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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, attacco ancora da rifare, Cardone: “Pessimismo Taty, Felipe punta, Immobile per la Supercoppa” (AUDIO)

Problema agli adduttori per il Taty, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Sono rimasto male alla notizia dell’infortunio del Taty. Non ci voleva. Ha un problema agli adduttori accusato a inizio derby, dopo appena 10 minuti. Oggi farà una risonanza magnetica e sento pessimismo. Se l’esito sarà positivo, potrà recuperare per la Supercoppa. Se dovesse andare male, temo debba rimanere fermo per un po’. Immobile sta riprendendo, ma fa ancora lavoro personalizzato. Anche perché dal punto di vista atletico avrà al massimo qualche decina di minuti sulle gambe. Lo stanno recuperando per la Supercoppa. Per me col Lecce è out 100%.

La sconfitta per la Roma è stata molto pesante. Loro sono sotto ipnosi da Mourinho da due anni e mezzo, ma piano piano si stanno risvegliando. Negli ultimi 9 tempi dei derby (4 derby e mezzo), hanno fatto 8 tiri in porta complessivi. Questo dato fa abbastanza impressione. Il derby di Roma sta diventando come Juve-Torino, in cui anche un pareggio dei granata diventa una chimera.

Allegri parla più della Coppa Italia che del campionato, quindi mi aspetto in semifinale una squadra estremamente agguerrita e sarà durissima. La vera svolta della Lazio non è stato il derby, ma Udine: i biancocelesti hanno giocato le due partite allo stesso modo, cioè con grande approccio fisico e mentale. In passato, la partita precedente il derby era vissuta col freno a mano tirato. Adesso qualcosa nello spogliatoio è cambiato. Il patto tra Lotito, Sarri e Fabiani ha compattato il gruppo”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Ero certo del tipo di derby della Lazio. Vecino, Cataldi e Romagnoli decisivi” (AUDIO)

A lavoro durante il derby, ma… ANDREA PRANDI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Durante il derby ero a lavoro, ma ho avuto la fortuna che alcuni colleghi mi hanno dato una mano per permettermi di vederne più possibile. Certo, non è come vederlo allo stadio, però la gioia è stata grande.

La Lazio per l’ennesima volta in epoca Sarri ha annichilito la Roma non permettendole di tirare mai in porta. Nonostante i 4 attaccanti, i giallorossi finiscono con un tiro nello specchio.

La Lazio sembra in grande crescita e speriamo che sia così fino in fondo perché adesso inizia il periodo di partite fondamentali.

La Lazio dei derby mi inorgoglisce e ora lo posso dire: ero certo e credetemi sulla parola che che la Lzio avrebbe fatto questo tipo di derby e che mettendo in campo Romagnoli, Cataldi e Vecino sarebbe stata brutta sporca e cattiva. Brutta non lo è stata se non un poco nel primo tempo, ma sporca e cattiva certamente sì.

Sarri sa preparare molto bene le partite secche, è un maestro. Meno efficace sulle lunghe stagioni, ma certamente un maestro nelle coppe. Vedremo cosa succederà da qua al derby di ritorno, ma negli ambienti si parla anche di ipotesi esonero Mourinho”.

Alessio Buzzanca

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ARBITRI

Lazio-Lecce, la designazione arbitrale è una sorpresa

Prima assoluta per Lazio-Lecce: l’AIA infatti ha designato per la prima volta una donna a dirigere un match della Lazio e si tratta di Maria Sole Ferrieri Caputi.

Per il fischietto di Livorno sono cinque i match arbitrati in questa stagione in A, l’ultimo dei quali lo scorso turno di campionato tra Frosinone e Monza finito 2-3 dove ha concesso un rigore e comminato il suo primo rosso diretto in A.

La Caputi ha già arbitrato il Lecce in carriera: era la seconda del campionato attuale e i salentini pareggiarono 2-2 a Firenze.

Di seguito la designazione arbitrale integrale di Lazio-Lecce, ventesima giornata di Serie A in programma domenica alle 12:30 all’Olimpico:

FERRIERI CAPUTI

BINDONI – TEGONI

IV:      COLOMBO

VAR:     CHIFFI

AVAR:     DI PAOLO

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La Lazio è tornata squadra anche nelle difficoltà. Derby? Zac si, Isaksen forse, Luis può andare in panchina” (AUDIO)

La conferma della Lazio, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La cosa più confortante in assoluto della vittoria di Udine è la conferma di una squadra che è tornata tale nel modo di giocare e reagire alle difficoltà. Era accaduto anche il calcio di rigore di Soulè con il Frosinone. Questa è la cosa più importante, così come le dichiarazioni di Sarri che ha sottolineato come ci sia una positività diversa all’interno dello spogliatoio. La rete di Vecino è l’emblema della voglia di vincere la partita, anche se magari centra poco con il sarrismo. Sono segnali molto importanti per il momento e per la classifica che ora vede la Lazio vicina al quarto posto.

Per quanto riguarda le condizioni della squadra in ottica derby, si tratta di contusioni sia per Zaccagni che per Isaksen. Il primo contro la Roma ci sarà, per il danese sono previsti ulteriori valutazioni anche se mi sembra strano si tratti solamente di una contusione. Se verranno confermate le indicazioni provenienti dallo staff medico, entrambi dovrebbero recuperare. Luis Alberto oggi farà un controllo, sta meglio rispetto ad Immobile che invece farà esami domani. Lo spagnolo coltiva delle speranze di andare in panchina mercoledì. Sarebbe comunque un segnale significativo averlo insieme a Kamada tra i disponibili con Vecino in campo dal primo minuto”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Lazio migliorata, Guendouzi sarebbe perfetto. Per il quarto posto però…”

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Lazio migliorata, Guendouzi sarebbe perfetto. Per il quarto posto però…”

“Lazio migliorata, Guendouzi sarebbe perfetto. Per il quarto posto però…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Il campionato è lungo, bisogna avere fiducia. La Lazio si è mossa bene sul mercato, non sono stati presi giocatori a caso. Accetterei molto volentieri l’arrivo di altri giocatori. Mi sembra che tutte le componenti nella Lazio siano soddisfatte delle scelte. Isaksen mi da l’idea di essere il giocatore in procinto di rubare il posto ad un esterno titolare. Rovella dovrà lavorare tanto, il play per Sarri deve integrarsi molto bene, ma la rosa in generale è stata assortita bene. Guendouzi sarebbe la ciliegina, centrocampista totale che mi è sempre piaciuto. Può fare play e mezzala, sostanza e grande personalità in mezzo al campo. Castellanos l’ho visto solo nel famoso match contro il Real. Mi dicono che è forte, che sa giocare a calcio insomma. Bisogna vedere come reggerà la pressione di una maglia pesante, ma a livello di qualità me ne parlano tutti molto bene. Paragone con le altre? La Lazio si è rinforzata, come Atalanta, Milan e Roma. Indietro Napoli e Inter, che erano superiori la scorsa stagione. Milan mercato importante e giovane, Napoli ha perso punti fermi come l’Inter. La Lazio deve ripetere la stagione e sperare in uno stop di qualche concorrente. Non so se con 74 punti si arriverà al quarto posto. Al solito, insieme a Roma e Atalanta, bisogna fare qualcosa in più del normale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Ci sono cose interne alla Lazio che vanno sistemate. Non vorrei stia serpeggiando un pensiero…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Cose da sistemare”

“Il titolo di oggi è tra mercato e bufere. Dopo quanto accaduto a Lecce, ovviamente, la situazione non può essere la migliore. Lotito è impegnato su entrambi i fronti, anche ieri con Fabiani ha cercato di capire cosa sia accaduto nel secondo tempo a ‘Via del Mare’. La doppia pista francese, Lloris e Guendouzi, è assolutamente in primo piano, malgrado ci siano anche delle piste alternative.

Le cessioni sono un fattore, credo per esempio che Marcos Antonio uscirà, ma nel caso questo non accadesse è possibile che venga messo fuori dalla lista dei 25 da consegnare alla Lega. Può variare fino all’ultima consegna di fine mercato, però è chiaro che dei ragionamenti di mercato vengono fatti anche tenendo in considerazione quel fronte. C’è un nuovo fronte che si sta aprendo per Basic in un altro campionato, vediamo se il ragazzo sarà predisposto ad accettare. La trattativa aperta con il Marsiglia per Guendouzi è un segnale importante, c’è la volontà di trovare soluzioni.

Ora il gruppo deve dimostrare di aver capito la lezione di Lecce battendo subito il Genoa. Ci sono delle cose, degli atteggiamenti e delle situazioni che ora all’interno della squadra devono essere risolte. La questione, per fare un esempio, Luis Alberto degli strascichi li ha lasciati. Spero che Sarri riesca a trasmettere un concetto chiaro. Non vorrei che nella squadra stesse serpeggiando un pensiero che meglio della scorsa stagione non può essere fatto. Sarebbe l’aspetto mentale peggiore e anche il tecnico deve essere attento a non far passare questo messaggio. Area tecnica e società devono essere convinti di poter ripetere una stagione da Champions. Il miglioramento può essere già restare in queste posizioni e per riuscirci devi essere convinto di poterlo fare. Deve essere questo il grande stimolo e certamente non l’alibi”.

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RASSEGNA STAMPA

Colloquio Sarri-Fabiani: primi confronti ed il timore di una squadra appagata

Il neo DS e il tecnico a confronto

Come riportato dal Corriere dello sport di oggi, è andato in scena un confronto tra il neo DS della Lazio e il tecnico a valle della sconfitta di Lecce. Ecco il testo dell’articolo:

Superficialità, atteggiamento, fase difensiva ridicola e secondo tempo inaccettabile, senza spiegazioni: i capi d’accusa di Sarri, un’autentica requisitoria durante le interviste in tv e nella conferenza stampa al Via del Mare, erano appena stati enunciati all’interno dello spogliatoio. La squadra ha ascoltato Mau, spiazzato (o forse non troppo) dalla notte di Lecce. Era nervoso sabato a Formello, preoccupato dalla trasferta in Salento, dal caldo opprimente, dalla sensazione di aver assistito all’allenamento più complicato della carriera (parole sue) e forse dalla consapevolezza di essere arrivato al 20 agosto come se fosse ancora il 15 luglio, con quattro o cinque acquisti da inserire, giocatori senza preparazione atletica sufficiente e altri con problemi fisici. La condizione peggiore per rispondere subito alle pressioni del risultato, alle aspettative superiori, moltiplicate dalla Champions.

Così Mau ha parlato con pacatezza. La Lazio è consapevole del danno consumato a Lecce. C’è un vantaggio: siamo alla prima di campionato, a volte certi schiaffoni possono essere salutari, servono a svegliarsi subito. L’anno scorso, più o meno nello stesso modo, la Lazio è andata sotto al Via del Mare dopo la sosta invernale e alla fine si è piazzata seconda. Sarri non ha strigliato la squadra biancoceleste, ha cercato di responsabilizzarla. C’è una convinzione: se la Lazio ritrova l’antico spirito e lotta, può costruire il futuro e una bella stagione. Se dopo Champions e secondo posto tutti pretendono o si sentono arrivati, lo spogliatoio andrà incontro a mesi tormentati e poco divertenti. Ieri si è aggiunto il colloquio tra il tecnico e il ds Fabiani, appena ufficializzato e rientrato nella notte in macchina da Lecce. L’ex dirigente della Salernitana non è transitato dallo spogliatoio di Lecce, ma ieri era in campo per la ripresa a Formello. Un segnale tangibile di una nuova figura dirigenziale accanto alla squadra, come non era successo sinora. Lotito deve completare la rincorsa, ma i ritardi di programmazione si riflettono e si vedono sul campo se non ti presenti a dovere il 20 agosto.

Lazio in ritardo

Era la stessa Lazio del secondo posto senza Milinkovic e con qualche acciacco in più. Marusic paga l’intervento di ernia inguinale e il lungo stop. Hysaj si trascina un’infiammazione al tendine d’Achille. Pellegrini è entrato in corsa dopo oltre un mese da fuori rosa con la JuveLuis Alberto ha avuto diversi fastidi durante l’estate. Cataldi, dopo l’intervallo, era in evidente flessione. Felipe svagato. La Lazio è lenta, compassata, manca di contrasto: le sue caratteristiche si conoscono. La corsa, il pressing e l’intensità del Lecce erano stati letali anche a gennaio. Sono stati 90 minuti in bilico, non solo 45. Sarri poteva vincere 2-0 con tre tiri in porta e invece ha perso 1-2 prendendone due in meno di cento secondi a cinque minuti dalla fine. E’ il calcio, senza troppe analisi psicologiche.

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RASSEGNA STAMPA

Aspettando Kamada: i numeri di Lecce fanno ben sperare

Vuole migliorare sotto Maurizio Sarri, Daichi Kamada e lavora per farlo in tempi brevi. Come ripetuto sia da Sarri che da Immobile, ci vorrà tempo per tutti i nuovi acquisti per integrarsi negli schemi del tecnico biancoceleste, che spera di completare in poco tempo l’inserimento del giapponese, erede di Milinkovic.

Intanto i numeri di Kamada a Lecce lasciano ben sperare. Con 25 passaggi riusciti su 39 effettuati, il nuovo acquisto biancoceleste ha avuto una precisione nel servire i compagni dell’86% ed è stato anche il giocatore con velocità media più alta in campo per la Lazio, con ben 11,16 km/h. Infine, il samurai, è stato il secondo giocatore più pressato dal Lecce dopo Immobile, segno del come fosse temuto da D’Aversa ma anche nel fulcro delle azioni biancocelesti

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APPROFONDIMENTI

Lazio, riecco l’incubo rimonte

Il campionato biancoceleste si apre con una rimonta subita, facendo riaffiorare alla mente l’incubo dei punti persi da situazione di vantaggio. Un aspetto sul quale la Lazio ha dovuto spesso lavorare già nel primo e nel secondo anno della gestione Sarri. Serve archiviare e processare la sconfitta rapidamente già dal turno casalingo contro il Genoa, gara che fa da anteprima ad un doppio big match lontano dalle mura amiche contro Napoli e Juve. Nella passata stagione la Lazio ha perso 22 punti da situazione di vantaggio. Un aspetto su cui Sarri dovrà lavorare ancora per fare il salto in una stagione in cui i biancocelesti dovranno gestire il doppio impegno settimanale. La sfida di Lecce ha riacceso gli stessi campanelli d’allarme della passata stagione.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “A Lecce brutto segnale, ma anche Sarri ha delle responsabilità” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“L’amarezza per la sconfitta di ieri contro il Lecce è altissima. Ho visto una squadra poco disposta al sacrificio, è stato un segnale brutto dal punto di vista della mentalità. Le componenti sono molte, ma non voglio sentire parlare di una questione atletica o di adattamento dei nuovi, visto che ieri è praticamente scesa in campo la formazione dello scorso anno. Credo abbia responsabilità anche Sarri. Quando stai imbarcando acqua, se sei in difficoltà, è necessario anche intervenire dalla panchina con dei cambiamenti che possano permettere di invertire la rotta. Non credo sia una questione di presunzione, certo il secondo posto dello scorso anno potrebbe aver illuso qualcuno. Ieri è mancata cattiveria, scaltrezza, qualche pallone rinviato dall’area di rigore. Sembrava davvero di essere in balia di una squadra di Champions, in realtà il Lecce di ieri è poca roba con un nuovo tecnico. Non credo alle maledizioni, ma penso che bisogna crederci fino alla fine con fame e cattiveria. Ieri Sarri è stato onesto quando ha detto che la squadra salentina ha meritato in tutto il secondo tempo, ma quando si perde le sconfitte sono di tutti. Anche lui ha sbagliato nella gestione della partita, cambi compresi. Forse Kamada non andava tolto così presto, magari l’ingresso di Isaksen è stato affrettato”, conclude Prandi a Radiosei.

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