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RASSEGNA STAMPA

Decreto Crescita, Lotito contro Salvini: “Scelta demagogica. Danno a tutto lo sport”

Il Governo ha deciso di non prorogare il Decreto Crescita, scelta che non consentirà ai club, nella prossima sessione di gennaio, di acquistare calciatori dall’estero con un taglio del 50% sul costo dei compensi.  

Claudio Lotito, in una lunga intervista del Foglio, lancia dure accuse allo stesso Governo di cui lui fa parte. «Decreto Crescita?  Parliamo di un emendamento (al Decreto Milleproroghe, ndr) non mio ma che è stato presentato da Adriano Galliani. Certo, io ero d’accordo, come qualsiasi persona di buonsenso», ha spiegato il presidente della Lazio. Come scrive calcioefinanza.it, queste le parole del senatore di FI rispetto a quanto affermato da Matteo Salvini: «Guardi, questa soluzione è demagogia pura. Come si farà adesso ad attrarre i giocatori migliori? Non è un problema del calcio, ma di tutto lo sport».

Lotito nel mirino mette anche Umberto Calcagno, numero 1 dell’Assocalcioatori. “Chi dice che così si rovinano i settori giovanili non capisce niente, come Umberto Calcagno. L’anno scorso abbiamo avuto tre squadre italiane finaliste nelle coppe europee. Da adesso in poi sarà molto più difficile essere competitivi. Spiegatemi voi come farà adesso, per esempio, la Roma a trattenere i Lukaku, i Mourinho, come fa a pagargli lo stipendio?”, spiega ancora il consigliere federale.

Lotito pensa anche ad altre discipline. “Resta un problema di tutto lo sport. Il basket italiano ha due squadre che possono competere per l’Eurolega. Ora si bloccherà tutto», ripete ancora.

Sipario sull’Esecutivo. «Hanno preso la lettera scritta dal presidente della Lega Serie A, sottoscritta all’unanimità da tutte le squadre, e l’hanno buttata nel cestino», conclude Lotito.

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SERIE A

(AUDIO GOL) La Lazio ribalta il Frosinone in 105”: i nuovi firmano la rimonta, il 2023 si chiude con 3 punti

La Lazio ribalta il Frosinone all’Olimpico e chiude il 2023 con una preziosa vittoria. Nel frullatore di emozioni della partita, dopo un primo tempo grintoso ma sterile, il gol di Soulé fa toccare il punto più basso. Ma il vantaggio ciociaro non dura più di 12′. Castellanos si inventa un’incornata stile Bobo Vieri a Birmingham e pareggia. Passano 105′ secondi e Isaksen, imbeccato dal Taty, spezza completamente la partita. Primo gol in biancoceleste, meritatissimo. La chiude Patric sugli sviluppi di un corner, anche per lui primo centro stagionale. Rimonta che in campionato mancava da molto, la risposta d’orgoglio dei nuovi che trascinano la squadra fuori da una vera e propria psicosi, oltre che da una classifica che sarebbe stata durissima.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’ultima dell’anno: nell’era Lotito solo sette vittorie

Come riportato dal Corriere della Sera, la Lazio nell’era di Claudio Lotito, all’ultima partita dell’anno, non rende tantissimo: la squadra biancoceleste infatti ha conquistato appena 27 punti nelle 19 partite di campionato disputate prima della fine dell’anno solare.

Sono arrivate 6 sconfitte, 6 pareggi e 7 vittorie. L’avversaria affrontata più volte è l’Inter, contro la quale la Lazio ha perso nel 2009 e nel 2016, pareggiato nel 2014 e nel 2017, battendola solo nel 2015. All’Olimpico i biancocelesti non ottengono il pieno di punti nell’ultima dell’anno dal 2010, quando si imposero per 3-2 contro l’Udinese.

Mimmo Caso nel 2004 e Vladimir Petkovic nel 2013 finirono dicembre con una sconfitta che costò loro l’esonero. Doppio successo invece nel 2019: oltre a vincere a Cagliari in rimonta nell’ultima di A, la Lazio sconfisse anche la Juventus in Supercoppa, chiudendo così l’anno non solo con i 3 punti, ma anche con un trofeo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Priorità mezzala, ma servono cessioni. Col Frosinone Pellegrini rischia la panchina…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Priorità mezzala, ma servono cessioni. Col Frosinone Pellegrini rischia la panchina…”

“Priorità mezzala, ma servono cessioni. Col Frosinone Pellegrini rischia la panchina…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Non mi aspetto grosse sorprese nella sostituzione dei big. Quindi Kamada e Castellanos dal 1′, non credo a Felipe falso 9 dall’inizio. Ho dubbi sui terzini. Non credo verranno confermati Marusic e Pellegrini, ma puramente per una questione tattica. La presenza di Soulé potrebbe spingere Sarri a cambiare qualcosa. Mi aspetto Hysaj e Marusic, per proteggere le fasce. Per Castellanos c’è un blocco piscologico dovuto all’assenza del gol, ma sono convinto che non sia il giocatore che abbiamo visto finora”.

“La posizione della Lazio è: se non esce nessuno non entra nessuno. Sottotraccia la società si sta comunque muovendo. La priorità è una mezzala, anche se il nome di Ricci va sempre tenuto in considerazione. Tranne Rovella e Guendouzi, non ci sono altri centrocampisti ‘tolti’ dal mercato. Luis Alberto stesso, non è incedibile al netto del rinnovo contrattuale. Kamada? La società dice che non è sul mercato, ma è il gioco delle parti. Traore? Probabilmente è stato proposto, circola sempre il nome di Candreva, ma non arrivano conferme. Attenzione anche all’evoluzione della questione ‘Decreto crescita’. Dovrebbe esserci una proroga, ma ancora non ci sono certezze. Se dovesse invece esserci l’effetto retroattivo, la Lazio si ritroverebbe un monte ingaggi enorme”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zac sta tornando anche sotto porta: ora si attendono gli effetti anche sul rinnovo

Nei momenti di instabilità bisogna fare affidamento sulle certezze, sui punti saldi sui quali si sa di poter contare. E Zaccagni, contro l’Empoli, ha dimostrato ancora una volta di far parte di questo elenco, di essere uno capace di fare la differenza. Ecco perché Sarri riparte da lui, da Zac, il precario con il vizio del gol. Ne ha messi insieme 2 nelle ultime 3 partite giocate in Serie A, 2 dei 3 complessivi realizzati dalla Lazio nello stesse gare (l’altro è quello di Guendouzi che ha sbloccato il match con l’Empoli). 

Zaccagni è tornato goleador

È tornato a viaggiare ai ritmi dello scorso anno, quelli da ala da doppia cifra che l’allenatore biancoceleste aveva “battezzato” all’inizio della stagione: «Glielo ho detto, uno con le sue qualità non può non superare le 10 reti in un campionato». Detto, fatto. Al secondo anno sarriano nella Capitale l’ex Verona (nonostante in passato non fosse mai riuscito ad arrivare oltre i 5 centri) ha raggiunto l’obiettivo, chiudendo per la prima volta un torneo a quota 10 gol (impreziositi peraltro da 6 assist). E anche se un anno fa alla diciassettesima giornata era già arrivato a 6, è ancora in tempo per ripetersi e confermarsi tra gli interpreti più prolifici nel suo ruolo in Italia. Al momento, complice anche le grandi difficoltà incontrate nella Lazio nell’avvio di stagione, si è fermato a 3: quello con il Torino il 27 settembre e i due più recenti con Verona ed Empoli, quest’ultimo molto significativo, con dedica al nonno scomparso. È in ritardo sul ruolino di marcia, ma nessun altro centrocampista in Serie A ha segnato più di lui dall’inizio della scorsa stagione, visto che solo l’atalantino Teun Koopmeiners è arrivato come lui a 13 marcature. 

Zac e il rinnovo: le novità

Un rendimento alto e che ormai da tempo Zaccagni spera possa trasformarsi pure in un premio, quel rinnovo di contratto con adeguamento dello stipendio (attualmente fermo a 2 milioni bonus compresi). È in attesa di una chiamata come un precario qualunque, visto che il suo vincolo con il club biancoceleste si concluderà ufficialmente a giugno 2025. Da parte sua, solo il mese scorso ha dichiarato pubblicamente di voler restare a Roma e di essere consapevole che magari adesso possano esserci altre priorità, ma è chiaro che più il tempo passo e più si fa avanti la possibilità che altre società sondino il terreno. Un’ipotesi di cui ha anche parlato più volte il suo agente Mario Giuffredi, ricordando che l’attuale ds della Juventus Giuntoli aveva fatto di tutto per portarlo al Napoli qualche anno fa: «Ora però Zac è concentrato solo sulla Lazio – ha detto il mese scorso – e vuole fare bene solo qui, vedremo in seguito il futuro cosa ci riserverà. Io però ho sempre detto una cosa, a Mattia farebbe piacere restare a Roma, senza nessun tipo di dubbio. Per quanto riguarda il rinnovo di contratto, questo genere di accordi si fanno in due. Staremo a vedere». Un messaggio indiretto neanche troppo velato al presidente Lotito. Ma che allo stato attuale non ha ancora portato alcun effetto. Corriere dello Sport

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SUPERLEGA

Superlega, Lotito: “Tante risorse per i club, ma vanno tutelati i campionati nazionali”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, intercettato da Il Foglio, ha commentato così la storica sentenza della Corte Europea emessa ieri su Uefa e Superlega:  «Alla fine cambierà solo dove i soldi vanno a finire, e la sensazione mia è che per i club si potrebbero liberare un sacco di risorse. Di queste cose mica si può parlare così, prima dobbiamo vedere il provvedimento e capire la sua portata giuridica, poi valuteremo il da farsi, tenendo sempre a mente che dobbiamo tutelare l’importanza del campionato italiano, sennò con i campionati nazionali che ci facciamo, mica li possiamo buttare no?».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Romagnoli out, ballottaggio Luis-Kamada. Superlega? Lotito era favorevole, ma…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Romagnoli out, ballottaggio Luis-Kamada. Superlega? Lotito era favorevole, ma…”

“Romagnoli out, ballottaggio Luis-Kamada. Superlega? Lotito era favorevole, ma…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Lotito aveva accolto con favore l’idea della Superlega, vediamo come il tutto si svilupperà dopo questa sentenza epocale. E’ presto per parlarne. In questo momento Lotito non sta pensando a rinnovare il contratto di Sarri. Kamada? La Lazio fa sapere di puntarci ancora, ma sono le logiche del mercato. Il giocatore si sta guardando intorno e per la società l’unico modo per monetizzare è cederlo a gennaio visto che a giugno potrebbe liberarsi a parametro zero”.

“La Lazio deve sfatare il tabù trasferte. Solo 6 punti su 21 a disposizione, troppo pochi per una squadra con ambizioni. Empoli e Frosinone sono veramente le due gare spartiacque. Oggi provato Marusic a destra, quindi è probabile la chance per Pellegrini a sinistra. Felipe al centro? No, l’unico dubbio al momento è fra Luis Alberto e Kamada. Romagnoli non partirà per Empoli, ha avuto un indurimento al polpaccio e sarà out per il Castellani. Ha interrotto l’allenamento e per motivi precauzionali, verrà lasciato a Roma”.

“Valeri? Non mi risulta sia stato trovato l’accordo. Non c’è nulla di chiuso”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Luis Alberto titolare ad Empoli, ora serve un segnale da parte sua”. Poi su Valeri e Marusic…

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“In vista della trasferta di domani contro l’Empoli, Sarri ha recuperato tutti i calciatori. Dovrà fare a meno solo di Lazzari squalificato. Credo sia possibile il rientro in campo di Luis Alberto da titolare. Lo spagnolo è molto stimato da Sarri, sa quanto ha dato ad inizio di stagione ed ora è lui che deve tornare a dare segnali importanti. E’ vero che, in vista della Coppa d’Asia, andrebbe sfruttato il più possibile ora Kamada, ma va detto che non è così scontata la convocazione da parte del Giappone visto il suo momento.

Valeri spera di andare alla Lazio a giugno a scadenza di contratto, c’è stato un incontro con il club biancoceleste da parte del suo entourage tempo fa. Quello è stato un chiaro avvicinamento. La Lazio ha intenzione di bloccarlo per poi capire se utilizzarlo o mandarlo a giocare in prestito. Anche in quel settore del campo ci saranno dei cambiamenti e dei movimenti. Al di là dell’errore con l’Inter, credo che il ciclo di Marusic sia finito. Questo nonostante il lungo contratto che ancora lo lega alla Lazio, ma penso che dipenderà dalle proposte che arriveranno. Mi sembra che Fabiani sia determinato a fine anno a ringiovanire la rosa”.

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DICHIARAZIONI

Lotito e l’abolizione del Decreto Crescita: “Così si mortifica calcio italiano. Senza Mou e Lukaku Roma morta”

Il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, è stato intercettato nei corridoi del Senato e ai microfoni de La Stampa, ha parlato dell’emendamento alla manovra (che confermava le agevolazioni fiscali per i calciatori), che è stato bocciato. “Vai anche a mortificare la competitività del calcio italiano. Se tu oggi hai possibilità di avere Lukaku…gioca con la Roma, no? Lukaku cor cavolo che lo pijavi! Hai capito qual è il problema? Mourinho non lo pijavi! Perché Mourinho si avvale di questa norma. Hai capito? Cosiì crei un danno alle società: senza Mourinho e Lukaku la Roma è morta”.

Lotito e la foto: “Non dormivo: penso, elaboro”

Durante il lungo dibattito di domenica, sono girate delle foto nelle quali sembrava che stesse dormendo: “Non stavo in commissione, stavo facendo vedere ai colleghi che quella sedia si reclina. Mi ci metto apposta, con le mani così, come un morto. Riposo, penso, elaboro”. Ed ancora: “lo sono abituato, come faceva Andreotti, a portare l’impermeabile in estate e inverno: a me scivola tutto”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, asse Sarri-società per il rilancio. Lotito: “Ha un contratto fino al 2025…”

Nulla è mai come sembra alla Lazio, può cambiare tutto da un momento all’altro. Persino l’undicesimo posto potrebbe diventare il quarto con un improvviso e agognato rilancio. Tutto è ancora aperto (Empoli e Frosinone permettendo), quindi nessuno ha il coraggio di prendere una posizione chiara e netta adesso. Giusto, ma così ormai vale tutto e il contrario di tutto. Lotito scongiurerà sempre l’esonero di Sarri con 10 milioni lordi ancora a bilancio, si è riavvicinato e sa che Mau non farà nessun passo indietro. Da Formello lasciano addirittura strategicamente trapelare un rinnovo del tecnico a febbraio-marzo (beato chi ci arriverà, il presidente cade dalle nuvole: «Ha un contratto sino al 2025. Di cosa stiamo parlando?») per legittimarlo e provare a dare un segnale forte al gruppo, senz’altro più responsabile dei crolli di questo campionato. Dal canto suo, dopo il secondo posto, Sarri mal celava la delusione per il mancato salto con l’ultimo mercato («I rinforzi li avevo chiesti anche a giugno»), ma adesso è sempre più legato al ds Fabiani e accetterebbe addirittura un progetto giovane e ridimensionato per il futuro. Il Messaggero