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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Gattuso scelta che non mi convince, ma è l’ultimo dei problemi” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Gattuso? Una scelta che non mi convince, ma è l’ultimo dei problemi. Deve cambiare il presidente, che ha fatto cose buone ma anche negative. I risultati sono questi: le contestazioni, il malumore, la depressione a livello calcistico, i tifosi che non vanno allo stadio. Se cambiasse lui, si farebbero dei passi in avanti.

I problemi ci sono nel comunicare, nell’interagire con le persone, nel dare emozioni, nell’unire: Lotito divide. Che qualcosa ha fatto bene è chiaro, è sotto gli occhi di tutti, ma poi non è riuscito ad andare oltre. Ciò che è lampante è il rapporto con la pizza: zero empatia.

Il Gattuso di turno lo sa in quale ambiente arriva. Gattuso sa che, visto il suo passato in panchina, sarebbe stato difficile pensare ad una chiamata come quella della Lazio, quindi avrà l’entusiasmo di voler cambiare questa situazione: è normale che sia così.

Sotto l’aspetto tecnico, per ciò che ha fatto vedere fino ad ora, Gattuso non mi entusiasma. Ma ripeto, qui il problema è un altro, quindi non ha senso prendersela con l’allenatore, dobbiamo aspettare e vedere. Io per rilanciare ora la Lazio non avrei scelto questo profilo, ma sappiamo che ora le cose non cambiano”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, il post Sarri è Gattuso: pronto un biennale. Ma tra Lotito ed il Comandante sono scintille…

La Lazio saluta Sarri e riparte dall’ex ct dell’Italia.

Tempo di chiudere la stagione e in casa Lazio cambia il tecnico: Sarri è ormai ai saluti, lo aspetta l’Atalanta, mentre a Formello sta per approdare Gattuso. Come riporta Gianluca Di Marzio, la società biancoceleste ha deciso di affidare la panchina all’ex commissario tecnico degli azzurri: Lotito e Fabiani hanno puntato con decisione sull’ex allenatore di Napoli e Milan, tra le altre.

Nei prossimi giorni, infatti, ci sarà un nuovo appuntamento per definire gli ultimi dettagli, ma ormai tra le parti è fatta. Gennaro Gattuso si legherà alla Lazio per le prossime due stagioni.

Già, Sarri. Al momento l’operazione Gattuso, peró, resta in stand by (anche se c’è accordo su tutto: l’ex c.t. firmerà un biennale da circa 3 milioni di euro complessivi) fino a quando non sarà risolta la situazione contrattuale tra la società romana e il Comandante. Sarri si è di fatto già accordato con l’Atalanta e la Lazio ha appunto già bloccato Gattuso. Con queste premesse un’intesa per la risoluzione sembrerebbe automatica, ma non lo è. Perché ballano parecchi milioni (Sarri ha un contratto fino al 2028 da 2,5 milioni l’anno più premi e bonus) e ci sono tanti dettagli da sistemare. Sarà necessario un vertice tra Lotito e Sarri che però al momento non è stato ancora fissato. L’accordo alla fine si dovrebbe trovare, ma non sarà semplicissimo anche perché tra presidente allenatore si è creato da mesi un forte attrito reciproco che non è il miglior viatico per trovare una rapida soluzione.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, scatto per Gattuso ma prima l’incontro con Sarri. Tutti i nomi i lista per sostituirlo: spunta Lisci

In casa Lazio è iniziato il casting-allenatore: le ultime.

Sarri e Lotito devono trovare il modo di lasciarsi, a entrambi conviene farlo. Sarri è in parola con l’Atalanta, aspetta solo la sua firma. Lotito ha iniziato il casting da giorni e bisogna programmare la nuova stagione. Chi farà la prima mossa? Fino a ieri, riporta il Corriere dello Sport, non c’erano incontri in programma. Sarri è ancora all’Olgiata, conta di partire a metà settimana per Castelfranco di Sopra. Aspetta la chiamata, non farà la prima mossa; è sotto contratto e deve seguire passi formali. Lotito vorrebbe che fosse lui a esporsi, finora non l’ha fatto. Il presidente deve decidere se lasciarlo a mollo un po’ o no. Dopo la partita con il Pisa ha dato a tutti un generico arrivederci a Formello. Da oggi le strategie inizieranno ad essere più chiare a meno che non scatti un tiremmolla sfiancante. In questo caso a Sarri non resterebbe che rompere il contratto. Punta a difendere ogni euro dei 2,5 milioni che gli spettano quest’anno.

Il casting per la successione, si legge, è nel vivo. La Lazio ha chiamato Gattuso. I contatti telefonici risalgono a qualche giorno fa. Servirà un approfondimento nelle prossime ore per comprendere meglio il piano e le prospettive della prossima stagione a Formello. Non è l’unico candidato. L’ex ct dell’Italia ascolterà la proposta di Lotito, ma è consapevole dei rischi e deciso a valutare con prudenza il suo futuro. La voglia di tornare in panchina si scontra con la predisposizione ad imbarcarsi in missioni disperate. Era già
stato vicino al club biancoceleste in passato. Lotito è attratto
dalla personalità e dal temperamento dell’ex ct azzurro.


La Lazio, conclude il quotidiano, tiene in caldo Palladino e Pisacane, contatti con i procuratori. Conceiçao si può liberare dall’Al-Ittihad. Inoltre è spuntato Crespo, esonerato dal San Paolo. Da Formello non escludono piste estere. È spuntata la candidatura di Alessio Lisci, tecnico dell’Osasuna, si è salvato in Liga con la classifica avulsa. Ha 40 anni, un passato nelle giovanili della Lazio (coordinatore motorio di Pulcini ed Esordienti).

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Allenatore Lazio, Rambaudi: “Se non si risolvono i problemi, non andrebbe bene neanche Guardiola. E su Gattuso e Grosso…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Pedro? Va via il giocatore, il campione, la qualità. Ora per sostituirlo devi fare un gran lavoro.

Io ho difficoltà a parlare del livello tecnico perché è chiaro cosa servirebbe, il problema è la base, la società; è tutto lì. Prima del mercato ci vuole un bagno d’umiltà del presidente, deve fare dieci passi indietro a livello comunicativo e poi investire come ha fatto in passato.

Gattuso? Non è un profilo che mi entusiasma, è esporre ancora di più il concetto di squadra che deve avere gli attributi. A Napoli non sono state solo colpe sue ma non mi ha entusiasmato. Per me ci vuole qualcosa di più fresco, anche un visionario. Qualcosa di elettrizzante, che trasmetta energia positiva. Ci sono profili interessanti, il nome che farei io è quello di Fabio Grosso. Ad ogni modo, qualsiasi personaggio arrivi, non sarebbe mai il profilo giusto perché non arriveranno, Guardiola, Allegri o Conte.

Resettare porterebbe benefici a tutto e tutti. Ora, anche se la Lazio prendesse Guardiola, con queste problematiche interne, la situazione non cambierebbe”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, chi dopo Sarri? Dalla Palladino a Gattuso, le prime ipotesi

Il futuro di Maurizio Sarri alla Lazio appare ormai appeso a un filo sottilissimo. Dopo una stagione deludente, culminata con la sconfitta nel derby e con l’addio definitivo a qualsiasi ambizione europea, il rapporto tra il tecnico toscano e il club biancoceleste sembra arrivato ai titoli
di coda e a certificarlo sono anche le parole pronunciate dallo stesso tecnico toscano nel post partita, che lasciano pochi margini all’interpretazione: “Non sono stato ascoltato”, ha dichiarato l’allenatore, sottolineando come il problema non sia legato all’ambiente o alla tifoseria, con cui continua ad avere un forte legame, ma piuttosto alla divergenza di visioni con la dirigenza.

Intanto la Lazio si muove già per il possibile dopo Sarri. I nomi più seguiti, scrive La Gazzetta dello Sport, sarebbero quelli di Raffaele Palladino e Kosta Runjaic, mentre sullo sfondo prende quota anche l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Sarri al Napoli, piazza dove il tecnico ha lasciato un ricordo ancora molto forte.

In corsa non ci sarebbe anche Sergio Conceicao, nome uscito fuori negli scorsi giorni. Secondo Il Messaggeroun altro profilo è quello dell’ex ct Rino Gattuso, oppure due allenatori giovani come Pisacane, ora al Cagliari. La decisione definitiva di Sarri dovrebbe arrivare a giugno, ma, in attesa che la separazione venga delineata, la società dovrà iniziare a guardarsi intorno per iniziare a programmare il futuro.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Ventura: “Crisi Italia? Io sono la prova, non basta cambiare Ct, deve subentrare il Governo. La Lazio il mio grande rimpianto, Sarri…” (AUDIO)

L’ex Ct della Nazionale, GIAN PIERO VENTURA in collegamento a ‘NMM’

“Già dopo l’eliminazione nel 2017 della mia Nazionale contro la Svezia si diceva che era necessario un cambiamento. Mi terrorizza sentir dire che il problema si risolva cambiando il presidente federale o il Ct. Credo che ci siamo molto da fare, molte domande dovrebbero porsi, inutile solo cercare dei responsabili. E’ tempo di iniziare un percorso che ci permetta di tornare ad essere protagonisti. Una volta andavamo al Mondiale per vincere, ora sogniamo semplicemente di andarci. Il vero grande problema è che già se ne parla meno, ci rituffiamo sul campionato come se nulla fosse. Qui dovrebbe subentrare anche il nostro Governo, c’è da ricostruire e per farlo bisogna ripartire dal basso, dalle fondamenta. Da tutto quello che non c’è più, ci sarebbe da costruire dei centri federali in tutta Italia, da scegliere tecnici preposti per un obiettivo ben preciso. Che non è il risultato, ma la formazione tecnico-calcistica del giovane. Una volta fatti crescere, c’è da capire come immetterli. Nel passaggio Primavera-prima squadra il talento viene disperso, visto che in Italia i giovani non vengono poi utilizzati. Il percorso non lo fai con le parole, ma con i concetti e con i mezzi. Ci sono Paesi in cui vengono investiti 150-200 milioni di euro per i centri federali. Da noi mi auguro che avvenga, ma ho qualche dubbio.

E’ la qualità dei giocatori che determina, noi ci entusiasmiamo per Pio Esposito e Pisilli che certamente hanno un futuro, ma che hanno bisogno anche di tempo per affermarsi. Il problema è che parliamo di due giocatori. Dopo tre partite Vergara è stato definito il nuovo Sivori. In Italia funziona così, allora mi chiedo come mai è stato lanciato solo a causa di un’emergenza infortuni. Il nostro calcio è andato a sparire, questo vale anche per il nostro campionato, non più paragonabile agli altri top. Il Napoli ha preso sei gol dal PSV, la Juventus ne ha presi cinque dal Galatasaray. Oggi in Serie A, ogni volta che un giocatore fa un contrasto aereo resta a terra per minuti. Oggi, non si riesce più a vedere con piacere una partita nel campionato italiano, lo spettacolo è davvero sceso. Se togli l’emozione dal calcio è finita e l’emozione è il gesto tecnico, l’intuzione.

Il trammento che ha ricevuto dopo l’eliminazione con la Svezia ha influito sul mio addio alla panchina? E’ così. Qualche riflessione la dovrebbero fare quelli che hanno giocato su questo. Sono stato e resto un grandissimo tifoso della Nazionale, ho sofferto molto dopo i rigori contro la Bosnia.

Succesore Gattuso? Mi viene difficile rispondere, non credo che Allegri andrà mai in Nazionale. L’unico che davvero vuole andare, credo sia Mancini. Ma dopo quanto accaduto è difficile. Ancellotti sarebbe un nome che metterebbe d’accordo tutte le componenti del calcio italiano”.

“Rimpianto Lazio”

E’ chiaramente un’annata che non verrà ricordata come straordinaria. Dall’assenza dei tifosi, ai tanti infortuni, passando per alcune prestazioni non all’altezza. A volte ho visto delle reazioni che non è da squadra di Sarri. Quando ti trovi a dieci punti dalla Conference non può essare un’annata da ricordare. Sarri sa facendo tutto quello che può in un contesto in cui non è facilissimo fare.

Rimpianto di non aver scelto la Lazio piuttosto che la Nazionale? Assolutamente si, la Lazio aveva una grande squadra, mentre per me non c’erano i presupposti per andare ad allenare la Nazionale senza una rete. Il rammarico è per la qualità di quella Lazio, è il mio grande rammarico nel calcio. Quella squadra lì aveva valori assolutamente superiori a quella di oggi”.

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RASSEGNA STAMPA

Italia, Gattuso (e Buffon) verso le dimissioni: iniziata la caccia al successore. Allegri e Conte i preferiti…

Il terremoto in Federazione sta per concretizzarsi con le sempre più imminenti dimissioni di Gattuso, Buffon e Gravina e, per questo, si sta già pensando a chi possa essere il nuovo Ct della NazionaleConte e Allegri sono in pole, anche se entrambi sono già allenatori di club.

Gennaro Gattuso rassegnerà le dimissioni dopo la disfatta di Zenica con la Bosnia, e con lui anche il capo delegazione Gigi Buffon e il presidente federale Gabriele Gravina. Per il dopo, si sta già pensando a chi potrà essere il profilo ideale per sostituire “Ringhio” e, tra i nomi che circolano, i più insistenti sono quelli di Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

Parliamo di due nomi di primissimo livello, allenatori di prima fascia che – pur sotto contratto – non lascerebbero cadere nel vuoto una proposta seria di rifondazione della Nazionale e con un progetto ambizioso e stimolante. De Laurentiis certamente è un osso duro, l’ex allenatore di Juventus e Inter ha ancora un anno di contratto con i partenopei, ma le strade per lasciarsi si possono trovare.

Per Allegri, invece, la situazione è un po’ diversa. Tornato da 10 mesi sulla panchina del Milan, voluto da Tare e Cardinale, sembrerebbe alquanto affrettata e assurda la decisione di interrompere questo nuovo progetto dopo così poco tempo. Tempo al tempo, direbbe qualcuno. Prima il consiglio federale con le (quasi) scontate dimissioni, poi sarà il tempo delle valutazioni.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Italia superiore alla Bosnia, ma serve scendere bene in campo. Zac? Penalizzato dal modulo di Gattuso” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia è superiore alla Bosnia, poi dipende sempre da come giochi e da come scendi in campo. Credo che la vittoria di giovedì abbia dato un po’ più di consapevolezza, ha tolto un po’ di negatività. Domani lo stadio sarà dalla loro; non ci dovrà essere frenesia, ma grande attenzione.

Formazione? Inizlmente servirà anche leadership, spirito di gruppo; poi c’è da tenere conto che a gara in corso serviranno calciatori pronti e Esposito sai che è pronto in questi casi, Retegui non lo so che impatto può avere subentrando.

Infortunio a parte, Zaccagni non penso sarebbe stato titolare, questo modulo lo penalizza.

Chi scegliere dell’Under 21 per la Lazio? Ndour. Anche Koleosho, che preferisce partire da sinistra, ma può giocare pure a destra

Il livello della Serie A è calato da 15 anni a questa parte. Sono arrivati tanti stranieri che non fanno la differenza e non aiutano ad avere qualità”.

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NAZIONALI

Italia, Gattuso perde Scamacca. Anche un laziale tra i possibili sostituti

Non parte bene il percorso dell’Italia di Rino Gattuso per i play off Mondiali. L’allenatore azzurro infatti dovrà fare a meno di Gianluca Scamacca.

Il centravanti dell’Atalanta ieri si è fermato durate la seduta a Coverciano, per lui si tratta di danno muscolare. Come precisa gazzetta.it, la punta stamattina ha sostenuto gli accertamenti di rito che hanno confermato: trattasi di lesione muscolo-fasciale all’adduttore destro.

Scamacca sta già seguendo il protocollo riabilitativo idoneo e la prognosi dipenderà dall’evoluzione dello stato clinico. Come noto, Gattuso ha chiamato 28 calciatori. Potrebbe continuare con lo stesso gruppo o convocare un sostituto della punta cresciuta a Roma. Tra i nomi fatti c’è anche quello di Daniel Maldini, il trequartista scuola Milan che nella Lazio sta studiando da centravanti. Gattuso ci pensa.

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NAZIONALI

Gattuso, cena con laziali e romanisti: chi ci sarà e le possibilità di convocazione con l’Italia

Aggiungi un posto a tavolo per gli azzurri di Roma e Lazio. Dopo le tappe di Milano e Bergamo, Gattuso è in arrivo nella Capitale. Prosegue il tour itinerante del ct e di Buffon, direttore tecnico del Club Italia. Niente stage a Coverciano, ma diversi appuntamenti per incontrare i calciatori in preallarme per i playoff di fine marzo, mantenere i contatti e trasmettere sensazioni senza interferire nel lavoro dei club. Ecco perché Rino ha scelto un giovedì per incontrare i laziali (appena rientrati da Bologna) e i romanisti. Gli inviti sono partiti per Cristante, Mancini, Lorenzo Pellegrini, Pisilli, Zaccagni, Rovella e Daniel Maldini. Gli unici sicuri di convocazione sono i primi due. Cristante è la principale alternativa di Locatelli in regia. Mancini uno dei perni della difesa azzurra accanto a Bastoni e Calafiori. Gli altri potrebbero esserci come no, ma il ct è per un coinvolgimento totale e per tenere tutti sulla corda in attesa delle scelte definitive tra il 15 e il 20 marzo.

Rovella è appena rientrato dall’intervento per pubalgia, può guardare forse al Mondiale, meno in proiezione immediata. Zaccagni è fermo: deve rientrare presto e bene per difendere il posto come alternativa da esterno offensivo da 4-3-3 o 4-4-2. L’Italia cercherà l’accesso al Mondiale con il 3-5-2. Occhio ai romanisti. Gattuso potrebbe aver bisogno di una mezzala offensiva da aggiungere a Barella, Tonali, Cristante, Locatelli e forse Verratti. Frattesi non sta giocando con continuità, Pellegrini e Pisilli si possono giocare qualche chances. Anche Miretti e il napoletano Vergara sotto osservazione. Maldini, impostato da Sarri come punta centrale, è tra le alternative offensive. L’attacco sembra al completo con Kean, Retegui, Pio Esposito, Scamacca e Raspadori. Gattuso lunedì volerà in Sardegna: assisterà a Cagliari-Lecce, poi incontrerà Palestra e Caprile. Corriere dello Sport