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COPPA ITALIA

Derby, il fischio d’inizio dei quarti di finale sarà alle 18,00

Lazio-Roma di Coppa Italia in programma mercoledì 10 Gennaio: è arrivata anche la conferma ufficiale della Lega Serie A , il fischio d’inizio sarà alle ore 18,00.  Ad aprire i quarti di finale della competizione sarà invece Fiorentina-Bologna che si giocherà martedì 9 gennaio alle 21. Milan-Atalanta si sfideranno il 10 gennaio alle 21, per poi chiudere con la gara tra Frosinone e la vincente di Juventus-Salernitana che si disputerà giovedì 11 gennaio alle ore 21. 

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APPROFONDIMENTI

Lazio, è un inizio 2024 di fuoco: ecco le partite verità

E ora viene il bello

E ora viene il bello. La Lazio pronta a chiudere l’anno con il Frosinone, poi dal 7 gennaio inizierà un 2024 ricco di appuntamenti fondamentali. Saranno due mesi, quelli iniziali, veramente fondamentali per il futuro della squadra. Di mezzo c’è la risalita in campionato, la Coppa Italia e il possibile derby, la Supercoppa, la Champions League. Tutto d’un fiato almeno fino al 5 marzo. Sarri prepara i suoi, servirà un’altra marcia rispetto ad una prima parte di stagione con il freno a mano tirato.

Gennaio si apre il 7 con Udinese Lazio alle ore 15. Tre giorni dopo quarti di Coppa Italia con il possibile derby (se la Roma batte la Cremonese). Il 14 gennaio appuntamento con Lazio-Lecce, il 19 gennaio sfida all’Inter per la semifinale di Supercoppa a Riyad. Qui in palio c’è la finale che potrebbe giocarsi il 22. Il 28 gennaio arriva il Napoli in casa. Febbraio si apre con due trasferte: Bergamo (4 febbraio) e Cagliari (il 10). A San Valentino andata degli ottavi di Champions League con il Bayern Monaco. Il 18 Bologna in casa, il 22 Torino-Lazio per il recupero di Serie A. Quattro giorni dopo c’è Fiorentina-Lazio, Lazio-Milan sarà il 1 marzo. Il 5 ritorno di Champions a Monaco. Due mesi pieni in cui si giocherà sempre. In palio trofei, punti per l’Europa e la doppia sfida con il Bayern che pare impossibile quanto affascinante. La Lazio si gioca tutto ad inizio 2024.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Vecino, comunicato social non gradito. Linea dura del club dovrebbe proseguire anche a Verona” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Vecino, linea dura prosegue”

Mario Gila a livello di palleggio ha fatto un paio di errori nel primo tempo, ma il salvataggio del secondo tempo su Retegui vale tutto, quella è la sintesi della crescita di questo giocatore che ha incassato anche i complimenti dell’attaccante del Genoa in quella circostanza. La coppia Patric-Gila è la grande notizia di queste tre gare vinte in cui la Lazio non ha incassato reti. La ritrovata solidità della squadra è merito anche di questo duo difensivo.

Da ieri chiamo Guendouzi aggiungendo la parola ovunque. Ieri sembrava il francese contro tutti. Lui è molto diverso da Milinkovic, ma ieri ha fatto una gara talmente totale da ricordare alcune prestazioni del serbo.

Dai segnali che mi arrivano non credo che a Verona verrà reintegrato Vecino. Sembra che sia destinato ancora a restare fuori, la società vuole mantenere questa linea. Non è un giocatore qualsiasi, è un elemento molto importante per carattere e personalità. Sono abbastanza perplesso, da quanto risulta non è che sia successo qualcosa di incredibile. La punizione del club è arrivata perché ha mancato di rispetto in una risposta allo staff tecnico. Nulla a che vedere con comportamenti sbagliati in gara o in allenamento. Quel suo comunicato social evidentemente non ha sortito effetti positivi, anche se la mia prima lettura era stata costruttiva. Lui ha scritto di accettare il provvedimento, ma da quello che ho capito la società non l’ha presa benissimo. Parliamo di risposte sbagliate, irriguardose al tecnico davanti alla squadra. Ieri quel comunicato non contiene delle scuse, cosa che non ha chiuso il caso e non gradita da chi la punizione l’ha inflitta. Da Salerno, la società ha deciso di applicare una linea dura, anche se per Sarri la situazione non è grave”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Genoa, probabili formazioni

Lazio-Genoa, probabili formazioni

Lazio (4-3-3): Sepe; Hysaj, Gila, Patric, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Kamada; Isaksen, Castellanos, Anderson

Genoa (3-5-2): Leali; De Winter, Matturro, Vogliacco; Martin, Kutlu, Galdames, Thorsby, Hefti; Malinovskyi, Puscas 

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DICHIARAZIONI

Marusic: “Vogliamo la Coppa Italia, Genoa ostico e derby una motivazione in più. I fischi? Nulla da dire ai tifosi”

Alla vigilia degli ottavi di finale di Coppa Italia parla Adam Marusic ai microfoni di Sport Mediaset:

“La Coppa Italia l’abbiamo già vinto una volta da quando sono qui, la vogliamo vincere di nuovo. Dobbiamo dare tutto per passare questo turno. Sarà una partita molto difficile contro il Genoa, abbiamo già giocato e perso contro di loro in casa. Loro giocano un bel calcio, sarà dura. Noi tutti sappiamo che possiamo dare di più, dobbiamo giocare meglio. Era importante vincere contro il Cagliari, ora dobbiamo dare tutto ed essere concentrati dal primo minuto.

“Abbiamo ancora la giusta umiltà, ognuno di noi deve dare sempre il massimo ogni partita. Dobbiamo trovare la giusta continuità. Credo che giocando ogni 3/4 giorni devi sempre trovare una motivazione e un energia fisica e mentale in più. Ma oggi il calcio è così, dobbiamo dare sempre tutto e solo così possiamo fare risultati. I fischi? Noi abbiamo dato tutto, anche per chiudere la partita. Anche il Cagliari però aspettava gli ultimi minuti per pareggiare. Il pubblico ha fischiato, ma noi abbiamo fatto di tutto per vincere. Dopo il Genoa possiamo festeggiare tutti insieme. Se i tifosi pensano che devono fischiare, noi non possiamo dire nulla”.

Derby ai quarti? Sicuramente ci dà una spinta in più. È una partita molto particolare, la conosciamo. È importante per i tifosi, per noi e per la società. Vogliamo passare questo turno e giocare il derby. Non segno da tanto, ma preferisco vincere. Non è importante chi segna, ma se posso fare gol è una cosa bellissima”. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Ora invertire la tendenza è difficile. Ecco perché serve la spensieratezza di Isaksen…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’! “Difficile capire come invertire la tendenza”

Sono preoccupato perché vedo una squadra che ha pensieri e di conseguenza fa fatica a creare occasioni. Non riesco a capire cosa possa cambiare per migliorare questa situazione. La squadra è troppo compassata, quindi è difficile immaginare possa tornare a creare quelle 5-6 occasioni che nella passata stagione creava sistematicamente. Dopo la partita con la Salernitana mi aspettavo una scossa emotiva che non c’è stata. Non c’è più entusiasmo, c’è troppo piattume. Si cura più la fase difensiva che quella offensiva proprio perché i giocatori sembrano timorosi. Mi sta piacendo Isaksen, che forse anche perché molto giovane gioca senza avere pensieri. Anche per questo a volte bisogna dare spazio ai giovani, perché i leader, come Luis Alberto, attualmente in calo, e Felipe Anderson, che rispetto all’ultima stagione è peggiorato tantissimo, in questo momento non rendono e serve maggiore leggerezza. Anche perché la Lazio deve sapere che prestazioni come quella con il Cagliari spesso non bastano per portare a casa i tre punti. Il ruolo di Rovella è molto particolare, se i compagni non si propongono lui è destinato a fare fatica. Ma al momento l’unico che si muove senza palla è Guendouzi, che in realtà è anche bravo a dare il pallone in verticale. Il Napoli? Ha problemi relativi alla condizione fisica: con Real e Inter è sparito dal campo improvvisamente. Però ci sono stati alcuni episodi importanti, Sommer ha salvato l’Inter in più di un’occasione. Il Napoli mi è piaciuto tanto, ma i nerazzurri sono fortissimi. Per quel che riguarda la Champions penso che Inter, Juve e Milan termineranno il campionato fra le prime tre. L’ultimo posto se lo devono contendere tutte le altre. La Lazio però deve reagire ma ora proprio non capisco come possa fare per rialzarsi: spero di essere smentito già col Genoa, ma le buone prestazioni sono poche. La Lazio ha fatto bene con l’Atalanta e col Sassuolo, per il resto però… Se Sarri vuole una squadra più offensiva e i giocatori non lo seguono perché timorosi, si deve aiutare con i cambi, mettendo dentro calciatori più offensivi”.

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ESCLUSIVE

26 MAGG10 – Ledesma: “L’attesa, la promessa fatta alla mia famiglia, lo sguardo dei miei compagni ed il senso del dovere compiuto” (AUDIO)

Dieci anni dopo, dieci domande ad un eroe del ’26 Maggio’: a tu per tu di Radiosei con Cristian Daniel ledesma

Dieci anni dopo, dove collochi quell’emozione nella tua carriera e nella tua vita personale?

“Dieci anni sono tanti, mi sento un po’ vecchio (ride, ndr). Ho tantissimi ricordi e non solo della partita. E’ stata talmente grande quella gioia che mi ricordo ogni momento, ogni dettaglio anche del prima e del dopo. La cosa più bella è aver portato una gioia infinita ai tifosi”

Quella finale vinta ti ha reso ancora più laziale?

“No, già stavo fuori di testa per questi colori. La Lazio mi è entrata dentro quando ho superato il momento peggiore in termini di rapporti con il club. Sono arrivato a quella finale che già ero pieno e con la maturità giusta. Dopo il rinnovo, in alcuni derby ho anche un po’ esagerato con le espulsioni. Al 26 maggio, invece, sono arrivato con la giusta dose di lazialità”

Cosa c’era in quel piano finale a fine partita?

“C’era un mese di attesa, c’era un’annata intera in cui eravamo partiti bene, ma poi è diventata negativa. C’era la stagione, il percorso in coppa Italia, la voglia di vivere un momento unico, il momento in cui abbiamo saputo che avremmo affrontato loro. C’era il ritiro a Norcia, c’era uno sfogo che non ho scaricato fino al momento del riscaldamento”

Occasione e storica o onta, che preparazione è stata?

“C’era la finale, non si poteva mollare. Le motivazioni c’erano sempre, ogni giocatore la voleva giocare. C’era tensione in campionato, ma non abbiamo lasciato nulla da parte perchè non avevamo una rosa larghissima. La speranza era di arrivare nelle migliori condizioni fisiche. E’ stato importante la scelta del club di portarci a Norcia per isolarci dall’ambiente”

La partita…

“La partita è stata brutta. Tesa, tirata, ma guardando i miei compagni avevo la consapevolezza di la squadra avesse lo sguardo giusto. Dall’altra parte non vedevo quegli occhi fermi e convinti. L’ho sempre detto, anche durante la partita. Tra i tifosi c’era timore, vedendo gli occhi dei miei compagni, invece, avevo sensazioni positive”

Pensiero fisso?

“Di mantenere la promessa fatta ai miei figli ed a mia moglie che l’avremmo portata a casa. L’altro pensiero era sulle mie condizioni fisiche, non ero al meglio e durante la partita su una giocata di Destro ho sentito un dolore che mi ha dato il segnale che non potevo più dare il massimo. Noi dovevamo vincere, non c’era spazio per individualismi. Questi sono i pensieri che mi hanno segnato”

In panchina che sofferenza è stata?

“L’ho vissuta sul lettino negli spogliatoi con il fisioterapista Sistili. L’ho cacciato via, volevo stare solo, gli ho detto di tornare solo quando avremmo vinto. E’ stata una sofferenza, non vede, non capire, non sentire è stato veramente angosciante. Poi l’ho sentito arrivare di corsa quando Senad ha segnato…”

Ambiente romano provinciale?

“Chi ha voglia di non capire il sentimento delle persone può tranquillamente andare avanti con questi pensieri. Sarebbe inutile rispondere a chi vuole sminuire quel trofeo, quella finale, questa competizione che nel tempo ha assunto sempre più importanza”.

Ci sarà mai rivincita?

“No, non credo, è una cosa molto difficile. C’è stato un momento con Reja in panchina in cui abbiamo rischiato di andare su quella via. A Napoli ci sarebbe bastato l’1-0, abbiamo pareggiato. Non è accaduto e non credo possa più succedere. Durante la gara ci pensavo che potesse accadere”.

La rigiocheresti?

“Non la rigiocherei, sono cose uniche, che si vivono una sola volta. Pensa che la partita non l’ho mai più rivista in video. Il senso del dovere compiuto resta lì, alto, che mi ricorda bene che noi volevamo quello e l’abbiamo fatto”.

Dario Cadeddu

26/05/2023

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RASSEGNA STAMPA

Sarri carica la Lazio: “Coppa Italia fondamentale”

Non ha ascoltato i discorsi da Grande Raccordo Anulare legati all’eventuale finale contro la Roma, a sorpresa eliminata ieri sera dalla Cremonese. Non interessava a Maurizio Sarri, che da giorni ha ribadito alla sua Lazio la voglia di battere la Juventus (ore 21, diretta canale 5). “Questo torneo per noi è di fondamentale importanza”, le parole pronunciate ieri allo spogliatoio riportate da Il Messaggero. Qualche cambio nella formazione lo farà Sarri, ma non è una tattica: è solo perché alcuni giocatori hanno speso energie nelle ultime settimane e hanno accumulato stanchezza.

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COPPA ITALIA

Lazio-Bologna, i convocati

La Lazio ha diramato la lista dei convocati per il match odierno delle 18 all’Olimpico:

Portieri: Adamonis, Maximiano, Provedel;

Difensori: Casale, Fares, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Radu, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Bertini, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Pedro, Romero, Zaccagni.

Alessio Buzzanca

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EUROPA LEAGUE

Europa League: ecco chi scende dalla Champions

Indipendentemente dalla posizione finale della Lazio nel girone di Europa League, le squadre in arrivo dalla Champions rappresentano uno spauracchio per i passaggi del turno. Non è infatti mai accaduto che almeno una squadra proveniente dalla Champions non abbia raggiunto le semifinali della competizione (lo scorso anno ad esempio il Lipsia), talvolta anche vincendo la Coppa.

Ecco le squadre arrivate terze nei gironi di Champions che accedono agli spareggi del 16 e 23 febbraio 2023 in ordine di posizione nel ranking (tra parentesi):

Barcellona (7), Juventus (9), Ajax (10), Siviglia (17), Shakhtar Donetsk (24), Bayer Leverkusen (25), Salisburgo (27), Sporting Lisbona (33).

La Lazio che attualmente è al 35esimo posto nel ranking, se dovesse arrivare prima nel girone, scenderà in campo per gli ottavi di finale previsti il 9 e 16 marzo 2023 contro le vincenti dello spareggio tra le otto seconde dei gironi di EL e le otto terze di Champions sopra descritte.

Alessio Buzzanca