tra le più datate in Europa, quindi guardiamo con favore tutti i nuovi progetti, questo per primo. Noi arriveremo dopo: quando il progetto avrà il suo sviluppo e diventerà tutto realtà, gestiremo questo impianto, ovvero assicureremo la sostenibilità economico-finanziaria per introdurre ricavi. Siamo riconosciuti a livello globale per essere dei facilizzatori di ricavi da impianti sportivi, ovvero la gestione diretta delle operazione per revenue e guadagni degli impinati. Abbiamo delle operations attive in Italia, ma la nostra maggior dedizione da oggi in poi sarà la progettazione futura di questo stadio. Non vediamo l’ora che questo processo venga ultimato per garantirne la sostenibilità economico-finanziaria”.

Arrivano domande dalla stampa, risponde Lanzetta:

«Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate».

Prende parola anche Cibetta:

«Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari».

Domanda a Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”

«Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività».

Risponde il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Risponde poi l’Arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari”.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.

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Lazio, conferenza Sarri: “Valori sportivi e morali. Pochi problemi con i rigoristi. Maldini deve…” (AUDIO)

La conferenza del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, dopo i quarti di finale di Coppa Italia contro il Bologna:

“La prima mezzora l’abbiamo fatta in sofferenza, nella ripresa siamo scesi in campo meglio. Stranamente siamo andati in difficoltà con la palla scoperta su lanci lunghi del portiere, eravamo troppo bassi anche in costruzione. Abbiamo avuto un po’ di problemi, poi nel secondo tempo abbiamo fatto meglio e faccio i complimenti ai miei ragazzi perché sono andati sul dischetto con freddezza e lucidità.”

Sarri sui rigoristi

“Taylor era uno dei 5, Marusic in allenamento non sbaglia mai, Cataldi era dentro a prescindere, Nuno in allenamento ieri li ha tirati benissimo. Non ho avuto molti problemi nella scelta.”

Sarri sui nuovi arrivati

“Al momento non posso fare più di tanto, ci sono giocatori che sono arrivati 15 giorni fa. Chiaro che l’inserimento dei nuovi è difficile. Il gol preso oggi non lo avremmo preso con i giocatori abituati a quel tipo di posizioni. però mi sta dando gusto che le difficoltà che stiamo vivendo in questa stagione ha creato un gruppo tosto. Abbiamo avuto anche la fortuna che i nuovi arrivati si sono inseriti piuttosto velocemente e questo è un aspetto che mi dà gusto. Dal punto di vista dei valori sportivi e morali è un gruppo da apprezzare.”

“In questa partita Maldini centravanti andava bene, poi in stagione ci sarà bisogno di un Maldini più d’area di rigore. Lui è tecnico e veloce, ma gli manca l’attacco dell’area di rigore e lottare sui palloni sporchi. In partite come stasera mi sta benissimo così, in altre partite vorrei incattivirlo sportivamente. In questo punto della carriera ha tirato fuori il 50% del potenziale che ha. Ci abbiamo provato in diversi, ora spetta a me farlo crescere.”

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Lazio, conferenza Sarri: “Magari scarsi, ma con grande carattere. Bel segnale da Tavares. Infortuni? Solo Basic…”(AUDIO)

Maurizio Sarri ha analizzato in conferenza stampa il 2-2 con la Juventus:


“Il morale della squadra l’hai visto in campo perché questa squadra lavora con difficoltà enormi ma non ha mai mollato. A noi possono dirci che siamo scarsi ma non che non abbiamo carattere. Io non parlerei tanto dei singoli ma della prestazione tosta da squadra. Il rammarico non è per il 2-2 della Juve, perchè ci poteva stare, ma il vero rammarico è per le occasioni sbagliate nel finale. Ho visto una bella prova di tutti e un altro rammarico è stato quello di non poter alzare i centimetri nella nostra area di rigore. Io ho visto una bella partita di Nuno Tavares questo è un bel segnale

Come stanno gli infortunati?
“Quando Nuno ha avuto i crampi volevo mettere Romagnoli o spostare Provstgaard per avere un saltatore in più. Basic può essere quello con problemi più grandi, invece gli altri solo crampi”.

È soddisfatto della prestazione in difesa? Maldini può fare la mezzala?
“Per Maldini stiamo lavorando sul ruolo di attaccante. Ha caratteristiche tecniche per fare ogni ruolo. A livello di resistenza, per fare il centrocampista dovrebbe crescere molto”.

La miglior prestazione della stagione?
“Per me lo spezzone migliore della stagione è la prima mezz’ora contro la Fiorentina, e non abbiamo neanche vinto. Sulla storia della Coppa Italia sembra che sia rimasta dentro solo la Lazio e sette squadre di serie B. La realtà è che ci sono le squadre più forti d’Italia. È presuntuoso pensare di andare a vincere, perché andremo a giocare a Bologna contro una squadra forte. È un’opportunità da analizzare turno dopo turno. Se arriviamo a fine stagione con la convinzione che con un paio di ritocchi la squadra possa essere più competitiva, sarebbe già un successo. Però sono soddisfatto dello spirito di questo gruppo, ha attraversato mille difficoltà senza mollare”

Ci saranno molti cambi con il Bologna?
“Vediamo, perché non siamo in un momento dove possiamo cambiare 7/8 giocatori. Questa sera è entrato Patric che si sta allenando da 4 giorni con noi”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Ora squadra meno pronta. Si può andare avanti insieme, ma mi piacerebbe sognare. ‘Toscanaccio’? Dico quello che penso” – (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri alla vigilia del match con la Juventus:

Io non parlo di mercato, mi concentro solo sulla squadra e sulle partite. Sapete benissimo come la penso, quella di prima era una squadra più pronta e questa è invece una squadra più giovane e deve crescere. Forse solo l’inserimento di Taylor sarà più breve. Futuro? C’è un contratto in essere, se non succedono cose si andrà avanti. Io sono come i tifosi, a me piacerebbe sognare. Questo ora non lo si può fare, e mi dispiace. Ci possono dire che siamo scarsi ma nessuno può dire che non abbiamo affrontato le situazioni. Io non sono una delle persone che hanno l’ossessione della vittoria, ma del sogno sì. Vorrei una squadra che mi facesse sognare, vediamo a fine anno le condizioni. In questo momento l’obiettivo è far crescere i ragazzi che sono arrivati”.

Romagnoli

“Ha avuto cinque giorni di permesso, si sta allenando e lo sta facendo molto bene. O domani o mercoledì va dentro”.

Nuovi acquisti

“Li ho fatti giocare per necessità, o domani o mercoledì Maldini giocherà centravanti. La partita con la Juventus sarà difficilissima, con l’intensità degli ultimi 25 giorni è difficilissima da affrontare. Parliamo di una squadra solida, viene da una sconfitta discutibile e giocare in quello stadio è veramente dura”.

Basic e il rinnovo

“Non partecipando a nessun incontro, non so dire nulla. Sicuramente un giocatore come Basic in una batteria di 4 centrocampisti, ce lo vedo benissimo”.

Sarri su Fabiani

“Avendo la fortuna di non leggere nulla e ascoltare nulla, la vivo con serenità. Le incazzature avvengono per fatti reali, poi nell’ambito lavorativo ci sono anche delle discussioni. Penso siano inevitabili, fare contente sia la parte amministrativa che sportiva è durissima. Ho preso una decisione a inizio anni e vado avanti con quella decisione. Sto cercando soluzioni, alcune si trovano e altre no, la mente mia ora è solo rivolta a quello. La situazione tifosi è pesante perché giocare in un Olimpico con 4mila persone è dura, la speranza è che tornino perché di loro abbiamo bisogno. Sul blocco delle trasferte, poi, è una cosa anticostituzionale: vuol dire che le istituzioni non sanno tenere l’ordine pubblico. Fare dei sogni ora è impossibile, uno si deve adeguare alla realtà. Le battute di Fabiani? Io dico quello che penso, poi posso avere un modo di esprimermi che fa parte della mia toscanità”.

Sarri su Raspadori, Maldini e Przyborek

“Maldini deve fare un percorso, Raspadori invece era molto più abituato a certe situazioni anche di ruolo. Da prima punta Maldini si dovrà ambientare, in ogni caso ha grandi qualità tecniche. Su Przyborek posso dirti che è bravo tecnicamente, ma che possa diventare centrocampista te lo posso dire dopo un percorso lungo. Va completamente costruito come giocatore”.

Sarri su come sta la squadra e Zaccagni

“Nei momenti difficili ci sono sempre dentro delle opportunità. Nei momenti di confusione l’opportunità era di diventare un gruppo più compatto, poi sul piano tecnico e tattico abbiamo perso un po’ di intensità difensiva. Su Zaccagni non lo so, dovrò rifare il controllo, è ancora dolente. Ha avuto un infortunio strano ed era anche abbastanza serio. Bisogna vedere il prossimo controllo”.

Sarri su Tavares e Dele-Bashiru

Dele-Bashiru non sta male ma è chiaro che tra Coppa d’Africa e infortunio è avanzato Basic. Per quanto riguarda Tavares è entrato bene nell’ultima partita e viste le difficoltà una delle prossime due la giocherà”.

Sarri su cosa significa sognare

“Avere una squadra che mi lascia sensazioni importanti, forti. Se questo accade, sogno. Altrimenti no”.

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Lazio, Maldini si presenta: “Qui per la mia svolta e per fare la punta”. Fabiani: “L’oggetto dei miei desideri” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante della Lazio Daniel Maldini.

Fabiani: L’oggetto dei miei desideri, più che mio, del mio collaboratore Bianchi. Lo seguivamo da Monza. Michele Franco mi ha parlato bene di lui: ha doti straordinarie, è un ragazzo serissimo Mi ha detto: ‘Quando Daniel capirà quanto è forte, non ce ne sarà per nessuno’. Mi auguro che qui maturerà la convinzione di essere un top per togliersi tante soddisfazioni. Ha straordinarie qualità. Può giocare da esterno, da falso 9 e con Sarri troverà un allenatore che metterà in risalto le sue caratteristiche. Tanti altri tecnici con cui ha giocato non si addicevano alle sue caratteristiche. Daniel è un giocatore di calcio vero, ha una tecnica straordinaria“.

Maldini – Il primo pensiero è super positivo. Mi sono subito trovato bene, a casa. I compagni sono stati subito come una seconda famiglia, conoscevo già qualcuno. Non vedo l’ora di allenarmi, giocare, e farvi vedere quello che posso fare“.

Ruolo – Ho parlato subito con Sarri, mi ha espresso le sue idee. Al momento il mio ruolo è questo, sono contento. Cosa abbastanza nuova per me ma sono contento di aiutare la squadra“.

Salto di qualità – Non credo manchi convinzione, magari è una questione legata a chi crede in te fino in fondo. Spero solo di riuscire a fare vedere cosa posso fare. La continuità è importante per un giocatore e spero di trovarla“.

Ambiente giusto per esplodere –Penso sia il momento giusto e anche la piazza giusta. Come detto: le sensazioni sono positive“.

Obiettivo personale – Non è ho uno personale, penso alla squadra. Poi gol e assit arriveranno“.

Pressione – Credo ci sia in ogni ruolo. Ovvio che l’attaccante scende in campo per fare gol, ma se poi trova gli assist per i compagni va bene lo stesso“.

Obiettivo squadra – “Ne abbiamo parlato ma pensiamo partita dopo partita. Ora giocheremo tanto in pochi giorni, guardiamo alla prossima e non tanto oltre“.

Rovella – Mi ha sempre parlato in maniera fantastica della Lazio, si è innamorato subito e me l’ha trasmessa questa sensazione. Appena arrivi capisci, la storia, i tifosi e tutto. Ovviamente vorremmo che i nostri tifosi fossero con noi sempre“.

L’arrivo –La Lazio mi ha voluto subito, mi ha cercato ad inziio mercato“.

I consigli in famiglia – I soliti di un papà ad un figlio. Non c’è niente di straordinario. Ovviamente anche lui mi dici il suo pensiero, poi decido io. Sono abituato alla questione del cognome e sono sereno“.

Il mese di gennaio –Questione lunga ma l’importante è che io sia arrivato. In queste settimane Rovella mi ha sempre spinto a venire, mi detto cose positive della società“.

Futuro –Sinceramente il mio obiettivo personale è pensare a ora, fare bene, trovare continuità e poi vedremo. Voglio essere il più pronto e competitivo possibile“.

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Lazio, Przyborek si presenta: “Pronto per questa sfida. Ruolo? Conta giocare”. Fabiani: “Con Sarri migliorerà ancora” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo centrocampista della Lazio Adrian Przyborek.

Fabiani:Ragazzo giovane, che seguivamo da tempo. Ha straordinarie qualità tecniche, é chiaro che può migliorare ancora tantissimo. Rientra tra i primi 50 2007 al mondo. Ha tantissimi margini di miglioramento ma già quello che ci ha fatto vedere è importante. Sono convinto che con Sarri cescerà notevolmete e sono certo di parlerà di lui come un calciatore di straordinaria importanza“.

Przyborek:La mia prima impressione è positiva, sono molto entusiasta di inizare questo viaggio in un club così importante. Non vedo l’ora di iniziare“.

Questa è una sfida e sarebbe stata una sfida a qualsiasi età. Giocare in questo campionato è sempre impegnativo, soprattutto con un club così importante, ma ho sempre sognato questo. Non ho parlato con altri giocatori prima di arrivare, mi sono semplicemente confrontato con la mia famiglia.

Mi sento pronto. L’approccio è stato positivo. Sicuramente non sarà facile, ma voglio prendere di petto la sfida e lavorare bene. Ho parlato col mister e so cosa ci si aspetta da me. Non posso che lavorare duro per cogliere le opportunità che avrò“.

Posizione in campo –Mi definirei molto flessibile, posso giocare laterale o al centro ma l’importante è giocare, iniziare a fare sul serio. Essere qui, in una delle squadre più forti al mondo, è per me una sfida e sono pronto ad accoglierla“.

Sono qui da poco ma voglio rimanere. Nuovo club, nuova cultura, nuovi amici. proprio per questo voglio restare. Non ho un obiettivo personale: so che più il livello della squadra è alto, più è meglio anche per me. Sono contento degli ottimi giocatori che ci sono e dell’ottimo club in cui sono arrivato“.

A volte io stesso mi sento un 25enne, anche giocando mi sentivo di avere questa maturità. E ora ho la possibilità di migliorare ancora“.

Da piccolo ho sempre guardato tutti i campionati e ho sempre detto che prima o poi sarei voluto arrivare in Serie A. Ora che ho raggiunto il mio sogno non vedo l’ora di iniziare“.

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Lazio, Motta si presenta: “Un sogno e punto di partenza”. Fabiani: “La concorrenza era spietata” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo portiere della Lazio Edoardo Motta.

Fabiani: “Ragazzo che seguivamo e che si è contraddistinto anche per la presenza nella nazionale Under 21. Un acquisto sulla falsa riga di quanto fatto con Mandas. Riponiamo in lui fiducia, siamo contenti di averlo portato qui. C’era una concorrenza spietata”.

Motta: “Per me è un sogno che si realizza esser in un club così importante. Impressioni? Subito buone. Questo è un punto di partenza, in B ho giocato 6 mesi, non ho esperienza; qui mi sono trovato bene subito con compagni, staff e società, che vorrei ringraziare per la fiducia“.

Sulle su qualità – Devo migliorare, fisicamente e tecnicamente. In basse alle richieste dell’allenatore si devono compiere delle scelte, quindi anche con i piedi. Un mio punto di forza possono essere le posizioni, mi reputo abbastanza affidabile. Per il resto atnto da migliorare e da apprendere, cosa che voglio fare ogni giorno, anche guardando i compagni“.

Primo impatto – Ho capito quali sono le richieste e ho provato ad adattarmi subito anche per quanto riguarda la costruzione. Provedel mi ha giù aiutato tantissimo, non posso far altro che rubare qualsiasi piccolezza imparata in allenamento“.

Grande tradizione di portieri alla Lazio – Non c’è timore. Ognuno fa il suo corso. Sicuramente è uno stimolo arrivare dove c’è una grande tradizione. Io cerco di fare sempre il mio quando vengo chiamato in causa“.

Vice-Provedel – Si può imparare sia giocando che stando alle spalle di un giocatore con esperienza. Io a Reggio Emilia ho imparato tanto da Bardi che in quel momento era inamovibile“.

La chiamata della Lazio – Non me l’aspettavo. Ero pronto a pemsare alla gara col Frosinone poi è arrivata questa grande opportunità e non abbiamo detto di no“.

Nesta ex allenatore –Non ho parlato però ne approfitto per ringraziarlo con tutto il cuore perché quando so o arrivato a Reggio, con il suo staff, è stato il primo a credere in me e se sono qui è soprattutto merito suo“.

La scelta –Sicuramente la Lazio è uno dei club più importanti. Il direttore e il suo staff hanno fiducia in me e li ringrazio ancora. Io proverà a ripagare questa fiducia”.

La prospettiva di diventare il titolare in futuro –Se sono qui immagino che ci sarà prospettiva ma non spingo, aspetto il mio momento per sfruttarlo al meglio“.

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Lazio, conferenza Sarri: “Chi parte mi dice che lo fa per mancanza di ambizione. Io vado fino in fondo” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri al termine della gara pareggiata con il Lecce:

“In questo momento fare polemica non serve. A bocce ferme ragioniamo sulla Lazio di oggi e di domani. Da un’ora all’altra le mie sensazioni cambiano, vediamo il mercato cosa porta. A me hanno detto che i calciatori partono perché non vedono ambizioni, non credo che se ne vadano per colpa mia”

“Sostituire Romagnoli oggi è impossibile. È quello con più leadership in linea ed è quello che gioca meglio nel mio schema. Tecnicamente possono arrivare giocatori forti, ma a livello di guida non puoi sostituirlo. Mi aspetto arrivi qualcuno ma il mercato lo fa la società.”

“Io ho speso una parola con la Lazio e la rispetto, vado fino in fondo. So bene che i tifosi sono fantastici e che questo club è circondato da amore stratosferico. Questi tifosi sono laziali al 108%. La parte frustrante è sapere che io, nel breve periodo, non sarò in grado di ripagarli sul campo con i risultati.”

“Abbiamo perso troppi palloni, in maniera banale, e concesso campo aperto. Si è perso palla su trasmissioni dal coefficiente di difficoltà davvero basso. Come poi ci succede sempre, in attacco, all’ottantesimo metro ci spegniamo. Il campo era difficile e la partita per loro era importante perché volevano migliorare e uscire dalla brutta situazione di classifica. Ma abbiamo sofferto più noi stessi che l’aggressività degli altri.”

“L’Olimpico con la nostra gente è tanta roba. L’Olimpico vuoto è tanta tristezza. Dobbiamo rispettare le decisioni e giocare bene in qualsiasi situazione”.

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Lazio, conferenza Sarri: “Mercato? Lotito chiaro. Me ne tiro fuori, basta che non si dica che ho scelto io” (AUDIO)

Nel postpartita di LazioComo è intervenuto, nella consueta conferenza stampa del postgara, il tecnico dei biancocelesti Maurizio Sarri, che ha analizzato così la partita contro i lariani. Ecco le sue parole.

“Quando prendi gol dopo due minuti contro squadre che palleggiano così diventa complicato. Il primo tempo però è stato meno brutto di quanto dice il risultato, la domanda da farsi è perché su soli tre ingressi loro in area di rigore abbiamo subito due gol e un rigore. Con Cancellieri sullo 0-1 abbiamo avuto una palla per pareggiare e sullo 0-2 un’altra per rientrare in partita. Sullo 0-3 il divario tecnico emerge, ma la partita è stata condizionata dal vantaggio in apertura. Dispiace perché giovedì mattina avevamo lavorato esattamente su questa loro palla lunga”.

“Ci sono tante difficoltà che non facilitano il compito, ma bisogna trovare le forze per andare avanti altrimenti diventano tutti alibi. Bisogna andare a letto incazzati questa notte e da domani trovare il vigore per fare una partita ben diversa. Abbiamo 2000 difficoltà, la vera difficoltà è evitare che tutto questo diventi un alibi. Se si pensa solo a questo diventa tutto un alibi, dobbiamo cercare di andare oltre e tornare a essere una squadra più pulita mentalmente”.

“Nelle ultime 18 partite avevamo perso tre partite contro le prime tre della classe. Non si può parlare di una squadra demotivata o di cialtroni, fino ad oggi abbiamo lottato. Oggi abbiamo fatto di meno, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio. Oggi abbiamo fatto una brutta sconfitta con una squadra che ha capitalizzato quasi tutto e veniva da una partita dove aveva creato più occasioni di oggi ma aveva perso. Il Como è una squadra forte, con grande qualità di palleggio e molto organizzato. Hanno dimostrato di essere più forti di noi, questo va accettato ma non bisogna sfasciare tutto.”

Sul mercato

“Non c’è niente di nuovo, il presidente è il proprietario e se dice che il mercato lo fa il presidente lo fa lui, stop. Ho le spalle larghe, non si può pensare che questo ci fa perdere le partite. Questi sono discorsi teorici, il mercato è un mix tra esigenze tecniche ed economiche. Il presidente è stato chiaro, io mi sono tirato fuori e stop. Vediamo chi viene e basta, l’importante è che non si dica che arriva un giocatore che ha chiesto Sarri”.

Sull’obiettivo Europa 

“Questo è un obiettivo pluriennale della società, con me non ha mai parlato di tornare in Europa questa stagione. Tutti avevamo detto che l’Europa era un miraggio e l’obiettivo era costruire”.