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AVVERSARIO

Lazio-Inter, i convocati di Chivu: out Calhanoglu ed Esposito

In casa Inter, dopo la vittoria dello Scudetto, c’è ancora una Coppa Italia da conquistare, obiettivo che terrà vivo il fuoco all’interno della squadra nerazzurra per un doblete che farebbe chiudere la stagione in maniera importante. Quella contro la Lazio, di fatto, sarà una doppia sfida che vedrà il primo atto in campionato e poi la finale di Coppa Italia.

Stando a quanto riportato da Sky Sport proprio in questi minuti, Hakan Calhanoglu e Pio Esposito non saranno tra i convocati della sfida contro i biancocelesti allenati da Maurizio Sarri. Il turco non ha ancora recuperato a pieno per un risentimento muscolare alla gamba sinistra. Per lui anche la presenza per la finale di Coppa Italia è a rischio. 

Anche per l’attaccante nerazzurro, poi, ci sono difficoltà: ancora problemi alla spalla per Pio che, dunque, non sarà presente per la sfida di campionato contro la Lazio. Due brutte notizie per Chivu in vista del doppio scontro con i biancocelesti. 

Ora per Chivu servirà studiare la formazione migliore considerando le assenze dei due calciatori. Possibile che l’allenatore dei nerazzurri dia spazio ad una formazione marchiata dal turnover anche in vista della sfida di Coppa Italia che ovviamente metterà in palio un trofeo, secondo obiettivo stagionale per l’Inter. 

In avanti potrebbe trovare spazio Bonny insieme a Lautaro, mentre a centrocampo Sucic si candida seriamente per una maglia da titolare. Le prossime ore, però, saranno decisive per avere informazioni concrete e novità riguardo la formazione dell’Inter. 

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STATISTICHE

Lazio-Inter, biancocelesti senza vittoria da tre anni. Ed all’Olimpico i milanesi cercano il tris

Verso Lazio-Inter, dati Opta:

La Lazio non ha vinto alcuna delle ultime sei sfide in Serie A contro l’Inter (2N, 4P), dopo aver vinto la metà di altrettante gare precedenti (3V, 1N, 2P); in particolare, dopo la sconfitta nel match di andata (0-2, 9 novembre 2025), i biancocelesti potrebbero perdere entrambe le sfide stagionali per la prima volta dal 2016/17.

L’Inter va a segno da 13 gare di fila contro la Lazio in Serie A, con esattamente due gol in media a partita (26), e non ha mai registrato una serie realizzativa più lunga contro i capitolini; inoltre, i nerazzurri potrebbero anche ottenere due clean sheet di fila contro i biancocelesti per la prima volta dal 2010 (serie arrivata a quattro).

L’Inter ha vinto entrambe le ultime due trasferte contro la Lazio in Serie A, con un punteggio aggregato di 8-0, e potrebbe vincere tre gare esterne di fila contro i biancocelesti per la seconda volta nella massima serie, dopo il periodo maggio 2017-ottobre 2018.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, Sarri preserverà Noslin per la finale.Vincere domani può avere un peso”. Sulla sorpresa Pedro… (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Sono convinto che domani nella prima gara contro l’Inter, Sarri non faccia giocare dall’inizio Noslin. Penso che voglia tutelarlo per la finale, è quello che in questo momento può darti qualcosa di più. Ovviamente Sarri vuole dare continuità alle cinque vittorie conquistate nelle ultime otto giornate, ma è impossibile che strada facendo non faccia anche delle scelte funzionali al 13 maggio. Lo stesso, chiaramente, farà anche Chivu. L’appetito per l’Inter viene mangiando, ma è evidente che in campionato si gioca più la Lazio.

Onestamente non credo che il match di campionato possa dare a Sarri delle indicazioni sull’Inter nell’ottica della coppa. Nella testa del tecnico già c’è quello che deve fare per la finale. Ovvio che, il risultato di domani, può avere il suo peso nelle preparazione della partita successivamente. In positivo, a livello psicologico, se vinci può farti bene. Più questa squadra colleziona risultati positivi e più forte si sente.

Sorpresa Pedro per la finale visto la sua caratura ed esperienza? No, assolutamente no da titolare. Magari ad un quarto d’ora dalla fine. La finale la Lazio la giocherà con Pedro inizialmente dalla panchina, anche perchè a fare le corse sulla fascia non ce lo vedo più”.

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SERIE A

Lazio-Inter, probabili formazioni

A poco meno di una settimana dalla finale di Coppa Italia Lazio e Inter sono pronte ad affrontarsi in campionato, per quella che sembra a tutti gli effetti una prova generale della sfida del 13 maggio. I biancocelesti scenderanno per questo motivo in campo con una formazioni rimaneggiata, sia per preservare fisicamente chi scenderà in campo nel secondo atto, sia per non rischiare di schierare i diffidati Tavares, Taylor e Pedro, che, con un’ammonizione, salterebbero il derby della settimana successiva. Sarri sembra perciò orientato a scegliere, davanti a Motta tra i pali, una linea a quattro formata da LazzariProvstgaardRomagnoli Pellegrini. A centrocampo Patric in mediana, con Basic Dele-Bashiru come mezzeali. In attacco Cancellieri sembra in vantaggio su Isaksen nel ballottaggio, con Maldini Zaccagni, quest’ultimo favorito su Noslin per il ruolo di esterno sinistro.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3) – Motta; Lazzari, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini; Dele-Bashiru, Patric, Basic; Cancellieri, Maldini, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri.

INTER (3-5-2) – Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Frattesi, Zielinski, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Thuram, Bonny. All.: Cristian Chivu.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, verso la Finale: il programma della vigilia tra rifinitura, conferenze e visita al Qurinale

La finale di coppa Italia tra Lazio e Inter si avvicina sempre di più. Prima di questo appuntamento importante che decreterà l’assegnazione dell’ultimo trofeo nazionale a disposizione, le due squadre si affronteranno in Serie A, domani allo Stadio Olimpico di Roma alle 18:00, un po’ come accaduto a Milan e Bologna lo scorso anno, affrontatesi prima a San Siro e poi nella gara secca dello Stadio Olimpico.

Tra impegni di campo e non, il programma sarà quello consueto della finale. Martedì pomeriggio alle 18,15 presso lo Stadio Olimpico di Roma si faranno le conferenze stampa, con la Lazio che effettuerà in mattinata alle 10,45 la rifinitura a Formello.

Non sarà però l’unico impegno di martedì quello con la stampa per biancocelesti e nerazzurri. Come riporta la Gazzetta dello Sport, le due compagini saranno ricevute, come di consueto, al Quirinale.

Dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, verrà ricevuta anche una delegazione della Lega Serie A, che parteciperà insieme alle squadre all’evento alla vigilia del match. Manca poco, i preparativi sono quasi ultimati (mancano da conoscere l’artista che canterà l’inno nazionale prima della sfida e l’arbitro che dirigerà il match), Lazio e Inter domani saranno impegnate nelle prove generali, poi la mente sarà solamente alla finale di coppa Italia.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Caicedo: “Con l’Inter sarà dura, ma un trionfo segnerebbe la svolta. Bravo Sarri, non solo con il gruppo. Tifosi? fantastici”

L’ex Lazio Felipe Caicedo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato anche dell’imminente finale di Coppa Italia:

“Devo ammettere che le due stagioni sono molto simili (questa e quella del 2028-2019, ndr). All’epoca eravamo in difficoltà, ma quella vittoria riuscì a cancellare tutto. La Coppa Italia è sempre un grande traguardo”.

La stagione della Lazio: “Non può essere positiva. La classifica non è buona, ma il percorso in coppa è ottimo. La squadra ha fatto fuori Milan, Bologna e Atalanta: non era semplice. Vincere questa competizione sarebbe fondamentale. Il trionfo rappresenterebbe una svolta. Me lo auguro con tutto il cuore”.

Sarri: “Il suo lavoro è davvero molto, molto buono. La squadra ha ormai automatismi evidenti. Questo soprattutto a livello difensivo. La retroguardia è collaudata, la linea si muove sempre molto bene. La sua mano si vede, anche perché fin da inizio anno aveva detto che avrebbe dato importanza alla fase difensiva e i miglioramenti si vedono. Ma non ha migliorato solo il collettivo. Secondo me sono migliorati anche i singoli. L’esempio più evidente è Nuno Tavares, che ora difende veramente bene. Poi Taylor si è inserito molto bene e in maniera rapida. Infine Basic: rispetto a inizio anno è cresciuto tanto”.

Lazio-Inter: “Alla Lazio servirà la partita perfetta. Loro sono molto forti, probabilmente sono favoriti, ma è pur sempre una finale e quindi tutto può succedere. L’importante è che la Lazio riesca a fare una gara per la quale alla fine non abbia nulla da rimproverarsi”.


La protesta dei tifosi: “Non posso giudicare perché pur seguendo la Lazio vivo lontano. Non conosco nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a questa protesta. Posso però dire che i tifosi sono importanti per la squadra e che tutti i giocatori vorrebbero sempre vedere lo stadio pieno. Spero che tutto torni alla normalità il prima possibile perché il pubblico laziale è fantastico. Atmosfera incredibile contro il Milan, la carica trasmessa ai giocatori si è rivelata fondamentale. Questo tipo di ambiente, contro l’Inter, potrebbe davvero essere determinante. Lo stadio pieno fa la differenza. Il pubblico trasmette alla squadra l’energia nei momenti più difficili e dà la spinta decisiva nei momenti più delicati”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Inter, squadre diverse ma stessa solidità difensiva: il confronto tra le due filosofie

Il dato complessivo sui gol subiti conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio.

Squadre, campionati e ambizioni sono molto differenti, ma c’è comunque un punto in comune tra Lazio e Inter. Sì, perché la doppia sfida nel giro di 4 giorni, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà soprattutto un confronto tra due sistemi difensivi solidi, strutturati, diversi ma ugualmente efficaci. Due modi di proteggere la porta, due filosofie opposte che si incrociano nel momento più delicato della stagione.

L’Inter campione d’Italia, si legge, è la squadra che ha subito meno tiri in Serie A, appena 313. Un numero che racconta il controllo, la capacità di difendere lontano dalla propria area, di limitare al minimo i pericoli. La Lazio, al contrario, ha concesso molto di più (468 conclusioni subite, solo 5 squadre nel torneo hanno fatto peggio), ma questo non significa fragilità. Anzi, evidenzia un altro tipo di resistenza, più reattiva che preventiva. I biancocelesti hanno costruito la propria solidità sulla capacità di reggere l’urto, di concedere ma mai in modo pulito, di soffrire e restare in piedi. Non è un caso che abbia collezionato 15 clean sheets, contro i
17 dell’Inter.
Quella biancoceleste è una difesa che magari concede, ma che spesso resiste.


Le differenze e le analogie emergono anche nei dettagli. L’Inter è quasi impeccabile nel gioco aereo: appena tre gol subiti di testa, il minimo in campionato (al pari di Juventus e Roma). La Lazio ne ha concessi sei, un dato comunque contenuto. Dove i ragazzi di Sarri eccellono è nella gestione delle transizioni, visto che sono l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol in contropiede. Quella di Chivu, invece, ha incassato sei reti in queste situazioni, segno di una struttura più offensiva, a volte più esposta quando perde palla: una possibile chiave tattica per i velocisti di Mau.
Anche sulle palle inattive il confronto è equilibrato. I nerazzurri hanno subito nove gol da sviluppi di calcio piazzato, la Lazio dieci.


Il dato complessivo sui gol subiti, conclude il quotidiano, conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio. Tre reti di differenza che raccontano quanto siano vicine le due difese, nonostante le sette posizioni di distanza in classifica. Anche la distribuzione dei gol nel corso della partita offre spunti interessanti. La Lazio tende a concedere qualcosa in più nella ripresa (19 gol contro i 15 del primo tempo), mentre l’Inter mantiene un andamento più lineare. Ma il dato più significativo riguarda il finale: i nerazzurri hanno subito ben 11 gol negli ultimi 15 minuti, quasi il doppio dei 6 incassati dalla Lazio (specialista invece nel segnare in extremis).

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio-Inter di campionato, Rambaudi: “Ho paura che Taylor rimanendo fuori perda i giri. Davanti mi aspetto Maldini” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’idea di non voler centrare la Conference League non mi sembra in linea con una società che deve ripartire, step dopo step. Si devono mettere dei mattoni saldi alla base, mattoni che non ci sono. Poi è chiaro che la speranza è che la Lazio possa tornare a lottare per altre posizioni, quelle che le competono.

Sono curioso di vedere come Sarri gestirà questa situazione anomala del doppio confronto ravvicinato con l’Inter. Io credo che gestisca tutto come sempre, ossia facendo giocare chi è in condizione.

Ho paura che Taylor rimanendo fuori perda i giri. Bisogna davvero avere il controllo della situazione vivendo lo spogliatoio, conoscendo bene i calciatori. Davanti mi aspetto ancora Maldini.

Ballottaggio Cancellieri-Isaksen? In finale, stando alle ultime settimane, credo metterà Cancellieri, soprattutto per tagliare in mezzo. Poi Isaksen può dare una mano a gara in corso.

Come atteggiamento vedremo un copia e incolla di mercoledì”.

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RASSEGNA STAMPA

La lunga settimana della Lazio: contestazione e sold out, tre stadio Olimpico diversi fino al derby

Tre partite, una settimana, lo stesso stadio. Ma l’Olimpico che accompagnerà Lazio-Inter (campionato), la finale di Coppa Italia e il derby sarà ogni volta diverso. Non per struttura, ma per anima.

I tre match e le risposte

Si parte domani con la sfida ai nerazzurri in Serie A, antipasto di lusso ma con un’atmosfera surreale. Circa 16.000 i biglietti venduti, uno stadio ben lontano dalle grandi occasioni. Non è una questione di scarso interesse, ma di posizione. I gruppi organizzati della Lazio non entreranno per proseguire la contestazione nei confronti del presidente Lotito. E a loro si uniranno, in segno di solidarietà, anche gli ultras dell’Inter, storicamente gemellati con la tifoseria biancoceleste. Quattro giorni dopo, però, cambierà tutto. Ancora Lazio-Inter, ma questa volta con un trofeo in palio. La finale di Coppa Italia riporterà l’Olimpico al centro del calcio italiano, nella sua versione più piena, più calda, più vera. I biglietti sono stati polverizzati, il sold-out è totale. Sarà l’unica notte di questo finale di stagione in cui i tifosi della Lazio torneranno allo stadio, mantenendo la promessa fatta alla squadra e al mister. Un’eccezione alla protesta, un ritorno carico di significato. E poi, il derby. Formalmente in trasferta, ma sempre all’Olimpico. Storicamente la partita più sentita, quella che divide la città e accende ogni angolo della Capitale. Ma anche qui il contesto sarà particolare. I tifosi della Lazio non ci saranno, riprendendo nella loro linea di assenza. La Curva Nord non offrirà il solito spettacolo da esportazione con le sue coreografie, nell’impianto sarà presente la sola versione giallorossa. Sarà un derby monco, privo di quella contrapposizione che lo ha sempre reso unico.

Tre partite, tre scenari. Un Olimpico prima vuoto, poi pieno, infine sbilanciato. È questo il paradosso di una settimana che dovrebbe esaltare la passione del tifo biancoceleste e che invece ne racconterà tutte le difficoltà vissute in questa stagione. Corriere dello Sport

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Lazio, Marusic insegue Lulic e Negro: riparte dell’Inter, sua “bestia nera”

Solo de Roon, Lautaro e Cristante vantano più gare con la stessa maglia.

Marusic ha festeggiato lunedì le 350 apparizioni con la Lazio e avvicinato Lulic (371) e Negro (378) nella classifica dei più presenti di sempre, ai piedi del podio di Wilson (396), Favalli (401) e Radu (427). Ben 156 sono dell’era Sarri, cruciale per la permanenza del montenegrino e per la deroga ai rinnovi congelati da un anno: il prolungamento di gennaio fino al 2028 (con opzione 2029) ha reso il classe ’92 l’unica pedina salda di una difesa che a giugno saluterà Hysaj e ha tutti i veterani (Patric, Romagnoli, Gila, Gigot, Provedel, Lazzari e Pellegrini) in scadenza tra un anno. Adam, evidenzia Il Messaggero, debuttò vincendo la Supercoppa ad agosto 2017 (2-3 alla Juve). Da quel giorno solo de Roon (405), Lautaro (372) e Cristante (360) vantano più gare con la stessa maglia. Ora intende chiudere il cerchio con la bestia nera Inter (4 vittorie in 17 incroci) per esorcizzare la macchia del recente 0-6, quando gli infortuni di Romagnoli, Gila e Gigot lo costrinsero a sfigurare da centrale, con evidenti colpe sui gol di Dimarco, Carlos Augusto e Thuram.

Dopo il record di reti con Baroni (4), ha ritrovato, si legge, con Genoa (al Taty) e Milan (a Isaksen), un assist che in A mancava dal febbraio 2023. Trasformista consolidato, un anno fa al Meazza diede il la all’1-1 di Pedro per poi farsi beffare dallo spauracchio Dumfries (2-1). In cerca di riscatto, vuole riprendersi lo scettro di più impiegato in rosa, di recente passato a Romagnoli. Senza di lui Gosens (Fiorentina) e Bayo (Udinese) hanno colpito Sarri saltando sulle spalle di Lazzari, sfruttandone i limiti strutturali. Mau ha bisogno della fisicità del suo fedelissimo e sabato non lo spremerà a lungo.