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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Martini: “La Lazio del 1974 metteva i tifosi al primo posto. I calciatori oggi dovrebbero acculturarsi perché…” – (AUDIO)

Il Campione d’Italia Gigi Martini è intervenuto oggi pomeriggio a Radiosei per parlare del momento vissuto dalla Lazio e dai suoi tifosi, soffermandosi anche su quanto sta avvenendo a livello politico e sociale nel mondo.

“Il Poeta è un soprannome che mi ha dato Oddi. Mi piace scrivere grazie al professore di italiano che era scarso a giocare. però io portavo il pallone e lui giocava sempre… Mi dicevano “visto che non sai scrivere, scrivi ciò che pensi…”.

“Noi del 1974 eravamo una squadra fatta di uomini liberi, anche troppo perché un po’ di disciplina ci vuole. Noi facevamo errori, ma da uomini liberi eravamo affascinanti. Noi da uomini liberi avevamo messo al primo posto i tifosi perché con loro potevamo vincere ovunque”.

“Il calcio è dei tifosi, bisogna che lo capiamo tutti. Tornando al 1974, chi sdrammatizzava per dare un po’ di equilibrio era in primis Pulici. Anche Wilson lavorava in tal senso, ma se vedeva che se lo imponeva…”.

“Gli Anni Settanta? Sentivo che qualcosa stava cambiando e lo ritenevo pericoloso per la gioventù di allora. Ritenevo inutile fare i saluti romani. Ero contro ogni forma di violenza, fisica e verbale. Penso a Giorgio che la sentiva. Chinaglia disse che votava Almirante e all’epoca le BR cercavano chi faceva queste dichiarazioni… Noi di politica nello spogliatoio parlavamo più di quanto si possa pensare”.

“Oggi i calciatori farebbero bene ad acculturarsi perché abbiamo una guerra alle porte. Noi li vediamo nei film, sono seriamente preoccupato dalle provocazioni russe e dalle risposte USA con la cattura di Maduro. Viviamo un momento particolare, si stanno armando tutti in Europa”.

“Il momento Lazio è molto complicato. La società mi sembra abbia i maggiori problemi. I tifosi devono restare attaccati ai calciatori e al tecnico…”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Lazio-Como, coefficiente di difficoltà 8. Le parole di Lotito? Senza modo e tatto” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Siamo stati due anni a Firenze con Iachini, ai tempi del Covid, anni complicati e mi dispiace molto per la scomparsa di Commisso, persona straordinaria che ha speso tanto e che voleva togliersi delle soddisfazioni; purtroppo non c’ riuscito. Faccio le condoglianze alla famiglia.

Le parole del presidente Lotito? Credo che non ci sia tanto da dire, non penso Sarri sia rimasto indifferente, infatti Fabiani ha cercato di stemperare la situazione. Lotito non ha avuto il modo e il tatto di rivolgersi all’allenatore. Io penso che il tecnico debba allenare e la società deve aiutarlo, se può, o suoi nomi o sulle caratteristiche per metterlo nelle migliori condizioni per farlo rendere. Credo che queste uscite possano aver intaccato i rapporti.

Quello che trapela è che la società sia piccata, ma dovrebbe confrontarsi maggiormente con l’allenatore prima di andare in conferenza o prima di andare sul mercato, per evitare situazioni che poi possono dare vita a interpretazioni.

L’eventuale post-Sarri? A me piace Italiano.

Queste schermaglie nel periodo di mercato ci possono stare, ma qui il livello si è alzato un po’ troppo. Fabiani, uomo di grandissima esperienza, vive Formello tutto il giorno quindi credo si possa incontrare spesso con Sarri per un confronto, senza andare in conferenza stampa a parlare in quel modo.

Lazio-Como? Coefficiente di difficoltà 8. Il Como l’ho visto spesso giocare, squadra giovane, grande palleggio, cercano l’ampiezza. Squadra dotata di tanta tecnica. Già prima dicevo che non la consideravo una neo promossa ma una rosa che lotterà per le coppe”.

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CALCIOMERCATO

Pazienza finita per Romagnoli, l’ag.: “Non vedo un lungo futuro alla Lazio, ci guardiamo intorno”

Enzo #Raiola a FantaMercato su RaiSport sul futuro di #Romagnoli: “Oggi è un giocatore della #Lazio. In questi anni non abbiamo avuto più contatti col club per sapere se poteva chiudere la carriera lì. Oggi non vedo un futuro lungo per Alessio alla Lazio e ci guardiamo intorno”. Frizioni datate, promesse economiche non mantenute e scadenza del contratto sempre più vicina (2027): i timori di Sarri concreti, l’agente conferma. Sullo sfondo anche l’interesse dell’Al Saad dal Qatar.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “C’è la volontà, ma non la necessità di comprare. Qui comando io non i dipendenti. Belahyane? Non abbiamo il sostituto”

Dopo Ratkov e Taylor in conferenza stampa si è intrattenuto anche il presidente Lotito:

“Il mercato chiude il 31 gennaio, noi non dobbiamo per forza comprare come se andassimo al supermercato. Sono valutazioni tecniche, economiche e caratteriali sui calciatori, dovesse servire interverremo. Noi abbiamo anche tanti esuberi, se il mercato l’avessimo fatto in estate ci sarebbero state diverse situazioni. Per fortuna il ds aveva allestito una squadra competitive, le altre ci chiedono i calciatori, sul mercato la rosa ha riscontri internazionali. Non poniamo limiti alla provvidenza, noi partiamo da una posizione in classifica di un certo tipo, oltre al blocco del mercato ci sono stati infortuni e squalifiche non preventivabili che hanno condizionato i risultati delle partite. Vogliamo dare il massimo, poi dipende pure dalle altre squadre. Lavoreremo per riportare la Lazio in alto, per tanti anni siamo stati in Europa League, quest’anno è stato il primo che non ha potuto partecipare. Parlo di Champions ed Europa League, la Conference con tutto il rispetto la decliniamo. Noi non facciamo la collezione delle figurine Panini, ma valutiamo bene i giocatori. Avete visto le risposte dei nuovi arrivati? Dovete valutare anche le risposte.”

“A centrocampo abbiamo Cataldi, Vecino, Rovella, Dele, Taylor, Belahyane… se giocano o non giocano è un altro discorso. Poi possono non piacere dal punto di vista tecnico. La squadra la fa la società. L’allenatore dà indicazioni che servono, noi poi scegliamo i giocatori. Pensate con il blocco di mercato cosa avrebbero fatto tante altre società.”

“A casa mia comando io, gli altri sono dipendenti. Non decidono gli altri, è la prima cosa, altrimenti è la baraonda. A me non interessano le battute e le parole, io parlo di fatti. Noi non abbiamo nascosto a nessuno del mercato chiuso. C’è stato un abuso, la società non aveva problemi, ci hanno creato un danno di 90 milioni, noi il Taty lo avevamo venduto a 45. Avete visto l’atteggiamento suo sul campo? Quando abbiamo scelto l’allenatore, sapeva qual’era la rosa..no? Poi il gioco può andare bene o no, ma a livello tecnico questa rosa vale, sennò non ce l’avrebbero chiesti no? Non funziona così. Se ho un problema tecnico, cerchiamo di cambiarli. Non c’è una questione tecnica. Belahyane ce l’hanno chiesto 2-3 società, non lo diamo perché non ci sono sostituti. Quando la Lazio va su un calciatore si scatena la guerra, perché abbiamo capacità e provano a crearci problemi. Io non prego nessuno, solo la domenica in chiesa. Qui vengono pagati e devono venire contenti, orgogliosi di essere alla Lazio. Se uno non vuole venire, non viene per forza. Raspadori non è Maradona! Nemmeno alla Roma è andato, vediamo cosa farà. Se tu sei un bravo allenatore devi formare i calciatori, sennò sono chiacchiere da bar. Gli allenatore non fa la scouting, Sarri non è uno sprovveduto, non posso pensare che non conosca uno dell’Ajax o del Salisburgo, non di una squadra africana che non conosce nessuno.”

“Se nel 2014 non è stata realizzata è perché ci sono stati problemi dal punto di vista tecnico. Ora siamo nella fase definitiva, spero nel giro di un mese al massimo di poter completare i lavori. Ci sono tanti passaggi. Gli uomini amministrativi non sono così veloci come il nostro attaccante. Sono previsti 7 campi, tre a 11, due a 8 e a 5. Prevista una scuola, uno studentato, una foresteria e una chiesa. Stanno facendo per perfezionamenti sul progetto”.

“C’è la volontà, non necessità. La società ha il mercato aperto 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Chiuderà il mercato il 31 gennaio… il 2 febbraio (viene corretto, ndr.). Abbiamo interesse ad accrescere il valore della rosa, in sintonia con le caratteristiche che ci vengono richieste dal tecnico. Per altri allenatori la rosa è competitiva. Stiamo facendo delle scelte, stiamo cercando dei giocatori.”

“Perché ci dobbiamo fasciare la testa prima di rompercela. Quando c’era Sarri… lui non gradisce la Conference, lo condivido. Secondo me crea solo danni a un club che è strutturato. Non porta valore aggiunto. Uno rinuncia nei comportamenti, non si può rinunciare. Questo mestiere lo facevo a un altro livello, soprattutto nella politica. L’aspetto cronologico è importante. Prima chi faceva il giornalista era sottoposto a dei comportamenti che ora non esistono più. Ora scrivere notizie e la smentita sta a chi la subisce. Il capo-redattore, non il direttore, ti bloccava il testo e ti chiedeva la controprova sulla notizia. Oggi voi sentite una chiacchiera, fate una battuta e gli date l’interpretazione vostra. L’Europa è composta da tre competizioni. Noi non aspiriamo alla Conference, non costruite ragionamenti. La Supercoppa in Arabia pure, l’ha vista come un impiccio. Sarri non ci si è prodigato. Ognuno fa le prove valutazioni. La Lazio è una società che sa quello che fa, ha una situazione economica importante, che forse altre squadre non hanno. Noi ci muoviamo in silenzio, facciamo quello che dobbiamo fare. Siamo concentrati su Academy, stadio e la quotazione al Nasdaq, che è stato molto apprezzato nell’ambiente americano. Riteniamo che questo possa far fare un grande salto al club, per noi è molto importante. Noi non siamo nati oggi, ma nel 1900. Per tutelare quella storia io mi sono caricato 550 milioni di debiti. Il resto sono tutte chiacchiere. Altri club hanno preferito ripartire da zero, noi abbiamo la matricola originale. Questo è un sacrificio per cui ancora ci lecchiamo le ferite, io ancora sto pagando i debiti, finiranno nel 2027 e non sono stati creati da me. I 550 milioni erano soldi importanti, voi non sapete nemmeno come si scrivono. Finalmente a novembre del 2027 sarà finita tutta questa storia, la Lazio recupererà 30 milioni di cassa, così possiamo fare ulteriori investimenti. Ringrazio i miei predecessori, avete visto che ho chiamato Cragnotti? Grazie a lui la Lazio ha proseguito nel cammino. La Lazio è una società strutturata, non fa le collette. Ha un centro sportivo, ecc. Tutto questo senza fare debiti, questo è tuto pagato, non ci sono debiti o leasing. La Lazio ha un patrimonio immobiliare di circa 300 milioni.”

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DICHIARAZIONI

Lazio-Como, Rovella: “Vogliamo riscattare l’andata. Entro due settimane sarò al 100%, deve essere il mio anno”

Il centrocampista biancoceleste Nicolò Rovella ha presentato Lazio-Como nel consueto match program pre-gara. Queste le sue parole:

Arriva il Como: che Lazio troverà rispetto a quella della prima giornata?

“Una Lazio diversa e in fiducia dopo la vittoria di Verona. Vogliamo riscattare la partita di andata, dove ci siamo fatti trovare impreparati per una serie di motivi, compreso il fatto che fosse la prima giornata. Giochiamo in casa davanti ai nostri tifosi e per questo dobbiamo vincere per dare continuità al successo di domenica scorsa”.

Qual è stato il momento più duro degli ultimi mesi?

“E’ stato un periodo difficilissimo, quando non puoi fare quello che ami è sempre dura. Ho avuto la fortuna di avere accanto la mia famiglia ma rimanere fuori quasi quattro mesi è comunque complicato. Non vedevo l’ora di rimettermi la maglia della Lazio”.

Come ti senti adesso?

“Essendo rimasto fuori per diversi mesi, la forma non è al massimo. Ho ripreso a lavorare con la squadra da una settimana, come ha detto anche il mister servirà ancora un po di tempo però credo che in quindici giorni sarò vicino al 100% della condizione”.

Nelle difficoltà però c’è stata la nascita di tua figlia Venere: quanto è stata surreale, oltre che indimenticabile, proprio la notte prima di Como-Lazio?

“Una notte pazza! Eravamo appena arrivati a Milano e sono dovuto tornare subito a Roma per ripartire la mattina successiva, dopo aver trascorso tutta la notte in ospedale. Sono cose che non si dimenticano: ho provato un’emozione incredibile. Mi impressiona il fatto che siano passati già cinque mesi e che ora ci sia nuovamente il Como”.

Lazio e Nazionale: il 2026 può essere l’anno di Nicolò Rovella?

“Deve esserlo. Avevo iniziato bene la stagione, poi purtroppo questo infortunio mi ha rallentato. Ora so di dover lavorare tanto, in questi mesi ho parlato spesso anche con il c.t. Gattuso, che mi è stato molto vicino prima e dopo l’operazione. Questo mi ha dato ancora più carica per recuperare e provare a essere a disposizione della Nazionale per i playoff e, speriamo, anche per il Mondiale”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, il Como potrebbe inserirsi per Tavares: la situazione

Il portoghese è ai saluti: la sua esperienza alla Lazio potrebbe concludersi già a gennaio.

Dopo i primi mesi in biancoceelste ad alto livello, Nuno Tavares è finito ai margini del progetto Lazio. Con Sarri quest’anno ha ritrovato la titolarità, venuta poi meno nelle ultime settimane. Ora, stando a quanto riporta Gianluca Di Marzio, il Como potrebbe inserirsi per Nuno Tavares: sul terzino sinistro c’è anche il Besiktas, ormai da tempo sulle sue tracce. Il Como, si legge, potrebbe cercare un rinforzo sulla fascia sinistra in questa sessione invernale di calciomercato e quindi la squadra di Fabregas potrebbe inserirsi per Nuno Tavares, in uscita dalla Lazio. I biancocelesti nel mentre hanno virtualmente chiuso per Pedraza a giugno, ma un’uscita del terzino sinistro portoghese porterebbe la Lazio ad anticipare l’arrivo dell’esterno mancino del Villareal.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, incassi e risparmi: Kamenovic e Diego Gonzalez salutano. Attesa per la cessione di Muriqi

Tra prestiti e vecchie cessioni la Lazio potrebbe incassare: la situazione.

Per le operazioni del presente la Lazio guarda anche al passato. Come riporta il Corriere dello Sport, Marcos Antonio sarà riscattato dal San Paolo al primo punto conquistato nel 2026 ed entreranno 4,2 milioni nelle casse della Lazio, bilancio 2025-26. Il brasiliano è nel mirino del Flamengo, sarebbe il San Paolo a cederlo, avendo la proprietà del cartellino.

Kamenovic, si legge, si è liberato, era in scadenza a giugno, ha firmato con il Lokomotiv Zagabria. L’Atlas ha riscattato Diego Gonzalez, ex Primavera, versando 1,2 milioni. In ballo, conclude il quotidiano, c’è la cessione di Muriqi, può tornare al Fenerbahçe per 15 milioni, questo scrivevano ieri i media turchi. Alla Lazio spetterebbe il 45% della rivendita, un discreto incasso. «La cessione definitiva prevede un corrispettivo di 7,7 milioni da versarsi in tre annualità. Premi, per un massimo di 1,5 milioni, saranno corrisposti alla S.S. Lazio al verificarsi di condizioni sportive concordate», si legge nel comunicato che era stato pubblicato dalla Lazio dopo la cessione del centravanti in Spagna. Muriqi, 31 anni, gioca ancora nel Maiorca. Le ultime settimane di mercato serviranno alla società per avere un quadro delle operazioni che si sono chiuse e che riguardano i giocatori rimasti sotto contratto. Possono fruttare milioni da reinvestire subito o a giugno.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, cercasi mezzala: attesa Mendoza, sullo sfondo Samardzic e Fabbian con l’opzione Mister X

Urge un’altra mezzala, la Lazio studia le mosse per portare un centrocampista a Sarri.

Uscite da concretizzare e entrare da valutare, almeno per un altro paio di settimane. Dopo i colpi di inizio gennaio, c’è stallo in casa Lazio ma la priorità resta la mezzala da portare a Formello. Stando a quanto riporta Il Messaggero, Fabiani rimane strategicamente in attesa e aspetta di incassare altri soldi per il secondo colpo a centrocampo. Piace il 20enne Rogrigo Mendoza, ai margini dell’Elche, che chiede comunque 20-25 milioni. Rimangono sullo
sfondo Samardzic (anche se servirebbe un mediano più difensivo) e Fabbian oppure per un Mister X, un’occasione di fine mercato.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, capitolo cessioni: Bournemouth su Mandas. Tavares-Besiktas? Dia e Isaksen in bilico

Entrate ma anche uscite: le ultime in casa Lazio.

La priorità è un’altra mezzala ma potrebbero anche esserci ulteriori cessioni. Come riporta il Corriere dello Sport, Cancellieri era in ballo per il Brentford, il club però si è tirato indietro; intanto la Lazio aspetterebbe offerte per Dia e Isaksen. Il primo potrebbe avere mercato in Premier, tornerà dopo la finale di Coppa d’Africa in programma domani. E’ da riscattare dalla Salernitana per
11,3 milioni a giugno, la Lazio vorrebbe venderlo a 18. Isaksen è valutato 20 milioni. Se arrivassero soldi dagli attaccanti si punterebbe ad un colpo.

Mandas, si legge, spinge per partire, la Lazio frena. Il portiere greco si sente chiuso, la società vuole la cessione a titolo definitivo. Possono arrivare offerte in prestito oneroso più opzione di riscatto. Lo cercano Wolverhampton e Bournemouth. Serdar Adali, presidente del Besiktas, 24 ore fa dava per chiuso l’arrivo di Tavares: «L’operazione resta ben avviata e non dà segnali di rottura, anche se il club ha già pronto un piano alternativo». Tavares ha detto no ieri. Preferisce l’Al-Itthiad. I turchi offrivano alla Lazio due milioni di
prestito più 8 di riscatto.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “Con Sarri non c’è frattura. Toth? L’abbiamo trattato”. Poi su Raspadori

Le parole del DS della Lazio Angelo Mariano Fabiani nel corso della conferenza stampa di presentazione di Kenneth Taylor e Petar Ratkov:

Sarri è la nostra guida. è stata una nostra scelta riportare Sarri e guai a chi ce lo tocca. Ancora non abbiamo capito le motivazioni per cui è andato via Baroni. Se Sarri fa una battuta, volete che lui non conosca i calciatori? Togliamoci dalla testa che ci siamo questa diatriba tra noi. Andiamo di comune accordo.

Oggi Sarri rappresenta il nostro condottiero, apprezzato dai tifosi è un motivo di orgoglio. la società con Sarri si è comportata benissimo. C’è sintonia tra società e allenatori, poi si entra in un contesto di battute, ma non vuole dire che non ci sia armonia. Al di la di quello che si dice: c’è piena sintonia tra noi. Io giudico quello che è accaduto fino ad oggi. Non c’è frattura tra società e allenatore. Prendiamo il caso di Raspadori, con Tullio Tinti abbiamo parlato del calciatore, Sarri ha parlato con lui, non è un nostro problema se è andato all’Atalanta. possiamo fare calcio anche senza Raspadori.

Toth? Sconosciuto a tutti quanti. Improvvisamente è un giocatore da Chelsea. Lo abbiamo trattato, ma vi dirò che presenterò una denuncia presso la Repubblica e la FIGC per fatti strani nella trattativa di Taylor. Non faccio parte di gruppi e gruppetti. Su di lui c’è stato qualcosa di molto grave. Depositerò una denuncia. È ora di farla finita quando si inseriscono una marea di personaggi. Non sono ricattabile. Fino a quando avrò fiducia della famiglia Lotito io non sarò ricattabile. Questi signori qui alla Lazio non passano. Alla firma di Taylor mi sono sentito orgoglioso di rappresentare la famiglia Lazio. Ho messaggi, dichiarazioni. Basta sperperare. Siamo tutti calmi. Ad oggi per noi Sarri è il nostro allenatore e guai a chi ce lo tocca. Qualcosa bisogna farla passare. Non significa che non siamo affezionati a Sarri”.