Scontata la squalifica, col Como torna il capitano biancoceleste.
La sua importanza per la Lazio è nota, anche la versione meno ispirata del capitano (non segna dall’11 novembre contro il Cagliari) è comunque vitale per la squadra. Il numero 10 rientra dal turno di stop imposto dal Giudice Sportivo per sfidare una vera e propria bestia nera: lo scorso anno, evidenzia Il Messaggero, saltò il Como prima per gastroenterite, poi per squalifica, ad agosto fu un fantasma nel 2-0 sul lago. Nessun calciatore delle prime 15 leghe europee (254 club) subisce più falli né fa ammonire più rivali di Mattia, fantasista a tutto campo. Senza di lui la squadra è stata bloccata da Torino e Cremonese per poi vincere a fatica (su autogol) a Verona.
Il classe ’95, si legge, vuol dare una sterzata ad un campionato fin qui opaco condito (come nel 2023/24) da tre reti, ininfluenti e in vittorie larghe. La sola giocata da punti è il rigore del 2-2 procurato con la Fiorentina, oltre al gol che ha eliminato il Milan dalla Coppa Italia, il 2° di testa in carriera dopo quello con l’Empoli, sempre su assist di Tavares. Un anno fa con Baroni aveva colpito cinque volte (e al 21° turno avrebbe messo a referto gol e assist) beneficiando di una catena mancina propositiva e avvolgente, oggi orfana del terzino portoghese, in ombra e in uscita. Nell’annata del 2° posto vantava già otto segnature e quattro assist, preludio alla doppia cifra di sigilli e passaggi vincenti. Oggi Sarri chiede all’ex Hellas di tornare determinante.
Il leader tecnico della rosa, conclude il quotidiano, sa di dover ricominciare a pungere in una stagione fin qui priva di grossi sussulti. Solo venti conclusioni, appena sette nello specchio, mai alla Lazio l’indice di pericolosità di Zaccagni è stato così basso e mai aveva giocato meno palloni sulla trequarti avversaria. Meno temibile del passato negli uno contro uno, i dribbling riusciti (19) sono la metà esatta del rivale odierno Paz, che all’andata stravinse il duello a distanza.