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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Serie A, Rambaudi: “Milan e Juve lotteranno per lo scudetto. L’Inter è un punto interrogativo e su Gasperini…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Per vincere bisogna sempre fare gol, è un fatto oggettivo. Io credo che chi parla di Allegri e lo critica può avere una filosofia diversa, ma non discute il fatto che sia un vincente. C’è tanta qualità nel Milan, per me lotterà per lo scudetto. Per qualità ci metto anche la Juve in questa lotta. Chi sta facendo sicuramente una squadra più forte è il Napoli. L’Inter è un punto interrogativo. Per me l’Atalanta perde un valore aggiunto che è l’allenatore, quindi la metto sesta\settima. Per la stima che ho di Gasperini, credo sia un allenatore fortissimo che incide molto, ahinoi, vedo una Roma che farà bene; lo avrei voluto alla Lazio.

Delio Rossi a Foggia? La piazza è molto esigente, lui torna per la terza volta e sa che l’ambiente è dalla sua parte e gli permetterà di lavorare”.

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CALCIOMERCATO

Immobile può tornare in Italia: Fiorentina e Milan su di lui

Un vice Kean da fregarsi le mani: la Fiorentina punta in alto nello scegliere un alter ego del centravanti da venticinque gol alla prima stagione in maglia viola e, siccome le vie del mercato sono infinite e per questo non tracciabili, potrebbe diventare sostituto (provvisorio) a tutti gli effetti se la clausola da cinquantadue milioni non venisse annullata con il rinnovo a cifre adeguate e alla fine portasse via Moise da Firenze. Ciro Immobile: ecco quanto va su con i pensieri il club di Commisso per il vice Kean. O Edin Dzeko oppure Fotis Ioannidis, oppure ancora Cristian Shpendi se non fosse l’ex bomber della Lazio.

Ma intanto la Fiorentina ci sta provando con l’ex Lazio, consapevole di un paio di ostacoli affatto semplici da superare. Uno riguarda la concorrenza del Milan che a sua volta è forte sull’attaccante napoletano e prova ne sia la visita a Casa Milan nei giorni scorsi da parte di Sommella, agente del calciatore. Il secondo è rappresentato dai contorni economici dell’operazione: Immobile ha ancora due anni di contratto con il Besiktas (41 presenze complessive e 19 gol, di cui 15 nella Super Lig) a sei milioni a stagione, però il club turco potrebbe concedergli una sorta di “scivolo” per anticiparne la chiusura a questa estate e consentirgli di tornare in Italia. La società di Commisso ha già messo un biennale consistente sul piatto per cercare di battere il Milan nella corsa al centravanti autore di ben 201 gol in Serie A: un tentativo l’ha già fatto e un altro lo farà a breve non appena avrà la sponda del Besiktas a condizioni favorevoli per tutti. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Lazio, non solo l’Inter: anche il Milan ha messo gli occhi su Rovella. E Guendouzi…

“Al Milan piace, per esempio, la coppia di centrocampisti della Lazio, che il dirigente albanese conosce naturalmente molto bene: Nicolò Rovella che Max ha avuto modo di vedere da vicino in particolar modo nell’estate del 2022 […] e Mattéo Guendouzi”. Così si legge nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Il piano per Rabiot”.

Il Milan mette gli occhi sulla Lazio. Dopo il doloroso addio di Tijjani Reijnders, volato in direzione Manchester City, il club rossonero ha il compito di migliorare un centrocampo ancora incompleto. Il primo nome sulla lista di Igli Tare è quello di Adrien Rabiot. Il francese è un fedelissimo di Max Allegri e recentemente non ha nascosto la stima nei confronti del tecnico ex Juventus. In alternativa, il Milan valuta due dei giocatori più rappresentativi della Lazio.

Non è un segreto, al ds Tare piacciono Guendouzi e Rovella. Il francese sarebbe l’alternativa al connazionale Rabiot, per Rovella si tenterà un affondo solamente in caso di mancato arrivo di Ricci. Al momento si tratta solamente di valutazioni ma una cosa è certa, la Lazio non ha alcuna intenzione di svendere i propri calciatori: Milan avvisato.

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CALCIOMERCATO

Milan, anche Gila nella lista di Tare

Il Milan comincia a pensare al futuro in maniera più concreta. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’eventuale presenza o meno di Igli Tare cambierebbe le carte in tavola. Dovesse arrivare l’albanese, in caso di partenza di Theo Hernandez, uno dei nomi da tenere in considerazione per la fascia sinistra sarebbe quello di Destiny Udogie del Tottenham. Occhi anche su Dan Ndoye, che ha regalato al Bologna la Coppa Italia, e Jens Odgaard, che ha avuto una crescita importante da gennaio 2024 a oggi in rossoblù.

In difesa Fikayo Tomori e Malick Thiaw hanno le valigie in mano e la società dovrà trovare dei sostituti. Il preferito di Tare sarebbe Mario Gila della Lazio, ma nella lista del direttore sportivo ci sarebbe anche Luiz Felipe, che al Marsiglia ha giocato poco dopo l’esperienza all’Al-Ittihad. Da non sottovalutare inoltre anche Pietro Comuzzo, che la Fiorentina ha però blindato con un rinnovo recentemente, Giovanni Leoni del Parma e Diego Coppola dell’Hellas Verona.

Al momento è solo puro fantacalcio l’idea di riportare in Italia Sergej Milinkovic-Savic, visto che l’Al Hilal gli corrisponde ben 20 milioni di euro a stagione, ma mai dire mai. In attacco piace da tempo Lorenzo Lucca, che concluderà in doppia cifra pure la stagione corrente. Sondato infine Federico Chiesa, chiuso dai tanti top player al Liverpool e voglioso di riscatto nell’anno che porterà poi al Mondiale, competizione che l’ex Juventus e Fiorentina vuole assolutamente giocare.

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Nuovo Ds, il Milan ha scelto Tare: i dettagli

Igli Tare ha fatto un grande passo avanti nella corsa a direttore sportivo del Milan. I contatti, mai rotti, sono ripresi in queste ore: c’è stata una telefonata e c’è un impegno a sentirsi presto. Per chiudere? Sì, è possibile. Non c’è ancora la firma ma, se tutto andrà come previsto, ci si stringerà la mano e si comincerà la costruzione del 2025-26. Non c’è tempo da perdere.

L’opzione Tare è sempre stata sul tavolo dell’a.d. Giorgio Furlani e prima ancora della coppia Ibrahimovic-Cardinale: l’ex direttore sportivo della Lazio ha incontrato Ibra e Cardinale a febbraio, Furlani il 15 aprile. Evidentemente, è piaciuto a tutti. Da allora, c’è stato un lungo periodo di riflessione in cui Tare non è mai uscito dalla lista ristretta dei candidati di livello per un ruolo così delicato. La concorrenza non è mancata. Fabio Paratici a inizio aprile è stato vicino a chiudere l’accordo, poi le questioni legali hanno cancellato una trattativa molto avanzata. Tare, anche in quel momento, era l’alternativa naturale, l’unico altro direttore sportivo con grande esperienza in Italia – 15 anni con Lotito alla Lazio – e abitudine a costruire squadre per Champions ed Europa League. Il Milan il prossimo anno non giocherà in Europa ma è evidente, è quella l’unica dimensione a cui appartiene.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, contro l’Inter è richiesta una prestazione sorprendente. Con Pedro dall’inizio…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Tavares si è allenato in solitaria anche ieri, mi pare definitivamente fuori per la gara con l’Inter. Non mi sento di considerarlo a disposizione. Al massimo potrà andare in panchina, con Lazzari e Marusic titolari. La fascia sinistra è da rifare visto l’assenza di Zaccagni. In ballottaggio c’è anche Hysaj, mentre al posto del capitano penso tornerà dall’inizio Pedro. E’ vero che lo spagnolo il meglio lo fornisce in corsa, ma serve qualità ed esperienza per una gara come quella di Milano.

Le probabili scelte di Inzaghi non lasciano spazio a molto ottimismo, torneranno i titolari. Sarà dura, la Lazio è chiamata a tirare fuori una prestazione che viste le condizioni sarebbe sorprendente.

Intanto, vista la vittoria in Coppa Italia del Bologna c’è un buon riflesso per la corsa europea. Ora il Milan è fuori da tutto, non potrà staccare la spina in vista della gara con la Roma, anche se percezioni e parole dei protagonisti vanno capire che il fallimento lì è già compiuto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Champions, Europa League e Conference, ecco come finirà la volata…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Se il Milan vuole entrare almeno in Conference League deve battere la Roma. La squadra di Ranieri, se dovesse perdere con i rossoneri resterebbe di restare fuori dall’Europa, a patto che la Lazio raccolta almeno tre punti con il Lecce. Poi il resto dipenderà dal risultato che maturerà a Parma. Se il Napoli dovesse archiviare velocemente il match potrebbe esserci anche un riflesso sulla prestazione dell’Inter contro la Lazio. Sono tutti calcoli complicati, partendo dal presupposto che il risultato più probabile a San Siro è la vittoria dell’Inter sulla squadra di Baroni. In questo caso, alla Roma per andare almeno in Europa League basterebbe un pareggio con il Milan, con la prospettiva di vincere l’ultima con il Torino. A pari punti con la Lazio avrebbe la meglio per gli scontri diretti.

Alla fine credo che finirà che il Milan resterà fuori da tutto, la Lazio andrà in Conference, la Roma in Europa League e la Juventus in Champions“.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Crespo: “Che ricordi la mia Lazio piena di campioni. Da tecnico ora voglio l’Europa. Alla squadra di Baroni dico…” (AUDIO)

HERNAN CRESPO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Da giocatore mi sono tanto divertito, ho fatto quello che mi appassionava dando il meglio di me. Sicuramente non mi sono mai risparmiato, ho sempre rispettato professione e tifosi. Come tecnico sono molto della scuola Ancelotti. Per stile e gestione del gruppo mi rivedo molto in lui. Cerco di avere un’atmosfera di lavoro tranquilla e serena, consapevoli delle grandi pressioni e delle responsabilità. La mia personalità non è cambiata, voglio essere competitivo rispettando le regole. Il calcio è dinamico ed in costante aggiornamento, ma ci sono dei punti fermi che non cambiano. E’ fondamentale dare un’identità di gioco, una riconoscibilità che ti renda protagonista. Si gioca per vincere, ma dare una filosofia è fondamentale anche per migliorare il singolo giocatore. Se questo accade tutti sono felici, club e tifosi compresi. Poi ci sono cose che non puoi controllare, come il risultato anche se sarai giudicato in relazione a questo. Il fulcro di tutto è il giocatore, l’idea è quella di aggiungere valore. Sono tanti i tecnici che ho avuto da calciatore che mi hanno lasciato qualcosa. Da Eriksson a Mancini, passando per Mourinho.

Nel Deportivo Defensa y Justicia ho avuto la grande soddisfazione di vincere, come se il Cagliari vincesse l’Europa League. In Asia abbiamo fatto il triplete domestico con una semifinale di Champions League. Sono arrivati successi continentali anche in Brasile con il San Paolo e con l‘Al-Ail. Sono orgoglioso di poter dire che con Lippi e Scolari, siamo gli unici tecnici ad aver vinto in tre continenti diversi.

La mia intenzione è approdare in Europa di poter fare qualcosa di bello e di dare continuità alle vittorie. Ho vissuto per venti anni in Italia e sono molto aperto anche ad un’esperienza in un calcio che conosco bene. La cosa fondamentale è sposare un progetto importante e convincente.

Approdare alla Lazio è stato tornare in una metropoli. Mi ha ricordato quanto vissuto nel River. Era una grande Lazio e campione d’Italia in carica. Abbiamo pagato un po’ la mancanza di fame dopo quel successo. Poi è stato più complicato, era iniziato un momento di decadenza, è stato quasi il tramonto dell’era Cragnotti. Ricordo il 4-0 contro la Juventus, la vittoria in Supercoppa Italia 4-3 contro l’Inter. Momenti bellissimi, anche solo le partitelle che facevamo in allenamento. Era complicato segnare anche lì, affrontare Mihajlovic, Nesta, Stam, Couto. Era più difficile segnare in partitella che in partita (ride, ndr). Questo rende l’idea di cosa fosse quella Lazio ed il calcio italiano. Giocare con Nedved, Veron, Simeone, Nesta, era una Lazio grandiosa. Nei derby affrontavamo Emerson, Samuel, Candela, Batistuta. Era tanta roba quel calcio italiano delle sette sorelle.

Contraccolpo Europeo per la Lazio di Baroni? Vincere non è mai semplice. E’ importante essere riusciti ad arrivare ai quarti di finale di Europa League, ma non è mai sufficiente. Il pensiero è che il Bodo fosse alla portata, ma la Lazio ha dato il massimo ed è uscita ai rigori. Il dolore che ne è derivato deve essere la base per ripartire e continuare a costruire. Se esci con l’amaro in bocca vuol dire che potevi fare parte delle prima quattro. Non è poco, è una buona base per costruire il futuro”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Tognazzi: “La flessione della Lazio non me l’aspettavo, il Milan non c’è più. Serve rispettare il blasone…” (AUDIO)

GIANMARCO TOGNAZZI in collegamento a ‘NMM’

“Ho una sola consolazione da milanista, che il Milan non c’è più. Non da oggi, ma da tempo. Lo dico da quest’estate quando è atterrato un povero tecnico che nessuno ha accolto. Che la piazza possa gradire o meno, la società per l’allenatore avrebbe dovuto avere l’obbligo della difesa, della protezione, dell’accoglienza. Si sapeva che già era una scelta sbagliata: se non hai un obiettivo sportivo, e questo ormai mi sembra conclamato, si usa solo il brand Milan.

Non capisco i tifosi, miei confratelli, che trovano giustificazioni con loro stessi per difendere l’indifendibile. Non si può umiliare un brand e un club così glorioso. Te la puoi prendere con allenatori, giocatori, chi vuoi, ma se non c’è una società dietro non ha senso.

Il Milan è una delle società di calcio più importanti al mondo. Con questa società mancherà sempre tutto intorno. Una squadra senza un obiettivo sportivo nel tempo tende a toppare anche se ci sono i grandi dentro. Solo Maldini ci ha provato, salvo poi essere messo alla porta: lì il popolo milanista che doveva insorgere.

Io vorrei chiedere a chi giustifica questa stagione, se questa società rispetta il blasone del club.

Perché Theo Hernandez si può permettere tutto come Leao? Perché non hanno sostituti. Servono ricambi per stimolare. Il Milan non è mai stata una squadra di simulatori.

Sono riusciti ad allontanare anche coloro che fanno del Milan una ragione di vita, come me.

La Lazio ha avuto una flessione che non mi aspettavo, così come l’Atalanta. Il Milan è 9°, praticamente ha tutte le squadre sopra. Baroni sta facendo un ottimo lavoro. Tutte quelle davanti hanno un progetto sportivo a difefrenza del Milan. Lotito può piacere o meno ma ha dato un’identità”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Maffei: “Lazio cuore ed attacco, andrà a Plzen senza calcoli. Arbitri? Se a Milano non ci fosse stato l’accerchiamento…” (AUDIO)

FABRIZIO MAFFEI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La vittoria di Milano ci voleva. Dopo prestazione altalenanti serviva una grande adrenalina come quella di domenica. Ad un certo punto non me l’aspettavo più. Quando ho visto l’atterramento in area di rigore, la mia cattiva fede nei confronti della classe arbitrale mi ha fatto pensare male. Se i giocatori della Lazio non avessero accerchiato l’arbitro, richiamando l’attenzione del Var, forse non sarebbe finita in questo modo. Era un fallo netto, ammiro chi, andando contro la verità, è riuscito a mettere in dubbio la realtà. Assenza della società su questo argomento? E’ una linea di condotta che può essere anche ammissibile. A me i piagnistei non piacciono, ricordo però la voce forte del direttore sportivo Fabiani dopo la gara con la Juventus.

Europa League? Affrontare questa fase con tanti giovani è sempre un rischio. Staremo a vedere, non ho grandi elementi per anticipare lo svolgimento della gara del Plzen. Mi affido ad una Lazio che ha sempre dimostrato di non avere soggezione dell’avversario. Non siamo fatti per la trama melinata, noi siamo una squadra di carattere, cuore e pancia. Non aspetto una partita giocando sul ragionamento dal doppio confronto, la squadra di Baroni la giocherà come una gara secca. Sono molto preso dalla storia di questa Europa League. Da prima della fase a classifica, andiamo lì con il giusto rispetto ma nulla di più“.