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DICHIARAZIONI

Il dolore di Stankovic: “La morte di Mihajlovic mi ha portato via tutto”

Tra i ricordi più sentiti per la scomparsa di Sinisa Mihajlovic, c’è quello dell’amico e connazionale Dejan Stankovic. L’allenatore della Sampdoria arrivò alla Lazio giovanissimo, finendo proprio sotto l’ala protettiva di Sinisa. Stankovic, uno di quelli che hanno portato in spalla la bara dell’ex allenatore del Bologna, è ancora sconvolto per aver perso uno dei suoi migliori amici, ed ha espresso tutto il suo dolore in un’intervista al Secolo XIX.

Il doloroso ricordo di Stankovic

“La morte di Sinisa mi ha tolto tutte la parole – racconta Stankovic -. Sento dentro un immenso vuoto che non ho mai conosciuto prima. Sono ancora giovane e per fortuna ho ancora tutti i miei cari. Tutto quello che avevo è andato via con lui. Mi rimane la memoria e il grande orgoglio di avere fatto parte della sua vita”. 

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Sinisa, come fosse morto un capo di stato. Uomo libero e pensiero pulito” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’!

Sinisa Mihajlovic era un uomo particolare, era una persona buona sensibile, anzi più che sensibile. Ha recitato la parte del duro, ma era talmente buono che piangeva per i suoi affetti. Durante il funerale ho avuto la sensazione di un saluto ad un capo di stato. E’ morto un personaggio trasversale, non era solo un calciatore, è stato di più. Mai banale, molto leale, se doveva mandarti a quel paese lo faceva. Uomo libero con pensiero pulito, abituato da sempre a pagare le conseguenze di quello che faceva e pensava. Non si è mai nascosto dietro nulla e nessuno, ha lasciato una traccia grandissima. Lascia una moglie e dei figli strepitosi. Sinisa ha davvero vissuto nel modo che desiderava, senza le maschere che tutti indossano”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Ledesma: “Le persone come Mihajlovic non muoiono. Scaloni campione, che ricordi con lui…” (AUDIO)

Cristian Daniel Ledesma in collegamento a Radiosei

Mihajlovic, una bandiera e un padre di famiglia

“Su queste cose sono molto rispettoso, non ero amico di Mihajlovic ma l’ho conosciuto e ci siamo spesso incrociati. Per lui e per la sua famiglia massimo rispetto. Ho conosciuto uno dei suoi figli, l’ho allenato alla Luiss, dispiace ma le persone come lui non muoiono, restano. E’ stato un esempio per il modo in cui ha affrontato la sua malattia, ha sempre mantenuto il sorriso”

Scaloni campione del Mondo

“Con Lionel avevamo stretto una grande amicizia, è stato un punto di riferimento. E’ stato un giocatore importante e mi aspettavo potesse diventare un allenatore bravo. Era totalmente malato di calcio, seguiva tutto, era già predisposto alle cose tattiche, si interessava di tutto. Eravamo noi due a cucinare l’asado, ricordo una volta in cui abbiamo cucinato 60 kg di carne, impiegammo ore, c’era tutto lo staff da sfamare. La nostra è stata una Lazio che è piaciuta alla gente, abbiamo fatto molto a livello di squadra anche se c’era sempre la problematica tra i tifosi e la dirigenza. Gettammo le basi per quello che è avvenuto dopo. Ho seguito il mondiale e ho seguito con molto piacere il percorso dell’Argentina. Mi è piaciuto vedere Messi caricarsi emotivamente la nazionale sulle spalle“.

Dario Cadeddu

07/01/2023

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CITTA'

Folla d’amore per l’ultimo saluto a Sinisa: c’è tutto il calcio, Lazio al completo (VD/FT)

A tre giorni dalla prematura morte di Sinisa Mihajlovic, scomparso a 53 anni a causa della leucemia, è il giorno dell’ultimo saluto all’allenatore serbo. A partire dalle 11.30 si celebrano i funerali del tecnico ed ex difensore nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, a piazza della Repubblica. Ieri è stato il giorno della camera ardente al Campidoglio, dove sono arrivate migliaia di persone: tifosi da tutta Italia, appassionati e addetti ai lavori hanno omaggiato Mihajlovic, che si è fatto amare dal mondo del calcio per la sua schiettezza e lo spirito battagliero.

Ciao Sinisa, la Lazio (e Kolarov) all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo di Francesco Totti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo della Lazio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo del Bologna nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo del feretro nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri

Ciao Sinisa, l’arrivo della famiglia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri. In attesa dell’arrivo della Lazio e del Bologna, presenti tanti ex compagni come Peruzzi e Liverani.

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RADIOSEI

Eterno Sinisa: i miti non muoiono mai (SPECIALE AUDIO)

Bavero alto e sguardo fiero. In ogni battaglia sempre in prima linea, perché tirarsi indietro, per te, non è mai stata un’opzione. Sei stato tante cose Sinisa e ti abbiamo voluto bene come uno di famiglia. Il dolore è grande, enorme. Lasci una voragine che solo il tempo saprà riempire, mai rimarginare. Perché attraverso il ricordo colmeremo questo vuoto, il ricordo del calciatore certo, dei successi, delle gioie sportive, ma soprattutto dell’uomo. A testa alta, sempre, nonostante la prova più dura che potessi affrontare. La vita ti ha restituito un tiro mancino, ma non ha fatto in conti con l’eternità che solo chi è leggenda può conoscere. Il popolo laziale ti amerà per sempre. 

Radiosei, l’Editore, la Direttrice Artistica, la redazione e tutto il suo staff si stringono ai familiari di Sinisa Mihajlovic.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Sinisa ha fatto diventare laziale un’intera generazione” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per Mihajlovic si è mossa tutta l’Italia. Nella sua purezza, sincerità, umiltà ha unito tutti. Lui è stato uno dei motivi per cui molti della mia generazione si sono è innamorati della Lazio. Lui era uno dei più carismatici, difficile pensare che ne possa nascere un altro così. È bello vedere che la figlia Vittoria per ricordarlo abbia messo quasi tutte foto con la maglia della Lazio”.

Alessio Buzzanca

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CITTA'

Mihajlovic, il saluto in Campidoglio. Lotito si commuove: “Amico e riferimento Lazio, lo onoreremo” (VIDEO)

Qui giace un guerriero, Sinisa Mihajlovic. è l ’amico di tutti, lo circondano gli amici di sempre, lo onorano i popoli calcistici d’Italia arrivati davanti all’altare maggiore del Campidoglio, una cattedrale civile, dove è posto il feretro. è coperto dal drappo della Serbia, dalle maglie vestite nella Lazio con il numero 11 consegnate dal presidente Lotito, piangente. Le sciarpe delle squadre che ha vissuto (Stella Rossa, Roma, Samp, Lazio, Inter), che ha guidato (Torino, Milan, Bologna) e che ha sfidato formano un rosario. Sulla bara grandeggia una foto di Sinisa, sorride alla vita prima che lo tradisse, è la prima cosa che appare nella Sala della Protomoteca, camera ardente. C’è un’altra foto, risale a Bologna. Sinisa è col cappellone alla francese, è nominata “tutti per uno”, porta le firme del suo staff. Sedute da ore, accanto al giaciglio funebre, ci sono la moglie Arianna e la mamma Viktorija, le sue marie. Poco più in là i figli e il fratello Drazen, il vice Tanjga. L’enormità corale del saluto a Mihajlovic è raffigurata dall’incessante corteo di gente iniziato alle 10 di ieri, terminato alle 18. Dieci, quindicimila persone, s’è perso il conto. Si sono ritrovate sotto il cielo di Roma, affettuoso dopo giorni cupi. Nessun vento e nessuna pioggia avrebbero mai disturbato l’ultima domenica di Sinisa.

Il saluto

E’ stato l’assessore Onorato a fare le veci del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, impegnato fuori città, sarà presente oggi ai funerali: «Con il sindaco studieremo il modo più adeguato per ricordarlo al meglio perché la sua forza gentile è rimasta nei nostri cuori». Dal corteo funebre, nascosti tra la folla, sono spuntati amici di Sinisa, compagni di vita e calcio, colleghi, dirigenti, leggende: Montella, Corradi, Fiore, Spalletti, Pradé, Corvino, Andrea Della Valle, Bruno Giordano, Giannini. E si è capito ancora di più quanto Sinisa sia riuscito a rendere la malattia un valore. è stato onorato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Mihajlovic ha lasciato un messaggio nel mondo, non solo quello del calcio. Una figura come la sua è coraggio. La vita è una battaglia e devi saperla combattere. è un grande insegnamento, vale la pena ringraziarlo»Ignazio La Russa, presidente del Senato, è stato tra i primi ad arrivare in mattinata: «L’uomo ha sovrastato lo sportivo». Luciano Spalletti, dopo aver salutato Arianna, si è seduto accanto ai familiari, si è chiuso in un lungo raccoglimento prima di concedere la sua testimonianza: «Il calcio ha perso una persona di valore. Ci siamo sentiti spesso negli ultimi tempi, abbiamo approfondito la nostra amicizia». Vincenzo Montella si è intrattenuto lungamente con Arianna, non ha trattenuto le lacrime. Mihajlovic e Montella sono stati uniti da un’incredibile congiunzione. Montella è subentrato a Sinisa al Catania, alla Fiorentina, alla Samp, al Milan e sono sempre rimasti amici: «Eravamo bambini. Sono subentrato in 4 squadre dopo di lui, non c’era nessuno, dai magazzinieri ai presidenti, che parlasse male di Sinisa. Ogni volta che lo vedevo gli auguravo di andare al Real Madrid, così lo avrei seguito anche lì. Ha lasciato un segno autentico anche per chi soffre ed è malato. Era senza maschera», il senso della fratellanza di Montella. Daniele Pradè, diesse della Fiorentina, ha abbracciato più volte i figli di Sinisa: «Tutto l’amore che è intorno a questa famiglia è la dimostrazione di quello che Sinisa ha fatto nella vita». Accanto al feretro, per un paio di ore, sono rimasti Arnautovic e Soriano, fedelissimi di Sinisa a Bologna. La bara di Sinisa è rimasta in Campidoglio, stamattina sarà trasportata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Sarà l’ultima immagine della sua vita terrena, poi il guerriero accarezzerà i Campi Elisi.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Negro: “Sinisa, carisma e divertimento. Come me, con la Lazio nel cuore” (AUDIO)

Paolo Negro in collegamento a ‘NMM’

“Lui avrebbe voluto che tutto continuasse. Che tutti noi continuassimo a giocare, ad allenare, ad amare il calcio. Era così da giocatore e così se n’è andato. Con lui alla Lazio completammo la rosa. Col suo mancino, il lancio spingeva più sulla destra e quindi era perfetto per il mio ruolo quando sono passato a fare il terzino. Arrivavano tanti palloni e mi divertivo.

Sinisa era carismatico e usava queste qualità anche per divertirsi e fare gruppo. Le partitelle settimanali di allenamento erano all’ultimo sangue anche grazie a lui.

Sinisa “lazializzato”

Lui era molto innamorato della famiglia e l’ha costruita con tutto l’amore possibile. Io e Sinisa siamo due “lazializzati”? E’ proprio così: la Lazio ti entra dentro. Non è possibile non essere laziali. Ringrazio tutte le società che ho avuto da calciatore e da allenatore, ma la Lazio è la Lazio. Ed è anche questo che mi legava a Sinisa”.

Alessio Buzzanca

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CITTA'

Mihajlovic, tutta la Lazio per l’ultimo saluto

Oggi ci saranno i funerali di Sinisa Mihajlovic,morto venerdì dopo una lunga malattia. E, alla basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ci sarà tutta la Lazio, che, come sottolineato da Il Messaggero, si muoverà in pullman. Un qualcosa che non si vedeva dalla scomparsa di Lovati, datata 2011, e voluta fortemente dal presidente Lotito, presente ieri alla camera ardente.

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NEWS

Mihajlovic, camera ardente in Campidoglio

Il ricordo di Sinisa Mihajlovic nella Capitale è forte: in queste ore tantissimi i messaggi di affetto e di condoglianze sono stati rivolti la famiglia dell’ex calciatore di Lazio e Roma. Il Comune capitolino – visto il legame tra la città e l’ex giocatore serbo – ha allestito la camera ardente in Campidoglio che sarà aperta dalle 10 alle 18 nella giornata di domenica.