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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cochi: “Per il Flaminio serve un progetto presentato e protocollato. Fino a quel momento inutile parlare” (AUDIO)

ALESSANDRO COCHI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La battaglia del Flaminio affonda le radici nel passato e me ne sono occupato per anni. Se la struttura è ridotta in queste condizioni la colpa è stata prima del Coni e poi di Roma Capitale.

Non ho mai parlato delle caserme di Via Guido Reni, ma sull’area attorno allo stadio sicuramente si può fare una riflessione per avere una compensazione commerciale e non. Il Flaminio presenta due ordini di vincoli, ma si può lavorare su tutto. La necropoli ad esempio si può mettere sotto vetro com’è stato fatto anche in altre circostanze.

La cosa principale che serve affinché si facciano le opportune valutazioni è un progetto presentato e protocollato, cosa che finora la Lazio non ha fatto. Apprezzo che esponenti dell’attuale maggioranza in Comune abbiano espresso giudizi positivi sul progetto che loro hanno avuto modo di vedere, ma serve comunque qualcosa di più concreto”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Luis Alberto, prove di separazione: rifiutata prima offerta dal Qatar

Missione quasi impossibile accontentare Lotito e Luis Alberto, metterli d’accordo sul prezzo d’uscita. Coppia scoppiata di eterni duellanti, complici d’occasione, in otto anni non sono mai riusciti a chiudere la cessione del Mago per mancanza di offerte e/o di intese. Ci riprovano ora che la convivenza è diventata forzata, ma nessuno dei due è disposto a scendere a patti. Martedì a Formello il diesse Fabiani ha ricevuto i manager della You First, scuderia che rappresenta Luis. L’incontro è servito per rimettere in chiaro le rispettive posizioni. La Lazio aspetta offerte da 15 milioni, i margini di sconto sembrano ridotti. Lotito, vendendo il Mago, deve corrispondere il 25% dell’incasso al Liverpool, tende a tenere il prezzo più alto possibile. 

La You First nelle scorse settimane ha sempre smentito di aver ricevuto offerte per lo spagnolo. Negli ultimi giorni dei segnali dal Qatar sarebbero arrivati. L’offerta sarebbe vantaggiosa per il giocatore, da 8 milioni l’anno, meno per la Lazio, si attesterebbe sui 5 milioni. Ne mancherebbero 10 per accontentare Lotito e spingerlo a dare il via libera.

L’incontro di martedì è stato interlocutorio, ci saranno nuovi aggiornamenti. E’ il segnale di partenza, società e giocatore hanno iniziato le manovre per separarsi. Le intenzioni sono assodate, adesso serve una strategia che permetta alla Lazio e a Luis di raggiungere un doppio obiettivo: incasso a favore del club, destinazione gradita al giocatore. Il paradosso è che solo un anno fa sia la Lazio e sia Luis avevano ricevuto l’offerta giusta per raggiungere un accordo. A Lotito erano stati offerti 15 milioni da un imprecisato club, come destinatario fu indicato l’Al-Duhail di Doha. L’offerta fu rifiutata per reciproca volontà. E’ possibile che sia lo stesso club di cui si è parlato martedì.  Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Siamo passati a un calcio ormai industriale. Divieti sulle scommesse senza senso”

Anche Claudio Lotito, senatore e presidente della Lazio, ha partecipato oggi all’audizione sulle “Prospettive di riforma del calcio italiano”. Di seguito le sue principali dichiarazioni, riprese da Fanpage.

Ha detto, a proposito della Legge Melandri sulla ripartizione dei diritti televisivi: “Il male nasce dagli interventi spot, invece di fare elementi complessivi. Siamo passati a un calcio che ormai è industriale. Partecipare a un campionato superiore significa avere una situazione economica e non solo sportiva che permetta di competere. Dovremmo avere il coraggio di fare una norma complessiva”.

Quindi si è soffermato pure sul tema scommesse: La demagogia ha tolto la sponsorizzazione in diretta sulle scommesse, perché induce alla ludopatia, cose strumentali, non hanno senso. Questo mondo produce un miliardo. L’anno scorso, ho fatto una battaglia per lo slittamento dei versamenti fiscali e oggi tutti riconoscono che quella norma ha portato risultati importantissimi per lo stato. Bisogna avere il coraggio all’interno del sistema”. Chiosa finale sul tema stadi: “Senza stadi è come se uno ha il cavallo e non ha la stalla”

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PROGETTO STADIO

Stadio Flaminio, Lotito chiede le Caserme Guido Reni per aumentare il giro d’affari

Per la Lazio la partita dello stadio è un affare che vale oro. Accantonata l’idea di Lotito di realizzare la Casa delle Aquile sulla Tiberina ora si torna a parlare dello stadio Flaminio. Un impianto bellissimo, nel cuore di Roma, ma che sta cadendo a pezzi come prima cosa e che non ha un ritorno commerciale e edilizio su cui puntare.
Ecco allora che spunta il progetto di ottenere dal Comune un quartiere da fare: quello dove oggi ci sono le caserme abbandonate di via Guido Reni. Un distretto dove poter realizzare centinaia di appartamenti extralusso in uno dei quartieri più in di Roma.

Le carte stanno girando per gli uffici e la soluzione finale non è facilissima. Un cambio di destinazione importante che andrebbe a coinvolgere almeno tre assessorati. Lotito per accettare l’idea del Flaminio, che andrebbe a togliere al Campidoglio una patata bollente come poche visto che lo stadio sta crollando a pezzi e non ci sono i fondi per restaurarlo, vorrebbe ottenere proprio le caserme in disuso per farci il suo quartiere.

Un nuovo distretto, nella zona del Flaminio, fatto di appartamenti, negozi e ristoranti. Solo con un entrata forte come questa operazione si può pensare di far andare la SS Lazio a giocare al Flaminio. L’impianto di Nervi è assai messo male e non ci sono margini di manovra infrastrutturale visto che la famiglia Nervi detiene il “copyright” e ci sono dei vincoli importanti di tutela. Affariitaliani.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Petrucci: “Mercato anche di cessioni. Kamada il primo segnale per il progetto Lazio-Tudor, probabile sarà necessario nuovo accordo”

MATTEO PETRUCCI (Skysport) in collegamento a ‘NMM’!

Il settimo posto in classifica è il minimo sindacale pensando alla situazione della Lazio di due settimane fa. La Lazio sembrava una squadra svuotata senza obiettivi, a Tudor va dato merito di aver riacceso la squadra, essere tornati in Europa salva comunque la stagione. La Roma non ha svoltato significativamente dopo il cambio di allenatore. Anche se fosse arrivato prima, Tudor avrebbe fatto probabilmente gli stessi punti, li avrebbe fatti anche Sarri, visto anche il calendario favorevole a cui si andava incontro. Tudor ha guadagnato credibilità sul campo, è riuscito a farsi seguire dalla squadra pur essendo un personaggio spigoloso. Ho la sensazione che lui senta ancora della diffidenza nei suoi confronti, lo si sente anche durante le conferenze stampa; non si sente di aver conquistato tutto l’ambiente e per questo cerca di rivendicare i suoi risultati.

Ha raggiunto quello che era l’obiettivo della stagione, portare la Lazio in Europa e risollevare la squadra. Tudor è stato capace di schierare 22 titolari diversi, questo è importante per fare una valutazione completa rispetto alla rosa, per capire chi possano essere i giocatori più adatti.

Sarà un mercato complicato, più figlio delle cessioni, si capirà di più dal mercato capendo chi andrai a cedere, quali big andrai a cedere oltre a Luis Alberto.

Capitolo Kamada

Kamada sarebbe uno dei segnali più importanti, la Lazio sarà costretta a cambiare molto, sarà un mercato difficile e da qualche certezza si dovrà ripartire e Kamada ad oggi, è una certezza per la squadra. Provedel e Zaccagni possono essere altre due certezze. La società è ottimista rispetto alla permanenza di Kamada pur essendo arrivati al 21 maggio senza una risposta del giocatore e del suo entourage. La verità è che si dovrà trovare un nuovo accordo rispetto all’ingaggio, sia in riferimento alla durata che al compenso, ma non sarà facile. Il centrocampista è una delle priorità.

Tudor mentalmente è un allenatore molto aperto, non è un allenatore da ‘prodotto finito’ però non va messo a confronto con Sarri che ha un’esperienza diversa. Tchaouna deve ancora crescere, ha 20 anni ma ha grandi margini di crescita, può diventare un giocatore importante per la Lazio; me lo immagino come un sostituto di Felipe Anderson numericamente anche se non sarà il titolare. Isaksen in questo momento è di difficile collocazione, è sparito dai radar nell’ultimo mese, delle riflessione su di lui andranno fatte da parte di tutti”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Kamada ancora non esercita la clausola di rinnovo: ora chiede un aumento di ingaggio

La Lazio ora è lui, Daichi Kamada. È sotto effetto di una metamorfosi sensazionale, da sfera del soprannaturale. Kamada regista e trequartista. Kamada cacciatore di palloni, servitore di assist. Kamada uomo guida. Metamorfosi mentale, tecnica, tattica. È l’immagine simbolo del cambiamento voluto da Tudor e che ancora dev’essere completato

(…) La Lazio da giorni professa cauto ottimismo sulla permanenza di Kamada, il giapponese ha tempo fino al 30 maggio per inviare una Pec e far scattare il rinnovo triennale a 3 milioni netti. Finora non l’ha fatto. Il giapponese – sottolinea il Corriere dello Sport – si aspetterebbe un aumento da 3,5 milioni netti. È una cifra che aspettavano di ricevere anche Felipe e Zaccagni. Lotito ha concesso rinnovi sotto questa soglia, raggiungibile solo con i bonus. Di più guadagnano solo Luis e Ciro. Ci sono contatti in corso con i manager di Kamada, i prossimi giorni chiariranno le strategie del giocatore e della società. Per la Lazio vale il patto firmato ad agosto, il triennale è già pattuito, per la società peserà di più senza Decreto Crescita, non si risparmierà sul lordoPer Kamada, dopo l’exploit degli ultimi tempi, un premio andrebbe concesso. È pur sempre in scadenza, possono sempre spuntare offerte dall’estero di maggiore entità economica.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora Tudor vuole il piano futuro: incognite, necessità e la questione rinnovo

Tutto in una notte, l’ultima. Tudor si aggrappa all’Europa League, gli basterà un punto domenica contro il Sassuolo (ore 20,45) per conquistarla. La Champions era un miraggio legato a troppe combinazioni, sarebbe stato lo stesso anche con una vittoria a San Siro. «Sono ottimista per il futuro», ha sentenziato Igor a Milano. «Magari si continuasse così», ha aggiunto. Intende al ritmo di 2,12 punti di media, è il suo score. Diciassette punti in 8 partite, hanno permesso alla Lazio (sfruttando anche i 3 punti presi da Martusciello a Frosinone) di rientrare in corsa. Era una squadra in crisi d’identità e d’ispirazione, viveva giorni tumultuosi. Alcune ombre sono rimaste, altri casi si sono aperti.

Complicità totale con lo spogliatoio non c’è neppure con Igor, che rivendica però il fatturato da “big”: la sua Lazio ha gli stessi punti dell’Inter (17) 17), ma ora l’Atalanta è davanti, ne vanta 19. Il rendimento altalenante per un anno è stato paragonabile al tracciato di un elettrocardiogramma impazzito. Tudor ha rivoluzionato tutto, ha fatto giocare tutti ad eccezione di Sepe (retrocesso a terzo portiere). A volte ritornano o li fanno tornare, ha rilanciato anche Rovella e Pellegrini, due investimenti che erano diventati a rischio. A Milano ha invertito i ruoli di artisti e gregari, un segnale di futuro. Fuori Luis, Felipe, Guendouzi e Ciro. Tutti e quattro al centro di scenari di mercato. L’unico che si è sfilato, stando a quanto trapelato nei giorni scorsi e alle dichiarazioni di ieri, è Immobile. «Resto», la sua conferma.

Tudor e il rebus del rinnovo

Il diesse Fabiani in settimana aveva ribadito la scelta di continuare con Tudor. Ora in ballo c’è di nuovo il contratto con deadline giugno 2025. Partire con un allenatore in scadenza non è mai d’aiuto, sarebbe stato lo stesso anche con Sarri (il contratto, senza dimissioni, si sarebbe esaurito sempre a giugno 2025). La scelta spetta a Lotito e Fabiani. Forse conviene aspettare, forse no. Il diesse si rivedrà con Tudor dopo la partita con il Sassuolo, riparleranno per definire obiettivi, strategie, il piano futuro. Il tecnico ha ben capito che l’elenco dei promossi e dei bocciati non può essere insindacabile. Servirà un punto d’incontro. Il reinserimento di Rovella e Pellegrini, non ancora di Isaksen, può essere letto in questo senso. Di contro, s’aspetta che dal mercato arrivino giocatori funzionali, di gamba, non solo di fisicità, di potenza e con doti di accelerazione. Questo è l’identikit che ha tracciato nella conferenza pre-Inter. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Indice di liquidità dei club, a fine maggio controlli Covisoc: la situazione della Lazio

Come riporta Il Messaggero, anche il calciomercato Lazio della prossima estate, così come i precedenti. dovrà fare i conti con il tema legato all’indice di liquidità. A fine mese sono previsti i controlli della Covisoc mentre a giugno si saprà qual è lo stato della società da questo punto di vista. Se l’indice fosse negativo, Lotito ha due opzioni in mano: cedere alcuni giocatori oppure mettere la somma necessaria, ancora non quantificata, di tasca sua.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora progettare un futuro giovane con chiarezza e tempi di manovra più veloci

[…] Ora, però, si deve progettare la prossima stagione. A livello manageriale il direttore sportivo Fabiani ha spiegato che la Lazio lavorerà nella stessa direzione del Feyenoord e del Bayer Leverkusen. Una politica che si basa su tre concetti: la ricerca di talenti, la capacità di favorire un ricambio generazionale anche attraverso il settore giovanile e il player trading. Caratteristiche che hanno permesso al Feyenoord di ritagliarsi uno spazio anche all’estero: è stato il primo club olandese a vincere la Coppa dei Campioni, nel 1970, con Van Hanegem a centrocampo e Happel in panchina. Nel 2023 ha conquistato la Eredivisie e si è assicurato giocatori come Gimenez, Wieffer, Hancko e Timber, anticipando le società più ricche. 
Missione ambiziosa e impegnativa, quella annunciata da Fabiani, che ha studiato anche il modello Bayer, in grado di lanciare Havertz (venduto nel 2020 per ottanta milioni) e Wirtz. La squadra di Xabi Alonso non perde da 51 partite, ha vinto la Bundesliga, mercoledì sfiderà l’Atalanta a Dublino nella finale di Europa League e sabato potrebbe alzare la Coppa di Germania contro il Kaiserslautern. Ha un budget e un fatturato che si avvicinano ai parametri della Lazio. Negli affari ha dimostrato un istinto geniale: da Frimpong a Grimaldo (preso da svincolato), da Palacios a Tapsoba, da Boniface a Hincapié, da Adli a Xhaka, che nell’Arsenal non aveva legato con Arteta. Decisivi i tempi di manovra: dovranno essere più agili, rispetto al recente passato, se la Lazio vorrà realmente riconoscersi nei metodi del Feyenoord e del Bayer. Competenza e scouting. Il traguardo è scoprire subito altri Gila e Mandas: il primo lo aveva scelto Tare, il secondo lo ha scovato Fabiani. Prospettiva affascinante, a patto però che non si chieda ai tifosi di accettare il rischio di un anno di transizione. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Pioli, Sarri ed ora Inzaghi, tre campioni d’Italia: Lotito mediti

Pioli, Sarri e ora Inzaghi. Tre campioni d’Italia. Lotito mediti sul punto d’arrivo. Per adesso, o negli ultimi vent’anni, da Formello sono partiti. Lo scudetto si vince altrove, non alla Lazio, prigioniera del solito dilemma. Un passo avanti e uno indietro, sinceramente, come canta Annalisa. Mau incarna l’occasione persa, era un tecnico oltre i confini e i limiti del club. Simone, guarda il destino, alzerà la Coppa della seconda stella davanti alla Lazio. Succederà domenica dentro un groviglio di emozioni, il passato e il presente, la carriera e gli amori, il gemellaggio tra i 75 mila di San Siro e i suoi vecchi amici, su tutti Immobile, il precursore di Lautaro Martinez. Una festa vera, a distanza di tre anni da un trasferimento epocale, consumato nella notte pazzesca tra il 26 e il 27 maggio 2021.

Inzaghi se ne andava, lasciando Roma e il club del suo cuore dopo una vita. Era arrivato nel 1999. Scelta professionale, maturata in fondo a un quinquennio di successi e provocata dall’attesa estenuante di un rinnovo mai proposto (a certe cifre) sino all’ultimo giorno. Lotito gridò al tradimento, eppure commise con i suoi collaboratori un errore imperdonabile: presentarsi quella sera al ristorante senza i moduli federali, altrimenti Inzaghi avrebbe forse firmato il rinnovo a 2,7 e bonus. L’appuntamento venne rinviato alla mattina successiva e l’inserimento di Marotta, che nei giorni precedenti aveva tessuto la tela con l’agente Tinti, lo dirottò verso l’Inter (a cui Allegri nelle stesse ore disse no) dopo una notte con gli occhi aperti a guardare il soffitto e confrontarsi con la famiglia. Alle 9 di mattina, invece di andare a Formello a firmare dal segretario in attesa, Simone richiamò Lotito per comunicare la sua decisione, oggi impossibile non definire lungimirante. Corriere dello Sport